
Il cartellone della stagione di prosaDue cartelloni distinti che in parte si fondono nella formulazione degli abbonamenti: accanto al “classico” (dieci sono i titoli di quest’anno) il teatro “alternativo” del diversaMente con tre spettacoli il cui contenuto, dedicato ai difficili rapporti di coppia e familiari, sarà il punto di partenza per uno stimolante percorso di riflessione insieme al pubblico. Non mancano le frizzanti proposte, con i fuori abbonamento, per le festività di fine anno.
Composto dal doppio turno di abbonamento, il cartellone “classico” de La Prosa 2011.2012, presenta sì titoli tradizionali ma anche spettacoli i cui testi, forse meno classici, sono tuttavia interpretati da grandi nomi del teatro italiano.
È indubbiamente un classico Le bugie con le gambe lunghe, lunedì 30 e martedì 31, testo di Eduardo De Filippo. Il figlio Luca, con la sua Compagnia di Teatro, assente da diverso tempo dal palcoscenico del Ponchielli, arriva con questa commedia, scritta nel 1946, sul tema della verità e della menzogna, in cui la vena amara che scorre in sottofondo alla comicità a tratti quasi farsesca del primo atto si accentua con il procedere dell’azione.
Tornano al Teatro cremonese il 20 e 21 febbraio Enzo Vetrano e Stefano Randisi, già apprezzati dal nostro pubblico, e la loro compagnia, con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, grottesca commedia incentrata su una situazione al limite del possibile, seppure credibilissima e quindi tipica dello stile del suo autore, dal paradossale risvolto.

I Teatridithalia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani firmano il 10 e 11 febbraio la regia dello shakespeariano Racconto d’inverno, commedia (o tragedia a lieto fine?) in cui la gelosia malata di un re mischiata al suo potere creano una vera e propria catastrofe pubblica (sopra, foto dallo spettacolo)
A chiusura di stagione il 20 1 21 marzo L’Avaro di Molière firmato Arturo Cirillo, applaudito regista e protagonista di Otello nel 2010.
Accanto a questi si inseriscono in cartellone anche testi meno classici ma interpretati da grandi nomi quali Marco Paolini nel suo Itis Galileo, il 10 e 12 gennaio, spettacolo teatrale in cui il pubblico è stato chiamato ad una sorta di dialogo/ragionamento col protagonista sul rapporto tra fede, ragione e superstizione e il carismatico Franco Branciaroli il 13 e 14 marzo nell’interpretazione di Servo di scena di Ronald Harwood, appassionato omaggio al teatro e alla sua gente. Scritto in tipico stile commedia inglese, la pièce affronta, con tono ironico, le vicende rocambolesche di una precaria compagnia di provincia e di un grande attore, ormai al tramonto, il quale deve la sua sopravvivenza alle cure e alle attenzioni costanti del suo umile servo di scena. La programmazione di DiversaMente vede tre proposte che, per i loro contenuti, si accomunano in un percorso di riflessione sui rapporti di coppia e familiari in particolari contesti sociali: Favola c’era una volta una bambina e dico c’era perché ora non c’è più , rappresentata il 24 gennaio, divertentissimo ma anche amaro testo sull’esaltazione dell’amore oltre le convenzioni scritto e interpretato dall’istrionico Filippo Timi. Luis Pasqual firma il 28 febbraio per il Piccolo Teatro un’intensa messinscena di Blackbird, storia di un legame “malato” scritta da David Harrower, interpretata, con ottimi consensi della critica nazionale, da Massimo Popolizio e Anna Della Ros. Infine il 6 marzo una storia toccante e surreale resa famosa al cinema grazie allo spagnolo Pedro Almodovar, Tutto su mia madre, acclamata produzione del 2010 del Teatro Due di Parma per la regia di Leo Muscato e con, tra gli altri, un’intensa Elisabetta Pozzi e una ”colorata” Eva Robbins.
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Ecco la Rassegna di Danza con ben tre prime nazionali Ventiquattresima edizione per la rassegna La Danza, con un cartellone che propone otto spettacoli nel segno dell’innovazione coreografica, di cui tre presentati in prima italiana, alimentando così un prestigio che fa della rassegna cremonese una delle più seguite dalla stampa nazionale.Ed è proprio una prima che inaugura la rassegna il 15 febbraio, Suivront mille ans de calme, presentata da una delle compagnie più conosciute a livello mondiale, la francese Ballet Preljocaj. Ancora una volta il coreografo Angelin Preljocaj mostra il suo stile unico ed inconfondibile in questa creazione per 21 ballerini, risultato di un’assidua lettura dell’Apocalisse, dove il concetto preponderante non è la “catastrofe” bensì la “rivelazione”. Accanto a Preljocaj, per le musiche, uno dei migliori Dj a livello internazionale, Laurent Garnier, e, per l’ideazione delle scene, l’indiano Subodh Gupta, figura illustre dell’arte contemporanea.Si cambia completamente linguaggio coreografico nel secondo appuntamento, giovedì 1 marzo, anche questo in prima italiana, con Miguel Ángel Berna, spagnolo virtuoso di jota, la più celebre espressione del folklore aragonese. Nella sua passionale danza sembrano racchiuse differenti personalità; i suoi rapidi movimenti, sottolineati dalla singolare tecnica con cui suona le nacchere appositamente costruite per lui, catturano e conquistano immediatamente il pubblico. In Mudéjar…bailando mi tierra!, saranno in scena con Berna altri sei ballerini accompagnati dalla musica eseguita dal vivo, per uno spettacolo di grande effetto.È italiano Emio Greco, che, venerdì 9 marzo, dopo una lunga esperienza in Francia dove lavora anche con Saburo Teshigawara e la compagnia di Jan Fabre, si trasferisce definitivamente ad Amsterdam costiuendo, con il regista olandese Pieter C. Scholten, la compagnia Emio Greco | PC. Le loro creazioni, presentate in tutto il mondo, sono frutto di continue ricerche sul movimento del corpo attraverso anche esperienze interdisciplinari con la musica e la drammaturgia. La Commedia è la conclusione del ciclo dedicato a Dante costituito dai seguenti lavori, due dei quali insigniti di autorevoli premi: Hell (2006), In visione e Popopera (2008) e infine you Para | Diso (2010). A dominare questa nuova coreografia è il lato comico dei loro creatori. Humor e arguzia sono ben visibili ne La Commedia, gettando una luce totalmente nuova sull’esistenza terrena e la promessa di una vita nell’aldilà.La rassegna prosegue sabato 24 marzo, con il Balletto dell’Esperia, compagnia italiana che per la prima volta approda sul palcoscenico del Ponchielli con uno spettacolo vincitore del premio “Danza & Danza 2010” come miglior coreografia dell’anno:Trittico ‘900, tre capolavori del balletto del ‘900 per tre coreografi contemporanei: La morte del cigno, brano di rara bellezza nonchè uno degli assolo più famosi della storia del balletto, rivisitato dal coreografo francese Thierry Malandain, che mette in scena non una ma tre danzatrici a evocare la potenza e la grazia di un uccello, il cigno. L’aprés-midi d’un faune, brano tutto al maschile che evoca lo spirito animalesco e l’erotismo latente nell’originale coreografia di Nijinsky. Scigliano qui esalta la mascolinità attraverso le sue forme sinuose e sensuali, ma anche forti e terrene, in armoniosa contrapposizione con la celebre musica di Debussy. I quattro temperamenti è uno dei maggiori capolavori di Balanchine e Paolo Mohovich gli rende omaggio in questa rivisitazione in cui esplora, in modo viscerale, l’essenza dei quattro temperamenti (malinconico, sanguigno, flemmatico e collerico).In cartellone, ancora, domenica 1 aprile, un’altra compagnia italiana, già ospite del Ponchielli e sempre con grande successo, l’Aterballetto. Dopo la felice collaborazione con il rocker italiano Luciano Ligabue, la prestigiosa compagnia presenta una nuova coreografia di Francesco Nappa ispirata al viaggio metaforico di Alice nel Paese delle Meraviglie, di cui tutti conosciamo la storia, in cui ritroveremo i principali e surreali personaggi danzare nel mondo multimediale del videodesigner di fama internazionale Gilles Papain. Ancora una compagnia di fama internazionale: il 13 aprile ospiti per la prima volta a Cremona gli inglesi Balletboyz, compagnia tutta maschile fondata da Michael Nunn e William Trevitt, considerati i pionieri dell’idea di una danza per tutti, in grado di raggiungere un vasto pubblico grazie ai loro applauditi lavori per il teatro e la televisione. La loro popolarità arriva con i documentari su Channel 4: la compagnia è considerata una delle forze più sfacciatamente originali e innovative nel panorama della modern dance, attraverso l’utilizzo di nuovi schemi e le collaborazioni con un’ampia rosa di talenti “di rottura”. Le tre coreografie che presentano nel loro The Talent, Torsion, Alpha e Void, sono esempi di gare con la gravità, giochi di equilibrio fisico e vibranti passaggi che spingono i danzatori al limite delle loro capacità fisiche. Segue,il 17 aprile, nella rassegna, un’altra prima italiana con Giselle di David Dawson con la compagnia Opera in Balet Ljubljaa. Sulle musiche di Adolphe Adam arrangiate da David Coleman, la creazione di Dawson fa coesistere tecniche di danza classica e di danza moderna semplicemente costruendo un’unica e fantasiosa sequenza ininterrotta di combinazioni accademiche precise ed eleganti. Dawson affida il racconto ai sentimenti puri, a personaggi giovani che vivono una realtà simile a quella di chi li interpreta, in uno spazio scenico senza limiti e con l’utilizzo di costumi che annullano ogni separazione sociale dei protagonisti, realizzando così uno spettacolo fuori dal tempo.Chiude il 4 maggio la rassegna La Danza con Poppea//Poppea della Gauthier Dance Company con la coreografia di Christian Spuck. Presentato, in Italia, al Festival di Bolzano Danza con enorme successo di critica e di pubblico, Poppea//Poppea è danza, ma anche teatro e arte multimediale. Una storia del passato assolutamente contemporanea in questa rivisitazione di Spuck, definita dalla stampa inglese “brillante, viscerale avvincente e soprattutto sexy”. Per il tema trattato e la musica di Monteverdi, lo spettacolo sarà offerto anche fuori abbonamento nel programma del Festival di Cremona Claudio Monteverdi. |