"Il Vascello" e la conoscenza

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Un eccezionale documento

Aldo Protti canta nel "Rigoletto" del 1961 con Gabriella Tucci

Aldo Protti e Gabriella Tucci, a Cremona recentemente per la serata dedicata a Protti, cantano "Tutte le feste al tempio", "Piangi fanciulla, piangi" e "Sì, vendetta, tremenda vendetta" dal Rigoletto di Giuseppe Verdi. Dirige Alberto Erede nel 1961.






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A Casalmaggiore dal 3 dicembre aperto al museo Diotti l'atelier Priori

Dal 3 dicembre aperto al museo Diotti di Casalmaggiore l'Atelier Priori che recupera non solo opera dello scultore, ma anche il suo studio, dunque il luogo e l'anima del suo lavoro. l'Atelier Priori è stato curato da Valter Rosa e offre diverse letture intitolate Effetti speciale, Stampi e Calchi, l'Anima della Scultura.

Il 19 gennaio all’archivio di Stato inedita mostra

Cremona… una seconda Genova o Venezia nel XV-XVI secolo

Ai nastri di partenza un percorso progettuale di studio  del Comune di Cremona per interventi conservativi e valorizzazione del Bastione Caracena e Porta Mosa

Traffici commerciali confluiscono da diverse parti del mondo a questa città attraverso il detto fiume, a tal punto che a ragion veduta può essere chiamata una seconda Genova o Venezia”: così Domenico Bordigallo in Urbis Cremonae syti designum, manoscritto dei secoli XV-XVI, tradotto recentemente e trascritto da Emanala Zanesi dell’archivio di Stato di Cremona, definiva la nostra Cremona per la considerevole presenza di canali e commercio.

L’occasione di parlarne è stata fornita dal seminario “Le mura di Cremona”, promosso dalla Provincia di Cremona con la collaborazione del Comune di Cremona, Archivio di Stato di Cremona, Sistema Turistico Po di Lombardia, Città Murate e Castellate ed Istituto Italiano dei Castelli, aprendo un ciclo di incontri su tutto il territorio.

Del circuito “città Murate e Castellate” fan parte Soncino, Casteldidone, Pizzighettone, Castelponzone di Scandolara Ravara, Torre de’ Picenardi, San Giovanni in Croce, Pandino, Crema e Tornata. Ha promosso un ricco programma 2012 di seminari itineranti, aventi come focus proprio i siti fortificati e castellati della nostra provincia, meta ogni anno di numerosi turisti, tour operator e scuole.

Le tappe sono: il 19 gennaio a Cremona presso l’Archivio di Stato con Mostra documentale. Poi, sempre al sabato, il 28 gennaio a Pizzighettone, 24 marzo Castelponzone, 14 aprile Pandino, 28 aprile Torre de’ Picenardi, 20 ottobre Soncino, 17 novembre Tornata, 15 dicembre San Giovanni in Croce (Crema e Casteldidone data da definire; per info si veda il sito www.turismocremona.it).

Ovviamente la maggiore attenzione va a Emanuela Zanesi, dell’Archivio di Stato di Cremona, la quale ha presentato le fonti documentali che legano il presente della città alla sua origine, in relazione allo sviluppo urbano ed al contesto sociale.
Di particolare interesse, appunto, la sua recente trascrizione e traduzione dell’opera di Domenico Bordigallo “Urbis Cremonae syti designum”,.
Da qui si è appreso come le mura, lunghe ben 5,5 Km, da scopo difensivo siano divenute nel tempo “barriera doganale” e fonte di interconnessione extra-moenia, fortemente contestualizzate dallo sviluppo dell’alveo fluviale, con presenza di una miriade di canali, tombinati nel tempo, su cui insisteva un rilevante traffico dei commerci, attivi sin da epoca romana.
L’architetto Ruggero Carletti, Direttore del Settore Progettazione - D.L. e Manutenzione Comune di Cremona, ha presentato, attraverso mappe d’epoca, immagini topografiche e foto aree, la nascita e lo sviluppo del nucleo storico e della cinta muraria; particolarmente interessante la volontà espressa per il prossimo avvio di uno studio progettuale di interventi conservativi e di riqualificazione del parco a Porta Mosa e del Bastione Caracena.


Concertistica

Beethoven e Liszt da applausi

Grande successo per il Coro Costanzo Porta e il pianista Maurizio Baglini

(ste. f) - La Nona Sinfonia di Beethoven è un vero best-seller senza tempo: piace anche nell'insolita veste lisztiana ascoltata ieri sera in un Ponchielli particolarmente galvanizzato. Sul palcoscenico del nostro teatro è dunque protagonista la rarissima rilettura di Liszt, trascritta per pianoforte e, come ovvio, solisti e coro nell'ultimo movimento. Esecuzione appassionata e vivida quella offerta Maurizio Baglini - un Pico della Mirandola redivivo, ha suonato interamente a memoria! - con sonorità tutt'altro che timide nel restituire gli affondi orchestrali, ma altrettanto nitida e raffinata nelle sezioni più 'costruite': così accade nella filigrana contrappuntistica dello Scherzo, costruito con attenta dinamica dei piani sonori, quasi da creare l'illusione di stratificazione timbriche differenti.
Da segnalare la presenza del grancoda Fazioli, altro 'ospite' del Ponchielli. Eccezionalmente corposo, rotondo, profondo e potente nei bassi. Davvero una meraviglia. Un po' più asettico, leggermente vetroso, invece, nel registro medio-acuto. Proprio quella zona della tastiera che, nell'arco di poco tempo, ha denunciato qualche lieve calo nella tenuta dell'accordatura.
Tornando alla scrittura della Nona: non è possibile aspettarsi che tutto l'impianto pianistico di Liszt possa compiere miracoli. Vi sono più parti per le quali nemmeno l'alchimia dell'autori dei Trascendentali può cambiare il dna del pianoforte: sugli ottantotto martelletti l'adagio cantabile del terzo movimento trasposto ha il 'fiato corto'.
Eccellente, come sempre, l'intervento del Costanzo Porta diretto da Antonio Greco e altrettanto validi i quattro solisti: la soprano Eva Oltivanyi soprano, la mezzosoprano Hannah Esther Minutillo, il tenore Benjamin Bruns e il basso Abramo Rosalen. L'ensembe vocale ha eccitato la platea, come prevedibile, grazie ad un Inno alla gioia di notevole impatto.
Come bis una Ave Maria, sempre firmata da Liszt. Perfetta per restituire la malleabilità timbrica del Porta: colori assai diversi da Beethoven, ma proprio per questo perfetto contraltare apollineo al gesto dionisiaco dell'Inno schilleriano.


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alle ore 9:43:21
di Dom, 29 gen 2012