La corretta interpretazione della ZTL a CremonaCaro direttore, Un gruppo di residenti in via Giordano lancia un grido di dolore: l’apertura della ZTL ci gassifica ancor più!![]()
Caro direttore, Ha invece affermato che ogni provvedimento inerente all’isola pedonale ed a tutti percorsi che sono collegati direttamente o indirettamente (ci riferiamo ai famigerati ring ideati dal geometra Martinelli) può essere giusto o sbagliato se si riconduce ad una visione del piano generale del traffico della città e di conseguenza si attuano fuori e dentro la ZTL i correttivi adeguati. Non si può intervenire sulla ZTL con provvedimenti occasionali, tanto al chilo, peggio - speriamo non sia avvenuto così - per compiace certe categorie che hanno alzato più in alto la voce o rivendicano un premio per avere sostenuto questa giunta. Inutile chiarire di chi stiamo parlando. Un gruppo di residenti in via Giordano (seguono 26 firme) Via Giordano e disabili: perché non si fa la tangenziale sud?Caro direttore, Stefano G. Loffi ------ Ci permetta Stefano Loffi con il quale siamo molto spesso assolutamente d'accordo, di non esserlo stavolta. Il percorso della strada sud ed il relativo progetto è già pronto. Ma ci sono due osservazioni da fare: la prima è il continuo spreco di area verde attorno alla città. Il secondo è un ulteriore sgarro del paesaggio, già ampiamente mutilato dal villaggio di via Del sale (andiamo avanti di questo passo?). Il terzo è che la strada sud non risolve il problema del traffico di via Giordano.Il suo percorso non serve neppure l'ospedale. Terzo abbiamo già una bretella inutile da via Mantova, non vorremmo averne un'altra poichè la strada più corta per raggiungere luoghi strategici della città, come l'ospedale appunto ed altri, è via Giordano e via Giordano sarà ancora percorsa da un traffico quasi uguale. Via Giordano è infatti intasata in grandissima maggioranza (9 a 1, mi è stato detto) da veicoli di residenti cremonesi, non altri. Chi mai dovrebbe imbarcarsi in un percorso più lungo che sfocia nel nulla? Forse i camion che vanno alla discarica. Il discorso allora devia su una diversa organizzazione dell'isola pedonale che non solo il Vascello reclama da anni. Questa isola pedonale è sbagliata e il fatto che lo stesso Stefano Loffi osservi che ogni sua variazionesi riflette sui ring dimostra che la idea di una città accerchiata da nuove mura, i ring appunto di martinelliana, sciagurata memoria conferma qual è il cuore del problema. E' qui, non con una nuova strada che si può molto attenuare e forse risolvere la penalizzazione di via Giordano e la ingiusta (siamo perfettasmente d'accordo) gassificazione dei residenti ai quali va tutta la nostra solidarietà, ben sapendo peraltro che non è con soluzioni semplicistiche che il loro problema sarà risolto. Replica Stefano G. Loffi: Caro Direttore, Stefano G. Loffi Collegato: Il Vascello dedica una pagina alla ipotesi di tangenziale sud. Vai. In alto una sezione della tangenziale ipotizzata. Una chiosa molto breve per i permessi ZTL. E' proprio garantito che la pletora di passaggi autorizzati sono tutti di persone disabili o al servizio di anziani? Ed i permessi concessi a vario titolo, compresi quelli accordati a noi giornalisti (che personalmente ho sempre rifiutato) ed a varie categorie che potrebbero andare tranquillamente a piedi dove li mettiamo? Una bella, drastica pulizia, credo che riporterebbe i permessi a cifre molto, molto ragionevoli. Non devastanti come oggi. La mia casa, ignorata e così incastrata tra casa Lego e sede della Banca, esempi della corsa verso la città occasionale |
I guai di via Decia |
Via Decia, una strada a ciotoli caricata di eccessivo traffico
Caro direttore,
sono residente a cremona e volevo segnalare l'aberrante situazione di traffico e rumore che riguarda via Decia. Trovo assurdo, dopo le modifiche dei sensi unici via Dante/Trento Trieste ancor di piu', che una strada come via Decia, che porta con se da mattina a sera un traffico spaventoso e continuo, abbia un fondo stradale con ciotoli.
Vi rendete conto del rumore che genera tale fondo? Per di piu' non per tutta la lunghezza della strada ma stranamente solo per 3 quarti di essa, generando un passaggio da zona asfaltata a zona ciotolata, con salti di cassoni e cambi di decibel, che stordisce a tutte le ore del giorno e della notte.
E' terrificante che venga permessa la libera circolazione in una strada cosi stretta e a diretto contatto con le abitazioni di residenti che pagano puntualmente le tasse, anche quelle Comunali, con un fondo stradale fatto di ciotoli neanche fossimo nell'epoca delle carrozze!!!
Via Decia e' una bella strada e capisco che sia anche molto utile ma e' stata, e parlo ovviamente sopratutto a danno dei residenti, caricata di troppo traffico tagliando altre strade e favorendo sensi unici contrari che ne affollano la carreggiata.
Filippo Cattadori
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Come Lei sa il nostro giornale si è battuto a fondo contro il doppio senso unico Trieste / via Dante. Non c'è stato niente da fare. Si voleva l'opera del regime (pensiamo alla correlata sistemazione della stazione, senza avere i fondi per completare il progetto!) ed eccone le conseguenze, dirette e indirette puntualmente segnalate da Il Vascello. Non si fosse rincorsa la scadenza elettorale, si sarebbe potuto meditare e trovare soluzioni molto più appropriate. La fretta ha fatto anche qui il gattino cieco, al punto che per tute le pensate di questo tipo il centrosinistra ha perso le elezioni. Purtroppo, questa vicenda non ha insegnato nulla. Ci troveremo, col centro destra, nel gobbo l'autogrill di violini e provolone, temo, marchiato dal trio Malvezzi/ Perri / De Bona. L'autogrill: un abisso culturale.
Caro direttore,
le chiedo un po’ di spazio, visto che il Cavaliere ha toccato il tema del canone Rai, un chiarimento vada dato. Egli ieri ha detto: «Una tv pubblica pagata con i soldi di tutti non dovrebbe ripetere in televisione i processi che sono stati fatti o che sono ancora in corso nelle aule giudiziarie. Comunque alla fine siccome il vantaggio viene ancora a noi, se vogliono andare avanti in questo modo facciano pure». Di questo passo, secondo il “presidente”, dal bilancio della Rai si avranno «brutte sorprese» perché, secondo un “suo” sondaggio, c’è da prevedere che il 50% degli italiani «non pagherà il canone». Vi riportiamo a questo punto ciò che afferma l’Associazione “Altroconsumo” (http://www.altroconsumo.it) a proposito del cosiddetto “Canone Rai”. «L’obbligo di pagamento del canone di abbonamento RAI-TV è previsto dall’art. 1 del R.D.L. n. 246/38: in base a tale norma l’obbligo di pagare il canone sorge a seguito “della detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo”. » In altri parole, chiunque abbia uno o più apparecchi televisivi deve, per legge, pagare il canone di abbonamento TV. Questo vuol dire anche che va pagato a prescindere dalla scelta delle emittenti televisive o dalla sola utilizzazione come terminale per visione di nastri preregistrati, home-computer o come monitor per video-games. Addirittura, trattandosi di un'imposta sulla pura detenzione dell'apparecchio, se lo non si usa.
Morale. “Suggellare” la Rai, significa chiudere l’utenza anche alle televisioni commerciali. Mediaset è disponibile a chiudere bottega? Pur dando atto al Cavaliere dell’esistenza di un ultima scheggia di pudore che lo frena dalla tentazione di cambiare la norma, l’ennesimo invito a non sparacchiare annunci fasulli gli va fatto.
Benito Fiori
Caro Direttore,
abbiamo appena appreso che l'Unione Europea ha dato il via libera alla coltivazione sui suoli europei di quattro varietà OGM, per l'alimentazione degli animali d’allevamento e l'industria della carta (!). L'UE ritiene così di poter discutere sul futuro degli OGM, ma partendo da un punto di non-ritorno: la contaminazione dei suoli e delle colture adiacenti è un fatto dimostrato (ammissione della Bayer davanti ai tribunali americani che l’hanno perciò condannata!). Questo significa che i cittadini non potranno scegliere cosa mangiare, gli agricoltori subiranno pressioni, le varietà tradizionali saranno a rischio di scomparsa, così come il biologico. L'unica speranza è che gli Stati membri - e quindi anche l'Italia - sappiano resistere alle pressioni economiche delle multinazionali che brevettano e vendono sementi, ma anche i relativi pesticidi, meglio di quanto abbia fatto il Parlamento Europeo.
A livello comunitario non si è tenuto conto del fatto che gli OGM: non risolvono la fame nel mondo; causano squilibri economici, per l'enorme potere che i brevetti conferiscono alle multinazionali; sono pericolosi per la salute umana, anche dei nascituri, e per quella degli animali; inquinano l'ambiente, richiedendo forti quantità di pesticidi (pensati, brevettati, prodotti e venduti dalle multinazionali in stretto legame con ogni singola varietà geneticamente modificata che ne richiede in grande quantità); alterano il patrimonio genetico non solo delle piante, ma anche degli animali (uomo compreso) che se ne cibano, senza che si sappiano con esattezza i danni provocati; riducono la biodiversità vegetale e animale. Per approfondimenti, rinviamo alla pagina del nostro sito dedicata agli OGM in agricoltura: www.unacremona.it/ogmverdi.html.
Questo non significa che l'Italia debba adeguarsi e fare altrettanto: è una buona occasione per reagire, come hanno già fatto i cittadini e il mondo politico di tanti altri paesi del mondo, primo fra tutti l'India.
Il "No!" agli OGM non deve arrestarsi a questa concessione dell'Unione Europea!
Amministratore del sito www.unacremona.it
Caro Direttore,
secondo me la sede ideale per il Museo del Violino sarebbe il capannone posto in prossimità della rotatoria sulla ex ss234 Codognese" a Cavatigozzi; come insegna basterebbe farsi prestare dai nuovi dirigenti di HLG l'immagine proiettata su palazzo dell'Arte durante le festività natalizie, arricchita con qualche luminaria in stile festa strapaesana, che tanto piacciono alla "cultura" comunale. Con l'esperienza, poi, del grande mecenate nostrano, si potrebbe creare un centro di ricerca, annesso al museo, che arrivi a sfornare il primo violino tutto in acciaio speciale made in Cremona: un vero scoop!
Quanto alla sede degli uffici dell'amministrazione provinciale, suggerirei una bella cascina ristrutturata, posta al centro del nostro territorio (all'incirca dalle parti della discarica di amianto), con tanto di elementi decorativi: dei begli archetti con mattoni a vista; una sede degna ,posta al centro del terreno di coltura dei nostri amministratori con un bel nome: "Corte Salini".
Francesco Capelletti
Caro Direttore,
la disturbo ancora per segnalarle la presenza di un'insegna luminosa ( pubblicizza una miscela di caffè) che fa "brutta" mostra di sé dall'interno di una finestra di Palazzo Affaitati, nel locale adibito a caffetteria situato a piano terra del Museo. Premesso che non ho nulla da ridire sulla presenza di tale locale all'interno di uno dei principali palazzi del '500 cremonese, ma quell'insegna luminosa, collocata in modo tale da risultare, probabilmente, inattaccabile sul piano burocratico, è un vero pugno nell'occhio di chi, in ore serali, percorre Via Ugolani Dati, nobilissima strada del nostro centro storico, che non ha certo bisogno di "sponsorizzazioni" peraltro di pessimo gusto. Il Comune , la Sovrintendenza sono al corrente? E se sì, approvano? È l'Italia della "tazzulella 'e cafè"
Francesco Capelletti
Caro Direttore,
mi ricollego alla notizia di qualche giorno fà, relativa alla Scuola di Liuteria, sul suo funzionamento attuale, sul Collegio docenti e le scelte fatte dallo stesso: amici liutai mi riferiscono che la scuola così come è non può funzionare. La riduzione di ore voluta dal ministro Gelmini, riduce le ore da 36 a 32: il problema sta quindi dove togliere 4 ore.
Ovviamente i liutai non vogliono togliere le ore in quanto già insufficienti, mentre i professori ordinari non vogliono togliere ore all'insegnamento solito tipo italiano, matematica, storia, geografia ecc. in quanto è impensabile ottenere in italia un diploma superiore con basi culturali tipo terza media. Come risolvere il problema quindi se non con una scuola postdiploma, come proposta dal maestro Voltini e da altri liutai e come già si fa all'estero? Mi sembra l'unico modo per risollevare le sorti di questa scuola, sentendo appunto le ragioni di chi ha contatti con la scuola, studenti cmpresi. il liutaio deve avere una cultura superiore o semplice falegname specializzato? Penso che il liutaio debba avere una cultura superiore e debba essere capace di costruire violini e farne tanti durante la sua preparazione scolastica e non solo 2/3 come succede tuttora.
Un invito quindi alle alte sfere della Scuola per accelerare questo passaggio al postdiploma, se veramente hanno a cuore le sorti della liuteria cremonese.
Luigi C.
Dopo le critiche per la didscalia errata sotto la foto di Fazioli, gli organizzatori della mostra sono ricorsi ai ripari stampando sopra la vecchia didscalia che indicava la foto come scattata nella cripta del duomo, quella nuova che la dice scattata nella cripta di Sant'Agostino che la cripta neppure ce l'ha. La foto indica invece un fedele in preghiera davanti al santuario della Madonna Nera in S. Abbondio.
C.C.
Caro Direttore,
spero mi permetterà di precorrere un poco i tempi rispetto alla data istituzionalizzata a Giornata del Ricordo. L’intento è quello di poter portare, nel limite del possibile, l’attenzione su quello che il 10 febbraio vuole e deve ricordare nelle coscienze di molti. Più di 60 anni sono passati dalla tragedia dell’esodo fiumano-istriano-dalmata e dei martiri delle foibe al nostro confine orientale, ma il tempo non deve essere una scusa per dimenticare o ridurre in un angolo della Storia i fatti avvenuti al tempo.
Non voglio puntare il dito, ne cercare colpe o colpevoli, ma sensibilizzare, anzi, pungolare tutti al pensiero di quei 350.000 connazionali che abbandonarono le loro terre, la nostra terra, dopo secoli. A quel pezzo di Patria che perdemmo ma che continua a vivere nei nostri cuori e soprattutto in quelli degli esuli, dei loro figli e nipoti, insieme alle tradizioni, lingua e cultura. Nostre tradizioni, nostra lingua e nostra cultura.
Finalmente, poi, con l’istituzione del Giorno del Ricordo (L.30 marzo 2004), anche lo Stato ha alzato quella coltre di nebbia e vaghezza che per decenni era calata sulle vicende fiumane-istriane-dalmate. Un buon segnale per far sì che la memoria rimanga ben salda nel popolo italiano.
Non dimentichiamo quindi, è sufficiente un solo gesto, un solo pensiero, il poter dire: Io ricordo.
Stefano Foggetti
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La analisi storica del Vascello su questa tragedia. Cliccare qui.
Caro Direttore,
in Parlamento si stanno ‘combattendo aspre’ battaglie mentre, nel resto del paese, mi pare che una rilevantissima parte di cittadini stìa combattendo, con le armi che resce a trovare, altre, diverse ‘battaglie’, tra licenziamenti, lavori precari, disservizi, povertà, delinquenza … Sento assonanze con tragedie già vissute, tante volte: mentre i generali consumano sovrumane energìe per decidere chi mérita comandi e promozioni, ‘fuori’ la truppa combatte soffre e … muore!
Mi scusi … ma uso l’analogìa con le ‘cose di guerra’, anche se m’è antipàtica, perché la trovo immediatamente efficace e ben espressiva dei difetti di una comunità quando si trova nel più profondo bisogno: … sopravvivere!
Da cittadino che sa quel che i mass media comunicano (ovvero … decidono di fargli sapere!), mi pare che l’impegno dei nostri eletti ‘romani’ sìa in gran parte profuso in questioni che lasciano l’Italia così com’è: più o meno nei guai!
Proprio non capisco perché non si assista mai a tali vergognose chiassate su temi che interessino i cittadini; ad esempio: la riduzione della spesa pubblica, il mancato finanziamento della ricerca, la precarietà del lavoro per i giovani, la sofferenza dei senza tetto, le ingiuste disparità subìte dai diversamente àbili, lo strapotere della delinquenza organizzata, la tragedia delle immigrazioni …
Strilli e scene da baraccone, invero indegne per un Parlamento, si interpretano soltanto quando ci si batte, ufficialmente, ‘a difesa delle istituzioni’, ma ho l’impressione che gli ànimi si scaldino a tali beluini livelli perché, sotto sotto, ci sono interessi diretti e personali; sbaglio?
Perché, sulla questione ‘Processo breve’, nessuno osserva che la Giustizia è più efficiente nei paesi dove non c’è perenzione? Se non c’è scadenza, tutti, compresi gli imputati, hanno interesse che il processo sìa breve, quantomeno si riducono i costi dell’avvocato!
Eliminare la perenzione vuol dire far morire spontaneamente il problema delle lungaggini processuali ma … sarebbe un bel guaio per troppi avvocati italiani, il cui numero per ogni abitante è un primato che l’Europa ci riconosce, senza invidia, se non il mondo intero!
Son talmente tanti che pullulano pure in … Parlamento (!!).
Si lìtiga molto ma cambierà poco o nulla … del resto toccherà alla Corte Costituzionale stroncare questa prossima legge: fissare una durata massima dei processi è una palese violazione del principio costituzionale: “Ogni cittadino è uguale di fronte alla legge!” … pare evidente anche a me, normale cittadino senza laurea in materia.
Una volta, per un reato punìto con 600.000 lire di ammenda (Lire italiane pre-Euro!), ho visto un riccone, in pompa da gran potere, presentarsi con quattro avvocati, per essere poi condannato a scucire quella ‘sommetta’. Se fossero stati 600.000 Euro o diec’anni di galera, con una legge che fissa un tempo massimo, senza dubbio quei quattro avvocati avrebbero ben saputo tirare la causa sino ‘al novantesimo’ … quando ce lo si può permettere!
S’è promesso agli Italiani la riforma della Giustizia, quindi il problema più importante, oggi, è fissare la durata massima dei processi … poi ci sarà il legittimo impedimento a processare le alte cariche dello stato … poi, dopo l’intermezzo circense delle elezioni regionali, magari si vorrà riesumare l’immunità parlamentare … forse non promessa ma, a quel punto, già saremo un paese felice!
Stefano G. Loffi
Caro Direttore,
si narra che l'imperatore Vespasiano (regnò dal 69 al 79 d. C. *) passò alla posterità come sinonimo di latrina; il fatto avvenne in modo alquanto curioso: al figlio, il futuro imperatore Tito (passato alla storia, invece, come "Delizia del genere umano" per aver distrutto il tempio di Gerusalemme e le cui conseguenze, anzi, delizie assaporiamo ancora oggi...) che gli faceva notare l'inopportunità di istituire un balzello sulle deiezioni umane in luoghi "dedicati", il Nostro dotato di acume economico (era figlio di un esattore di imposte) replicò, mostrando un sesterzio, col celeberrimo "PECUNIA NON OLET".
Nuovi Vespasiani fanno capolino a Cremona esattamente 1930 anni dopo? Riguardo alle nuove aperture ai privati c'è preoccupazione (massì non chiamiamola puzza, accerteremo i fatti, lasciamo il beneficio del dubbio) di speculazione edilizia, di legami interessati col mondo della politica.... Attraverso il suo giornale rinnovo l'appello a chi ha a cuore la bellezza del rosso mattone: il frutto più bello della nostra terra, perché certi progetti finiscano definitivamente, mi consenta, nel cesso!
Francesco Capelletti
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Giusta la prudenza. Misureremo presto lo scopo reale del nuovo corso.Ci sono presenze inalienabili. E pubbliche debbono restare, senza se e senza ma. Le aperture ai privati debbono essere assolutamente limpide, prioritariamente annunciate e condivise dalla comunità.
Caro direttore,
non insensibili al grido di dolore che si leva verso di noi da quanti usano l'automobile non per pigrizia ma per difficoltà deambulatorie, chiediamo tramite la cortese pubblicazione della presente, a chi di dovere, dove siano finiti i numerosi neo-assunti della Polizia Locale di Cremona, di cui abbiamo avuta notizia nei mesi scorsi: è infatti sempre più frequente vedere i posti di parcheggio riservati ai "diversamente abili" occupati da furgoni in fase di carico e scarico (se non stabilmente e disinvoltamente parcheggiati per ore!...) senza che sia visibile nei dintorni e per giorni o settimane nemmeno un "ausiliario del traffico"...
Con l'occasione chiediamo altresì se nessun addetto s'è ancora accorto che molti cartelli stradali per i detti "diversamente abili" sono da mesi (e talvolta da anni ..) collocati in senso contrario al senso di marcia ( e quindi non leggibili!...), per cui i parcheggi riservati (e non stabilmente assegnati) risultano inagibili, anche se liberi: vedasi Corso Campi ( lato portico Galleria 25 Aprile); e Piazza Roma (lato Banco di Roma, in cui ora è stato anche posto il cartello di "senso vietato"...)
Non sarebbe il caso che, nel momento in cui si affronta il problema dei parcheggi, si mettesse un po' di ordine anche in questi "problemini"?
Dott. Luigi Bellini
Presidente Comitato Provinciale di Cremona Unione Consumatori
Caro direttore,
ci sono state molte lettere di protesta da parte dei cittadini Cremonesi ed anche del sottoscritto per denunciare le inefficienze dei vari enti, tra i quali spicca ALER, ma come da copione le lamentele dei cittadini vengono palesemente snobbate, e non si prendono iniziative efficaci nemmeno quando si dovrebbe intervenire su richiesta scritta degli enti preposti quali Asl e vigili del fuoco di Cremona. Vedi la situazione delle case dell’Aler nella zona di borgo Loreto
Quindi non stupiamoci se i consiglieri del CDA sia della maggioranza dell’ALER che soprattutto dell’opposizione tacciono e fanno le belle statuine, o la bella addormentata nel bosco, in Italia da oltre 40 anni questo sistema di occupazione della cosa pubblica, è diventato sistema da parte dei galoppini attempati, un rifugio terapeutico che riempie il vuoto della loro vita interiore dandole un significato, uno scopo e una pia illusione di potere.
La commedia Italica è sempre in onda, si promettono riduzione degli enti inutili e dei vari componenti dei consigli di amministrazione, ma poi si rimanda sempre tutto sine die, vedi riduzione dei parlamentari dei consiglieri regionali provinciali e comunali. L’importante per questi consiglieri all’interno delle decine di migliaia di CDA sparsi nella penisola Italica è portarsi a casa lo stipendio, vedi i 1200 euro per i consiglieri ed i 5000 per il presidente, dell’Aler, per un impegno modesto sia dal punto di vista temporale, qualche riunione al mese, sia professionale .
Quello che sconcerta maggiormente è il fatto che in ’Italia chi ha un lavoro ed è sponsorizzato dai partiti può averne senza ritegno anche altri 5 ,6, 7 , tramite incarichi pubblici retribuiti :basti pensare che nella nostra provincia ci sono uomini pubblici Cremonesi che occupano contemporaneamente molteplici poltrone. Consideriamo il guinness dei primati Cremonese: per ora sembrerebbe detenuto dal presidente della camera di Commercio di Cremona che occupa 24 poltrone; allora, ci rendiamo conto che questi signori predicano bene ma razzolano a loro vantaggio: pertanto è giusto sapere da coloro che sono disoccupati, cassa integrati, in cerca di lavoro o con pensioni da fame che molti stanno semplicemente recitando una parte per gli allocchi .
Elia Sciacca
Caro direttore,
Io sono arrivato qui in Provincia di Cremona e ho deciso di rimanerci... Ho girato tantissimo il nord Italia ma Cremona mi ha trasmesso quel non so che.
Per quanto riguarda gli sprechi delle nostre forze armate giustamente sotolineati dalla vostra segnalazione (leggi qui) potrei confermarli e parlarne per giorni, essendomi congedato con onore dopo 8 anni di servizio... e 2 missioni all'estero dove ho visto le cose assurde...
Se ha molti queste cose stanno bene, fatti loro.
La mia seconda missione mi ha dato quel piccolo bagaglio che serve per uscire dalla vita militare e venire qui a Cremona ad iniziare una nuova vita... o tentare di iniziarla!
Sì, perche dopo mesi di attesa per una liquidazione mi ritrovo accreditati 2000 euro!!!
E si che a 20 anni, quando sono entrato in quello splendido ambiente... su cui a mio avviso tv e giornali sanno solo mentire... mi veniva detto che alla fine di un'iter ci sarebbe stato un corrispettivo in denaro per il reinserimento nella vita civile...
Con 2000 euro???
Mi piacerebbe scoprire chiaramente dove sono andate a finire...le promesse dello Stato
Ma soldi per avvocati e per avere giustizia non li ho...
E' facile giocare a scacchi... o a dama con chi non ha molte alternative...
Queste inchieste sugli sprechi dovrebbero essere maggiormente incentivate secondo me. Beh ora abbandono la discussione, ché vado a lavorare.
Mauro Gabbarini
Caro Direttore,
da quando la via Dante è diventata a senso unico, noto che di fronte al Palazzo della Provincia e della Regione, si forma un imbottigliamento di auto che una volta entrate non riescono poi ad uscire agevolmente, in quanto devono effettuare estenuanti retromarce per raggiungere il primo varco possibile per reimmettersi nuovamente in via Dante. Allora mi chiedo se non sarebbe possibile togliere il blocco presente alla fine, cioè a lato del Teatro Monteverdi, angolo Via del Vecchio Passeggio, Ovviamente dedicando a tale Incrocio apposito semaforo, in modo che per uscire da tale posteggio "selvaggio" non si debbano più effettuare manovre difficili e pericolose: Infatti guidando in retromarcia si vede poco dietro e si corre il rischio di investire eventuali pedoni che si trovano dietro: figuriamoci poi se per cervicale o torcicollo si dovessero effettuare tali manovre.
Marco
Caro direttore,
è capitato anche a me d’essere salutato con questa frase,“ se vuole, faccia pure ricorso!”, un po’ scostante ed un po’ irritata, da un pubblico funzionario che così m’ha informato della fine dell’incontro.
Pieno di belle speranze, m’ero presentato per dimostrare che quel pubblico funzionario aveva assunto un atto amministrativo semplicemente contrario alla … Legge! … càpita a tutti di sbagliare!
M’ero persino convinto d’averlo convinto, mentre seguiva con attenzione il mio ragionamento semplicemente sostenuto dalla … Legge, ma poi … son andato via con le pive nel sacco e molti meno soldi nelle tasche dell’ente che dirigo, costretto, per l’appunto, a fare ricorso!
Ed ecco il dopo. “Quell’atto è contrario alla legge, il ricorso è accolto!”: posso drammatizzare così la sentenza del tribunale, dopo due anni e ventimila Euro di avvocato, oltre ad alcune opportunità perse nel frattempo.
Il ricorso è pienamente accolto, ma le spese sono compensate, cioè: ognuno paga il proprio avvocato … visto il costo, la vittoria è stata un po’ una ‘Vittoria di Pirro’!
Che dire di quel funzionario? Poco dopo la sentenza, fu promosso a più alto incarico: è l’ùnica cosa che gli è accaduta, a quanto ne sappia!
Da pochi giorni il Ministro Brunetta ha messo in campo la sua riforma della Pubblica Amministrazione, con lo scopo, scrive: “Di rendere la Pubblica Amministrazione non più sorda, opaca, scostante, irritata e irritabile, magari scortese …”.
“Bene! Bravo! Sette più!” … direbbero quelli della mia età!
Non mi pare vi sìa però alcuna attenzione a ciò che rende assolutamente intoccati ed intoccabili i pubblici funzionari protagonisti di episodi come quello che ho raccontato, frequentissimo.
‘Errare humanum est’: un proverbio antico che dovrebbe ispirare anche l’azione della P.A., non per nulla caratterizzata da una facoltà a pensarci bene straordinaria: l’Autotutela.
Per la P.A., infatti, il correggere l’errore è uno speciale diritto (verso sé stessa) ed un particolare dovere (verso i cittadini), cosicchè diventa illegittimo ma anche immorale liquidare la questione con: “ … se vuole, faccia pure ricorso!”. Se l’atto è sbagliato, che lo si corregga!
Certo è che la correzione vien dopo il riconoscere l’errore che, essendo sempre ‘humanun’, assume un nome ed un cognome; allora, meglio non ammettere d’aver sbagliato: “ … se vuole, faccia ricorso!” … e non si rischia alcunchè, vada come vada!
Si, mi pare che il Ministro Brunetta non abbia toccato questo problema, che è uno dei problemi maggiori nella Pubblica Amministrazione, soprattutto quando gestisce il territorio.
I ricorsi non sono mai scontati, questo è certo, scontando un quadro normativo di una complicazione faraonica, ma, a volte, l’errore è marchiano tanto quanto la caparbietà con il quale la Pubblica Amministrazione resiste, sino al massimo grado di giudizio, senza nulla rischiare se non il consumare pubblico denaro, dritto dritto diretto nelle tasche dell’avvocato di turno.
Ma se si potessero creare i presupposti perché il tribunale, di fronte ad errori palesi della P.A., fosse in qualche modo obbligato ad addossare ogni spesa all’ufficio responsabile, credo che otterremmo un primo passo, piccolo ma in avanti, verso l’obiettivo di una P.A. meno: sorda, opaca, scostante, irritata e irritabile, scortese … che tutta così non è … sìa ben chiaro!
Stefano G. Loffi
Caro direttore,
per l'ennesima volta ho letto il puntuale resoconto dell'ennesima kafkiana avventura dei pendolari cremonesi della Milano-Mantova. Anch'io sono stato pendolare in anni lontani sulla stessa tratta, che non ha mai brillato per puntualità e comfort dei convogli: ma quel che capita oggi è al di là di ogni umana tolleranza.
Non so se il signor Casoni ha trovato il tempo di visitare il baraccone in plastica della Regione Lombardia allestito in Piazza Roma nello scorso fine settimana: se sì, avrà percepito l'abissale distanza tra l'immagine di modernità , di "avanguardia europea" millantata per nostra regione sotto il tendone, e la realtà insopportabile dei trasporti ferroviari che lui vive tutti i giorni. In una nazione civile dell'Unione, cito a caso i Paesi Bassi, quel che capita con frequenza ai nostri pendolari sarebbe già bastato a provocare le dimissioni almeno del ministro responsabile...
Ma quel tendone, che ha stazionato in tutti i capoluoghi di provincia, aveva una sua eloquente sincerità: esso è stato allestito sontuosamente grazie al generoso contributo (un caro eufemismo!) delle maggiori imprese di costruzione di strade, viadotti, ponti, ecc. ecc.
E' questo il punto cruciale: Formigoni col suo vice Rossoni sono oggi - l'Expo dà una mano aggiuntiva - i maggiori promotori di infrastrutture autostradali entro l'Unione Europea, flussi ininterrotti di migliaia di milioni di euro si dirigono in ogni angolo di questa nostra ambientalmente martoriata regione, producendo fra l'altro cave a non finire perché occorre ghiaia su ghiaia per le massicciate.
Qui da noi il Terzo Ponte, la Cremona-Mantova, la TiBre sono tutti sul piede di partenza. E non occorre certo la petulanza professorale di un Tremonti per capire che se tanti soldi scorrono in quella direzione, non ne avanzano certo a sufficienza per garantire trasporti ferroviari decenti. Addirittura, secondo la voce còlta dal signor Casoni, il treno che concluderebbe la corsa a Piadena senza nemmeno raggiungere Mantova!!
Nè Formigoni e Rossoni hanno da temere fiere contestazioni da parte "democratica", perchè proprio sul punto dei finanziamenti alle infrastrutture autostradali gli on. Pizzetti e Fontana sono totalmente concordi con loro, anzi talvolta anche più entusiasti.
Rimangono però in tanti ad opporsi a questo disastro: ad esempio, quei cittadini che si sono autotassati per ricorrere contro la Valutazione di Impatto Ambientale che il ministero ha rilasciato a favore del Terzo Ponte autostradale Cavatigozzi-Castelvetro Piacentino; e i vari comitati a difesa dei territori, comunali e no, e contro la proliferazione viaria; e le storiche associazioni ambientaliste, anche se di questi tempi molto, troppo affievolite.
In conclusione un suggerimento al signor Casoni: perché non costruire una SINERGIA tra i comitati di pendolari, finora sistematicamente frustrati da anni di tavoli e tavolini inconcludenti, e tutte le suddette iniziative? Perchè, come diceva un tale che vedeva lontano, "tout se tient", ogni particolare si lega ad un altro, e l'unione....
Enzo Rangognini
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Caro Direttore,
non vorremmo essere ripetitivi e lamentosi (come ci ha definito l'assessore Zanibelli) ma in risposta all' articolo apparso il giorno 10 marzo nel quale il politico ha sostenuto che non abbiamo visto lavorare sul fondo del Cavo Cerca, vorremmo sottolineare che forse ,l'assessore in questione, ha visto lavorare gli operai davanti a casa sua in questi tre mesi e non sul fondo del Cavo Cerca! Oltre ad averci preso in giro per mesi, averci creato un sacco di problemi inutili, vorrei invitare gli abitanti di Cremona ha vedere il cartellone esposto sul cantiere con la fotografia del progetto finito e a trovare eventuali differenze rilevanti rispetto a come era l'incrocio prima. A questo punto, era davvero così prioritario da dover creare tutti questi disagi e questi malumori? Non si potevano spendere meglio i nostri soldi?
Gli amici di San Bernardo
Caro Direttore, il nostro Presidente del Consiglio reduce dalla trionfale visita in Israele, con relativo discorso alla Knesset (onore riservato solo ai grandi statisti), si appresta a consolare i Palestinesi della Cisgiordania (quelli buoni, perché quelli di Gaza non meritano la dolce "euchessina"...).
Gradirei fargli giungere questo suggerimento: ingaggiare i coloni Israeliani (quelli con le basette da rasta) così bravi ed efficienti da far sorgere in una notte interi insediamenti urbani con tutti i servizi, da fare schiattare d'invidia Bertolaso e la sua protezione civile (peraltro efficientissimi).
Una cosa è certa, anzi due: 1)la ricostruzione dell' Aquila e dintorni costerebbe meno (loro non hanno da fare i conti con certi politici),
2) si rinsalderebbero le nostre radici ,cito, "mosaico - cristiane"... Augurando al nostro una felice permanenza ed un altrettanto felice ritorno, ringrazio Lei per la cortesia e l'ospitalità Francesco Capelletti
Caro direttore,
ho letto con attenzione la lettera dell' "ex assessore" Terzi sull'idea di città , la qualità urbana e via dicendo. Tutto vero, tutto giusto, tutto condivisibile. Ma non posso nascondere un senso di sbigottimento e di confusione : dov'era l' "ex assessore" quando Cremona negli ultimi anni è stata investita da operazioni e scelte urbanistiche tra le più discutibili e le più devastanti che la città ricordasse da decenni? Come mai la sua voce si leva forte e chiara solo ora? Mi piacerebbe saperlo...
Mario Dadda
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Al nostro giornale che tutti questi guasti ha denunciato sistematicamente e continua a denunciare richiamando il PRG firmato proprio da Massimo Terzi, che dunque - come Mario Dadda sa - non ha scheletri nell'armadio o silenzi da farsi perdonare, l'intervento di Terzi piace, tardivo o no. Dunque, dando corpo alla provocazione del lettore, piacerebbe ancor più sapere, guardando avanti piuttosto che all'indietro (ormai non serve più a nulla...) come la attuale Giunta prenda atto della lettera di Massimo Terzi, ampiamente condivisa da una gran fetta della opinione pubblica e dal nostro stesso lettore, e come si convertirà, se la condivide, a una linea progettuale. Questo è il punto oggi, allo stato delle cose. Su questo punto noi piantiamo il chiodo. La linea progettuale ancora non si vede e le decisioni a pioggia, molto affrettate, spesso incomprensibili, stanno provocando più danni che vantaggi. I nostri editoriali in proposito sono presenti da mesi e parlano di futuro. Per il futuro di questa città è il momento di batterci. O non si va mai avanti..
Caro direttore,
Finite le recriminazioni, o quasi, relative alla soppressione del collegamento diretto con Roma, mi piacerebbe introdurre un altro elemento di riflessione su questa penosa vicenda: lungi da me prendere le difese di TRENITALIA (è un insulto al concetto di azienda definirla tale), sposto l'attenzione sui politici nazionali, regionali e locali che da decenni non hanno fatto pressioni per alcun tipo di investimento sulle infrastrutture ferroviarie della nostra e delle province limitrofe. E aggiungo: a costoro, depositari ed "aedi" della cultura del SUV e dei 150 all'ora, cosa vuole che gliene FREGHI (mi permetta questa espressione) di trasporti ferroviari?
L'Europa civile promuove e investe sulla rotaia ( in Francia città poco più grandi di Cremona reintroducono il tram come mezzo di trasporto), mentre da noi si pianifica la costruzione di autostrade (dove non servono) ignorando chi si alza ogni mattina per andare a Milano in treno...(i puntini riempiteli voi, ci potete mettere tutte le parole da indirizzare a chi di dovere, con la certezza che non saranno mai abbastanza).
Ultima considerazione: ha mai visto entrare in stazione a Cremona il "Pendolino" arrancante su binari mezzi sbullonati, risalenti sicuramente alla ricostruzione postbellica, con erbacce e sterpaglie che nella buona stagione arrivano fino alla cabina di guida? Io sì, prendo il treno tutte le mattine a quell'ora: morale le Rosse Ferrari non servono per andare nei campi, per quelli bastano i buoi che ci amministrano!
Francesco Capelletti