La scoperta di Pàus su una ripa argillosa a Spinadesco dà la conferma inoppugnabileL’Homo Neardenthalensis viveva nella nostra fetta di Pianura Padanaa cura di Renato Bandera
Già l’estate 2009 , per i raccoglitori di reperti del Po ( reperti immediatamente consegnati per soddisfare la propria curiosità e conoscere specie ed età del ritrovamento !) era stata sorprendente. Il Vascello aveva informato del ritrovamento di un grosso frammento ( in trattamento, ora, a Milano) di zanna di Mammuth ( Stroppi- Bellini) e di emicranio, con corno, di Bison Priscus ( Mons. Rini- Bandera ). Ora Fulvio Stumpo, noto giornalista, ha permesso di provare scientificamente che la Pianura Padana era abitata da questi tozzi ( mt. 1,50/60 di altezza) ma forti uomini preistorici, successivamente estinti per ragioni fino ad ora non accertate o, più plausibilmente, incrociatisi con l’Homo Sapiens, più debole ma con più cervello rispetto a loro. La parte frontale e occipitale di Pàus, nome intermedio del Po, così come intermedio è l’Homo Neardenthalensis, è riemersa da una ripa argillosa verso Spinadesco. Gli studiosi locali aspettavano che una prova tangibile confermasse il loro convincimento, basato su deduzioni scientifiche, che questa specie umana vivesse anche qui. Pàus è il 21°, in Italia, ritrovamento effettuato. Il che dà la dimensione dell’eccezionalità della scoperta di F. Stumpo. Davide Persico, nella sua ultima fatica letteraria dedicata all’Evoluzione della Teoria di Darwin, dava già notizia dell’avvenimento. Ciao ... "vecchio" Pàus! Sei dei nostri
Ed eccolo allora il nostro "Pàus" al Museo di San Daniele Po al centro del Darwin Day in occasione del duecentesimo della nascita dello scienziatoAd introdurre il breve convegno cui erano presenti anche il prefetto e l'Assessore della Provincia Chiara Capelletti, il sindaco di San Daniele Po Davide Persico (nel riquadro). "Da quando il Museo ha ricevuto il riconoscimento regionale - ha detto - le sue attività di ricerca scientifica e didattica hanno raggiunto il massimo delle sue potenzialità. Da sempre il sogno delle persone che lavorano in questo museo, e lo dico comprendendomi, è stato quello di arrivare un giorno ad organizzare a San Daniele un'importante manifestazione in occasione di un'altrettanto importante scoperta. Oggi, con estremo orgoglio, posso affermare che il sogno si è realizzato. Oggi il Museo di San Daniele Po è luogo della più importante scoperta effettuata dal dottor Stumpo, peraltro venuta alla luce grazie anche alla caparbietà e competenza del nostro Museo. A seguito di numerosi rinvenimenti scoperti dopo il 2000, si impose per il museo una scelta di indirizzo necessaria per contestualizzare questo patrimonio culturale. Nacque così la prima sezione di Paleontologia Umana della Provincia di Cremona che, assieme all'adiacente esposizione di fossili del Po rappresenta il fulcro dell'attività museale... Ebbene, oggi siamo qui a celebrare la straordnaria scoperta di un ritrovamento che avevamo in qualche modo previsto già nel 2006. Accanto ai mammiferi fossili del Po, infatti, venne già allora posizionata la copia di un cranio di Neanderthal. Grazie a studi sulla distribuzione prevalente delle specie fossili, sulla deposizione fluviale e sull'età dei sedimenti corrosi dal fiume ci eravamo fatti un'idea di cosa cercare e di dove cercare meglio, ma il fiume, fino allo scorso anno, non era mai stato tanto generoso da darci ragione. Ebbene, la ragione è arrivata, guardate la coincidenza, proprio nell'anno del duecentesimo anniversariod ella nascita di Darwin, il 2009." Giorgio Manzi, nei giorni scorsi, aveva già affermato con certezza che il reperto trovato è del luogo e non viene da lontano, perché è conservato e quindi non può avere fatto molta strada altrimenti si sarebbe decisamente rovinato. Allora possiamo ben dire "Ciao, Pàus! Sei dei nostri". Ovviamente, per simpatia. Il monsignore ha scovato un bisonteDon Vincenzo Rini, Direttore de La Vita Cattolica, con la fortuna del neofita, ha dissotterrato, sull’alluvione prospiciente la ex Maginot, in quel di Spinadesco, un emicranio di BISON PRISCUS, un Bisonte, che è coevo del Bos ( vagavano in mandrie tra le nostre terre, allora acquitrinose e ad avvallamenti, circa 10000 anni fa), perfettamente conservato e di ragguardevoli dimensioni.
“ Il Vascello “ ha già dato notizia degli interessanti ritrovamenti, effettuati da appassionati paleontologi ( per diletto personale ! ), sul greto dei fiumi che solcano il nostro territorio. La “ consegna “ era quella di proseguire nelle battute di ricerca, in modo da supportare le collezioni dei nostri Musei di Storia Naturale ( Cremona- Crema- S. Daniele Po- Pizzighettone e Piadena), offrendo così, ai veri esperti, l’opportunità di ampliare le conoscenze evolutive circa la Pianura Padana nel corso delle ere geologiche. |