Il ricordo dell'incoronazione della Madonna NeraCremona ai tempi del "cholera", devozione secolarefotografia e testo di Antonio Leoni

Dopo la religiosità popolare verso la Madonna che a Isola Provaglio ad ogni Ferragosto benedisce il Po gettando una corona di fiori dove la tradizione vuole che nel '700 vi fosse la chiesetta spazzata via della piena, ecco - più intima, raccolta e densa di storia e di preghiere secolari - la celebrazione in S. Abbondio della incoronazione della Madonna Lauretana, ricordo del solenne evento avvenuto il 17 agosto 1732, officiante il Vescovo Litta. E' la ragione per cui,ogni 17 agosto , I fedeli l'un dietro l'altro van per via, cercando di sfuggire alla calura del pomeriggio incredibilmente torrido. E si riuniscono a recitare il rosario nel santuario, tra i mattoni anneriti dal fumo, una cornice spoglia eppure solenne per la statua della Madonna Nera che splende al centro, oltre la grata, nel tripudio delle dorature e dei cuori d'argento degli ex voto, miracoli e protezioni testimoniati anche con oggetti semplici ed espliciti come le stampelle che erano appese alle pareti.
 |  | Contro il flagello della peste diffusissimo nel cremonese il culto di San Sebastiano, (pure patrono dei vigili) e di S. Roccodi CARLO PEDRETTI Parlare di S. Sebastiano vuol dire ricordare anche un culto molto diffuso nel cremonese. Quasi tutte le notizie su san Sebastiano martire sono state tramandate dall'arcivescovo di Milano, sant'Ambrogio, il quale in un discorso afferma che era oriundo milanese e che perì nella persecuzione dell'imperatore Diocleziano. "Secondo la Passio sarebbe stato un ufficiale dell'esercito,condannato per la sua fede cristiana e trafitto dalle frecce dei commilitoni e raccolto dalla matrona Lucina che lo avrebbe seppellito nelle catacombe della basilica della via Appia a Roma" (Enciclopedia Cattolica, Vaticano 1953, col. 207). Notizie scarse, arricchite da alcune foto di tavole artistiche tra cui eccelle quella dell'opera giovanile di Raffaello Sanzio(Accademia "Carrara" Bergamo).
SCHEDA ARTISTICA - Vastissimo il patrimonio artistico che colleziona opere insigni, dal secolo quinto ad oggi: "L'iconografia di san Sebastiano incomincia dall'arte musiva romana e si proietta versa l'arte gotica italiana, la rinascimentale che lo raffigura in tre principali generi:la scena del martirio, il santo da solo a carattere statuario, le "sacre conversazioni mariane"in cui il martire viene raffigurato con altri santi. Alcuni esempi.
Primo genere: gli affreschi di Vincenzo Foppa, di Benozzo Gozzoli, il pannello di Antonio e Pietro Pollaiolo, di Luca Signorelli. Suggestivi i vari capolavori dell'arte gotica in alcune città europee. Secondo genere:l'arte italiana tra il 1450 e il 1550 privilegia in modo particolare il gusto della Rinascenza per la bellezza fisica, inquadrando la figura del santo martire esaltando il virtuosiso anatomico. In proposito Cremona possiede una straordinaria testimonianza. Il terzo genere: san Sebastiano raffigurato in gruppo con altri santi, uomini e donne, schierati ai lati del trono mariano in sacre conversazioni. SCHEDA CULTURALE -La figura del santo martire è spesso abbinata nei vari calendari liturgici a quella dell'inseparabile san Fabiano (20 gennaio) papa e martire, contemporaneo dell'imperatore Decio, il quale, secondo la testimonianza di san Cipriano, "avrebbe preferito vedere un competitore nell'impero piuttosto che un vescovo a Roma". E' liturgicamente venerato nella stessa data, il 20 gennaio. SCHEDA POPOLARE. Suggestiva è la costante rilettura dell'ultimo volume di Paolo Ascagni e di Francesca Rizzi, San Rocco a Cremona, Storia di un secolare legame tra luoghi, arte e tradizioni popolari (Cremona 2009) in cui sono ampiamente illustrati i legami dei due santi come protettori nell'immane tragedia della peste del 1630, "quando la città passò dai 37 mila abitanti del 1627 ai 16 mila del 1630". Eloquente è l'affresco della parrocchiale di Binanuova: ambedue i santi presentano ai devoti lo stigma del loro martirio: san Rocco la piaga inguinale, san Sebastiano (vedi la riproduzione ) le ferite in tutto il corpo causate dalla frecce lanciate dai commilitoni. Parlante è anche l'affresco trasportato su tela di Bernardino Gatti detto il Soiaro, La Madonna in trono con i santi Sebastiano e Rocco. Stupendi gli affreschi conservati nella chiesa sussidiaria della SS.Trinità con chiare indicazioni onomastiche. SCHEDA ECCLESIASTICA. Questa sigizia di un comune patronato ha suggerito alla pietà popolare una sola chiesa cittadina, San Sebastiano, edificata in epoca antica, poi demolita; riedificata in un passato prossimo (1741-49); trasformata in chiesa sussidiaria della parrocchia di San Sigismondo. Ritornata ad essere parrocchia autonoma nel 1889. Nel suo interno è visibile un quadro di Galeazzo Campi, La Madonna col Bambino tra san Rocco e san Sebastiano(1518). "Per quel che riguarda le raffigurazioni artistiche di San Rocco in Cremona ,dobbiamo rilevare chel'accoppiata con san Sebastiano è talmente frequente da costituire praticamente la regola. Questo abbinamento è davvero 'classico' in città, abbastanza diffuso nel cremonese" : da Casalmaggiore a Gabbioneta-Binanuova, da Persico- Dosimo, a Scandolara Ravara. San Sebastiano è compatrono del borgo abduanodi Gera di Pizzighettone. Interessante il testo della visita pastorale del vescovo Antonio Novasconi, in cui si descrive anche l'interno della chiesa sussidiaria dedicata alla Madonna di Loreto:un altare laterale è per i santi Fabiano e Sebastiano: "Questa chiesa è mantenuta dalla Fabbriceria locale e officiata tre volte all'anno: una è nel giorno 20 gennaio, in onore dei santi Fabiano e Sebastiano: la pala raffigura i due santi Sebastiano e Rocco in preghiera ai lati della Madonna"(1858). Date di luce celeste, nella nebbia di anni rischiosi.
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Val davvero la pena di entrare nel museo dello splendido complesso monumentale di S. Abbondio e osservare alle pareti l'eccezionale collezione degli ex voto, esempio straordinario di cronaca col pennello (si osservi a destra). Nel museo, anche questo 17 di agosto è rimasta, custodita e inviolabile, la meravigliosa, ricchissima corona della Madonna Nera. Si giustifica il sagrestano per la mancata esposizione nel santuario: "Un chilo e mezzo d'oro ricoperto di gemme farebbe troppo gola a qualche malfidato". (extracomunitario, per lui, la Lega arriva anche qui...; manolunga furfante di qualsiasi razza per qualche altro). Nel santuario, la corona è quella di .... riserva, splendida copia di più modesto metallo, ma altrettanto fine capolavoro artigiano. Sono andate disperse le due corone seicentesche, la corona in oro fu donata dal Capitolo Vaticano nel 1732 in occasione delle celebrazioni del centenario della Santa Casa. Quanto alla statua seicentesca della Madonna, non veste più i panni sontuosi in seta e in broccato. Ricorda la compianta Luisa Bandera che nel 1889 per ottemperare alle disposizioni del Vescovo Geremia Bonomelli secondo le quali ""neque vestibus cooperiantur, sed fabrili aut fictili opere conficiantur", la statua fu coperta da uno strato di gesso modellato in modo da simulare una veste panneggiata e il drappo che la cinge. L'impresa della Santa Casa si deve al giureconsulto Gian Pietro Ala che devotissimo, per molti anni, della Casa di Loreto, invecchiando pensò di farsela a Cremona. Due padri riportarono da Loreto i disegni "per potere operare il tutto con somiglianza... il che fatto, il giorno primo di marzo del 1624 si cominciò a cavare i fondamenti", nell'area del cimitero contiguo alla chiesa di S. Abbondio. "La statua della Beatissima Vergine, fu fatta anch'ella a somiglianza di quella di Loreto, scolpita da un eccellente scultore" e dipinta da un artista che non aveva peraltro mai visto l'originale e che finì , primo miracolo della Vergine, con l'avvicinarsi alla Madonna di Loreto cancellando via via il suo lavoro fino "allo stato che al presente si ritrova, che causa non so che del divino in quel santo volto, e fa restare commosso chiunque la mira". Fu benedetta dal cardinale Pietro Campori, Vescovo di Cremona. Nel 1625 Il Consiglio Generale decretò che Cremona fosse posta sotto la protezione della Vergine Lauretana di S. Abbondio.
Gian Pietro Ala morì di peste nel 1634: aveva istituito la "Santa Casa" - riferisce don Andrea Foglia - erede di gran parte delle sue sostanze". La prima incoronazione della statua avvenne nel 1634, ma seguì la ben più importante cerimonia del 17 agosto 1732 (da qui la celebrazione attuale) quando il capitolo del Vaticano la incluse tra le Madonne riconosciute come "coronate". Altri tempi, Cremona aveva ancora qualche influenza nei Sacri Palazzi. L'evento memorabile, rimasto a lungo nella memoria storica di generazioni di cremonesi, avvenne nel 1630 quando, infuriando la peste, l'effige della B.V Lauretana il 30 maggio venne portata per le vie della città in una grande processione propiziatrice . Le chiesero la liberazione dal "cholera morbus". Quando finalmente, sia pure qualche anno dopo, il flagello abbandonò definitivamente la città, vi fu chi ne attribuì il merito alla Madonna Nera. Una devozione che, pur tra alti e bassi, giunge sino ad oggi. Così hanno testimoniato le cerimonie di questo infuocato lunedì.
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