Calcio grigiorosso e altro



Comunicato Stampa Presidenza
US Cremonese

Il giorno 7 luglio u.s. ho rassegnato nelle mani del nostro Presidente di Lega Pro e Vice Presidente della F.I.G.C. le mie dimissioni da Presidente della U.S. Cremonese.

Nel corso del campionato, purtroppo, vari episodi mi avevano costretto a rivolgermi personalmente al nostro Presidente Rag. Mario Macalli per chiedere obiettività e correttezza verso la nostra Società; purtoppo l'epilogo e il seguito dell'epilogo, per un'altra volta, hanno reso non dignitosa e inaccettabile la ulteriore mia presidenza dell'US Cremonese.

Nel corso del mio mandato non ho potuto raggiungere gli obiettivi che mi ero proposto.

Per quest'anno la squadra si è iscritta per la 4° volta , durante la mia presidenza, al campionato di Lega Pro e con i giocatori che già oggi ha e che verranno, saprà farsi onore; ma mi riservo nel corso del prossimo campionato, la facoltà di ritirare la squadra e di decidere se continuare a sostenere la Società US Cremonese o cederla a chi sarà capace, più di me, di far rispettare la gloriosa US Cremonese.

Mi rendo conto delle attese degli sportivi grigiorossi; ma sono certo che essi sapranno comprendere anche le ragioni ed il rispetto che meritano loro, la US Cremonese e la città di Cremona.

Giovanni Arvedi


La notizia non è certo una sorpresa: nella sua imminenza il nostro giornale già scriveva, attendendosi il comunicato formalizzato nel primo pomeriggio del 12 luglio: "Circolano voci intorno a un abbandono della presidenza del cav. Giovanni Arvedi. Si dice che sarebbe amareggiato per la promozione dell'arbitro che sanzionando il rigore di Varese ha tarpato le ali alla Cremonese in corsa per la promozione in serie B. Per sottolineare la protesta, il sindaco Perri a Roma incontrerà il presidente del Coni. Ma secondo nostre informazioni, in ogni caso difficilmente il cav. Arvedi farà un passo indietro rispetto alla intenzione di lasciare la presidenza (ma non la USC). La questione è la responsabilità diretta nella guida della spa". Ora questa responsabilità è stata trasferita per intero a Turotti che surroga in tutto e per tutto il Presidente.

Chiaro? Tutto è andato nella direzione prevista, purtroppo. La data fatale delle dimissioni, mercoledì 7, oltre tutto si accavalla con l'inghippo della iscrizione che un comunicato annunciava sarebbe stato sanato sabato scorso. Dalla lettera sembra di capire che tutto sia a posto con Turotti già ufficialmente responsabile della gestione e investito della ulteriore responsabilità conseguente alle dimissioni.

Il comunicato attuale aggiunge peraltro una minaccia e cioè che Arvedi si riserva di ritirare la squadra anche nel corso del campionato nel caso si mancasse ulteriormente di rispetto alla società. Cosa significa tutto questo? Non fermiamoci alla espressione che esce da un momento sicuramente drammatico e dunque siamo nella condizione di capire. Però i rigori si danno e si tolgono come ha mostrato ampiamente il campionato del mondo testè concluso. Ed anche i regolamenti della F1, si interpretano come la Ferrari non ha di sicuro gradito addirittura in due prove consecutive. (Eppure Alonso ha smorzato ogni polemica facendo chiaramente intendere che non conviene).

Da qui la nostra preoccupazione anche maggiore: è in gioco la partecipazione al campionato? Arvedi rinvia ad una seconda fase, addirittura a stagione iniziata la risposta. Tutti possono rendersi conto che se la spallata può essere forte, le conseguenze peraltro si ritorcono sulla intera USC e sulla squadra piuttosto che su coloro (Federazione, Lega, eccetera) che hanno in campo e fuori capacità decisionale.

Sembra poi di poter interpretare che l'accenno alle chance del complesso ridurrà di molto la strada ad altre operazioni di mercato. Ed altrettanto, ci si chiede se la Cittadella dello Sport non risentirà ugualmente di un quadro generale che il comunicato estende e conferma ben oltre i limiti della protesta.

Nell'ora vale di sicuro infine, una compattezza che Arvedi ha sempre mostrato anche in momenti assai difficili della sua attività di imprenditore e che in parallelo esprime, ad esempio il presidente dell'Arezzo, come abbiamo ugualmente riferito: "Il presidente dell'Arezzo Piero Mancini in un comunicato che ha chiamato "Lettera aperta del Presidente alla città" afferma, tra l' altro che "La crisi economica generale che coinvolge tutto il mondo e tutte le aziende italiane mi vede fortemente impegnato a garantire la continuità aziendale e a garantire il lavoro di circa 1.800 dipendenti". Ed ecco, Cremonese o no, sul suo caposaldo Giovanni Arvedi.

Le prime reazioni nella nuova rubrica "Il giudizio del tifoso".

Prima della bufera

Il precedente: la lettera ai tifosi di Giovanni Arvedi in occasione della presentazione del nuovo assetto grigiorosso per la stagione 2010-2011

Giovanni Arvedi aveva inviato ai tifosi, in margine alla conferenza stampa di presentazione del nuovo assetto tecnico per la nuova stagione, la quarta sotto la sua egida, una lettera che riaffermava i valori della Cremonese.


Cari Sportivi Grigiorossi,

la Società U.S. Cremonese ha un progetto e un programma nel tempo: formare un settore giovanile forte e cercare di dare ai giovani, per quanto possibile, un gioco del calcio più civile.
Un gioco che possa diventare per tutti, in particolare. per le famiglie, un divertimento sportivo.
E' naturale, che sul piano agonistico, ricercheremo la vittoria con tutto il nostro impegno e partecipazione e ci auguriamo di essere promossi nella categoria superiore al più presto possibile; ma, quello che poi, nel tempo, supporterà il nostro progetto in modo continuativo, sarà la qualità e la forza del settore giovanile.
La Società U.S. Cremonese desidera proseguire nel suo programma e riaffermare il suo impegno con serietà professionale e rispetto comportamentale verso chi apprezza e
pratica lo splendido gioco di calcio.
Un gioco che ha implicazioni ed effetti sociali importanti e, quindi, esige il riconoscimento e la pratica dei valori di una società civile.
Con questo, non si creda che abbiamo rinunciato alle nostre ragionevoli aspirazioni di classifica; esse si conquistano, voi lo sapete bene, con la partecipazione sentita a un progetto, con l'impegno e il lavoro quotidiano
L'emozione più bella del passato campionato fu quando, a Pagani, la nostra squadra vittoriosa, uscendo a fine partita dal campo, fu applaudita dagli sportivi della squadra avversaria; l'emozione più cupa fu quando, dopo il fischio dell'arbitro Palazzmo, mi sentii calare nella sensazione che i giocatori stavano provando e, con loro, tutti coloro che amano lo sport.
Un fischio di 5" può annullare il lavoro di un anno: anche questo, non in questo caso, è il fascino del gioco del calcio e dobbiamo accettarlo.
Il nostro desiderio, fra i programmi prossimi, è quello di coprire la curva Favalli e ridurre, per quanto possibile, le recinzioni perimetrali del campo Zini.
Ci auguriamo che il rapporto fra gli sportivi della curva Favalli e degli altri settori dello stadio, con la società, la squadra e il gioco del calcio e i nostri ospiti migliori sempre di più: a tutti chiediamo, come parte determinante, che si facciano interpreti del nostro progetto, perché le nostre intenzioni sono serie e le nostre convinzioni mediate.
Crediamo nel lavoro fatto con dignità, nel rispetto delle regole e in un gioco del calcio come divertimento per tutti, esempio di stile di vita; se così non sarà, ci ritireremo in buon ordine; ma, certo, non rinunceremo alle nostre idee.
Noi italiani, talvolta, siamo un poco disobbedienti; ma siamo intelligenti e con un buon senso che, al momento opportuno, sa scegliere la strada giusta.
Cremona è una città di importanti tradizioni culturali. con il suo pensiero ha migliorato, in passato, la vita sociale del nostro Paese.
Cari sportivi grigiorossi, il nostro stock di valori non deve esaurirsi,
faremo sì del nostro meglio per rigenerare, partendo dalle fondamenta (settore giovanile), la nostra gloriosa Società U. S. Cremonese; ma, con essa la vita deve essere anche la realizzazione di un sogno, un sogno che con l'aiuto di tutti e tutti insieme possiamo raggiungere. Allora avranno vinto Cremona e i cremonesi; ma, soprattutto, lo sport corretto e civile per i nostri giovani.

Giovanni Arvedi, Presidente U.S. Cremonese Spa.

Il Presidente di Lega fiutava il diluvio?

Macalli lamenta la promozione alla B di Palazzino, arbitro a Varese


Gli arbitri promossi dalla Can di C alla serie B
BARATTA Silvio -Salerno
BAGALINI Roberto- Fermo
CERVELLERA Angelo- Taranto
CORLETTO Andrea -Castelfranco V.
GIACOMELLI Piero- Trieste
MASSA Davide -Imperia
MERCHIORI Filippo- Ferrara
OSTINELLI Emilio -Como
PALAZZINO Gennaro- Ciampino
RUINI Alessandro -Reggio E.

(a.e.) - Colpo di scena, quasi da non crederci. Che succede? Anci, che succedeva? Succedeva che sui giornali nazionali di sabato 3 luglio era apparsa una dichiarazione di Mario Macalli, il presidente della Lega Pro che tanta antipatia suscita fra i tifosi grigiorossi. E che diceva Macalli? Diceva l'impensabile.

Si lamentava infatti per la promozione nella Can di A e B di Palazzino, l'arbitro di Ciampino che ha diretto la finale della Cremonese col Varese assegnando il rigore decisivo a favore dei biancorossi all'ultimo minuto (definito inesistente da giocatori e dirigenti grigiorossi ma anche e soprattutto dalla quasi totalità degli osservatori esterni).

Macalli entrava nello specifico spiegando che Palazzino ha fatto "disastri" e che il "rigore era inesistente". Insomma, prendeva le parti della Cremonese.

Questo da colui che è considerato dai tifosi "il nemico numero uno della Cremonese" non ce l'aspettavamo proprio. Parole al vento o il vento è cambiato e soffia ora verso i colori grigiorossi? Adesso si capisce tutto: Macalli voleva evitare le dimissioni di Arvedi che invece gli sono state messe in mano mercoledì 7 luglio.

L'ecatombe temuta è arrivata: la sentenza finale della Covisoc esclude 21 società professionistiche

In B salta l'Ancona, in Prima Divisione sette escluse: Arezzo, Figline V., Real Marcianise, Gallipoli, Mantova, Rimini e Perugia - Triestina verso il ripescaggio in B, per la Prima Divisione sperano in tanti: Pavia, Siracusa, Gela, Barletta, Brindisi, Fano, San Marino, Catanzaro, Fano, Paganese, Prato e Pisa

Annunciata, temuta, prevista. L'ecatombe paventata da molti è arrivata: sono ben 21 le squadre che danno l'addio al professionismo e che dovranno ripartire se tutto va bene dai Dilettanti. Le decisioni della Covisoc, ratificate dal Consiglio della Figc, non hanno lasciato scampo a una squadra di B (l'Ancona), sette squadre di Prima Divisione (Arezzo, Figline Valdarno, Real Marcianise, Gallipoli, Mantova, Rimini e Perugia), 13 squadre di Seconda Divisione (Cassino, Alghero, Olbia, Legnano, Pro Vasto, Scafatese, Pescina Val Giovenco, Monopoli, Manfredonia, Itala San Marco, Sangiustese, Pro Vercelli, Potenza).
A questo punto bisognerà rivoluzionare gli organici dei campionati per colmare i vuoti procedendo ai ripescaggi. Per quanto riguarda la Cremonese si osserva da vicino il ripescaggio per la serie B che vede la Triestina favorita sul Verona. Ci interessa anche ovviamente il ripescaggio in Prima Divisione e qui a sperare sono in molti: Pavia, Siracusa, Gela, Barletta, Brindisi, Fano, San Marino, Catanzaro, Fano, Paganese, Prato e Pisa.
Un paio di considerazioni. Questa moria dimostra che il calcio deve cambiare e ridimensionarsi. E' assolutamente necessario. Per quanto riguarda i ripescaggi bisognerà attendere il 23 luglio, data in cui saranno definiti, ma osservando le candidate è già preventivabile un aumento del numero delle squadre meridionali con uno spostamento del baricentro del torneo al sud (molte trasferte sotto la linea gotica in serbo per i grigiorossi quindi). Infine una nota per Enrico Chiesa, da poco nominato mister del Figline Valdarno. Purtroppo la sua carriera da allenatore è finita prima ancora di cominciare. Speriamo per lui che riesca a trovare altre panchine.

SONDAGGIO: VI PIACE IL NUOVO ASSETTO TECNICO
DELLA CREMONESE? VOTA

L'Associazione Calciatori minaccia lo sciopero

L'Assocalciatori (Aic) si prepara a una protesta se la Federcalcio non interverrà sul contratto collettivo scaduto il 30 giugno, e sulle nuove norme della Lega Pro che obbligano ogni squadra a schierare due Under 21 in Prima Divisione e tre in Seconda. Sono pronte "drastiche iniziative sindacali", ha detto il presidente Sergio Campana. Ovvero un ritardo di mezzora nel fischio d'inizio della prima giornata di serie A o, addirittura, la serrata.

"Il contratto collettivo è scaduto il 30 giugno scorso e per noi è in 'prorogatio' - ha spiegato il presidente dell'Aic Campana al telefono con l'Ansa -. Perché la Lega di Milano non ci ha fatto sapere le sue proposte di modifica, che pure eravamo disposti a valutare e discutere. Ma ci risulta che gli accordi depositati in Lega dopo quella data sono 'liberi', ovvero possono essere in contrasto con l'accordo collettivo e, dunque, con la legge 91 e con le norme federali".

Campana ha inoltre spiegato la situazione che esiste in Lega Pro: "Noi siamo per i giovani, ma le politiche di tutela dei vivai devono essere fatte dalla Federcalcio, non dalle singole leghe con imposizioni demenziali come queste: l'obbligo di due o tre calciatori classe '89 in campo comporta la necessità di averne altrettanti in panchina: vuol dire in tutto 480 Under 21, che il calcio italiano non ha. E soprattutto vuol dire far uscire dal circolo 480 giocatori ogni anno. Il prossimo anno toccherà anche agli '89 di questa stagione, perché sarà la volta dei ragazzi del '90". Spiega il presidente dell'Aic: "Giovani si', ma con meritocrazia. Così, altrimenti, che senso ha?".

Il consiglio federale in programma venerdì, sottolinea Campana, ha "all'ordine del giorno la discussione di questi due punti: la legge dice che nel contratto collettivo la Figc e' una delle parti. E anche sulle politiche per i giovani il ruolo spetta alla federazione. Ci aspettiamo che il consiglio prenda iniziative. Diversamente, è assolutamente scontato che non rimarremo con le mani in mano, ma prenderemo drastiche iniziative sindacali".

Dalle diverse sedi

Alberto Galuppo a Cesena con tanti auguri reciproci

di Umberto Onofri


Abbiamo incontrato Alberto Galuppo e Eugenia, la sua fidanzata e prima tifosa che lo ha sempre seguito anche nelle trasferte più agibili. L' ex difensore centrale grigiorosso vanta 25 presenze in campionato con un inizio così così a Sorrento e una buona fase centrale. Galuppo ha ultimato il trasloco e si prepara a raggiungere il Cesena, neopromosso in Serie A con il quale andrà in ritiro.

"Alberto se una squadra della massima categoria ti ha chiesto significa che hai fatto bene !".

"Per me è molto positivo e spero molto che la mia carriera vada avanti. Valuto buono il mio campionato in grigiorosso a parte la apparizione a Novara. In settimana non ero stato molto bene ma l' infortunio di Viali ( frattura del setto nasale ndr ) mi ha costretto a giocare in non perfette condizioni fisiche.

Ricordo con piacere Cremonese-Sorrento. "Si dice che non ti veniva perdonato nessun errore : ti sei sentito circondato dalla fiducia ? ".

" Abbastanza, molto soprattutto nel momento centrale del torneo poi è scesa per una scelta tecnica".

" Si è parlato molto del rigore di Varese quale è il tuo parere ?". "L' ho visto dalla tribuna e ricordo che Paoloni ha preso prima dell' avversario la palla che stava uscendo : poi il varesino Carrozza gli è franato addosso. Un rigore scandaloso che ci ha tagliato le gambe vanificando il nostro lavoro.Ricordo un rigore così quando giocavo a Carpenedolo in un Carpenedolo-Pergocrema ( la gara finì 1-1 con rigore al 43' st alla 27^ giornata e i cremaschi furono promossi in Serie C1 nda )". "Cosa ti mancherà ?".

"Fuori dal campo c'era un bellissimo gruppo, molto unito. Faccio un grosso in bocca al lupo alla Cremonese perchè possa raggiungere la Serie B. Io e Eugenia, tempo permettendo, ci ripromettiamo di ritornare a Cremona dove "Abbiamo messo le radici". Personalmente gli auguriamo di metterle nel calcio che conta"

Il Foggia è uscito dal tunnel e... assume Burrai

di Umberto Onofri

ll Foggia che la COVISOC aveva messo dietro la lavagna è uscita dal tunnel grazie all' ex presidente, il napoletano Pasquale Casillo, che ha raggunto l' accordo con la vecchia proprietà. Il patron , tra gli 80 e i primi anni 90, portò i "Satanelli" dalla serie C alla massima divisione sfiorando l' ingresso in Coppa Uefa.

Casillo, per la nuova avventura foggiana, ha voluto in panchina quel Zeman grande allenatore di quella squadra con un 4-3-3 spregiudicato ma efficace : chi non ricorda "Zemanlandia" o l"Università del calcio?". Ha inoltre richiamato il DS di quei tempi Peppino Pavone la cui prima mossa di mercato si chiama Salvatore Burrai ex grigiorosso nello scorso campionato con 13 presenze e zero gol, piedi buoni e bella visione di gioco "Chiuso" da Zanchetta. Pavone ha affermato di stimare il giocatore quando era con lui a Manfredonia. A Burrai auguriamo di dimostrare tutto il suo valore sotto la guida di Zeman e in una squadra che, con il nuovo assetto societario, non nasconde le sue ambizioni.

Tre ex grigiorossi allenatori

Il Settore Tecnico della Figc ha iscritto, nei propri ruoli anche tre ex grigiorossi : Enrico Chiesa, Francesco Colonnese e Lamberto Zauli che hanno superato gli esami per diventare allenatori professionisti di seconda categoria Uefa A. Zauli allenerà il Fano in Seconda Divisione, Colonnese è in attesa di una panchina mentre Enrico Chiesa merita l' Oscar della sfortuna : dopo avere giocato nel Figline aveva ottenuto la guida tecnica della squadra toscana che però non è stata ammessa alla Prima Divisione.

L'Alessandria ha un nuovo presidente

L' Alessandria calcio ha un nuovo presidente. Si tratta di Giorgio Veltroni imprenditore edile toscano già presidente della Sansovino.
Il passaggio delle consegne con l' attuale patro dei "Grigi" Gianni Bianchi verrà formalizzato il prossimo lunedì. Veltroni, in una conferenza stampa a fianco del sindaco di Alessandria, aveva annunciato di voler investire nel club torinese dai 6 agli 8 milioni di euro in tre anni. Veltroni ha individuato in Leonardo Semplici, ex mister dell' Arezzo, l' allenatore per il prossimo campionato.

Le tribolazioni del Rimini che rinuncia ad iscriversi

Il Rimini Calcio ha deciso di non iscriversi al Campionato di Lega Pro di Prima Divisione. In un lungo comunicato la società biacorossa ha puntato il dito contro tutte le istituzioni locali che, in alcuni casi, avrebbero boicottato il passaggio di proprietà. Il Rimini era arrivato ai play-off con il Pescara, promosso, il Verona e la Reggiana.

Il Real Marcianise cede il titolo sportivo alla Casertana

Novità importanti per una delle possibili rivali dei grigiorossi nel nuovo campionato che inizierà a fine agosto. Il Real Marcianise, salvatosi in questa stagione nel girone B di Prima Divisione, ha infatti accusato una serie di problemi finanziari che hanno spinto la dirigenza a cedere il titolo sportivo. Dopo lunghe trattative si è giunti a un accordo con la Casertana per una sorta di fusione che in pratica sarà però un assorbimento. Nel prossimo campionato di Prima Divisione quindi non ci sarà il Real Marcianise ma la Casertana, che mancava dalla C1 dal 1993 (vanta anche un paio di comparsate in serie B, l'ultima nel 1991-1992).

Zauli allenatore del Fano

Novità per l'ex grigiorosso Lamberto Zauli. Dopo l'esperienza come allenatore del Bellaria Igea, conclusasi con la retrocessione, Zauli è da oggi il nuovo allenatore del Fano, società di Seconda Divisione. Zauli era passato da Fano anche come giocatore.

Disoccupati in allenamento, sei sono ex grigiorossi

Come tutti gli anni l'associazione calciatori organizza un ritiro di tre settimane per i giocatori disoccupati e in cerca di sistemazione. Una categoria mai affollata come questa volta a causa dei tanti fallimenti. Il gruppo dei disoccupati starà in ritiro a Coverciano a partire dal 19 luglio. E fra i partecipanti ci sono ben 6 ex grigiorossi: Michele Bacis, William Viali, Massimiliano Guidetti, Luca Ungari, Fabio Gatti e Gabriele Graziani. Una curiosità: con loro lavorerà anche...Roberto Baggio che ha deciso di partecipare al ritiro per tenersi in forma e soprattutto per conseguire il diploma di allenatore di base (ai partecipanti al ritiro è consentito un percorso agevolato per ottenerlo seguendo un corso parallelo all'attività di allenamento sul campo).


clicca sul logo per esprimere il tuo parere e inviarcelo


Caro Direttore,
anche se viviamo in un'epoca in cui non ci si meraviglia più di nulla, sono rimasto stupito dallo spazio dato dal quotidiano locale La Provincia, alle esternazioni, in verità piuttosto banali e scontate, fatte da Giuseppe Torchio a proposito della Cremonese. C'è sempre da arricciare il naso quando un politico si mette a disquisire di sport ed in questo caso vedo anche un pericolo: quello di accentuare un vittimismo che, a mio avviso non ha ragione d'essere. Premesso che Giovanni Arvedi è una persona che non credo prenda decisioni sulla scorta di un errore arbitrale o cose simili; passata la delusione e l'emotività sulla conclusione della passata stagione, riconosciamo che la Cremo ha peso l'autobus della serie B, più per demeriti propri che per decisioni di un Palazzino qualsiasi.
Il calcio è questo e quel che è successo ai recenti campionati del mondo lo conferma: come Guidetti o Musetti o Coda hanno fallito gol apparentemente... fatti, anche un arbitro può sbagliare. Così come un allenatore preparando approcci inconsistente può andare incontro a figuracce come a Monza o Perugia o Varese, ultima di campionato. Così come cronisti attenti e non solo tifosi, dovrebbero nel corso dell'anno, accanto alla tabella dei presunti “torti”, stilare anche quella degli episodi “ a favore”. E se andiamo a rivedere le gare casalinghe con Perugia, Arezzo, Benevento, Pro Patria, qualcosa di interessante potremmo scovarlo.
Trovo oltremodo pericoloso l'accenno da parte di Torchio “all'amico” Giancarlo Abete: quasi ad avvalorare la tesi che si vince solo se si hanno amici e amici degli amici! Se così fosse, che senso avrebbe iscriversi ad un campionato, parlare di passione di etica e valori! Certo le relazioni sono importanti ma non determinanti: si vince solo se si hanno le giuste idee, i progetti e le doti per emergere.
In questo caso il ruolo degli organi di comunicazione e gli amministratori sono sono fondamentali per mantenere i giusti equilibri. Si poi si vogliono cavalcare facili strade per un poco di consenso, si faccia pure, ma mi pare sia esercizio pericoloso, fuorviante e improduttivo.
Pierluigi Torresani


Buonasera direttore,
preso atto della decisione del Cavaliere, mi sovviene una considerazione.
Perchè adesso? I fatti di Varese, la promozione di Palazzino bastano per defilarsi dalla Usc?
Modestamente credo che tutto ciò era già nella mente del presidente da tempo, poi i successivi eventi sono stati colti a puntino.
Gli errori di questi anni del "palazzo" federale e della lega sono stati innumerevoli e vergognosi è vero... ma anche le scelte della società a dire il vero.
Però, ritengo che come al solito si siano sbagliati i modi e i tempi.
Anche l'ultimo evento della scorsa settimana non credo che sia stata la classica goccia: dispiace non ci sia stata un' adeguata chiarezza.
Quello svolto in questi tre anni dalla USC è a dir poco lodevole, si è fatta rinascere una società ormai decessa, e rilanciata alla grande partendo dal vivaio, vero motore per il futuro prossimo.
Vi erano a parer mio 1000 modi per lasciare, soprattutto come lasciare,sappiamo che la Cremo non è (forse) il primo pensiero del Cavaliere,quindi mi vien da pensare
che ormai non abbia più niente da ottenere.
Detto questo :
Cavaliere GRAZIE SEMPRE E COMUNQUE.

Davide Cremona

Caro Direttore,
i tifosi grigiorossi sono sorpresi positivamente della presa di posizione di Macalli (tardiva è dir poco, ormai da chiacchiere da spiaggia sul rigore del Varese) e poi disgustati sull'assurda promozione dello scandaloso Palazzino che ha seguito le orme in tutto e per tutto del suo predecessore Tozzi.
Macalli invece di lamentarsi tardivamente, perchè non prova a fare proposte concrete, tipo la tanto invocata moviola in campo usata peraltro nel rugby, facendola visionare al quarto uomo,altrimenti per alzare solo la lavagnetta luminosa meglio prendere una bella ragazza, i tifosi sarebbero più contenti
Per non fermare troppo il gioco si potrebbe inoltre dare in dote per ogni squadra a partita una sorta di soli due bonus espisodi, cioè la possibilità di richiedere l'interruzione per far visionare la moviola al quarto uomo solo due volte su richiesta delle squadre, in qualsiasi momento ovviamente su richiesta dell'arbitro, tanto il signor Macalli non è così in confidenza con Platini da averlo scomodato due anni fa per inaugurare la nuova sede della sua LegaPro a Firenze?
Andrea Villa
DIRETTORE

Caro direttore,
vorrei intervenire nella mia qualità di tifoso medio sulla vicenda delle dimissioni del Cav. ARVEDI dalla carica di Presidente della nostra amata USC.
Ci sono parecchie cose che non tornano. Innanzi tutto il carattere del nostro Presidente (per noi resta ancora tale). Per come abbiamo imparato a conoscerlo in questi anni attraverso i Suoi interventi ma soprattutto attraverso le Sue azioni non collima con la decisione di lasciare tutto in balia degli eventi. Noi lo conosciamo come un combattente, un mastino che non molla fino a che non ha ottenuto il risultato voluto. Così come non regge la giustificazione della delusione per la promozione di palazzino (volutamente minuscolo). Si sa che le dinamiche che governano le promozioni di questa scarsissima (lo abbiamo visto anche ai recenti mondiali) classe arbitrale prevedono che le promozioni a categoria superiore avvengano per quanto (agli occhi della federazione) gli arbitri fanno durante la stagione e che i play off siano solo una passerella finale durante la quale essi potrebbero anche dar fuoco allo stadio col kerosene ma la loro promozione non sarebbe comunque in discussione. Così come il Cavaliere non ignora che ci sono anche pesanti responsabilità della squadra nella finale persa. Una squadra che segna più di 60 gol e ne incassa 40 nella stagione non può pensare di andare a difendere e basta a Varese, prima o poi il gol lo prendi!.
Anche noi tifosi siamo in preda allo scoramento ma questa classe arbitrale di gnomi non ci interessa più di tanto. Ne abbiamo visti passare di personaggi in casacca nera con voglie di protagonismo ed anzi gli abbiamo anche dato un cazzottone in testa (parliamoci chiaro il cazzotto a Bonfrisco glielo ha dato simbolicamente tutta la tifoseria grigio rossa) ed alla fine i conti tornano sempre e chi è incapace o corrotto fa la fine di tutti gli incapaci e di tutti i corrotti.
Quello che non mi piace è la filosofia che traspare dalla scelta del Cav. Arvedi che sembra sottendere “Mi arrendo. L’abbiamo pure vinta i disonesti” a questo noi ci ribelliamo perché abbiamo dei valori, gli stessi valori che abbiamo sempre condiviso con il nostro Presidente (Le ribadisco Lei rimane sempre tale). Noi crediamo nell’onestà, nell’impegno, nella voglia di fare e non di distruggere, in un mondo dove i falsi ed i disonesti potranno anche vincere qualche piccola battaglia ma noi sappiamo soffrire perché i nostri valori sono radicati in noi stessi e sappiamo che alla lunga vinceremo noi.
Insomma, per mutuare una frase del grande Giovannino Guareschi noi diciamo “Non muoio neanche se mi ammazzano”
Rifletta Presidente, rifletta sui valori che Lei e noi ci portiamo dentro ed ogni decisione sarà facile e sicuramente la migliore.
Dr. Gabriele Zambelloni

Tutti i servizi sulla Cremonese in quattro pagine:
Risultati e classifiche
Cremonese 1
Cremonese 2
Cremonese 3

Per ritornare alla prima pagina de "Il Vascello" cliccate sulla testata qui sotto


La pagina è aggiornata alle ore 8:35:25
di Ven, 30 lug 2010