Una pagina per l'economia e tutto ciò che le si muove intorno


PRIMA PAGINA CRONACACULTURASPORTLETTEREARRETRATISONDAGGI


Perchè sì alle energie alternative dopo il no al nucleare

Occupiamo del dopo referendum. Perché abbiamo fatto il passo giusto. E perché le energie alternativer sono un passo giusto.


MORIRE DI NUCLEARE, ANCHE SENZA CERNOBYL - Sono numerosi gli studi che attestano la nocività dell'esposizione alle radiazioni nucleari, anche in quantità minime. Quelle che si effondono nel normale funzionamento di una centrale.

La commissione internazionale di sicurezza afferma quanto segue: "Il danno sanitario da radiazioni è un “danno senza soglia”, visto che un'esposizione anche minima può innescare processi di tumori, leucemie o effetti sulle generazioni successive.

La Commissione internazionale per la radioprotezione definisce “dose massima ammissibile […] quella dose cui sono associati effetti somatici, tumori e leucemie che si considerano accettabili a fronte dei benefici economici associati a siffatte attività o radiazioni”. Tradotto: se quelli che si ammalano sono un numero compatibile, allora si va avanti e si procede.

La Ragion di stato, insomma, ma sappiamo quali danni ha prodotto nella storia. Ma quanto vale una vita umana, una sola vita umana? E quante sarebbero state le vite a rischio a Casalmaggiore, a Cremona o a Piacenza; tanto per restare dalle nostre parti?

C'è di più e di peggio. Ecco le conclusioni di uno studio che troppi tentano di nascondere nel cassetto, in nome di un concetto di civiltà e di globalizzazione per il quale il fine ultimo, la felicità, non è l'uomo, ma il Prodotto Interno Lordo , il PIL, dal quale deriva un fenomeno inesorabile: i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e si assiste al fatto che un grande continente che non ha mai patito la fame oggi vede migliaia di abitanti, specialmente donne e bambini morire per la mancanza di cibo.

13 anni di ricerche. La conclusione.


+ 220% CASI DI LEUCEMIA, + 160% DI CANCRO - Uno studio finanziato dal governo tedesco e condotto da un gruppo epidemiologico dell’Università di Mainz ha portato a queste conferme del "danno", per di più senza "senza soglia", ovvero che si allarga al domani.

Su un campione significativo di persone esposte a quantità minime di radiazioni nucleari – i residenti in un raggio di 5 chilometri da ciascuna delle 16 centrali tedesche (poi 17), in un arco di tempo di 13 anni, dal 1980 al 2003 – si è riscontrato un aumento di incidenze , soprattutto per quanto riguarda i bambini al di sotto dei 5 anni. Vogliamo dire i numeri? + 220% i casi di leucemia, + 160% quelli di cancro.

A completamento: il quotidiano britannico The Guardian illustra come esistano altri tipi di effetti, ancora più a lungo termine, dell'esposizione alle radiazioni. Effetti che possono “causare cambiamenti in cellule lontane nello spazio e nel tempo da quelle colpite dalle radiazioni,  che sfidano l'attuale conoscenza degli effetti delle radiazioni, conoscenze peraltro, anche quelle attuali, ancora sconosciute all'opinione pubblica".


Una recente inchiesta del quotidiano britannico The Independent afferma che “I nuovi reattori sono pericolosi”.

Il prestigioso quotidiano britannico, mai smentito su questa affermazione, sulla base di documenti interni all’industria atomica, dimostra che - sebbene i nuovi European Pressurised Reactors (EPR) siano meno esposti al rischio di guasti - nel caso si verificasse un incidente la fuoriuscita di radiazioni sarebbe molto maggiore e potrebbe fare anche il doppio delle vittime.

Addirittura un rapporto redatto dalla società francese eDF - cioè la stessa società che realizza gli impianti - rivela che l’emissione di isotopi radioattivi di bromo, rubidio, iodio e cesio sarebbe quattro volte maggiore. "A rendere i nuovi Epr più pericolosi è il fatto che sono stati progettati per bruciare il combustibile nucleare ad una velocità doppia rispetto a quelli attuali"


SE LA MAFIA CI METTE LA MANO - Occupiamoci poi dell'altro problema, la sicurezza generica, il rischio di azioni terroristiche o  di infiltrazioni mafiose.

A CAORSO - in pagina si legge in dettaglio - ecco un clamoroso intervento di Gianni Lannes, giornalista di inchiesta alla Rai già sotto scorta, a suo tempo collaboratore di Gianni Minoli in una serie di clamorosi servizi.

"Sono entrato senza alcun controllo nella centrale di Caorso. Basta con i giri di valzer. Chiedo al Governo in carica di dare risposte urgenti e veritiere sulle sorti dei rifiuti radioattivi che invadono l’Italia e che continuano a sparire senza che se ne conosca la destinazione".

Gianni Lannes afferma quanto segue, assumendosene ovviamente tutta la responsabilità.

" Ho scattato delle foto, riprendevano dei camion con un carico di container e sono state scattate da me nella centrale termonucleare di Caorso. Avevo chiesto alla Sogin Spa, la società incaricata per lo smantellamento della centrale di poter effettuare una visita per documentare lo stato dei lavori. Non ho avuta alcuna risposta ed allora sono andato in totale autonomia. Sono entrato nella centrale facilmente, senza essere oggetto di alcun controllo. Potevo essere un kamikaze, avrei potuto mettere dell’esplosivo intorno al reattore, ma mi sono limitato a fare foto e prendere appunti".

Gianni Lannes sostiene di poter documentare che per la centrale, grazie ad un contratto di appalto per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi passerebbe anche una famiglia citata nel primo rapporto della Dia del 2002 dove si riferiscono i nomi delle famiglie attraverso cui si ramifica la ‘ndrangheta in Lombardia e Liguria".

La domanda è: perché a fronte di questi dubbi e di una tecnologia insicura il governo italiano non aspetta a decidere la costruzione di nuove centrali almeno fino a quando non saranno garantite le centrali nucleari di quarta generazione?

Vengono opposte le ragioni di carattere economico.


IL NUCLEARE SAREBBE STATO UNA FOLLIA ECONOMICA - Si dice che l'Italia assume la competenza aziendale nel saper e poter costruire componenti chiave dell’impianto, ma anche ottiene la preparazione dei progettisti e soprattutto l’esperienza specifica delle maestranze nell’ambito delle costruzioni di ordine nucleare.Forse sarà così, però a fronte di prospettive tutte da verificare, la polpa dei 20 ÷30  miliardi di euro ipotizzati varcherà le Alpi. Per trovarsi con 43 centrali presto obsolete.

Dichiara Geenpeace:

ll nucleare è una pura follia economica, a meno che qualcuno non ti regali la centrale, e lo Stato si faccia carico di gestire le scorie radioattive per secoli.

Oltre ai costi per la realizzazione degli impianti bisogna anche tener conto degli accantonamenti per lo smantellamento dei reattori, della copertura assicurativa in caso di incidenti gravi, dei costi per il riprocessamento delle scorie, per la bonifica dei siti contaminati e per la realizzazione del futuro deposito geologico di stoccaggio.


In Gran Bretagna i soli costi per la gestione delle scorie hanno prodotto un buco nei conti pubblici di 90 miliardi di sterline. In Italia il costo dello smantellamento delle vecchie centrali nucleari in funzione prima del 1987 è valutato in circa 4 miliardi di euro, ma si tratta molto probabilmente di una sottostima del costo finale. per lo Stato e i contribuenti.

La società francese che costruisce l’impianto in Finlandia afferma che sapremo quanto l’impianto è costato solo quando sarà finito.

Incalcolabili i costi di gestione delle scorie: in Gran Bretagna la bonifica dei siti ha prodotto un buco nei conti pubblici di 83 miliardi di sterline. In Italia lo smantellamento delle vecchie centrali costerà non meno di 4 miliardi di euro. I cittadini tedeschi hanno destinato fino al oggi all’energia atomica almeno 165 miliardi di euro. Come se avessero pagato dieci volte la costruzione delle 17 centrali attuali.


UNA TRAGICA BOLLETTA DELLA LUCE - Afferma Steve Tomai, professore di politica energetica all’Università di Greenwich. :

Se l’Enel dovesse finanziare i quattro impianti nucleari oggi al costo previsto per gli impianti francesi (4 miliardi e mezzo) sarebbe richiesto un investimento di 18 miliardi di euro. Ma secondo le previsioni di E. ON, utility tedesca, un impianto in Gran Bretagna è stimato in 5-6 miliardi di euro. Il costo per l’Italia sarebbe dunque di circa 25 miliardi di euro.

L’Epr  in Finalnadia è stato approvato con un budget di 3,2 miliardi di euro. A metà costruzione è già arrivato a 5,5 miliardi. Nel derivano costi per l’elettricità altissimi. Secondo i calcoli di Greenpeace, un chilowattora da nucleare costerebbe 14 centesimi di euro, a fronti di costi attuali di 6- 7 centesimi di euro. Ed il costo viene calcolato al prezzo di partenza di ciascuna delle quattro centrali nucleari. Ma quale sarà il loro costo finale e quindi il costo reale dell'energia che ne deriverà? Altro che 14 centesimi di euro...


CARLO RUBBIA: PERCHÉ NO AL NUCLEARE - Una seria política alternativa invece, entro il 2020  con il ricorso alle fonti rinnovabili insieme a misure di efficienza energetica sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l'obiettivo del governo sul nucleare, creando almeno 200 mila nuovi posti di lavoro "verdi".

Ed ecco un parere indiscutibile, quello di Carlo Rubbia…. premio Nobel per la fisica nel 1984.

Se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell'Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti".

Perché no in Italia?

"Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c'è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano".

Lei è il padre degli impianti a energia solare termodinamica. A Priolo, vicino Siracusa, c'è la prima centrale . Questa non è una buona notizia?

"Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell'Enea, a Priolo con l'impianto Archimede inaugurato il 14 luglio 2010 è in grado di produrre 5 megawatt di energia, mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell'arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l'amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L'unico dubbio ormai non è se l'energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi".

Anche per il solare non mancano i problemi. Basta che arrivi una nuvola...

"Non con il solare termodinamico, che è capace di accumulare l'energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell'idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l'energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici - a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici - sono in grado di risolvere il problema dell'accumulo".


Dunque una via d'uscita. Parola di Carlo Rubbia.  Che si somma ad altre considerazioni contrarie alla scelta nucleare. L'uranio è in via di esaurimento anche più del petrolio, il suo prezzo è altissimo ed in continua ascesa, l'Italia ha enormi capacità di ricorrere al metano di importazione e non e sta costruendo un metanodotto nazionale da Bologna a Brindisi, mentre una bretella da Cremona a Sergnano è altrettanto in fase di realizzazione come il nostro giornale ha già documentato. Sul nostro territorio, nel parco dell'Oglio Sud, stoccheranno miliardi di metri cubi di metano. Cremona ha già dato e darà. Non riceverà nulla in cambio, come ha dimostrato la compensazione  per la centrale nucleare di Caorso, negata alla nostra città, nonostante ospiti il reparto di prima intervento nel caso di guaio nucleare.

Con i dati di cui sopra, con quiesti precedenti, con pareri così autorevoli e negativi, perché quattro centrali di ormai penultima generazione che non risolveranno minimamente neppure il problema della dipendenza energetica? A costi più alti degli attuali? Con bollette paurose. Con terrificanti prospettive sanitarie. Perché, perché?

(Il letame diventa enegia: fonte l'ESPRESSO)

A proposito di Caorso, un clamoroso intervento di Gianni Lannes, giornalista di inchiesta già sotto scorta e a suo tempo collaboratore di Gianni Minoli alla Rai in una serie di clamorosi servizi

"Sono entrato senza alcun controllo nella centrale di Caorso, vi documento quale impresa smaltisce i rifiuti "

«Basta con i giri di valzer. Chiedo al Governo in carica di dare risposte urgenti e veritiere sulle sorti dei rifiuti radioattivi che invadono l’Italia e che continuano a sparire senza che se ne conosca la destinazione. Chiedo che si metta fine alla farsa sulle navi dei veleni che il Governo ha voluto definire un caso chiuso. Il caso è apertissimo, anzi è spalancato. Io ho le prove e le pubblicherò in un dossier che sarà presentato dopo le elezioni regionali presso la sede della Stampa estera in Italia a Roma ed a Strasburgo, perché ai 62 milioni di tonnellate di rifiuti tossici che produce l’Italia si aggiungono quelle dei Paesi europei e non solo, e che hanno abbandonato nelle oltre 180 navi dei veleni nel Mediterraneo sulle quali stava indagando Natale De Grazia». Così Gianni Lannes, il giornalista investigativo pugliese di testate nazionali e firma storica di importanti inchieste per la Rai con Gianni Minoli, già sotto scorta per le minacce ricevute a seguito delle sue indagini.
Gianni Lannes afferma quanto segue, assumendosene ovviamente tutta la responsabilità.
" Ho scattato delle foto, riprendevano dei camion con un carico di container e sono state scattate da me nella centrale termonucleare di Caorso. Avevo chiesto alla Sogin Spa, la società incaricata per lo smantellamento della centrale di poter effettuare una visita per documentare lo stato dei lavori. Non ho avuta alcuna risposta ed allora sono andato in totale autonomia. Sono entrato nella centrale facilmente, senza essere oggetto di alcun controllo. Potevo essere un kamikaze, avrei potuto mettere dell’esplosivo intorno al reattore, ma mi sono limitato a fare foto e prendere appunti".
Lì Gianni lanes sostiene di poter documentare che per la centrale, grazie ad un contratto di appalto per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi passerebbe anche una famiglia citata nel primo rapporto della Dia del 2002 dove si riferiscono i nomi delle famiglie attraverso cui si ramifica la ‘ndrangheta in Lombardia e Liguria".

Naturalmente tutto andrà verificato e confermato dalle autorità competenti. Noi ci limitiamo a segnalare il caso, di indubbio rilievo.
Riferisce Gianni Lannes: "Una recente inchiesta del quotidiano britannico The Independent rivela che “I nuovi reattori sono pericolosi”. The Independent – sulla base di documenti interni all’industria atomica – dimostra che, sebbene i nuovi European Pressurised Reactors (EPR) siano meno esposti al rischio di guasti, nel caso si verificasse un incidente la fuoriuscita di radiazioni sarebbe molto maggiore e potrebbe fare anche il doppio delle vittime. Addirittura un rapporto redatto dalla società francese Edf rivela che l’emissione di isotopi radioattivi di bromo, rubidio, iodio e cesio sarebbe quattro volte maggiore. A rendere i nuovi Epr più pericolosi è il fatto che sono stati progettati per bruciare il combustibile nucleare ad una velocità doppia rispetto a quelli attuali".

Tornando allo smaltimento dei rifiuti, cioè al pregresso sul quale si innesteranno le nuove centrali, Gianni Lannes dichiara: "È molto strano che in Calabria non si facciano indagini epidemiologiche sul campo, che non si facciano ricerche per appurare, non se il mare è inquinato o meno, ma qual è il grado di contaminazione. È un problema che riguarda i politici ed i cittadini e riguarda l’Europa perché i rifiuti sono europei e di grandi multinazionali. Come mai su 52 aree contaminate pesantemente dall’inquinamento industriale non si fa nessuna bonifica e sono stati addirittura cancellati i finanziamenti previsti?".
Gianni Lannes ha subìto tre attentati e minacce di morte per via delle sue inchieste e conclude: "Non ci sono solo io in queste condizioni. I giornalisti d'inchiesta devono essere tutelati dallo Stato, dall’Ordine dei Giornalisti e questo non accade. L’opinione pubblica dov’è? Ma non ho nessuna paura. Sono qua da venticinque anni in prima linea. Non ho paura della mafia che non è cosa avulsa dallo Stato. Io non temo la criminalità organizzata che viene usata spesso come manovalanza. Io temo solo i signori che vestono in doppiopetto e girano magari anche con la scorta".

(fonti: Articolo21.info, quotidiano on line, e "Terra Nostra").





La pagina è aggiornata alle ore 16:04:19
di Lun, 30 gen 2012