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Per la società grigiorossa guai anche dalla seconda fase dello scandalo scommesse: altra penalizzazione di due punti in prospettiva?

Gervasoni parla di Cremonese - Monza e coinvolge Stefani, assieme a Paoloni

Abbiamo rivisto Mirko Stefani lo scorso novembre a Frosinone nella partita vinta in extremis col gol al 47 st di Bocalon - Qui Stefani fu colpito duro e terminò la gara vistosamente incerottato: senza volere, Pestrin ha fatto giustizia?

L'interrogatorio di Gervasoni nella seconda fase della inchiesta giudiziaria sullo scandalo delle scommesse quasi certamente comporta, sul piano sportivo, per responsabilità oggettiva, altri 2 punti di penalizzazione nella classifica della Cremonese.
La società grigiorossa sta ricorrendo contro la penalizzazione di 6 punti per le gare Cremonese - Paganese del 14-11-2010, Monza - Cremonese del 21-11-2010, e Spal - Cremonese del 16- 1- 2011 (si veda la decisione della Commissione Disciplinare ). Per le medesime motivazioni sembra dover cadere la partita di Coppa Italia di Lega Pro del 27 - 10 - 2010 Cremonese - Monza finita 2-3 e nella quale Gervasoni - davanti a De Martino - coinvolge anche il giocatore Mirko Stefani (nella foto di Ivano Frittoli) ) che la Cremonese ha ritrovato sulla sua strada in Frosinone - Cremonese dello scorso 7 novembre.

Questa partita giocata in notturna, fu vinta dai grigiorossi 0-1 con gol al 47' st di Bocalon e fu caratterizzata anche da un duro scontro con Pestrin a metà campo, ad alcuni parso ingiustificato, che procurò a Stefani una vistosa ferita al labbro. Ecco nella foto sotto da Frsinone, Mirko Stefani in contrasto con Bocalon: si noti il cerotto.

La posizione della Cremonese è precaria, riguardo alla gara Cremonese - Monza del 27 ottobre 2010. Come ha ricordato il servizio di Monza news ripreso da Il Vascello, i sospetti sulla regolarità della partita furono immediatamente fortissimi. Reagirono i tifosi del Monza, non si ha analoga notizia di richiesta di intervento degli organi federali di indagine proposta dalla società grigiorossa. Ecco perchè il timore, di altri provvedimenti disciplinari appare purtroppo e con grande nostro dispiacere notevolmente fondato.

La Cremonese di nuovo nella buriana del calcio scommesse: sarà dura ma non perdiamoci d'animo - Un articolo di Antonio Leoni.
Il tifoso aggiunge, nella prospettiva di gennaio: sono con Arvedi per la squadra di giovani, non importa se mancheremo la B


Le nuove rivelazioni di Carlo Gervasoni

Ecco quanto ha dichiarato Carlo Gervasoni al PM Roberto De Martino nell'ultimo interrogatorio.

''Paoloni venne da me e mi disse di essere stato contattato da Saverino della Reggiana il quale gli aveva detto che qualora fossimo stati disposti a perdere il giorno successivo, ci sarebbe stata una somma di denaro per noi. Considerato che noi avevamo una squadra di riserva, dove io e Paoloni avremmo giocato in mezzo a tanti giovani, per via delle squalifiche degli altri e laddove il Monza presentava una formazione agguerrita, io manifestai la mia disponibilita' a condizione che venisse coinvolto Gecic al posto di Saverino''. Dunque: ''Venne interessato anche Stefani perche' conosceva i giocatori di Monza. Se non ricordo male sia io che Paoloni parlammo con Stefani. La partita termino' effettivamente con un Over e la sconfitta della Cremonese per 2 a 3. In totale Gecic ci conferi' 40.000 euro. Partecipò alla suddivisione anche Stefani che poi diede parte della somma ricevuta a quelli del Monza. Lo stesso Stefani mi riferì i nomi dei giocatori del Monza coinvolti: Fiuzzi, Alberti e Iacopino''
Carlo Gervasoni ha parlato pure di Monza-Cremonese del 21 novembre del 2010 : ''Qualche giorno prima di Monza-Cremonese, Paoloni mi propose di combinare la partita provocando il pareggio. Ricordo che propose la cosa anche a Stefani. Io e Stefani non accettammo in quanto il risultato non andava bene per la nostra squadra. La partita fini' 2 a 2 e Paoloni fece una 'papera' che mi ha insospettito tanto e' vero che gli ho contestato la settimana successiva di avere comunque provocato il pareggio nonostante non vi fosse stato l'accordo. Da allora, ho iniziato a diffidare di lui anche perche' ci furono altre situazioni in cui era chiaro che non poteva essere caduto in infortuni del genere simili a quelli commessi''.

'' E mi riferisco a Cremonese-Spezia tra l'altro. Accadde comunque che il venerdi' successivo o il secondo venerdi' dopo Cremonese-Monza si disputò Atalanta-Livorno. Venne da me Paoloni dicendomi che De Lucia e Perticone del Livorno si erano venduti la partita. La 'dritta' di Paoloni ha comportato una scommessa di 10.000 euro sia da parte mia che di Paoloni, scommesse piazzate tramite Gecic. Non so se quest'ultimo abbia giocato a sua volta per conto suo. La partita poi e' finita 2 a 0 per il Livorno. Io ho chiesto spiegazioni a Paoloni che non e' stato in grado di fornirmi ed ha prospettato un recupero del denaro in occasione della partita successiva che sarebbe stata Bari-Livorno di Coppia Italia, partita terminata con il risultato di 4 a 1 per il Bari. Paoloni mi ha restituito i 10.000 euro intorno al Natale successivo''.

Il pm fa presente a Gervasoni che "per Atalanta-Piacenza ha parlato soltanto di accordi con Gegic, che avrebbe dato a lui e a Cassano 80-90.000 euro per perdere e di altri 90.000 che avrebbero dovuto ricevere per analoga finalità dai fratelli Cossato. In realtà, anche le più recenti dichiarazioni di Doni e Benfenati danno atto di un contatto anche col medesimo Doni per la manipolazione della partita". "Effettivamente - è la risposta - l'incontro con Doni davanti agli spogliatoi c'è stato. Io non sapevo che lui fosse a conoscenza degli accordi né sapevo di un coinvolgimento dell'Atalanta o di giocatori dell'Atalanta. Fu lui ad avvicinarsi e a dire: "Siamo convinti di quello che dobbiamo fare?" e io rimasi piuttosto sorpreso".

Gervasoni riferisce anche su Pisa - Albino Leffe del 2009 e chiama in causa il portiere Narciso, i giocatori Conteh, Careni e Cellini dell'Albinoleffe. "Narciso e Cellini decisero di lasciare perdere ma gli slavi si fecero vivi e allora aderimmo alla proposta pur senza l'accordo di Narciso e Cellini ma coinvolgendo anche Careni. Se non ricordo male in base agli accordi con gli slavi dovevamo perdere o perdere con due gol di scarto. Ricordo che Conteh fece un fallo da rigore che venne trasformato. Se non ricordo male gli slavi ci avevano anticipato 15mila euro a testa. Non mi risulta che sia coinvolto il Pisa'.

Per Gervasoni è combinata anche Salernitana-Albinoleffe del 18 aprile 2009 vinta dai campani per 4-2. 'Nell'occasione aderirono all'accordo oltre a me e a Carobbio, Narciso, Serafini e Ruopolo. Anche in questa occasione la somma complessivamente percepita fu di 90mila euro e non ci fu coinvolgimento della Salernitana. Cercammo poi di combinare la partita Frosinone-Albinoleffe del 9 maggio 2009 terminata 2-0. Nell'occasione avevamo concordato un over 2,5 ma il risultato non venne conseguito. Aderirono all'accordo, oltre a me e Carobbio, Coser e Ruopolo. Gli slavi ci avevano assicurato una somma che dovemmo restituire dato l'esito della gara. Altra partita combinata fu Albinoleffe-Ancona, l'ultima giornata del campionato 2009-2010, che perdemmo per 4-3'. Gervasoni fa i nomi dei giocatori dell'Ancona: Colacone, Marco Turati e Mastronunzio.

'Altra partita truccata è stata Piacenza-Albinoleffe del 20 dicembre 2010. Io ero alla Cremonese. Ricordo che Cassano, portiere del Piacenza, quando io fui trasferito a questa squadra, mi disse che l'incontro era stato combinato tra le due dirigenze. Secondo il predetto erano d'accordo sia i giocatori che le società, tant'è che Cassano scommisse una certa cifra tramite Zamperini mentre anche i fratelli Cossatto mi riferirono a loro volta scommesso una somma di denaro dopo avere ricevuto conferma dell'avvenuta manipolazione della partita grazie a Rickler e Passoni'.
Per Gervasoni fu taroccata anche, Palermo-Bari terminata 2-1. Però "Il risultato concordato era di un over con la sconfitta del Bari con almeno due gol di scarto si tratta di notizie che mi ha riferito Gegic nell'immediatezza della partita in quanto ho scommesso sulla medesima. Ricordo che sempre secondo lui mi riferì, era stato Carobbio a mettersi in contatto con i giocatori del Bari o con qualcuno che gli stesse vicino. Gegic mi riferì che erano stati corrotti i seguenti giocatori del Bari: Padelli, Bentivoglio, Parisi, Masiello Andrea e Rossi. Il risultato concordato non fu raggiunto perché Miccoli sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato. Miccoli non sapeva nulla della combine'.
Su Lazio-Genoa, terminata 4-2. Gervasoni riferisce: 'Ho appreso da Gegic che gli slavi si incontrarono lo stesso giorno della partita con Zamperini che poi li mise in contatto con Mauri della Lazio. Gli slavi si incontrarono anche con Milanetto del Genoa che a sua volta incontrò altri giocatori della sua squadra'.
'Quanto alla partita Lecce-Lazio - ha affermato Gervasoni - Gegic mi disse che tramite Zamperini, lui e gli slavi si misero di nuovo in contatto con Mauri della Lazio per manipolare la suddetta partita. Successivamente, avuto questo contatto con Mauri, furono corrotti 6 o 7 giocatori del Lecce tra i quali ricordo solo Benussi (ma il portiere era Benassi, mentre Benussi era al Palermo -ndr)e Rosati'.
Secondo Gervasoni altre partite manipolate furono Chievo-Novara di Coppa Italia 2010, Grosseto-Mantova (15 marzo 2010), Brescia-Mantova (2 aprile 2010) insieme con Alessandro Pellicori.

Taroccamento anche di Empoli-Mantova con Fissore e Pellicori, Siena-Piacenza (19 gennaio 2011), Piacenza-Pescara (9 aprile 2011), Cittadella-Mantova in combutta Pellicori e Fissore, Salernitana-Mantova (2 maggio 2011).

Altri dettagli. Per Brescia-Mantova "io e Pellicori abbiamo ricevuto complessivamente 60.000 euro". Cittadella-Mantova "fu fatta con Pellicori e Fissore. Quest'ultimo, così come per Brescia-Mantova, era a conoscenza dell'accordo, ma non partecipò alla partita. Il compenso fu limitato a circa 15.000 euro in quanto doveva essere compensato il risultato negativo relativo alla partita con il Brescia".
Per Siena-Piacenza 2-3 "ho percepito assieme a Cassano e Catinali 20.000 euro a testa" per l'Over. Per Piacenza-Pescara 0-2 "mi ero attivato con Nicco, ma poi mi fece sapere con un messaggio che non era riuscito a convincere i suoi compagni di squadra a farci vincere".
"Quando mi contattarono in prossimità di Atalanta-Piacenza mi rappresentarono di avere dei contatti nel Chievo, in particolare Pellissier ed Eriberto (Luciano, ndr). I due consentivano ai fratelli Cossato di manipolare le partite del Chievo. I fratelli Cossato mi rappresentarono che tra i loro referenti c'erano anche altri calciatori ex Chievo. Tra questi Italiano, il quale aveva confidato loro che il Padova aveva comprato la partita con l'AlbinoLeffe del 2009-10. Ho appreso da Rickler nel campionato 2009-10, in Mantova-Modena 1-1, la squadra ospite prese denaro da parte del Padova al fine di non perdere". Per Chievo-Novara di coppa Italia 2010 "ho appreso da Gegic che gli slavi offrirono 150.000 euro ai giocatori del Novara perché perdessero con il Chievo con un Over, risultato effettivamente conseguito. Gli slavi si incontrarono con Ventola nell'albergo e consegnarono ad un albanese che giocava nel Novara, Shala, circa 150.000 euro che divisero anche con altri giocatori, tra i quali Fontana. Bertani fece da tramite in quanto non partecipò alla trasferta".

Nelle foto: una espulsione di Carlo Gervasoni, Almir Gegic, l'uomo della banda degli zingari. E' tuttora ricercato.

Nel 1980 la madre delle inchieste sul degrado profondo del calcio

di UMBERTO ONOFRI


Domenica 29 marzo 1980 alla fine di alcun partite, le automibili della Guardia di Finanza irruppero negli stadi di Avellino, Pescara, Milano, Roma, Genova e Palermo e i finanzieri arrestarono Felice Colombo, presidente del Milan, Cacciatori, Giordano, Manfredonia e Wilson della Lazio; Albertosi e Giorgio Morini del Milan; Casarsa, Della Martira e Zecchini del Perugia; Girardi del Genoa, Magherini del Palermo e Merlo del Lecce. Ordine di comparizione per Paolo Rossi incriminato per un Avellino-Perugia del 30 dicembre 1979.
La trasmissione televisiva "Novantesimo minuto" mandò, in diretta, le immagini delle auto della Guardia di Finanza parcheggiate sulla pista dello stadio Olimpico.
Si trattò del primo grande scandalo di illeciti sportivi e partite truccate della storia del calcio italiano che smascherò la piaga del totonero vero e proprio sistema parallelo di raccolta delle giocate in barba ad ogni regolamento con un giro vorticoso e perverso tra giocatori corrotti, racket degli scommettitori e mercato.
A far saltare il banco, è proprio il caso di dirlo, fu Massimo Cruciani commerciante romano all' ingrosso di ortofrutta, insieme all' amico Alvaro Trinca. Cruciani perse centinaia di milioni per avere seguito le indicazioni fornitegli da alcuni giocatori della Lazio su alcune partite di serie A, che loro dire, erano state combinate.
L' esposto di Cruciani venne presentato il 1° marzo alla Procura di Roma ma vale la pena di riportare alcuni brani dell' intervista rilasciata il 4 marzo a Oliviero Beha per "Repubblica" dal centrocampista della Lazio Maurizio Montesi.
Montesi affermò "Il calcio è truccato, è corrotto. Questo si sapeva anche se c' era chi faceva finta di non saperlo perchè interessato agli utili del giocattolo".
Parole coraggiose ma inquietanti se si considera che, dopo quello del 1980, il calcio italiano è stato attraversato da episodi gravissimi di irregolarità e partite taroccate nel 1986, nel 2000, nel 2004, nel 2006 delle quali parleremo più avanti. Attualmente stiamo vivendo l' inchiesta denominata "Last Bet" ovvero "Ultima scommessa". Mafrancamente non crediamo che sarà l' ultima : oggi si può scommettere in tutto il mondo, si possono pilotare giocate servendosi di personaggi dentro e fuori dal calcio, gente senza scrupoli pronta a tutto.
Lo scandalo del 1980 vide, in appello, tra il 19 e il 31 luglio 1980, la retrocessione in serie B di Milan e Lazio e 5 punti di penalizzazione per Avellino, Bologna e Perugia. Radiazione per Felice Colombo presidente del Milan. Un anno di sospensione per Tommaso Fabbretti presidente del Bologna.
Diciotto i calciatori squalificati dai 6 anni per Stefano Pellegrini ai 3 mesi per Oscar Damiani.
Il 23 dicembre 1980 tutti gli indagati vennero prosciolti poichè, a livello penale, il fatto non costituiva reato. Vennero invece presi provvedimenti in ambito calcistico in quanto venne provata la accusa di illecito sportivo. Paolo Rossi, squalificato per 2 anni, li scontò in tempo utile per partecipare al vittorioso Mondiale di Spagna.
Chiudiamo elencando gli altri scandali del nostro calcio.
Nel 1986 la Procura di Torino individuò 30 partite truccate e la Giustizia sportiva inflisse 9 punti a Udinese e Lazio, 5 al Foggia, Palermo, Triestina e Cagliari; Vicenza escluso dalla serie A nonostante la promozione. Perugia in C2 con 2 punti di handicap. Lunghe squalifiche a molti giocatori fra i quali Vinazzani, Reali, Vavassori, Magherini, Cerilli, Chinellato, Salvi e Lorini.
Per il calcioscommesse del 2000, sotto inchiesta Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia, finita 1-1, deferiti Doni, Siviglia e Banchelli dell' Atalanta; Aglietti, Allegri, Amerini, Bizzarri e Lillo della Pistoiese. Condanne in primo grado, tutti assolti dalla Caf.
Nel 2004 4 punti al Modena, lievi ammende a Siena, Sampdoria, Pescara e Como. Tre anni a Marasco ( Modena ), uno a Rossi ( Siena ), sei mesi a D' Aversa ( Siena ), cinque mesi a Bettarini ( Sampdoria).
Ed eccoci infine a Calciopoli. Lo scandalo investì il calcio italiano nel 2006, coinvolgendo diverse società professionistiche fra le più importanti e numerosi dirigenti sia delle stesse società sia dei principali organi calcistici italiani (Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Nazionale Professionisti, Associazione Italiana Arbitri), oltre ad alcuni arbitri ed assistenti.
Le prime avvisaglie di calciopoli emersero nel 2005 mediante alcune indiscrezioni di stampa relative ad indagini sul calcio condotte dalla Procura di Torino. L'inchiesta, denominata Offside e condotta dal Procuratore Raffaele Guariniello (già noto per precedenti indagini sul mondo del calcio), si era chiusa con l'archiviazione (per l'inesistenza di situazioni penalmente rilevanti) ma anche col contestuale invio di materiale, ritenuto rilevante sul piano disciplinare, alla FIGC. Le indiscrezioni di stampa si moltiplicarono nella primavera del 2006 e infine lo scandalo venne alla luce con la pubblicazione delle prime intercettazioni telefoniche a partire dal 2 maggio 2006, ossia a pochi giorni dalla conclusione della stagione calcistica 2005-2006 (anche se le intercettazioni in realtà erano tutte relative alla stagione 2004-2005). Moggi il personaggio di maggior spicco.L'8 novembre 2011 è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Napoli a 5 anni e 4 mesi di reclusione (oltre al Daspo di 5 anni e all'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici), per promozione della associazione a delinquere
L'altro processo penale a carico di Moggi, quello relativo alla questione Gea, è giunto al secondo grado di giudizio con la condanna a un anno di reclusione per violenza privata e l'assoluzione per quanto riguarda l'accusa di associazione a delinquere
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di Ven, 30 dic 2011