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Un richiamo da rabbrividire giunge dal quartiere Po, davanti al Festival di Mezza Estate

Inquinamento dell’anima, non solo inquinamento acustico!

Sono il Dott. Paolo Voltini,
in allegato una mia lettera a voi indirizzata riguardante, in particolar modo, l'inquinamento acustico ma che, inevitabilmente, si riferisce alla "Gestione", nel suo complesso, della Città di Cremona da parte dell'Amministrazione Comunale. Mi accorgo che il mio evidenziare il problema dell'inquinamento acustico è solo una tessera di un puzzle assai più vasto, purtroppo sempre più "inquinato" e che, in un processo involutivo, influenza "l'Anima" dell'Essere Umano: Inquinandola. "L'inquinamento dell'Anima"!
A Voi saperne trarre, in modo proficuo per il "Benessere della Comunità", le opportune azioni da intraprendere. I “frutti” di tali azioni ci dicono e diranno "la via" da voi scelta, non le parole!
Dott. Paolo Voltini

Al Sindaco di Cremona Oreste Perri,

e p.c. al: Vice-Sindaco Carlo Malvezzi, Assessore Francesco Bordi, Assessore Irene Nicoletta De Bona, Direttore del Giornale on-line “Il Vascello” Antonio Leoni, Avvocato Francesco Gianzini


Un cordiale saluto, sono il dott. Paolo Voltini e le scrivo unicamente per evidenziare,per ora, il problema dell’inquinamento acustico,che si aggiunge a quello atmosferico, a quello idrico (sono socio da più di 30 anni della Canottieri Bissolati, come lei,non approfondisco…) che si aggiunge al problema ambientale,”quadro d’insieme dei precedenti singoli inquinamenti”, (in questi giorni appare assai rilevante l’importanza delle osservazioni per il Parco del Morbasco Sud e l’Area Commerciale della Cittadella dello Sport).
Risiedo nel quartiere Po ed ho potuto constatare che in merito ai concerti del Festival di Mezza Estate sin qui svolti vi è stata un’evidente violazione dei confini (in materia anche di riduzione dell’inquinamento acustico) che il rispetto “dell’altro mio concittadino” impone.
In particolare il diritto al riposo dell’ammalato, del lavoratore e delle “persone socialmente deboli”.
Come lei ben sa, la riduzione dell’inquinamento acustico ha l’obiettivo, come per la riduzione delle altre forme di inquinamento, di migliorare anche e soprattutto la qualità della vita dell’uomo.
Un’attenzione in tale direzione vede impegnate sia la Comunità Europea, sia lo Stato Italiano.
Premetto che sono favorevole ad ogni iniziativa (pubblica o privata che sia) rivolta a “Valorizzare” Cremona e possa favorire, con un impatto più o meno rilevante, la cultura del Rispetto, del “Senso Civico”, della Conoscenza e dell’Innovazione nella comunità cremonese. Sono quindi favorevole all’iniziativa del Festival di Mezza Estate ma nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e della “civile convivenza”.
Ponendo come primo elemento : “la centralità dell’uomo”, della sua storia , delle sue tradizioni, del rispetto dei luoghi dove vive e delle persone che ne costituiscono, ”quantitativamente e qualitativamente”, la comunità. 
Quest’ultima è valore fondamentale per iniziare a creare quel “Capitale sociale”, di fondamentale importanza per la realizzazione di una società sviluppata, ”evoluta” ed “attenta al mondo”.
Senza “buona cittadinanza” e senza “Capitale Sociale”, bene pubblico puro, anche il mercato (in una prospettiva d’analisi “del mero soldo”: costi/ricavi) soffre. Articolato l’approfondimento di questo argomento (che non è il motivo principale per cui vi scrivo). Non mi dilungo oltre.
Non credo che, a prescindere dalla categoria della musica dei concerti del Festival di Mezza Estate, la nostra tradizione musicale cremonese (fondamentalmente riconducibile “all’Eccellenza Internazionale” dei più importanti strumenti ad arco nel mondo: degli Stradivari, degli Amati, dei Guarneri del Gesù e che ancora oggi, ”nonostante tutto”, è presente nel DNA cremonese) si possa identificare nell’eccessivo livello acustico, dove le note perdono la loro Armonia divenendo solo un confuso, ”assordante” suono,  smarrendo la bellezza della melodia (che sia di genere rock, pop, blues, jazz …).
Concludo la mia lettera accennando, per ora, alcune considerazioni di materia giuridica:
Il Codice Penale disciplina le immissioni moleste con l'art. 659 c.p. il quale è inserito tra le contravvenzioni concernenti l'ordine pubblico e la tranquillità pubblica. L'ordine pubblico è il buon assetto ed il regolare andamento della vita sociale; la tranquillità pubblica, che rappresenta l'aspetto soggettivo dell'ordine pubblico, è la serenità d'animo che deriva al popolo dall'assenza di motivi di allarme e di molestia.
Per questi motivi il reato può prefigurarsi anche come reato di pericolo e, dunque, per la sua sussistenza "…è necessario e sufficiente che i rumori prodotti abbiano una potenzialità diffusa verso un numero indeterminato di persone, ancorché non sia richiesto un turbamento della pubblica quiete e, una volta accertata l'idoneità della condotta, sia irrilevante la circostanza che il disturbo risulti avvertito da una o da più persone".
L'articolo 659 C.P. prevede due distinte ipotesi di reato: una, contemplata dal primo comma, che punisce il disturbo della pubblica quiete da chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepitii di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, ritrovi o i trattenimenti pubblici; l'altra, disciplinata dal secondo comma, che punisce chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell'Autorità.
Certo di una Vostra “ampia visione” e dei fondamentali  valori “del vivere la Polis”, a cui si dovrebbe ispirare la Vostra gestione della comunità cittadina, Vi ringrazio della Vostra attenzione e prossima azione, coerente con i principi accennati in questa lettera.
Cordialmente Vi saluto. Dott. Paolo Voltini

Un gruppo di residenti in via Giordano lancia un grido di dolore: l’apertura della ZTL ci gassifica ancor più!


Caro direttore,
ci rivolgiamo a “Il vascello” perché riteniamo abbia condotto una campagna adeguata ed intelligente nei confronti della recente decisione della Giunta Perri /Malvezzi/ Zanibelli di aprire alcuni percorsi nel cuore delle zone a traffico limitato . Il Vascello non si è espresso ne a favore ne contro, questa è anche la nostra posizione.

Ha invece affermato che ogni provvedimento inerente all’isola pedonale ed a tutti percorsi che sono collegati direttamente o indirettamente (ci riferiamo ai famigerati ring ideati dal geometra Martinelli) può essere giusto o sbagliato se si riconduce ad una visione del piano generale del traffico della città e di conseguenza si attuano fuori e dentro la ZTL i correttivi adeguati.

Non si può intervenire sulla ZTL con provvedimenti occasionali, tanto al chilo, peggio - speriamo non sia avvenuto così - per compiace certe categorie che hanno alzato più in alto la voce o rivendicano un premio per avere sostenuto questa giunta. Inutile chiarire di chi stiamo parlando.
Il risultato di questa politica di convenienza o altrimenti assolutamente improvvisata si rivela ancora una volta assolutamente disastroso.
E si riversa sui cittadini che non hanno la voce altrettanto alta.
La poca chiarezza che ha accompagnato i provvedimenti adottati, la scarsa organizzazione anche sul piano mediatico, ha confuso i fruitori del traffico cittadino. E la prima reazione è stata quella , già sottolineata dal suo giornale, di abbandonare il centro storico per non incorrere nella raffica di multa per inserimenti non autorizzati nella ZTL, spesso non dovuti a malafede, ovvero alla volontà di tradire i propositi dell’isola pedonale, ma per semplice confusione.
La confusione viene aumentata dal fatto che in isola pedonale, nonostante tutto, entrano moltissime persone, grazie alla quantità di permessi speciali che sono concessi dal comune. Permessi ai residenti, una pletora di invalidi che francamente, a vederli scendere dalle auto, non danno neppure lontanamente l’impressione di soffrire di qualche handicap motorio e che spesso si portano in giro tutta la loro famiglia. Qualcuno con tutti questi esempi si accoda e finisce sotto l'inesorabile sguardo delle camere ai varchi.
Conclusione? Il traffico in via Giordano, dove noi abitiamo, ci sembra paurosamente aumentato, al punto da rendere ancor più invivibile questa strada.
La gente non va in centro,e le auto inquinano di più, perché preferiscono i lunghi percorsi pur di non incappare in una multa salata.
Noi lanciamo un appello alla amministrazione. Salvi anche noi dal gas e dalle PM 10 che letteralmente mangiamo ogni giorno.

Un gruppo di residenti in via Giordano (seguono 26 firme)
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La fotografia di via GIordano è di Antonio Leoni ©

Collegato: Il Vascello dedica una pagina alla ipotesi di tangenziale sud. Vai.

Una chiosa molto breve per i permessi ZTL. E' proprio garantito che la pletora di passaggi autorizzati sono tutti di persone disabili o al servizio di anziani? Ed i permessi concessi a vario titolo, compresi quelli accordati a noi giornalisti (che personalmente ho sempre rifiutato) ed a varie categorie che potrebbero andare tranquillamente a piedi dove li mettiamo? Una bella, drastica pulizia, credo che riporterebbe i permessi a cifre molto, molto ragionevoli. Non devastanti come oggi.

Quei lampioni in piazza Roma che illuminano il cielo

Caro direttore,

Il Vascello si è già occupato in passato dell'illuminazione pubblica cittadina.
Riteniamo che la materia sia sempre attuale, poiché il decoro dell'arredo urbano ed in particolare l'uso della luce sono parte importantissima dell'immagine che la Cremona notturna lascia di sé. La luce può infatti sottolineare, impreziosire, abbellire un oggetto; al contrario, un'illuminazione inadeguata può renderlo incolore, freddo, banale.
Ecco quindi che riproponiamo l'argomento occupandoci dell'illuminazione dei giardini Giovanni Paolo II di piazza Roma. I lampioni hanno quattro corpi illuminanti sferici ciascuno, non schermati, contenenti lampade ai vapori di sodio caratterizzate da una resa cromatica molto bassa, che dona un colore giallo-arancione all'area ed agli oggetti circostanti. Si tratta di un'illuminazione altamente inefficiente poiché gran parte della luce si disperde verso l'alto, dove non serve: solo il 15% della luce emessa si dirige verso il basso, come ben visibile nelle foto e come rappresentato dal seguente disegno tratto dal sito svizzero http://www.topten.ch/?page=illuminazione_topthemen .



Se solo il 15% della luce utile raggiunge terra, buona parte del resto è inquinamento luminoso. Tra l'altro questo tipo di illuminazione, così come l'illuminazione artistica del complesso monumentale di piazza del Comune, confliggono proprio con la legge regionale lombarda sull'inquinamento luminoso. Chi scrive ricorda molto bene le parole udite qualche anno fa da un astrofilo veneto quando nel palazzo Ala Ponzone venne installato un planetario: "Venendo a Cremona ho visto tutte quei fari puntati verso l'alto... Fari che illuminano il cielo! Ma il cielo non ha bisogno di essere illuminato, il cielo ha le stelle!"
Uscendo dall'ambito tecnico e considerando il lato estetico possiamo invece dire che quei lampioni hanno decisamente fatto il loro tempo. Brutti, lineari, essenziali ma scarni; la disposizione piramidale delle sfere luminose sembra non avere logica in relazione al contesto. La luce troppo gialla delle lampade al sodio appiattisce ogni sfumatura di colore e rende i Giardini un luogo quasi lunare, inospitale. E' semplice fare un paragone con la luce emessa da lampade di nuova concezione, installate ad esempio alla stazione ed in piazza della Pace: più ricca, calda, dona maggiore comfort visivo, rende i colori con maggiore fedeltà e quindi valorizza maggiormente gli ambienti urbani. Volendo osare, si potrebbero addirittura installare corpi illuminanti a LED, già sperimentati in altre città e, recentemente, sullo svincolo autostradale di Cremona provenendo da sud. Questi sono caratterizzati da consumi bassissimi (e quindi decisamente la scelta migliore in tempi in cui il risparmio energetico è cosa saggia), luce molto direzionale e con poca dispersione e dalla possibilità di alimentazione mediante piccoli pannelli solari (con costi di esercizio prossimi a zero, risultando quindi sia in risparmio reale sia in attenzione al nuovo ed al progresso).
Sarebbe bello poter vedere i Giardini con dei colori vividi anche la sera. Potrebbero ritornare un luogo piacevole in cui passeggiare, un luogo di aggregazione e di vitalità. E, magari, illuminando di meno il cielo si potrebbero vedere anche le stelle: pensate che poesia!

L.M.

Proposte per la cultura cremonese


L’estate inoltrata ha portato a compimento le conseguenze della crisi economica, sia a livello nazionale sia a livello locale. Aziende che chiudono, difficoltà quotidiane da parte di molti cittadini nel mantenere le proprie famiglie. Pare triste, ma solo i giornali filo governativi sembrano non accorgersene, le famiglie cremonesi, mi pare ne siano ben consce.
Parto dall’economia per parlare di cultura, di prospettive ed aspettative legate alla cultura, ed al ruolo trainante che essa può avere per innescare un cambiamento desiderato da molti nella città.
Cremona soffre questa situazione di stallo economico. L’apparato economico della provincia è in netta difficoltà. E poco vale la consolazione che qualche grande gruppo industriale ha reagito bene. A tutto questa situazione difficile negli ultimi mesi si sono aggiunti episodi tristi e sconcertanti, primo fra tutti l’eliminazione del parco dei monasteri. Il famoso ormai parco della musica.
Negli anni ’80 e ’90 si era creata ad arte la leggenda di Cremona città della musica, classica nel particolare. La presenza di una florida attività artigianale legata alla produzione dei violini, e di altri strumenti ad arco (compresi i quasi sempre dimenticati e non meno bravi archettai), legata alla buona tradizione del teatro locale e del Festival monte verdiano avevano favoriti le premesse per uno sviluppo turistico e culturale incentrato sulla musica. Sempre sulla stessa falsariga la musica, e la sua industria connessa, avevano incentivato le premesse per il recupero dei grandi contenitori urbani, abbandonati da decenni, che caratterizzavano il centro storico: i monasteri.
Vorrei innanzitutto rammentare ai concittadini cremonesi questo elenco aggiornato ad oggi, luglio ’10:
  • Santa Monica;
  • San Benedetto;
  • Corpus Domini;
  • Santa Chiara;
  • Santa Margherita (vecchio seminario);
  • San Francesco;
Sono tutti i monasteri cittadini, intra moenia (ovvero entro le mura medioevali) in larga parte abbandonati o sottoutilizzati. Sono migliaia di metri quadrati sottratti all’uso sia pubblico sia privato. Avrei potuto aggiungere la Cavallerizza, l’ex Distretto Militare e la quasi ex Caserma Manfredini (Convento dell’Annunciazione), ma per queste fabbriche negli ultimi mesi si sono aperte possibilità nuove (trasformazione delle stesse in condomini).
Volendo analizzare questa situazione, appare chiaro, che se anche lo stato volesse vendere (cosiddetto alienare) al privato tutti questi monasteri, difficilmente riuscirebbe a piazzarne la metà. Il dato è del resto oggettivo. Cremona perde abitanti da venti anni. Le case invendute iniziano a raggiungere il livello di guardia. Anche se un privato volesse trasformare tutti in questi vani in abitazioni o uffici, probabilmente la maggior parte rimarrebbe invenduta. L’idea di dedicare parte delle aree alla città della musica avrebbe favorito due fenomeni distinti: l’arrivo in Cremona di una notevole massa di studenti, volendo essere cinici, consumatori, e futuri imprenditori di se stessi. Era una possibilità concreta per animare un tessuto cittadino vecchio, stanco e sclerotizzato. Non vogliamo citare esempi lontani come New York, ma basta rammentare Milano, per capire che l’immigrazione è una ricchezza. I nuovi arrivati avrebbero studiato a Musicologia, all’IPIAL, avrebbero arricchito la scuola di musica Monteverdi, favorito lo sviluppo del turismo e della ricchezza cittadina. Tutto questo per ora è sospeso per gli ottimisti, morto per i realisti.
Eppure rimane una possibilità. A Cremona ebbe la fortuna di studiare l’attuale ministro della Pubblica Istruzione Maria stella Gelmini. Non vogliamo qui fare considerazioni ne sul ministro ne sulla politica del governo, lasciamo queste polemiche ai quotidiani e alle chiacchiere da bar.
Vogliamo solo sottolineare, non sappiano se per questa coincidenza o per altri motivi Cremona avrà uno dei venti licei musicali d’Italia. La sede sarà palazzo Pallavicino-Ariguzzi di piazza Santo Omobono. Sede bellissima e ottimamente restaurata qualche anno fa dall’architetto Alberto Grimoldi. Abbandonata per alcuni anni, ma sinceramente, in buono stato di conservazione. Doveva sorgere li l’Istituto del Restauro degli strumenti ad Arco, passato poi a Pavia (dovremo poi un giorno capire per colpa di chi..).
Volenti o nolenti quello che era il vecchio IPIAL può diventare la premessa per il rilancio dell’idea di città della musica. Certo senza il parco dei monasteri, ma ben pensando, con grandi opportunità. Se ben ci pensiamo, a Cremona, da settembre abbiamo un percorso formativo che dai 15 anni ipoteticamente, passando attraverso la Facoltà di Musicologia, si potrebbe concludere intorno ai 25 anni con una Laurea. Si formerebbe un sistema, articolato in più indirizzi, quasi unico in Italia. Affiancato dalla presenza in città dei liutai ed archettai, della Fondazione Stauffer, della Fondazione Strumenti ad Arco (da ristrutturare ampliandone i membri e trasformandola da organo eminentemente politico in pratico/culturale) all’Istituto Monteverdi per passare poi al sistema costituito dal Ponchielli.
Vorrei soffermarmi sul concetto di sistema. Se nei prossimi mesi non si progetta un sistema di scambi culturali, crescita economica, consapevole e regolamentata, tutta queste serie di iniziative rimarranno come al solito affiancate e non fuse. Favorendo la nascita di un sistema integrato si potrà aumentare l’effetto volano dell’idea di Cremona città della Musica.
Come si può raggiungere questo obbiettivo?
Innanzitutto proteggendo e favorendo lo sviluppo dell’IPIAL (detto anche Liceo Musicale), Musicologia e della scuola Monteverdi. In particolare la situazione di Musicologia, abbandonata nel vetusto palazzo Raimondi necessità di molte cure. Difendere la scuola di musica di via XI Febbraio diventa per ogni cittadino un obbligo morale. Oserei dire una necessità vitale. I mezzi e le risorse sono da ricercare ma tutto è possibile se nasce una nuova mentalità.  
Passo successivo sarebbe quello di immettere Cremona nel circuito dei grandi Festival di Musica Classica (e non solo Barocca). Provare a stringere legami con Lucerna e Lugano. Cercare un accordo stabile con il Mito (a dir la verità già molti anni fa suggerii l’idea di gemellarsi con altri festival, rammenterà il lettore).
Cercare accordi con i Festival Europei, soprattutto, avrebbe due ricadute positive immediate: pubblicità turistica gratuita (o quasi) nei paesi interessati, spronvincializzazione della cultura cremonese. Favorirebbe esperienze differenti e certamente innovative. Ricordiamo tutti, che effetto ebbe Abbado nelle due sere al Ponchielli di un biennio fa? Prenotazioni da tutta la val padana e dalla Svizzera per assistere all’esibizione del Maestro.
Angelo Garioni Sabadini


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Jane Alquati cancella il Forum Ambiente Giovanni: è un attentato a chi non è ossequioso verso il potere?

Il Forum Ambiente Giovani non è più tra noi.
Ne ha decretata, pietosamente, la fine l'assessore alle politiche giovanili Jane Alquati.La causa del decesso pare sia stato "il modello organizzativo che si è rivelato fallimentare".
Per non dilungarci troppo facciamo notare che anche solo il successo della rassegna Cinemambiente che si è tenuta nei mesi scorsi al cinema teatro Monteverdi testimonia la "sana e robusta costituzione" del Forum.
Non vorremmo che la reale causa della precoce dipartita fosse l'impegno a favore della collettività (e i risultati) di queste persone che hanno impiegato il loro tempo libero (e non solo) per portare avanti questo progetto.
Se per caso questo impegno risultasse contagioso e spingesse altri giovani ad uscire dal limbo dell'happy hour per partecipare attivamente alla vita della città, beh, questo sì che è pericoloso per chiunque sieda su qualunque poltrona governativa!
La gente informata, attiva e organizzata costringe i governanti a occuparsi davvero del bene comune.
Ci risulta che anche in questo momento, pur sapendo della chiusura del Forum, ci sono dei ragazzi che, sottraendo tempo agli impegni personali perché credono in quello che fanno, stanno partecipando in un'altra città a un workshop nazionale dove presenteranno l'esperienza del Forum Ambiente Giovani.
Pensate che bello poter dire " la nostra esperienza è stata bella, coinvolgente, costruttiva, abbiamo ottenuto buoni risultati". Che parole useranno per annunciare il termine forzato di questa esperienza?

LUCI Laboratorio Urbano di Civica Iniziativa

Le multe: chi ci prende per i fondelli?

Caro direttore,

dalla stampa locale di oggi traggo questa "simpatica" notizia relativa al Comune di Cremona:"Senza contare quelle relative alle infrazioni alla Ztl, sono complessivamente quasi 16mila (15.981 per la precisione, circa mille in più rispetto allo stesso periodo del 2009) le multe elevate in strada nei primi sei mesi del 2010. E di queste, 12.963 sono state comminate per divieto di sosta e poco meno di ottocento per eccesso di velocità".
Mi domando "Ma non era la Giunta di Gian Carlo Corada quella che faceva cassa con le multe ai poveri automobilisti?!".La domanda, come è evidente, è retorica. Ma mi piacerebbe sentire cosa ne pensano, oggi, coloro che hanno abboccato all'amo dei propagandisti della destra che un anno fa arrivarono a demonizzare la Giunta di centrosinistra dicendo che era fatta da "dracula comunisti mangiasoldi". Si morderanno la lingua? Si mangeranno le dita? Si renderanno conto di quanto sono stati presi per i fondelli?
O, magari, sono contenti così, da bravi masochisti?
Ah, saperlo......
Maria Denti, Cremona

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Mi meraviglio che a Cremona si parli di destra e sinistra moderate, ancora. E ci si scanni come se questa divisione esistesse. Sono due facce della medesima medaglia, con espressioni di governo che si sovrappongono (al massimo divise da un'astensione) dettate non dalle ideologie, d'altronde convergenti nella economia ultraliberistica di ispirazione massonico - calvinista, ma dalle benevolenze del potere che benedice ora la presunta destra ora la considetta sinistra, fiutando dove si raggiunge la miglior convenienza e c'è maggiore attitudine a liberare le regole, chiamate anche "lacci e lacciuoli".

Droga, conoscenza e coscienza

Caro Direttore,

è scoppiata l’estate, l’afa ci sta massacrando, il desiderio di uscire è sempre più forte e la polemica “rave” torna, come il richiamo della foresta per gli animali selvatici. Il discorso droga non si è mai allontanato...

Questo tam tam collettivo, che arriva a radunare migliaia di ragazzi. è definito dagli stessi partecipanti come un “luogo di ritrovo solidale”. In contrapposizione, molti affermano che la maggioranza dei ragazzini vi partecipano per farsi del male, per il gusto di sballare senza capire quando è tempo di fermarsi. Altri sostengono che quelli che ci “lasciano le penne”, la morte se la sono cercata, concludendo con reazioni del tipo : “Ci vuole coscienza” .

Quale coscienza..?!
Forse è più corretto dire che ci vuole conoscenza, che è ben diverso!

Il culto alle droghe è qualcosa di antico, quando regnava una cultura avvolta dal mistero e dall’ignoranza. Oggi, a un passo dal 3000, abbiamo acquisito un’esperienza e una cognizione tale che possiamo smitizzare questa cultura.

Noi ci lavoriamo (www.narcononsudeuropa.org) tutti i giorni, incessantemente. La droga, conosciuta come un’ammaliatrice, che ti avvolge nel manto di un’artefatta felicità, che ti aiuta nei rapporti con gli altri, viene presentata nella sua vera veste: una nemica brutale.

È questa la conoscenza che portiamo agli altri. Desideriamo condividerla con loro spiegando che non esiste “polverina magica o “pastiglietta” che risolve i mali che ci affliggono, così che le persone possano capire a fondo che sono loro stessi gli artefici delle proprie scelte.

Solo allora, con informazioni corrette e consapevoli, possiamo parlare di coscienza.

Pinuccia Cambieri - Via Leoncavallo, 8 - Milano -Tel. 02-36589162 Fax. 02-36589167 - pinu.narconon@gmail.com

Cremùna, cità del melegòt

Caro Direttore,

si ricorda l'ulivo di..."Natale" ,addobbato per l'occasione qualche tempo fa, fuori del teatro Ponchielli? Fu una geniale trovata della precedente amministrazione, idealmente accomunata all'attuale dalle stesse polemiche e dalla profonda ignoranza che rivela in che mani miserande sia capitata questa nostra amata Cremona. Suggerisco dei terrapieni coltivati a "melegòt" al posto degli ulivi (sarebbe una bella citazione storica per ricordare la battaglia del grano...) e, anziché la scritta "Cremona città dell'arte (sic, ma quale delle sette?) e del violino", un'altra che reciti: " Cremùna cità del melegòt" Sarebbero contenti anche i cultori del dialetto così numerosi nella civica amministrazione.

Francesco Capelletti

Lettera aperta ai genitori sullo stato della scuola pubblica

Cari genitori,

chi vi scrive è un gruppo di insegnanti che si è  riunito su mandato dei partecipanti alle assemblee dei lavoratori  delle scuole primarie della città per ragionare sulla situazione che sta vivendo la scuola statale e verificare se e quali azioni possono essere messe in campo per tentare di arginare il più possibile le difficoltà in cui si trova oggi la nostra scuola.

Vogliamo condividere  le nostre preoccupazioni e siamo convinti di trovare in voi degli interlocutori sensibili per costruire un’alleanza che garantisca il fondamentale diritto all’istruzione attraverso una scuola ”aperta a tutti”, “obbligatoria e gratuita”, come recita l’articolo 34 della Costituzione Italiana.

Il piano governativo attraverso azioni legislative prevede invece:

  • la riduzione del personale: circa 87000 insegnanti e 44000 tra ausiliari amministrativi e tecnici di laboratorio in meno in tre anni;
  • l’aumento del numero di alunni per classe: fino a 29/30 nella scuola dell’infanzia e primaria, 30/33 nelle scuole secondarie, con conseguenti problemi legati anche alla sicurezza oltre che alla didattica;
  • la riduzione del tempo pieno nella scuola primaria, progressivo azzeramento delle ore di compresenza  e contrazione del tempo mensa. Verranno così meno tante delle attività che sinora hanno determinato la qualità della nostra scuola primaria!!! 
  • la diminuzione delle ore di sostegno garantite per gli alunni disabili (accolti in modo quasi esclusivo dalla scuola statale);
  • l’ eliminazione della figura dell’insegnante specialista di inglese sostituita dal docente di classe “formato” attraverso un breve corso;
  • la riduzione delle ore di insegnamento nella scuola secondaria soprattutto nelle materie di indirizzo.
    Alla fine del 2011, quando saranno “completati” i tagli per quasi 8 miliardi di euro, le nostre ragazze e i nostri ragazzi, nell’arco dei 13 anni che trascorreranno a scuola, perderanno 1900 ore di insegnamento, che corrispondono a circa due anni scolastici!

Tutto ciò sta avvenendo proprio mentre i finanziamenti pubblici alla scuola privata sono triplicati. Ma la scuola privata, finanziata con il denaro di chi paga le tasse, non è la scuola di tutti, è la scuola di pochi, quei pochi che se la possono permettere.

Nella Regione Lombardia, ad esempio,  l’80% dei fondi per il Diritto allo Studio stato destinato alla scuola privata frequentata però solo dal 9% dei ragazzi.

Vi chiediamo inoltre di non sottovalutare la situazione dei lavoratori della scuola  ai quali la Manovra Economica  bloccherà il rinnovo del contratto nazionale e lo sviluppo progressivo della carriera per i prossimi tre anni. Azioni che a fine servizio ci costeranno quasi un anno di stipendio.

Come non evidenziare infine le condizioni  dei precari che subiranno  in un triennio  il più grande licenziamento di massa (1 su 2) nella storia della Repubblica.

Fino ad ora gli insegnanti e tutto il personale della scuola pubblica si sono impegnati, nonostante le grandi difficoltà degli ultimi anni,  a garantire comunque l’organizzazione e la qualità del servizio scolastico.

Ma adesso cosa accadrà?

Vi chiediamo di rafforzare l’alleanza tra di noi per riuscire, insieme,  a tutelare una scuola pubblica di qualità nella quale certamente tutti ancora crediamo.

Leggete e se condividete le nostre preoccupazionicompilate il tagliando  allegato ed imbucatelo nella cassetta che troverete all’ingresso della scuola.

Noi capiremo che le nostre necessità sono anche le vostre e ciò ci consentirà di proseguire con altre azioni sapendo di contare sul vostro sostegno.

Per questo ci rifaremo sentire!

Io sottoscritto …………................………………………………………. concordo con le ragioni contenute nella lettera aperta dei docenti della scuola primaria e dell’infanzia cremonesi datata 15 giugno 2010.

                                                                          Firma

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da copiare o stampare, ritagliare e imbucare

Sempre occupati da altri, i posti auto per i diversamente abili

Caro direttore,

non insensibili al grido di dolore che si leva verso di noi da quanti usano l'automobile non per pigrizia ma per difficoltà deambulatorie, chiediamo tramite la cortese pubblicazione della presente, a chi di dovere, dove siano finiti i numerosi neo-assunti della Polizia Locale di Cremona, di cui abbiamo avuta notizia nei mesi scorsi: è infatti sempre più frequente vedere i posti di parcheggio riservati ai "diversamente abili" occupati da furgoni in fase di carico e scarico (se non stabilmente e disinvoltamente parcheggiati per ore!...) senza che sia visibile nei dintorni e per giorni o settimane nemmeno un "ausiliario del traffico"...
Con l'occasione chiediamo altresì se nessun addetto s'è ancora accorto che molti cartelli stradali per i detti "diversamente abili" sono da mesi (e talvolta da anni ..) collocati in senso contrario al senso di marcia ( e quindi non leggibili!...), per cui i parcheggi riservati (e non stabilmente assegnati) risultano inagibili, anche se liberi: vedasi Corso Campi ( lato portico Galleria 25 Aprile); e Piazza Roma (lato Banco di Roma, in cui ora è stato anche posto il cartello di "senso vietato"...)
Non sarebbe il caso che, nel momento in cui si affronta il problema dei parcheggi, si mettesse un po' di ordine anche in questi "problemini"?

Dott. Luigi Bellini
Presidente Comitato Provinciale di Cremona Unione Consumatori

Io militare deluso e schiacciato dagli sprechi delle Forze Armate

Caro direttore,

Io sono arrivato qui in Provincia di Cremona e ho deciso di rimanerci... Ho girato tantissimo il nord Italia ma Cremona mi ha trasmesso quel non so che.
Per quanto riguarda gli sprechi delle nostre forze armate giustamente sotolineati dalla vostra segnalazione (leggi qui) potrei confermarli e parlarne per giorni, essendomi congedato con onore dopo 8 anni di servizio... e 2 missioni all'estero dove ho visto le cose assurde...
Se ha molti queste cose stanno bene, fatti loro.
La mia seconda missione mi ha dato quel piccolo bagaglio che serve per uscire dalla vita militare e venire qui a Cremona ad iniziare una nuova vita... o tentare di iniziarla!
Sì, perche dopo mesi di attesa per una liquidazione mi ritrovo accreditati 2000 euro!!!
E si che a 20 anni, quando sono entrato in quello splendido ambiente... su cui a mio avviso tv e giornali sanno solo mentire... mi veniva detto che alla fine di un'iter ci sarebbe stato un corrispettivo in denaro per il reinserimento nella vita civile...
Con 2000 euro???
Mi piacerebbe scoprire chiaramente dove sono andate a finire...le promesse dello Stato
Ma soldi per avvocati e per avere giustizia non li ho...
E' facile giocare a scacchi... o a dama con chi non ha molte alternative...
Queste inchieste sugli sprechi dovrebbero essere maggiormente incentivate secondo me. Beh ora abbandono la discussione, ché vado a lavorare.

Mauro Gabbarini


A proposito di prostitute: perchè non si multa chi lavora in nero?

Caro direttore,
Vorrei capire come mai si multano i clienti delle prostitute e non si multano le prestatrici d'opera che lavorano "scopertamente" in nero.
Trovo ridicolo e fariseo prendersela solo con i clienti, innanzitutto perché la moralità è affare in primis di loro stessi e delle loro famiglie e solo poi anche della società, ma soprattutto perché la violazione della legge si sostanzia anche e in modo chiarissimo in materia fiscale: si chiedono e si ricevono denari in nero. Con questi denari si alimentano comportamenti illeciti, si fanno acquisti ancora in nero: è una catena infame esentasse che deve - io dico - essere spezzata.
Ben capisco le ragioni delle multe ai clienti, ma trovo assurdo, quando non omissivo, non intervenire su chi il denaro lo prende, eccome se lo prende. Benissimo sanzionare chi evade le tasse, ma non toccare neanche chi prospera facendolo da sempre usando il sesso lo trovo vergognoso. (e. mail qualificata)
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Una osservazione da girare alla Guardia di Finanza.

Berlusconi e l'atto di coraggio

Lui pone la fiducia su se stesso
e dice "Questo è un atto di coraggio"
tenta così di farti un poco fesso
perché si tratta solo di miraggio.

Se la manovra è senza maggioranza
lui dice "Andiamo a casa!". Ma davvero?
Ai deputati viene mal di panza,
non possono votar a cuor leggero.

Non sono eletti, sono nominati.
E chi li ha nominati? Sempre lui!
Per questo voteranno allineati,
per evitare giorni neri e bui.

Il voto di fiducia è palese
e chi si azzarda a dire un solo no?
L'Italia? Vada pure a quel paese...
che intanto a Roma ci sto ancora un po'.
Guido Mecenate

Voterei contro un nuovo stadio di calcio

Carissimo Direttore,
dopo aver letto il vascello di stamane circa l'ennesima ipotesi di trasferire lo stadio zini e visto il tuo accenno ad alcuni voti in consiglio sulla cittadella dello sport, ti chiarisco da subito la mia personale posizione. La cittadella dello sport è secondo me una buona occasione per la città, che forse vale il sacrificio di un decathlon. Ma come ho dichiarato in consiglio comunale, pur votando a favore, sarò pronto a rimangiarmi il voto favorevole nel momento in cui si sentisse "puzza" di mera operazione speculativa. Per quanto riguarda le voci che a cicli biennali e con ipotesi ogni volta più fantasiose vorrebbero il trasloco del nostro glorioso Zini, come consigliere comunale ribadisco la mia più totale contrarietà al progetto, presente passata e (ritengo) futura! Lo stadio sta bene li dov'è, Cremona non ha bisogno di un Maracanà, meglio il vecchio Zini stacolmo (speriamo presto, significherebbe almeno serie B se non proprio seria A!!!) che uno stadio nuovo, presumibilmente più grande e desolatamente vuoto! L'amministrazione farebbe meglio ad impegnarsi a reperire i finanziamenti pubblici necessari, questo si, a sistemare lo Zini, magari coprendo i distinti! Il recupero della zona mercato ortofrutticolo è di per se una prospettiva positiva, ma va pianificata a dovere e lontano anche essa da logiche meramente speculative: per questo nel recente dibattito in consiglio sul bilancio sono stato (l'unico) a dubitare dell'operazione frettolosa di (s)vendita dell'area ad AEM o privati, senza una chiara programmazione: per questo mi sono dichiarato contrario alla previsione di bilancio sull'alienazione. E sono altresì convinto che il recupero di tale area debba integrarsi con lo stadio Zini e non prevederne la demolizione: è un pezzo di storia (e di cuore) di ogni cremonese che voglia dirsi tale! Pertanto, semmai queste insane intenzioni di qualcuno dovessero concretizzarsi, preannuncio il mio voto contrario al trasloco, sia in zona fiera sia in zona san felice, nonostante entrambe siano aree già pubbliche e nella disponibilità dell'amministrazione! Complimentandomi per l'informazione libera che ogni giorno ci garantisci, cordialmente saluto.


Ferdinando Quinzani
consigliere comunale Cremona per la Libertà




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di Gio, 29 lug 2010