
Spettacoli del Festival di Mezza Estate all'Arena Giardino
Sempre grandi i Momix che celebrano 30 anni con forti richiami etnici e un gran finale

di Monica Pe
Ci vole la complicità del buio per ammirare i Momix, ma pochi minuti di pazienza ben valgono due ore di atmosfere nelle quali irrompono sorpresa, colori ed ironia. Come ha confermato la seconda serata della loro esibizione a Cremona.
Ideato per il trentesimo compleanno della Compagnia di Moses Pendleton, "Momix Remix" - già lo si intuisce dal titolo - si presenta come uno spettacolo frammentario e a tratti autocelebrativo.
Sul palco una selezione di stralci coreografici di passate produzioni (Bothanica, Opus Cactus, Sun Flower Moon, Passion) si alterna a nuove creazioni. Eppure in questa frammentariet‡à non solo resta ma si riscontra un filo conduttore: la scelte delle musiche. Brani etnici o con massicci riferimenti al genere dominano gran parte degli spezzoni, conferendo alla serata un gusto talvolta tribale, talvolta new age od orientaleggiante.
Danze ludiche ed ipnotiche, divertenti e divertite, lasciano spazio a momenti intimistici e sensuali fino a coreografie solennemente scarne e dalla tensione eroica. I "passi a due" sono originali nelle loro torsioni e combinazioni, altrattento colorati e forsennati alcuni balli di gruppo o poetici quando ad esempio i danzatori sembrano fluttuare a mezz'aria sostenuti solo da aste.
Attrezzi scenici di gran semplicità (bastoni, piccole pedane rotanti, ombrelli, drappi) danno vita a momenti che nei quali si mischia l’ammirazione come quella che accompagna l’atleta o l’acrobata da circo, con la suggestione della invenzione e della eccezione coreografica..
L'uso sapiente delle luci su costumi spesso minimali e sugli attrezzi aggiunge racconto e sorpresa alle già stravaganti e funamboliche coreografie di Pendleton, eseguite per altro con superba maestria ed eccezionale capacità atletica dal corpo di ballo.
Giochi di luce e giochi con i corpi che rendono evidente quella confusione ottica tanto cercata da Pendleton, a piena conferma della qualifica “ballerini-illusionisti” per cui i Momix sono famosi.
Uno show altamente evocativo capace di tenere sulla corda, col fiato sospeso il pubblico, mai avaro di applausi dinnanzi alla bravura e alla creatività. Il gran finale che sfocia nell’Happy Birthday a gran voce, è un omaggio alla vecchia Europa: qui i danzatori raddoppiano, abbracciati ai loro fantocci in una serie di invenzioni, ironie e allegorie travolgenti.Ed allora si susseguono gli applausi con chiamate senza sosta ed il desideriodi un bis. l
Quarantotto ore ore soltanto di pausa, ed il Festival prosegue con Ludovico Einaudi in sestetto venerdì.

Il servizio fotografico sui Momix è di Antonio Leoni ed è coperto da copyright ©