J'ACCUSE, UNA PISTOLA ALLA NUCA DELL'AEROPORTOIl presidente Angelo Castagna: "Sembra essere solo una questione di denaro, una speculazione di qualche migliaio di euro in virtù della quale null'altro conta... o forse siamo vittime di un progetto speculativo di ben altre proporzioni che mira all'area dell'aeroporto"
"Un chilometro di pista ti porta in tutto il mondo.
L'aeroporto di una città, così come pure la stazione ferroviaria, il porto o un semplice svincolo autostradale sono infrastrutture al servizio dei cittadini e sono di vitale importanza per lo sviluppo della città stessa.
I servizi che una amministrazione pubblica è in grado di assicurare e la loro efficienza sono uno strumento con cui si misura la capacità di amministrare. -Le attività ricreative, teatri, biblioteche, strutture sportive, stadi, piscine, piste ciiclabili, sono fondamentali per
la qualità della vita delle persone e misurano l'eccellenza di una città.
L'aeroporto di Cremona Migliaro è una infrastruttura che consente a privati cittadini di arrivare e partire con estrema facilità per ogni meta d'Europa.
Molte persone, a bordo di piccoli aerei da turismo, arrivano nella nostra città, alcuni alloggiano nei nostri alberghi, visitano le meraviglie di Cremona e della Provincia e ripartono per altre mete, altri usano la struttura per motivi di lavoro e volano nelle capitali europee raggiungibili in sole 2/3 ore di volo.
L'aeroporto di Cremona Migliaro assicura importanti servizi, l'eliporto certificato per il volo notturno è l'unica piazzola utilizzabile a Cremona e provincia dopo il tramonto, per ragioni di urgenza sanitaria, per espianti di organi, per motivi di ordine pubblico, sicurezza, protezione civile e anche per voli di privati cittadini. In occasione del disastroso terremoto in Abruzzo fu possibile arrivare a l'Aquila grazie al suo aeroporto.
Gli appassionati del «Volo» trovano qui strutture ben organizzate per il volo a motore, per il volo a vela (alianti), il volo con ultraleggeri e il paracadutismo. Ogni specialità dispone di una scuola riconosciuta da Enac e Aeroclub Italia e di qualificati istruttori.
Ogni anno una ventina di nuovi allievi delle varie specialità conseguono i brevetti.,. Ora, dopo 50 annidi attività, di investimenti di privati cittadini, di storia e di successi, la nuova amministrazione provinciale mette tutto in discussione.
La storia del nostro aeroporto inizia nel 1957 quando l'amministrazione provinciale del tempo in ottemperanza al Regio Decreto N. 630 del 1927 che stabilisce che ogni provincia disponga di un aeroporto, mise a disposizione un terreno «agricolo» e realizzò la pista in asfalto. Dopo di che i soci deli'Aerociub negli anni costruirono hangar, uffici, aule didattiche, palazzina del bar-ristorante e tutte le costose strutture aeroportuali.
Da venti anni l'Aeroclub di Cremona paga, per quel terreno «agricolo» un affitto all'amministrazione provinciale, non ha chiesto contributi, non è costato nulla alla comunità, ha incrementato il valore di quell'area pubblica e soprattutto ha svolto gratuitamente compiti sociali, fornito servizi, contribuito a migliorare le attività sportive, ricreative e didattiche della Provincia e della città.
Tutto ciò, solitamente, è un compito istituzionale delle amministrazioni ed è un costo a carico della comunità. Tutti si sono espressi a favore del mantenimento dell'aeroporto.., è pure favorevole il presidente del Comitato contro l'aeroporto, che, nel contesto della nuova gestione aeroportuale attenta a salvaguardare sicurezza e inquinamento acustico, riconosce il valore di questa nostra infrastruttura.
Per quale motivo allora la Giunta Salini, contro tutti, è ermamente decisa ad alienare l'area aeroportuale o a richiedere canoni d'affitto tali che comporterebbero in ogni caso la chiusura.. La situazione è ancora pù assurda se pensiamo che la commissione Territorio e Ambiente della Provincia, riunitasi lunedì 6 giugno 2011 per rideterminare il canone d'affitto, ha assunto come criterio di valutazione dello stesso il valore del sito aeroportuale che è stato costruito e valorizzato dai soci dell'Aeroclub Cremona. Sembra dunque essere solo una questione di denaro, una speculazione di qualche migliaio di euro in virtù della quale null'altro conta... o forse siamo vittime di un progetto speculativo di ben altre proporzioni che mira all'area dell aeroporto.
Sono in attesa della promessa convocazione del presidente Salini anche se ritengo che una attenta analisi sul futuro dei nostro aeroporto dovrebbe essere estesa a tutte le altre autorità della città interessate al mantenimento di questa nostra importante infrastruttura".
Angelo Castagna, (Presidente Aeroclub Cremona)


La Centropadane che vuole assolutamente rifilare a Cremona un terzo ponte, contro il quale fa servizi sdegnati persino la TV della Svizzera italiana, , assurdo per collocazione e contro la salvaguardia di zone del Po tutelate dalle UE , si è finalmente accorta della protesta che il Vascello eleva da oltre due anni. Le pile del ponte autostradale sono soggette ad una grave corruzione che non è soltanto determinata dalle ultime piene del Po (e lo testimonia il nostro servizio dal quale riprendiamo le foto di dettaglio scattate sin dalla prima segnalazione). Finalmente si sta procedendo al riconsolidamento dei piloni di fondamenta, sopra e sotto il pelo dell'acqua. Meglio tardi che mai.
Foto dei lavori in corso di A. Leoni ©

Caro Direttore, la disturbo per una segnalazione, forse banale, ma che ritengo almeno utile. Transitando nel pomeriggio del 19 aprile sul percorso ciclabile che unisce la città alla frazione di San Felice ho notato che il viadotto autostradale della A21 presenta evidenti segni di un certo degrado. Non essendo un tecnico competente in materia non aggiungo altro. Le foto che allego sono state scattate nel punto in cui la ciclabile viene superata dal citato viadotto autostradale. Probabilmente sarà tutto "nella norma". Francesco Badalotti
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Anche i piloni del ponte sul Po presentano preoccupanti segni di degrado. Si vada a vedere. Un tecnico ha espresso preoccupazione. Dall'A21 nessuno ha battuto ciglio.

Via del Sale porta anche al bel Parco al Po con la sua pista ed è una delle realizzazioni di cui Cremona può andare soddisfatta. Ma eccoci alla vergogna. Una vergogna perchè le Colonie Padane disegnate dall'ingegner Gaudenzi sono alcune delle realizzazioni più pulite e più belle della prima metà del Novecento, come la sede storica della Baldesio (si vede che il fiume ispirava i nostri progettisti).Da spavento il degrado della costruzione (ed anche quello progressivo del parco a guardarci bene dentro) Diamo qualche esempio, ma a girarci dentro si prova un senso di ira e di sconforto nel medesimo tempo. Il problema è che bisogna avere qualche ideuzza e amore per il bello. I soldi non mancano, come constatiamo affrontando la raffica di progetti che ci vengono presentati in questi giorni e di cui, in gran parte, si potrebbe tranquillamente fare a meno. I soldi si trovano, ma non per le colonie padane, alle quali sono stati tolti approfittando di piene e quant'altro. Noi gridiamo per il salvataggio del complesso da anni. Presentando una foto dopo l'altra: finalmente è giunta un risposta. Il Comune chiede soccorso ai privati. Vedremo come va a finire. I dubbi sono molti, il primo che un complesso monumentale venga ridtto a un ristorante di second'ordine e a un dancing, il secondo quale effettiva tutela sarà esercitata sulla fruibilità pubblica del parco: perché è evidente che un privato che si adossasse un impegno di svariati milioni come chiesto dalla Giunta Perri/ Malvezzi pretenderà i suoi ritorni.

La riunione di giunta comunale ha dato il via ad una speranza di proiet finanzing che riguarda l'intero comparto delle Colone Padane ed anche la zona un tempo destinata ad ostello sul lato di via del Sale, resuscitata per un giorno dalla giornata di Festa di Sinistra ed Ecologia. In proposito è stata indetta una conferenza stampa alla quale è curiosamente mancata l'assessore alla cultura Irene De Bona, pur preliminarmente annunciata.
COMPARTO DEGRADATO CON UN GIOIELLO AL CENTRO - Tutte aree e monumenti che da anni reclamano un intervento deciso, ma sin qui mai effettuato perché siamo di fronte ad investimenti di qualche milione di euro, oltre tutto con il nucleo monumentale soggetto a strettissimi vincoli, quello delle ex Colonie Farinacci, la realizzazione dell'ingegner Gaudenzi ad imitazione di un trionfo del tempo, il superveloce transatlantico Rex.
Ben venga quindi l'ipotesi di una riqualificazione di questa preziosa area del Po che va appunto, dal camping attuale all'ormai accantonato ostello di ia del sale.
La Giunta ha ragionato su una proposta avanzata dalla Lupo srl di Roberto Zanchi, società titolare del Coloniale, insediato nelle Colonie Padane (e sottoposta a non poche giustificate critiche per le superfettazioni verso il parco nell'opera protetta, le Colonie Padane appunto...e senza alcun deciso intervento che reclami rispetto da parte della Sovrintendenza).
La proposta pura è semplice della Lupo srl era di realizzare a proprie spese un ristorante nella zona degradata dell'immobile.
L'IDEA DELLA GIUNTA - Dal che - ha spiegato il vice sindaco Malvezzi - è nata l'idea di aprire entro due mesi, raccolte manifestazioni di disponibilità anche di terzi, un un vero e proprio progetto privato per l'intero comparto che comprende anche il parco delle colonie padane, trentamila metri quadri, il camping parco al Po di proprietà comunale e concesso a un gestore fino al 9 ottobre del 2016, lo stabile con il Coloniale concesso alla Lupo srl fino al 31 maggio 2015 e al dilà dell'argine l'area "ostello" che il progetto Ori prometteva di estendere per ottocento metri per integrare camping e servizi sportivi, con tende e roulotte.
LE RICHIESTE E COSA IN CAMBIO - Cosa chiede la Giunta ai privati? Che si assumano con il ristorante anche la riqualificazione del' ex colonia Farinacci, ridotta in condizioni davvero pietose, che trasferisca il camping attuale nell'area in via del Sale dove c'è solo la palazzina servizi igienici. IL TUTTO in cambio di quattro sostanziali concessioni:
Il Comune cosa offre in appoggio? La concessione per un numero imprecisato di anni, l'acquisto di diecimila metri quadri ad est dell'"ostello" ritenendo insufficiente l'attuale area per un camping di adeguata attrattiva turistica.
OSSERVAZIONI E NON POCHE PERPLESSITA' - Immediate alcune osservazioni di ordine ambientale e pratico. Le prime riguardano la contestazione che sorse immediatamente quando le giunta del centrosinistra avviarono l'ostello, principale promotore il vice sindaco Baldani che deviò sul progetto circa mezzo milione di euro destinati dalla Regione alla riqualificazione dello stabile delle Colonia Padane".
Cioè se fosse mai opportuno e dignitoso guastare uno dei pochi panorami del Po rimasti con un accampamento di roulotte e di tende e magari violare la preziosa area vegetale con il bosco che separa l'"ostello" dal ristorante Dordoni. Proprio a questa ipotesi voleva ovviare il progetto Ori (vai e vederlo) , pluripremiato in concorsi internazionali, ma certamente assai oneroso. A questa osservazione, il vice sindaco Malvezzi ha praticamente fatto spallucce (comportamento coerente in un sostenitore della cementificazione, anche verticale della città).
Ma soprattutto resta del tutto indecifrabile quale sarà la reazione degli eventuali finanziatori che a fronte del modestissimo impegno del comune (i diecimila metri DA ACQUISIRE per il campeggio) dovranno sborsare alcune milioni di euro da recuperare attraverso i redditi del ristorante (e non va dimenticato che a 150 metri dal nuovo campeggio c'è il "dordoni", già aperto), il rendimento dell'area per manifestazioni (prevalentemente estive ovviamente), i redditi del nuovo camping che pur nella ipotesi configurata con diecimila metri quadri in più, non sembrano davvero eccezionali, salvo altri grandiosi investimenti con piscine e altro (ma l'area pur allargata non sarebbe più sufficiente, dunque le piscine o un eventuale parco acquatico sarebbero da realizzare nel parco delle Colonie.)
COME LA METTIAMO CON LE PIENE? - In più e come ulteriore inevitabile aggravio bisogna ricordare, oltre tutto, che l'area delle colonie padane è soggetta a grandi esondazioni del Po. Ed anche di queste gli eventuali interessati alla proposta della giunta dovranno tenere formidabilmente conto.
MALVEZZI OTTIMISTA, HA GIA' QUALCOSA NELL' ORECCHIO? - Il sindaco Malvezzi si è detto ottimista. "Proviamo" : ha detto. Magari ha in tasca una proposta PER NOI inattesa e che va nella direzione descritta. Perché essere pessimisti? Certo sarà interessante conoscere tutti i dettagli e le limitazioni ai vantaggi della comunità provenienti dalle controproposte dai privati i quali, ovviamente, non possono imbarcarsi in una impresa del genere senza avere prospettive di reddito.
IL PARCO RESTERA' A LIBERA FRUIZIONE PUBBLICA: IL CENTRODESTRA LO GIURA - Abbiamo posto allora una ultima domanda: ma il Comune, e lei come suo ufficiale rappresentante, mantERRà la maggiore peculiarità del parco delle colonie padane, OVVERO LA LIBERA FRUIZIONE dei cittadini DEL COMPARTO senza alcun onere ?".
E' una condizione obbligatoria: ha giurato Malvezzi.

Quando la Katoen ha proposto la installazione dei suoi magazzini di stoccaggio nel porto di Cremona ha preteso la completa bonifica dell'area. In tutta fretta e con risorse pubbliche, l'azienda del Porto di Cremona e Mantova (allora aveva questa denominazione) ha risposto alla richiesta del colosso belga della plastica di base.
E' così sorta la imponente collina che si vede nelle fotografia, con inerti che sono finiti in una DISCARICA CONTROLLATA DI SECONDA CATEGORIA TIPO A E DI PRIMA CATEGORIA NON SOGGETTA A VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE AI SENSI DELLA L.R. 10/99 (questa la definizione ufficiale).
Per questo tipo di rifiuti ritenuti non pericolosi, tuttavia è necessario, tra l'altro, osservare una serie di modalità e cautele in particolare per quanto riguarda la tutela delle acque di falda, occorre evitare lo sgrondo delle acque meteoriche ed il sollevamento di polveri, misurare gli effetti dell'attività sull'ambiente esterno, si deve avere la capacità tecnico economica, sia per attrezzature sia per personale, ai fini del regolare esercizio e dei controlli successivi.
Il programma di controllo deve garantire che: a) tutte le sezioni impiantistiche assolvano alle funzioni per le quali sono progettate in tutte le condizioni operative previste , b) vengano adottati tutti gli accorgimenti per ridurre i rischi per l'ambiente ed i disagi per la popolazione; c) venga assicurato un tempestivo intervento in caso di imprevisti; d) venga garantito l'addestramento costante del personale impiegato nella gestione; e) venga garantito l'accesso ai principali dati di funzionamento nonché ai risultati delle campagne di monitoraggio. L’esecuzione del programma deve essere eseguita da parte di personale qualificato ed indipendente.
Alla luce di queste disposizioni molti guardano con diffidenza a questa discarica , anche perchè hanno letto che l'inquinamento delle falde principalmente dovuto all'attività della Tamoil è stato in qualche relazione definito pure dipendente da situazioni a monte della raffineria. Possiamo guardare all'imponente discarica nel Porto senza preoccupazione? Sono osservate tutte le disposizioni? La discarica è chiusa, ma viene mantenuto un costante controllo soprattutto per quanto riguarda la infiltrazione di acque meteoriche? Una risposta a tutte queste domande a noi pare necessaria. E speriamo sia tranquillizzante... Ma per ora vige il dilenzio assoluto in materia.
...Ne dalla Amministrazione Provinciale, ne dall'ARPA alcuna precisazione. Ne tranquillizzante, ne informativa, ne allarmante. Silenzio assoluto. Proprio come avvenne nel 2003 quano solo Il Vascello pubblicò le tabelle ufficiali dell'agenzia europea sull'autodenuncia dell'inquinamento Tamoil. Anche allora silenzio assoluto. Di conseguenza, informammo direttamente e personalmente l'amministrazione comunale e quella provinciale. E qualcuno oggi continua a sostenere che a quella data non ne sapeva nulla.
Tornando alla discarica nel Porto realizzata con i soldi dei cittadini cremonesi, resta come unica indicazione il piano della Provincia (amministrazione Torchio) che parla di "risanamento" dell'area, a conferma che qualche preoccupazione deve esserci, e di ricollocazione del materiale stoccato di fianco al centro La Dogana.
Ecco cosa si affermava nel piano provinciale: "All'interno dell'area portuale in fregio all'area della Tamoil è collocata una discarica di rifiuti speciali/inerti che occupano un'area di circa 70mila metri quadrati per un'altezza media di circa 5 metri. Tale area in fase di post chiusura potrebbe essere utilmente utilizzata con insediamento di aziende di carattere produttivo. Il risanamento di detta area è realizzabile attraverso lo spostamento di acqua lungo il canale navigabile e il conseguente collocamento dei materiali in una discarica di recente autorizzazione". Dopo di che, nei fatti, più nulla.
Gli interventi di "Cremona protesta" anche in una seconda pagina. Clicca qui