
Caro direttore,
Ieri sera, verso le 18,30 ho avuto la sventurata idea di attraversare Piazza Libertà immettendomi da Via Decia e tentando di attraversarla in auto per raggiungere Via Dante. Purtroppo possiedo solo 2 occhi e quindi, mentre cercavo di controllare il traffico proveniente da Corso Matteotti e Viale Trento Trieste per effettuare la manovra, ho malauguratamente tamponato l'auto che mi precedeva. Nulla di grave, praticamente un danno irrisorio all'altra macchina e una civile constatazione amichevole, Ma il tutto dovuto sì alla mia disattenzione, ma anche alla persona che ha avuto la geniale idea di stravolgere il traffico cittadino e rendere Piazza Libertà un attraversamento a ostacoli, a volte insuperabili. Ancora grazie di cuore, ma sono certa che la mia assicurazione, e quella di tanti e tante altre cittadine cremonesi, sentitamente ringrazieranno.
Sonia Righetti
Carissimo Direttore,
condivido appieno la lettera della sig.a Sonia relativa al labirinto di Piazza Libertà. Infatti proveniendo da Via decia, per recarsi in via Dante, si deve dare la precedenza alla auto provenienti sia dal viale T. Trieste che a quelle di corso Mazzini. Tuttavia la visuale risulta penalizzata in quanto si deve torcere il collo a mò di struzzo per poter vedere le auto in arrivo da entrambe le vie.
A questo punto metteteci un semaforo ed eviteremo ulteriori incidenti. Mi ricordo la prima volta che ho fatto tale tragitto: non credevo ai miei occhi e pensavo ancora una volta alla scarsa competenza di chi decide e noi poveri i autisti sempre costretti a subire le invenzioni del progettista di turno.
Marco


Torchio: troppi silenzi su questo ponte e altriCaro Direttore, nel corso dell’audizione alla Commissione Infrastrutture della Provincia, di Presidente e Direttore di Autostrade Centro Padane, a fronte delle rimostranze da parte di alcuni Commissari in ordine alla sicurezza dei Ponti sul Fiume Po, il Direttore Acerbi ha affermato che il Ponte Autostradale è sicuro. La questione non riguarda solo il manufatto autostradale perchè è nota la questione dei ponti di Viadana e di Casalmaggiore. Quest’ultimo in attesa di interventi da anni, dopo la fuga dell’Anas dalle sue responsabilità e la conseguente azione giudiziaria da parte delle province di Cremona e Parma e delle regioni Lombardia ed Emilia. La situazione è ancor più complicata dai ribassi d’asta anche di oltre il 40% portati avanti dalle ditte concorrenti che obbligano le Amministrazioni ad una scrupolosa analisi della presenza di anomalie nelle offerte, al punto che a Casalmaggiore siamo, ormai, alla quarta delle ditte in ordine di graduatoria ed i lavori non sono ancora iniziati. Dice il collega Massimo Araldi che in corrispondenza di un plinto c’è un avallamento sulla sede stradale al punto che, quando passa di lì, si sposta sull’altra parte della carreggiata... Discorso analogo, in termini di necessità di intervento, è stato riscontrato sul ponte Verdi tra Isola Pescaroli e Ragazzola, con notevoli oneri sul bilancio delle due province ed un ragionamento rispetto alla questione dei prelievi di materiale litoide andrebbe pure riproposto al pari della dotazione obbligatoria di controlli satellitari con radar, sonar, etc. con intervento degli Organi di Polizia garantito, al pari di quanto avviene in tutta Europa. Con il Sen. Lombardi, Dolfini e Genzini abbiamo scritto e lavorato per decenni chiedendo interventi. Possibile che gli organi dello Stato non vedano, non sappiano e non correggano questo andazzo? Come è pensabile che ci sia il ton-ton su tutte le auto, sui camion e persino sulle mietitrebbie e non ci sia su chi scava e reitera antiche furbizie che scaricano le conseguenze sull’intera comunità? Il Presidente della Provincia di Mantova Fontanili è in possesso di un corposo dossier e le Fiamme Gialle sono intervenute più volte ma, evidentemente, qualcuno usa nuove e più sofisticati escamotages. Tuttavia, tornando al ponte autostradale, poichè anche a me è rimasta negli occhi l’immagine emblematica delle pile, come riprodotta dal Vostro sito, ho suggerito ai Dirigenti della Centro Padane di prendere contatto per fornire documentazione tecnica che potesse fugare ogni sospetto. Vedo ora che il geometra Ratti, che ha partecipato alla costruzione del Ponte, recare alcune informazioni che, a maggior ragione, richiedono una spiegazione pubblica da parte della Società. Penso che l’Amministrazione Provinciale, quale maggiore azionista cremonese di Centro Padane (quasi il 16% del capitale sociale) vorrà sollecitare questo necessario chiarimento ed adottare i provvedimenti del caso. Speriamo di essere presto edotti e rassicurati. Giuseppe Torchio (capogruppo Lista Civica Prov.le) |

Caro Direttore, la disturbo per una segnalazione, forse banale, ma che ritengo almeno utile. Transitando nel pomeriggio del 19 aprile sul percorso ciclabile che unisce la città alla frazione di San Felice ho notato che il viadotto autostradale della A21 presenta evidenti segni di un certo degrado. Non essendo un tecnico competente in materia non aggiungo altro. Le foto che allego sono state scattate nel punto in cui la ciclabile viene superata dal citato viadotto autostradale. Probabilmente sarà tutto "nella norma". Francesco Badalotti
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Anche i piloni del ponte sul Po presentano preoccupanti segni di degrado. Si vada a vedere. Un tecnico ha espresso preoccupazione. Dall'A21 nessuno ha battuto ciglio.

Via del Sale porta anche al bel Parco al Po con la sua pista ed è una delle realizzazioni di cui Cremona può andare soddisfatta. Ma eccoci alla vergogna. Una vergogna perchè le Colonie Padane disegnate dall'ingegner Gaudenzi sono alcune delle realizzazioni più pulite e più belle della prima metà del Novecento, come la sede storica della Baldesio (si vede che il fiume ispirava i nostri progettisti).Da spavento il degrado della costruzione (ed anche quello progressivo del parco a guardarci bene dentro) Diamo qualche esempio, ma a girarci dentro si prova un senso di ira e di sconforto nel medesimo tempo. Il problema è che bisogna avere qualche ideuzza e amore per il bello. I soldi non mancano, come constatiamo affrontando la raffica di progetti che ci vengono presentati in questi giorni e di cui, in gran parte, si potrebbe tranquillamente fare a meno.

Quando la Katoen ha proposto la installazione dei suoi magazzini di stoccaggio nel porto di Cremona ha preteso la completa bonifica dell'area. In tutta fretta e con risorse pubbliche, l'azienda del Porto di Cremona e Mantova (allora aveva questa denominazione) ha risposto alla richiesta del colosso belga della plastica di base.
E' così sorta la imponente collina che si vede nelle fotografia, con inerti che sono finiti in una DISCARICA CONTROLLATA DI SECONDA CATEGORIA TIPO A E DI PRIMA CATEGORIA NON SOGGETTA A VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE AI SENSI DELLA L.R. 10/99 (questa la definizione ufficiale).
Per questo tipo di rifiuti ritenuti non pericolosi, tuttavia è necessario, tra l'altro, osservare una serie di modalità e cautele in particolare per quanto riguarda la tutela delle acque di falda, occorre evitare lo sgrondo delle acque meteoriche ed il sollevamento di polveri, misurare gli effetti dell'attività sull'ambiente esterno, si deve avere la capacità tecnico economica, sia per attrezzature sia per personale, ai fini del regolare esercizio e dei controlli successivi.
Il programma di controllo deve garantire che: a) tutte le sezioni impiantistiche assolvano alle funzioni per le quali sono progettate in tutte le condizioni operative previste , b) vengano adottati tutti gli accorgimenti per ridurre i rischi per l'ambiente ed i disagi per la popolazione; c) venga assicurato un tempestivo intervento in caso di imprevisti; d) venga garantito l'addestramento costante del personale impiegato nella gestione; e) venga garantito l'accesso ai principali dati di funzionamento nonché ai risultati delle campagne di monitoraggio. L’esecuzione del programma deve essere eseguita da parte di personale qualificato ed indipendente.
Alla luce di queste disposizioni molti guardano con diffidenza a questa discarica , anche perchè hanno letto che l'inquinamento delle falde principalmente dovuto all'attività della Tamoil è stato in qualche relazione definito pure dipendente da situazioni a monte della raffineria. Possiamo guardare all'imponente discarica nel Porto senza preoccupazione? Sono osservate tutte le disposizioni? La discarica è chiusa, ma viene mantenuto un costante controllo soprattutto per quanto riguarda la infiltrazione di acque meteoriche? Una risposta a tutte queste domande a noi pare necessaria. E speriamo sia tranquillizzante... Ma per ora vige il dilenzio assoluto in materia.
...Ne dalla Amministrazione Provinciale, ne dall'ARPA alcuna precisazione. Ne tranquillizzante, ne informativa, ne allarmante. Silenzio assoluto. Proprio come avvenne nel 2003 quano solo Il Vascello pubblicò le tabelle ufficiali dell'agenzia europea sull'autodenuncia dell'inquinamento Tamoil. Anche allora silenzio assoluto. Di conseguenza, informammo direttamente e personalmente l'amministrazione comunale e quella provinciale. E qualcuno oggi continua a sostenere che a quella data non ne sapeva nulla.
Tornando alla discarica nel Porto realizzata con i soldi dei cittadini cremonesi, resta come unica indicazione il piano della Provincia (amministrazione Torchio) che parla di "risanamento" dell'area, a conferma che qualche preoccupazione deve esserci, e di ricollocazione del materiale stoccato di fianco al centro La Dogana.
Ecco cosa si affermava nel piano provinciale: "All'interno dell'area portuale in fregio all'area della Tamoil è collocata una discarica di rifiuti speciali/inerti che occupano un'area di circa 70mila metri quadrati per un'altezza media di circa 5 metri. Tale area in fase di post chiusura potrebbe essere utilmente utilizzata con insediamento di aziende di carattere produttivo. Il risanamento di detta area è realizzabile attraverso lo spostamento di acqua lungo il canale navigabile e il conseguente collocamento dei materiali in una discarica di recente autorizzazione". Dopo di che, nei fatti, più nulla.
Gli interventi di "Cremona protesta" anche in una seconda pagina. Clicca qui