L'annuario del Manin: puntuale ritorno |

E’ proprio vero che il liceo classico dà ancora una formazione completa. Basta scorrere il sommario del volume “La Scuola classica di Cremona”, cioè l’annuario dell’Associazione ex alunni del Liceo-Ginnasio Daniele Manin. In 368 pagine fitte fitte troviamo studi che spaziano da Orazio a Dante, dalla poesia a Stradivari, da Sant’Agostino al filologo Francesco Novati. Ma c’è anche tanta attualità. L’economista Carlo Cottarelli descrive la crisi economica attuale… “e quella prossima ventura”, mentre Daniele Villani ragiona sulla realtà dell’Italia che diviene sempre più un ”paese di vecchi”.
E’ però da pagina 229 che comincia il saggio più inconsueto, minutamente circostanziato dal titolo “Breve storia degli odori corporei e ambientali”. Riccardo Groppali rivela che “un naso sensibile e ben allenato” riesca a riconoscere “fino a 5000” dei circa 500 mila composti odorosi conosciuti. L’’olfatto, anche se attualmente è un po’ sottovalutato, ha avuto una parte essenziale per la sopravvivenza della nostra specie. Odori del corpo, acqua e pulizia, favorevoli e contrari al lavaggio del corpo, profumi, emissioni odorose, odori di salute e di malattia, di campagna e di casa, etnici e di cibi, di nobiltà e di sacralità, Per finire con gli odori di città: “…Non è del tutto certo che l’apparente asetticità dei nostri agglomerati urbani… sia del tutto favorevole alla salute dei loro abitanti, anche se alcuni odori sgradevoli non sono più avvertiti”.
Secondo tradizione, il libro (numero 17 della serie) è stato presentato alla vigilia di Santa Lucia dalle due “redattrici”, Renata Patria e Emanuela Zanesi. Aula magna del Manin particolarmente affollata anche per il ricordo dei, purtroppo tanti, morti dell’anno: don Sergio Foglia, che fu insegnante di religione, il magistrato Fulvio Righi e altri due ex alunni l’avvocato Alessandro Bocchi e il giornalista Floriano Soldi scomparsi a due mesi esatti di distanza uno dall’altro. Entrambi ancora ben lontani dalla vecchiaia come la si intende oggi. Il loro era un sodalizio nato nelle aule del liceo e consolidato dalla vita, come traspare da tutti gli scritti di amici e colleghi. La novità dell’edizione 2009 è proprio legata a Floriano. La moglie Sabrina, che fu sua allieva nell’anno di insegnamento che lui fece in via Boldori (oggi si entra da via Felice Cavallotti) prima di diventare “scribacchino” come il padre Fiorino, ha voluto istituire un premio giornalistico (annuale) per liceali e ginnasiali, con la collaorazione della Associazione e del quotidiano La Provincia. Ha vinto Elisa Zagni. Segnalati: Sofia Cerri, Iaroslava Barbieri, Chiara Francesca Rizzuti, Sara Eurosi, Marco Budassi, Stefano Muchetti. A Elisa 500 euro. A tutti, diplomi e un libro dei viaggi di Fiorino con le fotografie di Ezio Quiresi. La lunga carrellata si è conclusa con gli altrettanto consueti aperitivo, torte e pasticcini. Ora l’annuario sarà in vendita alla Libreria del Convegno. I soci poi devono ricordarsi di pagare la quota. Altrimenti come si fa a coprire le spese? Sandro Rizzi
Cultura e vita ebraiche in Provincia di Cremona
Marida Brignani, architetto e appassionata di storia locale, è andata "Sulle tracce di cultura e di vita ebraiche in Provincia di Cremona". Il volume è illustrato dalle fotografie di Luigi Briselli. Gli attuali confini non corrispondono alla suddivisione amministrativa dell'epoca e questo incide anche sulla permanenza di tracce tuttora riscontrabili. A Cremona il primo documento pervenuto è del 15 gennaio 1400: è il rogito dell'acquisto di un terreno da destinare a ospitare un cimitero. Sul finire del XVI secolo, gli Ebrei vennero espulsi. La loro era una comunità florida, molto colta. Non si occupavano solo di prestare denaro, ma erano artigiani e commercianti ricercati, molti erano medici. La Chiesa condusse più di una campagna antisemita, fino ai ghetti e alle espulsioni. A Crema, governata dalla Serenissima, gli Ebrei vennero allontanati nel 1498. Andò meglio nelle zone gonzaghesche oltre l'Oglio, dove le comunità ebraiche malgrado l'imperante clima antigiudaico - furono sostanzialmente lasciate in pace, fino alla promulgazione delle leggi razziali nel 1938. E' quindi a Ostiano che si conservano le tracce più visibili e concrete. Lì la comunità ebraica decise di vivere attorno al castello, perché entro le sue mura si sentiva più protetta. Dell'antica sinagoga restano le mura perimetrali, e si possono tuttora vedere le 43 lapidi del nuovo cimitero (realizzato a partire dal 1789) che si sono conservate fino ai nostri giorni. Una presenza ebrea, sulal quale sarà interessante ritrovare qualche traccia documentaria, si ebbe a Cremona quando le caserme furono occupate da ondate di profughi. Le altre foto sono appunto di Luigi Briselli.
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Un eccezionale lavoro concluso all'interno del corso professionale regionale di estetica dell'Istituto Santa ChiaraCastelponzone: emblema dell'umanità di tutto il territorio casalasco 
Il corso di formazione professionale regionale di estetica all'Istituto postuniversitario Santa Chiara di Casalmaggiore ha concluso con grande passione un lavoro di molti mesi intorno ad un paese, Castelponzone, riportato ad una evidenza mondiale ormai 33 anni fa da una ricerca condotta da Carlo Bellò per i testi e da Antonio Leoni per le immagini, con la collaborazione dell'Archivio di Stato di Cremona.
Il tutto si è risolto in una pubblicazione che è stata presentata questo sabato in una sala affollatissima, dal titolo "la comunità riconosciuta" . Grazie agli interventi delle autorità locali e del vice presidente Rossoni della Regione Lombardia che ha sostenuto l'impresa, oltre che del professor Luciano Roncai, del giornalista e fotografo Antonio Leoni e delle stesse studentesse autrici della ricerca, non è stata soltanto una serata celebrativa della straordinaria realizzazione scolastica. I presenti si sono riconosciuti in una umanità che ha per simbolo Castelponzone e che chiama a idenficare in un progetto di grande respiro le peculiarità dell'isola casalasca, stretta ma non sopraffatta dalle presenze confinanti cremonese e parmigiana. Ecco , dunque, come un lavoro scolastico condotto con impegno e serietà, testimoniati dalla pubblicazione finale singolarmente completa (testi, interviste, un CD e persino una collezione di cartoline realizzate dalle stesse allieve) diventa strumento di progresso autentico del territorio casalasco. Due esempi di questa comunità riconosciuta: la cartolina realizzata recentemente da un'allieva e la foto di 33 anni fa di Antonio Leoni che illustrano la porta sud di Castelponzone. Luca del Monte, il primo romanzo, ovviamente nel mondo dell'automobileLa prima parte è ambientata a Cremona - Presentazione nazionale all'ombra del Torrazzo Il cremonese Luca Dal Monte si impegna nel suo primo romanzo. Naturalmente collocato nel modo dell'automobile, lui che è oggi responsabile centrale della Comunicazione della Maserati.Si intitola "La scuderia" e rimanda al 1936.
L’Europa sta rapidamente precipitando verso la tragedia della guerra e l’Italia fascista è a un bivio, contesa fra la Germania di Hitler e il blocco dei Paesi capitanati dall’Inghilterra. Tutto può ancora succedere. I servizi segreti delle varie nazioni sono all’opera, e il loro campo d’azione si estende anche all’automobilismo. Ugo Quiresi, addetto stampa della Scuderia Ferrari, si trova invischiato nello scontro che oppone l’Abwehr di Canaris e l’MI6 britannico, che sotto la spinta di Churchill, non ancora primo ministro, cerca di dissuadere l’Italia dallo stringere un’alleanza mortale con il Terzo Reich. Per oscure ragioni, la rivalità fra le Alfa Romeo di Ferrari e le Auto Union finanziate direttamente dal regime nazista rappresenta ormai qualcosa di più di una normale sfida sportiva. È forse l’ultima occasione per cambiare il corso della storia. Tra donne belle e fatali, folli corse e leggendari assi del volante come Nuvolari, Varzi, Stuck e Rosemeyer, Luca Dal Monte costruisce un avvincente intreccio fantapolitico, una spy story in cui rivive l’affascinante mondo della velocità e l’atmosfera da telefoni bianchi degli anni Trenta. Ecco un passo subito suggestivo. «Campari, Ascari, Nuvolari. Una generazione di grandi campioni. Ugo li aveva visti correre da piccolo, quando suo padre lo portava a vedere le corse, soprattutto la Mille Miglia. Ricordava il gran polverone in mezzo a cui, se eri fortunato, riuscivi a scorgere la macchina e a immaginare il pilota. E adesso era lì con il più grande di tutti.». Una prima parte della vicenda è proprio ambientata a Cremona, classico punto di passaggio della Mille Miglia. Il romanzo verrà presentato in prima nazionale proprio all'ombra del Torrazzo nel mese di dicembre, la data non è ancora fissata.
• Luca Dal Monte è nato a Cremona nel 1963. Giornalista, è stato capo delle Relazioni Esterne della Ferrari negli Stati Uniti ed è ora responsabile centrale della Comunicazione per la Maserati. Per BCDe ha pubblicato "La rossa e le altre" (2000), "Una leggenda che continua2 (2003, entrambi con Umberto Zapelloni) e "Il tedesco volante e la leggenda Ferrari "(2004). La Scuderia è il suo primo romanzo. ---In libreria dal 1 dicembre- Baldini Castoldi Dalai editore
Un Natale trascorso in prigione a CremonaUn amarcord del libraio-scrittore Roberto Denti, ricordo di guerra del famoso autore cremonese. Una storia di umanità e amore ambientata nelle carceri della cittàEsce da Interlinea, nella collana “Nativitas”, Un Natale in prigione. Ricordo di guerra di Roberto Denti in cui l’autore racconta la sua esperienza di prigionia nelle carceri di Cremona: una storia di umanità e amore narrata, a distanza di anni, con semplicità e passione. «Nel dicembre 1944 Roberto Denti si trova nelle carceri di Cremona. Lì, ventenne, fa esperienza di umanità e ha tempo per letture nuove e formative, ma soprattutto è testimone di un fatto straordinario che fino a oggi non aveva voluto raccontare: lo fa ora con la semplicità della memoria, senza artifici retorici: “Ancora adesso mi sento coinvolto non colpevole in un fatto che si è svolto in tempo di guerra e che resta sempre un’incredibile storia d’amore”». Queste le parole della quarta di copertina che descrivono il libro. La collana “Nativitas” nel quale è inserito, interamente dedicata a testi letterari ambientati o ispirati al Natale, annovera tra i suoi titoli altri ricordi di guerra tra cui Dostoévskij, Le feste di Natale e Mario Rigoni Stern con Quel Natale nella steppa.
Proponiamo di seguito uno stralcio dell’opera in cui lo scrittore descrive le carceri cremonesi e la stessa città natale: «Il carcere di Cremona aveva sede, sino a pochi anni fa, in un grigio palazzo ottocentesco, in una via acciottolata abbastanza centrale ma piuttosto stretta. Era nel cuore di una città arcaica che ha sempre avuto un fortissimo carattere proprio, influenzato da sospensioni magiche e da inattesi vigori popolareschi. La prigione dista dieci minuti di strada a piedi da piazza del Duomo, il nucleo antico della città. È una piazza che va guardata volgendo le spalle a un edificio di gusto moderno (anni trenta, periodo piacentiniano): a sinistra la facciata maestosa del Duomo, ricoperto in marmo bianco nel Cinquecento, mentre la struttura è in cotto come dimostrano le absidi lasciate al loro stato originale; a destra il dugentesco palazzo del Comune rimasto integro con i suoi mattoni. In fondo, la piazza è chiusa da un imponente Battistero ottagonale del Medioevo costruito anch’esso in cotto. Se avesse mantenuto la sua struttura originale, avrebbe contrastato con la rinnovata facciata bianca del Duomo. Si pensò allora, sempre nel Cinquecento, di coprire con marmo bianco la parte che affianca il Duomo e di lasciare i mattoni originali dalla parte del palazzo comunale. L’armonia dei due colori è così ovvia che è difficile accorgersi se non si è informati che si tratta di due edifici diversi».
Roberto Denti, Un Natale in prigione. Ricordo di guerra, pp. 48, euro 10.
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Odore di luna, in una antologia la poesia premiata di Lucia ZanottiE’ uscita in questi giorni l’antologia “I poeti laureandi “ a cura del ” Collegio Universitario Santa Caterina” di Pavia, che raccoglie i testi dei poeti premiati nel concorso omonimo. Tra questi, c’è anche Lucia Zanotti con la lirica “Odore di luna”. L'uomo che oscilla tra fede e ragioneIl Quarto Giorno di Fabia GardinazziCremonaBook pubblica un romanzo di Fabia Gardinazzi, IL QUARTO GIORNO e ha come protagonista un umile pescatore che aveva seguito Yehoshua fino a Gerusalemme e si era trovato ad assistere alla crocifissione del Maestro e alla sua presunta resurrezione. Gli apostoli attorno a lui dicono che Gesù è risorto ma lui non lo vede e rimane dubbioso anche se vorrebbe tanto credere al miracolo. Il testo parte dunque dal quarto giorno, cioè dal momento in cui si sparge la voce che un uomo è risorto sconfiggendo la morte e arriva fino al 70 d.C., anno della caduta di Gerusalemme da parte delle truppe romane. Il libro segue le vicende del protagonista narratore e delle prime vicissitudini della nascente Chiesa di Gerusalemme. L’entrata in scena di Paolo sconvolge ulteriormente gli equilibri all’interno della comunità che si trova a dover decidere quale strada prendere, se quella di rimanere fedeli alla Legge ebraica o abbracciare una visione più nuova e libera del Vangelo. Il protagonista seguirà per un po’ le peregrinazioni di Paolo poi, dopo il naufragio a Malta, lo abbandonerà per tornare di nuovo in Palestina in tempo per assistere alla disfatta del Tempio ad opera del condottiero romano Tito. Il romanzo, seguendo in parte la falsariga degli Atti degli Apostoli, descrive la situazione della nascente chiesa di Gerusalemme subito dopo la morte di Gesù cercando di mettere in luce lo smarrimento dei primi “cristiani” di fronte alla scomparsa del loro amato Maestro, l’ostilità dei Sacerdoti del Tempio nei confronti di questa nuova setta, l’atteggiamento contrastante dei vari seguaci. All’interno del romanzo, oltre alle discussioni teologiche, ai quesiti primordiali dell’uomo che si interroga sull’esistenza di Dio, si intrecciano le varie storie del narratore che, lontano dalla moglie, si innamorerà prima di un’egiziana conosciuta ad Antiochia e poi di una ricca vedova greca di Corinto. Il finale rimane aperto con il narratore che ancora si dibatte con i suoi molteplici dubbi: Gesù era veramente il Messia? La predicazione di Paolo ha o no tradito il messaggio del Maestro? Cosa significa per un ebreo scoprirsi cristiano? Il protagonista, che parla in prima persona e di cui non viene detto il nome, è il simbolo dell’uomo perennemente oscillante tra fede e ragione Le proprietà curative dell'olivo in un libro di Ivan ImbrianiÈ stato stampato il libro L’OLIO & OLIVO Le proprietà curative di una pianta millenaria di IVAN IMBRIANI per iniziativa della Casa Editrice “edizioni il galleggiante” di Cappella Cantone - Via Donatori di Sangue, 3. Il volume è firmato dal cremonese di adozione ma nato in Svizzera Ivan Imbriani. Una carriera davvero variegata: si diploma in Pianoforte a Rovigo sotto la guida del Maestro Nando Salardi di Mantova. Inizia una breve attività di concertista come pianista accompagnatore presso il Coro Polifonico Ponchielli-Vertova di Cremona e come insegnante di pianoforte e solfeggio. (L’insegnamento prosegue tuttora). Si trasferisce a Genova e il 12 Ottobre 1998 diventa Musicoterapeuta presso l’Associazione Italiana Studi di Musicoterapia (oggi non più attiva) partecipando ai corsi di anatomia, fisiologia, neurologia, psichiatria, psicologia, musicoterapia, linguaggio non verbale, neurologia. Negli anni successivi apre uno proprio studio privato di musicoterapia a Cremona. Tiene poi corsi sulla Musicoterapia e le sue applicazioni, ed inizia ad occuparsi anche di Danzaterapia. Nel 2001 diventa Naturopata a Milano presso la Libera Università Italiana di Naturopatia Applicata del Dott. Rudy Lanza. Si specializza inoltre nel 2007 presso l’ISPE (Studi utili per l’attività di erboristeria), e dal gennaio 2003 è titolare di un’erboristeria con annesso studio di Iridologia - Riflessologia plantare - Naturopatia.

La pagina è aggiornata alle ore 11:12:36 di Dom, 13 dic 2009
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