Fatti che segnano un'epoca nella vita delle città e che spesso sfuggono ai contemporanei, eccone uno contrabbandato come un trionfo
L'Università di Pavia, strappata da San Salvatore del Mondo e dal progetto di campus universitario già condiviso ed in via di attuazione, si ritira in palazzo Raimondi e cade ogni sua chance di ulteriore sviluppo a Cremona

Antonio Leoni intervista Massimo Terzi, autore della variante del PRG sotto la Giunta BodiniL' Università di Pavia ha avuto questo giovedì la disponibilità dell'intero palazzo Raimondi che sarà sottoposto a lavori di ampliamento. Spesa 3 milioni e 600 mila euro in due tranches, la prima, la maggiore, è di 2 milioni di euro. L ‘Università di Pavia, ha dovuto rinunciare al campus universitario in San Salvatore del Mondo perché il presidente della Provincia aveva in animo di installarvi la sede della Provincia. Credo sia stato intonato il definitivo “ De profundis”.Sul tema non ho intenzioni polemiche anche perché sono contrarie alla mia natura e devo confessare che non mi piace questo tifo da stadio che ormai accompagna tutte le scelte e che isterilisce un confronto tecnico aggiornato. Quello che attualmente mi interessa è cercare di vivere meglio in questa città cercando di collaborare solo con tutte quelle iniziative che intendono renderla più bella ed accogliente.
Ritengo che la città perda l’ennesima occasione di” pensare in grande”… Per me é lo abbandono di un disegno complessivo,di una rete di relazioni e di una speranza … Ci avevo creduto…e forse ero troppo solo a crederci veramente fino in fondo…… ma il sostegno ricevuto allora dal Ministero dei lavori pubblici faceva ritenere che tentare si poteva e si doveva. Ed infatti devo ricordare che da quell’attenzione, quell’iniziativa e quella spinta propulsiva ne è derivata maggior impegno per tutta la filiera musicale che, come si era previsto e si sta verificando, in questi giorni sta rimarcando notevoli progressi…Non solo, ma senza quella spinta voglio ricordare che l’area, che era allora di proprietà dell’Intendenza di Finanza, non sarebbe ancora di proprietà degli Enti pubblici. L'unico progetto urbanistico realizzato dalla Giunta Perrri Malvezzi |  | Tutto quel che c'è da sapere (e da vedere) nelle inchieste de Il Vascello. Un grande panorama stampabile, da conservare. A memoria delle future generazioni | | | | | | | | | |
L'Operazione Salini collegata all'abbandono del Centro di Restauro che doveva andare a Palazzo Pallavicino adesso occupato dal liceo musicale e dalla scuola di liuteria (originariamente in palazzo Raimondi) ha fatto saltare il parco dei monasteri e consegnato l'intera zona monumentale, da S.Agata a via Massarotti, alla speculazione privata o alla distruzione per incuria, umiliando anche i progetti della Fondazione Staffer a San benedetto e nella Cavallerrizza dove era pronto il progetto di un grande auditorium, annullato da quello voluto da Giovani Arvedi in Palazzo dell'Arte. Quel progetto era stato concepito per dare corpo, in quell’area, a tutta l’intera filiera musicale. cremonese. Quella che parte dalla tradizionale formazione liutaria e poi si estende a tutti gli altri strumenti musicali recenti e del passato ed a tutte le molteplici manifestazioni artigianali, commerciali e culturali, che dovevano e volevano essere il filo conduttore che cuciva tra loro non solo le attività, ma anche una grossa porzione di tessuto urbano omogeneo. Pensare ad un progetto complessivo voleva dire anche ridare slancio e decoro a un quartiere che risente ancora di una certa marginalità ed abbandono, realizzando al tempo stesso un’operazione di tipo urbanistico per la riqualificazione di un grosso comparto, attenta all’edilizia minore e capace di creare un polo alternativo a quello legato ai soliti percorsi concentrati sulla piazza del Duomo, per consolidare invece l’immagine più complessiva del centro storico. Non credo si potrà trovare in futuro una concatenazione funzionale così conseguente al costume ed ai tempi di questa città e congruente con le tipologie conventuali……. E comunque il destino di quei contenitori rimane un problema aperto che la variante al P.G.T.dovrà sicuramente affrontare ricominciando da capo tutto l’iter istruttorio. L’attuale proposta ormai praticamente realizzata, invece, trascinando dietro al museo del violino anche funzioni come l’auditorio e strutture che avrebbero dovuto completare l’Istituto di musicologia e di liuteria, sottrae le ragioni delle connessioni e concatenazioni tra un monastero e l’altro ed alcuni collegamenti funzionali senza possibilità di alternative, sottraendo risorse finanziarie significative al progetto precedente e, soprattutto, svuotandone il suo senso più autentico. Con il progetto di restauro di Palazzo dell’Arte si viene a creare una sorta di “bigino” condensato del Parco dei Monasteri che, viste le dimensioni, forse ha potuto essere realizzato in un tempo più contenuto e certamente ha contribuito alla riqualificazione di piazza Marconi, ma, di fatto, ha concentrato ancora nelle aree centrali la rivalutazione e l’attuale ”effetto-città”. Inoltre renderà vani gli sforzi fin qui condotti per sottrarre i segni identificativi della storia cittadina (da poco riconquistati alla comunità con una spesa consistente degli Enti) che rischieranno di degradarsi o di essere messi all’asta (come è successo per il galoppatoio di via Bissolati). La notizia è che nell'Aula Magna di Palazzo Raimondi, sede della Facoltà di Musicologia è stato sottoscritto il protocollo d'intesa riguardante l'ampliamento della sede della Facoltà di Musicologia tra il Comune di Cremona, la Provincia di Cremona e l'Università degli Studi di Pavia. La nuova ubicazione dell'Istituto di Liuteria, originariamente ospitato in un'ala di palazzo Raimondi, ha permesso agli Enti interessati di intervenire a favore della Facoltà utilizzando gli spazi resisi disponibili, adeguando così la sede alle esigenze dell'attività universitaria. Dopo la firma è stato presentato il progetto di recupero complessivo di Palazzo Raimondi. Che cosa ne pensa?
Non rappresento niente e nessuno quindi il mio parere ha il valore della semplice testimonianza. Se poi questo risultato deve essere una dimostrazione che le giunte precedenti pensavano ed avevano solo le idee, ma non erano capaci di realizzarle, con grande serenità, rimango in trepida attesa del raggiungimento di quei medesimi obbiettivi. Importante, per me, è e resta che gli edifici più rappresentativi della città vengano recuperati e riqualificati con delle destinazioni adeguate. Non conosco il progetto di recupero di palazzo Raimondi e comunque ritengo che, ( anche se mi viene detto che la facoltà di Musicologia è in flessione come iscrizioni) sulla base del credito internazionale che possiede, ritenevo che ci fossero le credenziali per investirvi e puntare più in alto e che probabilmente questa ipotesi nasce già in partenza sacrificata. Posso comprendere che qualsiasi Giunta sia legittimamente desiderosa di recuperare dei risultati nell’arco del suo mandato, ma non può essere dimenticata la prospettiva lunga, quella fatta per valorizzare e dare un avvenire alla città. Le "trovate di Salini e Arvedi: con le loro decisioni l'Università di Pavia ha perso ogni possibilità di ulteriore espansione a Cremona e otto ettari di città non hanno più un senso, Palazzo dell'Arte è il "bigino" del Parco dei MonasteriIl presidente della Provincia aveva in animo di installare la sede della Provincia S.Monica… Come ho anticipato, anche se in una logica di equilibrato assetto urbano, preferirei localizzazioni come l’area ex Feltrinelli, Ex Annonaria, o lungo la tangenziale, mi sento anche di accettare il trasferimento della Provincia in S.Monica ( perché comunque l’Ente pubblico dovrebbe garantirne un recupero sostanzialmente garante del significato storico e tipologico dell’edificio ) anche se mi domando perché l’Università di Pavia, che nel completamento dei lavori di S.Monica, di cui aveva già versato per il primo lotto, ormai a completamento, circa 2 milioni, non abbia aggiunto i 3,6 milioni di Euro che avrebbero permesso di concludere l’intervento? Alla luce di queste considerazioni ci si consenta di suggerire, proprio perché il cambiamento del progetto viene fatto in corsa, non sarebbe stato più corretto proseguire con il progetto originario e con i lavori in corso che avevano già superato tutte le istruttorie ? E aggiungo, forse un po’ superficialmente e per intuito, …ma non sarebbe il caso di valutare più approfonditamente, se proprio é interessata ad insediarsi nel comparto dei monasteri, se non è preferibile la collocazione degli uffici della Provincia nel convento di S.Annunziata (ex Caserma Manfredini) per adattabilità del terreno, per viabilità,parcheggi,spazi liberi, aggiunta di nuovi volumi , non sia sicuramente più adatta ? Adesso con i chiari di luna che ci sono e con la ipotesi di soppressione delle Province, non si sa cosa accadrà. In effetti questa è un’altra variabile, intervenuta di recente, da mettere in campo e da valutare attentamente perché potrebbe produrre un ripensamento con condivisione delle indicazioni che ho pocanzi detto. Questi edifici rappresentano una grande ed unica opportunità (che in altre città è già stata sprecata) per il consolidamento e la riqualificazione dell’immagine storica di Cremona. Quindi è una variabile allarmante proprio perché nel caso il monastero di S.Monica non fosse recuperato dall’Ente sarei molto preoccupato su eventuali altre destinazioni poco congruenti con la tipologia dell’edificio. Nell’ipotesi più pessimistica, infatti, il rischio per il futuro è che il denaro già investito sia servito solo ad accollarsi complessi che, per mancanza di destinazioni precise ed adeguate, contribuiranno ad aumentare il già cospicuo patrimonio inutilizzato delle Amministrazioni. Nel caso più fortunato, se si verificheranno coincidenze più felici, questi chiostri, che sono in successione, difficilmente verranno concepiti come un unico “campus”, (dove “La Pace” - vedi foto satellitare dell'area - avrebbe potuto assolvere egregiamente ad un ruolo di residence per studenti universitari) scaturente dalla possibilità di concatenazione di luoghi di grande suggestione, ma, con ogni probabilità, saranno recuperati separatamente uno per volta con destinazioni di scarto e ripiego a se stanti, (come ad esempio nel passato ad uso ricovero gatti), e saranno, conseguentemente, disarticolati da un disegno che voleva essere funzionalmente più ampio e complessivo.
Che cosa si può fare nell’immediato per non sprecare tutto quanto è stato fatto in passato e quanto potrebbe potrebbe essere fatto per essere per continuare a sperare ed esercitare il controllo pubblico su quanto verrà realizzato ? Mi auguro che almeno gli spazi verdi ,attualmente inutilizzati, e non gravati da costruzioni vengano subito usati ( come si fece con i giardini del vecchio ospedale) come verde attrezzato urbano e restituiti alla cittadinanza( specialmente per gli abitanti del quartiere s. Bassano che ne è privo ) in attesa che si prosegua con il recupero funzionale dell’intero comparto. Si potrebbe per esempio realizzare una parte del progetto originale creando un bellissimo e suggestivo percorso verde attrezzato continuo tra il parco del Morbasco ed il parco dei Monasteri .Questa operazione costerebbe molto poco e darebbe molto consenso. |