La pagina delle lettere bisScandalosi vantaggi per le società petrolifere e i rischi di inquinamento, pesantissimi nel Mediterraneo
L'Europa aveva tentato di mettere a punto un progetto per tutti i paesi dell'Unione che fino a dicembre prevedeva per le piattaforme distanze di 200 miglia dalle coste ma la forza economica dell'industria estrattiva petrolifera è subito intervenuta a spegnere ogni velleità. Il 2 gennaio scorso è stato depositato a Palazzo Madama, al Senato, il progetto definitivo per la sua approvazione da parte del Parlamento e di quelle 200 miglia non vi è più alcuna traccia ("Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza delle attività offshore di prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi COM (2011) 688 def."). Per il Circolo "AmbienteScienze" Benito Fiori Gioco dell'oca per biciclette
Chi arrivava da via Po passando da via del Vasto, entrando in P.za S. Lucia e poi in via dei Tribunali, evitava le insidie del traffico di P.za Cadorna e di una parte del Corso V. Emanuele II, mentre ora è costretto, al termine di via del Vasto, a una direzione obbligatoria per via Bissolati, perché se per sbaglio prende la via Ricca è costretto a ritornare in piazza Cadorna (segnale di direzione obbligatoria), ricordando con questo le penalità del gioco dell'oca. Il passaggio in via dei Tribunali invece serve solo ai ciclisti che arrivano da via Manna per andare verso il centro: in teoria, essendo via dei Tribunali una ZTL, il passaggio delle auto dovrebbe essere estremamente limitato, rendendo inutile quindi la pista ciclabile.
L'interpretazione sghemba del Codice della Strada consente però ad altre piste ciclabili con senso contrario alle auto, ad esempio in corso Garibaldi e corso Vacchelli (illegali secondo gli ultimi chiarimenti dei "tecnici" ) di poter esistere. Tutta questa attenzione alla "legalità" delle piste di via dei Tribunali e P.za S. Lucia diventa ridicola (e avvilente) quando invece analoga attenzione non viene mai posta per le auto che parcheggiano sul ciotolato della chiesa di Santa Lucia, davanti (con tanto di divieto 24 ore su 24 e rimozione forzata) e sul retro (il divieto di sosta è stato tolto per i lavori e mai più ripristinato)senza dimenticare le auto perennemente parcheggiate in divieto di sosta in ampi tratti del Corso, compreso l'ormai famoso tratto davanti alla sede della Provincia. Questo atteggiamento di chiusura-di-un-occhio-e-a-volte-anche-l'altro verso conduttori di auto indisciplinati ha portato a una moltiplicazione di "furbi" che si sentono autorizzati a tutto, il cui atteggiamento arrogante e prepotente non si è più in grado di controllare: meglio allora prendersela con i ciclisti, come recentemente (e incomprensibilmente) richiesto dal Prefetto o complicando loro la vita con le piste ciclabili in stile gioco dell'oca, testimoniando con ciò la disastrosa politica di Cremona per la mobilità sostenibile.
Foto: - pista ciclabile "a scomparsa": non sapendo dove farla proseguire la si è troncata di netto, i ciclisti si trovano improvvisamente senza sapere dove andare. - preinsegne pubblicitarie "amici miei": irregolari nella forma, nella dimensione, nei colori e nella posizione, vengono comunque autorizzate. LUCI Cremona Uno spazio da interdire alla cacciaCaro direttore, Manuele Allegri
2-Vox populi. LUCI Cremona Ma senza questi interventi il campo scuola non ha domani...
Buongiorno |
Caro direttore,
Non credo che operai, studenti, pensionati siano gli artefici di questa crisi.
Non credo nemmeno che siano le piccole e medie imprese ad aver causato tutto questo.
Mi domando perchè devono essere queste categorie a pagare, anzi, ad essere obbligate a pagare per risanare i casini combinati da politici, banche e grandi industrie e queste categorie non debbano versare un centesimo.
E la chiesa? Perchè la chiesa non deve pagare l'ici?
Mi domando pure, ma prima mi informerò meglio, se è vero che a Cremona sta aprendo una banca tedesca.
Cosa ci fà una banca tedesca sul territorio italiano? Cosa ci vorrebbe vendere? Cosa ci vorrebbe proporre?
Perchè una banca tedesca deve aprire una filiale a Cremona quando non ci sono soldi?
Ho anche letto in vari siti on-line che si vorrebbero concedere mutui ai precari. Ma la crisi mondiale non è nata anche e specie per questo motivo negli Stati Uniti? Se i precari poi non pagano chi pagherà per loro?
Quante domande avrei da fare.....se ci fosse qualcuno che risponde, ma non a me, invece al Popolo.
Di sicuro dopo l'era della pietra, del ferro, ecc. ecc., questa verrà ricordata come l'era del delirio politico-finanziario.
Ettore Mariani

Caro direttore,
voglio segnalare la situazione, decisamente inquietante, del cavalcavia del Cimitero.
Come si può evincere dalla foto, la ruggine sta pregiudicando il profilato metallico a lato della sede stradale.
Ne risulta una situazione di pericolo, soprattutto per chi transita con i mezzi a due ruote.
A quando il ripristino di detta sede stradale, soprattutto a fronte del fatto che non è ben chiaro se i lavori di ristrutturazione del cavalcavia siano conclusi?
Matteo Tomasoni, Unione Nazionale Consumatori
Caro direttore,
sono anni che si parla dell'agonia commerciale e sociale del Centro cittadino: mentre le parole si sprecano, i negozi chiudono e le persone si allontanano. Senza addentrarsi nell'analisi di scelte urbanistiche evidentemente sbagliate, si può dire che la soluzione proposta è sempre stata la stessa, cioè più auto e più parcheggi per auto: non è un caso che questo sia proprio il concetto delle grandi strutture commerciali, dove infatti le persone tendono ad andare sempre di più, a dispetto delle aree centrali cittadine. Le città hanno una storia, hanno strade, palazzi, negozi, parchi, giardini, angoli segreti e piccole curiosità che le contraddistinguono, hanno persone che le vivono, che le frequentano per lavoro, per svago, per piacere, che regalano loro un'anima, e tutto questo in particolare nei centri storici.
A Cremona si è proposto, e si continua a riproporre, un modello vecchio e sbagliato, in competizione con le Aree Commerciali: non c'è partita, queste grandi strutture iniziano a promuovere anche altre attività (vedi ad esempio la pista di pattinaggio invernale), possono arrivare a proporre spettacoli, concerti, manifestazioni varie, parchi gioco e attività all'aperto, e se la dinamica è sempre quella di più auto e parcheggi per auto, vinceranno sempre. La quotidianità di una città è basata sulle piccole cose, le relazioni tra le persone partono dai particolari, ed è proprio la cura di questi che manca a Cremona, una città che sembra senza guida, che non sa più in che direzione andare. Stiamo parlando della manutenzione di marciapiedi, giardini e aree verdi, dell'incremento di panchine, di alberi, di luoghi percorribili a piedi o in bici, di luoghi dove sostare, di spazi dove incontrarsi piacevolmente. Molte città, per rendere ancora più gradevole tutto ciò, si abbelliscono con fiori e piante, noi siamo riusciti a mettere dei "totem" che reclamizzano un Centro Commerciale.
Anche con gli alberi non va meglio. Mentre ovunque il patrimonio arboreo viene curato e ampliato, per motivi estetici e pratici, da noi il "verde" è visto come un impiccio, un fastidio: se godiamo della compagnia di grandi alberi è perché qualcuno, prima di noi, ha pensato con lungimiranza al benessere che avrebbero potuto apportare anni dopo. Anche in questo caso manca la cura, la manutenzione, il senso estetico per quei fazzoletti di verde presenti in città.
Si pensa solamente a portare fuori dal Centro anche il "verde", verso il fiume, verso aree marginali (vedi Morbasco), comunque lontano: in generale e ad esempio, provate a pensare come avrebbe potuto essere via Dante alberata, con marciapiedi larghi e piste ciclabili, e al trattamento riservato ai tigli del Campo Scuola... Questa visione superficiale e banalizzante del centro cittadino ha portato inoltre ad altre spiacevoli conseguenze, che potremmo etichettare come "arroganza dell'impunito". Il concetto di più auto e più parcheggi per auto in Centro, alla lunga ha portato anche a non considerare tutti i piccoli-grandi abusi che sempre di più automobilisti arroganti (in quanto consci di rimanere impuniti) impongono a pedoni e ciclisti, ormai non più solo nelle aree centrali: sosta in area pedonale, su piste ciclabili, su marciapiedi, su aiuole, su strisce pedonali, in divieto di sosta e fermata, velocità eccessive. La sensazione di abbandono dei luoghi corre in parallelo alla sensazione di essere stati abbandonati, come cittadini, da coloro che dovrebbero essere il riferimento per tutti.
Andando avanti così, il destino del Centro di Cremona (e di conseguenza dell'intera città) è segnato, occorre ripartire con convinzione e decisione proponendo altre soluzioni, così come avviene in moltissime città, dove le persone, residenti o turisti, si recano nelle zone centrali, rigorosamente chiuse al traffico, perché è bello e piacevole, perché sono luoghi per socializzare e, perché no, per fare acquisti. Scelte urbanistiche sbagliate hanno portato a questa situazione, ora è possibile solo modificarne in parte gli aspetti negativi. Ci piace pensare a una città con marciapiedi ampi, alberati e puliti, spazi verdi ben curati, panchine all'ombra dove sostare, piste ciclabili degne di tale nome, aree pedonali veramente riservate ai pedoni e una zona centrale ampia, pulita ed esteticamente gradevole, dove si possa passeggiare in sicurezza e tranquillità. Con meno auto e meno parcheggi per auto in centro probabilmente anche il commercio se ne avvantaggerebbe, e un esempio lo può dare, nel suo piccolo, Corso Campi: un viale pedonalizzato ampio, sicuro, piacevole da percorrere e sempre affollato.
LUCI
Non sono bastati i ripetuti richiami e le fotografie de Il Vascello per porre rimedio allo scandalo della palestra di via Postumia: Il segretario cittadino dei Verdi Juri Alessandro Brocchieri vuol portare a conoscenza del dott. Marcello Ventura, con delega allo sport, lo stato di degrado in cui versa il Palazzetto dello Sport di via Postumia, appena ristrutturato un anno e mezzo fa ancora dalla vecchia giunta al costo di oltre 600.000€. Vorrebbe far notare che la struttura presenta dei grossi problemi quando piove visto che continua ad entrare acqua dal tetto e, oltretutto, le docce sono prive degli scarichi.
Si rende conto che i lavori erano stati fatti dalla giunta precedente e l’addetto del Comune che avrebbe dovuto seguire i lavori evidentemente non li ha seguiti così bene ma il dottor Ventura, essendo venuto a visionare la struttura ancora mesi fa, è a conoscenza delle varie problematiche. L’unica cosa che ha fatto il Comune come nuova giunta è stata la sostituzione di alcuni vetri rotti dello sgabuzzino. Ma si è rimasti indietro con gli altri problemi. Non in ultimo vorrebbe far presente all’assessore Chiara Capelletti le strutture sportive costruite e poi mai usate ed ora disintegrate del quartiere Cambonino, ed si esorta la Provincia di Cremona ad intervenire su tale questione.
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di Lucia Zanotti
Vorrei fare alcune considerazioni sulla recente presa di posizione del Cardinal Bagnasco nei riguardi del malcostume e dell’immoralità che contraddistinguono i comportamenti dei nostri politici. Non ho nulla da eccepire sull’intervento del Cardinale, ad eccezione del ritardo con cui è stato fatto .
Il Cardinal Bagnasco afferma infatti che “gli attuali comportamenti “licenziosi” della classe dirigente avranno un effetto negativo sulle future generazioni”.
Ma il danno è già stato fatto, basta vedere l’atteggiamento dei nostri giovani nei confronti della vita e i loro comportamenti basati sul raggiungimento del successo a tutti i costi contro ogni principio di moralità, sullo strapotere dell’immagine, sul valore assoluto del denaro, sulla licenziosità dei costumi, sullo stravolgimento dei principi, sulla pochezza e il vuoto dell’esistenza annegati nell’alcool, nella droga e nel sesso mercificato.
Queste sono le tragiche conseguenze di modelli comportamentali dettati da un berlusconismo che ha fatto scuola , trasformando la vita in uno squallido palcoscenico di nani, ballerine, veline e maschere di disperante solitudine. E prima che il danno venga riparato, passeranno molte generazioni. Se ne rende conto la Chiesa?
Questa tendenza era già iniziata anni prima, quando Berlusconi era entrato in scena e aveva abbacinato e plagiato le persone con il suo comportamento spavaldo e istrionico, ma irriverente di ogni regola e di ogni principio, da ricco e spregiudicato Epulone senza scrupoli.
La Chiesa, che dice di essere guidata in ogni sua scelta dalla Spirito Santo, come ha potuto peccare di miopia nel non capire i segni dei tempi e prevenire i danni che tali modelli avrebbero prodotto sui giovani e sulla società? Come mai non si è mossa prima, in nome della moralità e dell’etica, per frenare affermazioni come il falso in bilancio, l’evasione fiscale, e comportamenti basati sulla menzogna, l’imbroglio, la scurrilità dei gesti e del linguaggio, il dispregio delle Istituzioni? Non erano anche questi atteggiamenti da condannare? Si sa che la Chiesa è particolarmente sensibile al “peccato” contro il sesso, ma bisognava aspettare sino al degrado morale di oggi per intervenire?
Perché non si è richiamato prima un uomo che stava calpestando tutti i valori con una spavalderia sconcertante?
Per favore , non fatemi credere che tutto sia avvenuto perché si è creduto ancora una volta nell’uomo “della provvidenza”, di comodo cioè per non far passare leggi che alla Chiesa non sarebbero piaciute.
Non sono certa che ciò significhi comportarsi secondo Fede. Per questo, sono terribilmente in crisi come cattolica e credente.
Caro direttore,
Ho letto l’editoriale, mi garba consecutio ed altrettanta ratio. Prendo volentieri in prestito, per l’occasione, un significativo passaggio che spesso mi sprona ed allora vò con una introdutio: “Il nostro Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e arrivino alla conoscenza della verità”. E badate bene che “tutti” non vuol dire “tanti”, vuol dire proprio “tutti”. Egli non si accontenta di avere delle percentuali discrete (uno su due), né delle percentuali alte (nove su dieci), né delle percentuali altissime (novanta su cento): punta alla totalità. Doverosa premessa. Tempo fa vergavo ad un altrettanto illustre direttore (lui di un settimanale cattolico diocesano) a proposito della mancata (secondo me) visita di Papa Benedetto XVI durante il terremoto dell’Aquila: “…nonostante tutto io ho fede, la fede è la base della mia vita, la fede mi fa vedere le cose in modo diverso, non la sbandiero io…la fede! E’ qualcosa da vivere con il sorriso, ma in questo momento…non mi va di sorridere, caro padre. Eppure ho sempre fede”. Cara Lucia (perdonate il “confidenziale), sapete quale fu la replica del direttore? Argomentata…certo, pregna di buon senso…. ”eccimancherebbealtro! ”. In due righe ve la fò conoscere: “Circa poi la fede…beh essa si nutre di ben altro (un micidiale colpo basso). La fede si nutre di preghiera e di Parola di Dio, certo vissute nella comunione della Chiesa. E vive anche quando…. non si ha nessuna voglia di ridere! ” Rammentate la recente Jornada Mundial de la Juventude (JMJ 2011- MADRID). Es un gran encuentro de jovenes de todo el mundo! Un’autentica ricchezza di più di DUEMILIONI di giovani pellegrini, nella fede, con la speranza di un domani migliore. E noi, cara Lucia…. ”mica” che li possiamo deludere…quei giovani, soprattutto spegnere in loro il sorriso. Ci vuole coraggio…nel decidere, ci vuole coraggio…. nell’aver paura del conflitto. “Io sono convinto che là ove ardono conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all’opera” (Carlo Maria Martini). Mi sembra tutto!
giorgino carnevali