Direttore responsabile Antonio Leoni - Vice Direttore e responsabile sezione sportiva Cesare Castellani - Inviati sportivi Alexandro Everet e Umberto Onofri - Collaboratore fisso per il settore cultura: Sandro Rizzi - Redazione: Via dei Classici 8 - 26100 Cremona - e.mail vascello@fastpiu.it - cesare.castellani@fastpiu.it - tel/fax +39-037230392 -- Registrazione Tribunale Cremona n.365 - 8 gennaio 2001 - Accesso gratuito - Controllo diffusione ShinyStat - No pubblicità"Cerchiamo argomenti piacevoli, ma se evitiamo le notizie che qualcuno può trovare spiacevoli, non rendiamo un buon servizio alla verità"Si sviluppa l'inchiesta su presunte tangenti a Filippo Penati: Luciano Pizzetti era segretario regionale DS quando il politico monzese era presidente della Provincia di Milano - Abbiamo chiesto al parlamentare cremonese come interpreta e vive l'attuale momento, quali intrecci eventuali ebbe al tempo, e viene fuori persino un dissenso sulla nomina di Penati a segretario provinciale di Milano - Piena fiducia nell'operato della magistratura
Nelle foto: Luciano Pizzetti durante un dibattito e, a destra, a una festa del PD svoltasi a Ombrianello, assieme a Penati e Bersani "Il dovere di cittadinanza impegna le nostre coscienze"Le vicende milanesi, secondo ciò che a mezzo stampa trapela dalla Procura di Monza, generano sconcerto politico e indignazione morale. Tra i cittadini e, in particolare, tra gli elettori del PD. Insomma, le differenze politiche e di approccio non erano banali ma la considerazione per la persona non era in discussione. Perciò confido in una rapida conclusione della vicenda, così da imporre chiarezza e riportare serenità. Sapendo che al tema della questione morale, come grande questione di approccio alla riforma della Politica e dei rapporti tra Politica-Pubblica Amministrazione-Impresa, noi dobbiamo mantenere un’attenzione e una sensibilità elevatissime. Anche la minima disinvoltura o la banale superficialità possono generare danni immensi. Anche la sottovalutazione può generarne, com’è avvenuto sulla gestione, sbagliatissima, del caso Tedesco e chi ne è stato responsabile sarebbe bene traesse le conseguenze dimettendosi. Anche la ricerca smisurata del consenso per promozione o autopromozione politica può produrne. Per questo, pur lavorando intensamente per cambiare la legge elettorale, la “legge porcata”, sono contrarissimo alla reintroduzione delle preferenze e favorevolissimo alla reintroduzione dei collegi. La reazione indignata alla malapolitica non deve tradursi in antipolitica ma nel battersi per una buona Politica. Non è un appello generico rivolto ad altri ma un impegno improrogabile con noi stessi. LUCIANO PIZZETTI Ecco il nuovo Continental, dite voi se avete da obiettare |
![]() SOS COLONIE PADANE, L'IMPEGNO MANCATO DA ANNI DI CENTRO SINISTRA ED ORA DI CENTRODESTRA, L'APPELLO DISPERATO DI LEGA AMBIENTE |
E' stata finalmente scoperta per intero la facciata del nuovo Continental a Porta Venezia dopo un paio d'anni e più di lavori, dentro e fuori. Mancano alcune rifiniture, ma l'aspetto generale si può ormai constatare. L'opera è di Palu e Bianchi , gli architetti preferiti dalla grande borghesia cremonese, Lacchini e Arvedi in particolare.
Palu e Bianchi sono gli autori della cosiddetta casa Lego in viale Trento Trieste, dell'Albergo delle Arti, dei balconcini acquarello in Via Manzoni, della baita orizzontale sempre in viale trento Trieste, del gigantesco complesso che ospita il supermercato Family nell'area dell'ex consorzio agrario e che procede con molta lentezza: qui nel progetto originario sono previsti anche alcuni giardini pensili. Mantengono accese anche forti polemiche sulla manomissione in palazzo dell'Arte di alcune caratteristiche essenziali dell'opera razionalistica di Carlo Cocchia per la realizzazione del Museo del Violino, un fatto che ha giò suscitato proteste soprattutto all'estero. Ma i due architetti hanno nella provocazione la loro anima e tutto sommato le grandi commissioni danno loro ragione. La Sovrintendenza concorda. Ad ogni modo l'albergo su una della maggiori piazze di Cremona è qui. (foto Antonio Leoni ©). E se avete qualcosa di dire sullo stato dell'architettura a Cremona, un dibattito che sarebbe certamente necessario, Il Vascello come sempre apre le sue pagine culturali e di opinione. Ecco qui sotto l'intervento dell'architetto Eugenio Bettinelli. Da meditare.
"Così come una città viva non può rinunciare all’innovazione di forme e modelli, deve però garantirsi che il nuovo non sia una rimasticata cartolina, o una gratuita violenza" | di Eugenio Bettinelli Caro direttore, alcuni commenti sul Vascello fanno intuire che non è morto un profondo dibattito sulle forme della nostra città. Come ben sai, non è mio costume giudicare direttamente le opere di altri professionisti: la considero una pratica non troppo edificante e del tutto inutile rispetto ai miei interessi (culturali) personali. Purtuttavia mi pare che le emergenze che positivamente | appaiono negli ultimi anni (in effetti da tempo non mi esprimo su questi temi) meritino un alito che spiri sul fuocherello dell’interesse dei cittadini sull’argomento. E spudoratamente provo a far rotolare lungo la china qualche concetto, forse fin troppo ovvio. Vorrei azzardare tre categorie di atteggiamenti connessi al progetto della trasformazione o edificazione urbana... SEGUE in questa stessa pagina, oltre il commento del lettore. |
Come reagisce il vice sindaco Malvezzi a un aumento della cementificazione a Cremona che sta raggiungendo il 10% in un decennio con enorme spreco di territorio verde ed agricolo? "Costruiremo dei grattacieli". Grattacieli a Cremona? A parte una vecchia disposizione che obbligava a non superare l'altezza dei cinque piani per non guastare la visione del Torrazzo e delle torri cittadine, puntualmente smentita nel seguito e che era sortita dopo gli sgarri in piazza Roma all'ombra del duomo, una affermazione di questo genere lascia a dir poco sbalorditi. Ma dove va una elementare concezione del funzione dell' architettura nel territorio?
In proposito ecco un intervento significativo, di Massimo Terzi, ex assessore all'urbanistica a suo tempo invitato, di fatto, dal suo centrosinistra, sindaco era Bodini, a ritirarsi in studio, lasciando l'incarico a Soregaroli, dopo le posizioni di salvaguardia della città nella riforma del Piano Regolatore (ed ora pure trafitto a proposito della storia di Cremona del '900 e della architettura fascistadalle frecce del centrodestra dell'assessore De Bona come il San Sebastiano appena riqualificato in Seminario ).

La foto panoramica è di Antonio Leoni © ed è stata scattata dal grattacielo Buschini di piazza Roma.
Caro Direttore, mi rendo conto che, in questo momento, intrattenersi in considerazioni che possono sembrare accademiche è perlomeno inadeguato rispetto alle gravi problematiche in campo, ma sono pur sempre convinto che il momento vada riempito di idee e confronti costruttivi a tutto campo. Guardiamo quindi non solo all’oggi (come portare al pareggio di bilancio) ma confrontiamoci anche sul futuro (il rilancio della nostra città) e sulla posta in gioco (la crescita o il declino). Chiedo pertanto ospitalità offrendo il mio contributo, come del resto ampiamente sollecitato nell’articolo a cui faccio riferimento, all’Assessore Carlo Malvezzi in merito all’intervista di domenica scorsa 13 u.s. sul giornale “la Provincia”, in cui si ipotizza,( tra le varie ed anche condivisibili considerazioni avviate dall’Assessore), attraverso un ridisegno del P.G.T. una moderna “città verticale” costituita da grattacieli. Vorrei soffermarmi su questa sua ipotesi che diventa molto impegnativa nel momento in cui la città ripensa se stessa. Peraltro, mi rendo conto delle sue giuste considerazioni ( che vanno comunque commisurate a momenti in cui l’emergenza sociale di alloggi era drammatica e preponderante) poichè, guardando dall’alto del Torrazzo, dall’autostrada o dai finestrini del treno, dobbiamo iniziare a pensare che abbiamo costruito, cementificato ed asfaltato troppo e male e ,quindi, è ora di fermarsi ed invertire la marcia. (Consiglio di andare a vedere, in proposito, l’allarme contro il consumo di territorio denunciato nel filmato “Il suolo minacciato , una produzione WWF e Lega Ambiente di Parma nell’ambito “Cambio di Stile”). Non sono tra i teorici del “non costruire nulla”. Progettare e costruire è il mio mestiere. Ma, prendendo spunto da quanto sopra costatato, la città non è soltanto un immenso serbatoio di storia ,cultura e bellezza, ma rappresenta l’unica ,e forse ultima carta che si può giocare sul terreno della competizione globale. Se è proprio necessario un nuovo P.G.T, mi sembra giusto fargli giocare il ruolo di promotore di sviluppo. | Gli indirizzi europei di politica urbana (già praticati anche in alcune realtà italiane) attribuiscono infatti alla città il ruolo di motore di crescita dell’economia, con progetti di sviluppo centrati prevalentemente solo e solamente su una riqualificazione dell’ esistente, senza perdere di vista il suo patrimonio e capitale fisso, con recupero delle aree dismesse e ricuciture e ricomposizione delle periferie dopo aver trovato impiego con incentivazioni ( tutte da ricercare) per gli alloggi ancora vuoti in attesa di acquirenti o affittuari ( a Cremona risultano essere 1500 ).
Questa attività procurerebbe molto lavoro qualificato e soprattutto adeguato alla dimensione delle imprese locali per tutto l’articolato comparto edilizio. Sono consapevole delle osservazioni di chi sostiene che la concentrazione di edifici alti è benefica perché risparmia territorio, ma nella valutazione dei costi e benefici questo non è sempre vero e soprattutto non è una formula sempre applicabile specie in città con impianto storico tradizionale. Non aggiungono,infatti, molto alla vita di una cittadina di dimensioni medio piccole. | Al contrario, il prezzo che per la loro presenza la città deve subire sarebbe molto elevato: i grattacieli e gli edifici a torre condominiali concentrano flussi di traffico,nascondono sole e vista, offuscano il profilo delle emergenze storiche, isolano i loro occupanti dall’effetto urbano che si svolge a piano terra, producono problematiche tecnologiche ( sismiche ed energetiche) oggi non trascurabili. Non è certo la formula giusta per una città che aspira a realizzarsi con criteri sostenibili. E tanto meno lo sarebbe, se fosse sostenuta dall’imitazione di grattacieli ,”impirlati”, storti, disassati, asimmetrici, di tipo metropolitano per non escludere Cremona dalla “nouvelle vague” architettonica , perchè intesi come edifici alla moda. Un tempo, una disposizione obbligava a tenere in considerazione l’impianto medioevale ed il paesaggio urbano senza interrompere la prospettiva del o dal Torrazzo e delle torri cittadine, anche se in piazza Roma e nelle sue vicinanze e nella prima circonvallazione molte volte questa regola è stata grossolanamente disattesa. (Vedi la clamorosa citazione in un vecchio numero di Life come esempio di deturpazione che ci presentò, allora, all’onore della cronaca internazionale) . Inoltre , considerate le relazioni percettive che il Torrazzo intrattiene con un territorio molto ampio (con un raggio di influenza di più di10 km ), è un vero peccato che la fruizione visiva di questo nostro storico ed emblematico riferimento non sia sufficientemente tutelata. Cremona è già stata tentata dal percorrere questa strada con risultati poco edificanti che possiamo constatare sia in centro storico che in periferia. Non vorrei che, nel compiacimento tutto provinciale di una Cremona più moderna e nuova, si ritornasse a diffondere tipologie edilizie inadeguate. Tutte le volte che la città ha dimenticato la sua identità, per rincorrere modelli urbani che non le appartenevano, mi sembra che abbia fatalmente commesso dei gravi errori. Massimo Terzi, architetto Cremona 19.3-2011 |

Nel 1974 il piano regolatore Costantino prevedeva una città di oltre centomila abitanti. I centomila abitanti sono stati raggiunti e superati. Da Piacenza. Cremona aveva i primati di ricchezza e di qualità della vita, oggi affonda inesorabilmente nelle statistiche nazionali. Cede i giovani e alleva la vecchiaia. Il dominio assoluto della patitocrazia associato alla grettezza delle categorie economiche danno un unico quadro, una comunità dissociata. E non vi è cenno, neppure nel quotidiano succedersi dei fatti, di una inversione di tendenza. Anzi. Il nostro titolo viene infatti imposto dalla attualità, dall'oggi. Il conto di una settimana. Ecco le ultime notizie di un panorama sconfortante che nel persistere di questi fenomeni non promette luci, perché non sono destra o sinistra che possono cambiare ma servirebbe un grande anelito dei cremonesi a riportare Cremona al disopra di ogni interesse fazioso o personale. L'anelito non si coglie. Le ultime notizie vanno in senso opposto. Alcune sono conseguenze di scelte di ieri. Altre denunciano il persistere del suicidio nell'oggi. Citiamo le ultime, ma l'elenco è molto più lungo e imbarazzante. Non tutte queste notizie sono di pari importanza e ugualmente strategiche. Tutte però hanno una caratteristica. Sono appunte notizie di oggi o dei giorni immediatamente precedenti, sono l'esito della crisi qui sopra sommariamente descritta, tutte denunciano che non c'è inversione di tendenza. Ovvero: non siamo ancora al fondo del Vaso di Pandora. Questo grido di dolore noi e pochi altri lo abbiamo lanciato dai tempi di Mondo Padano nel 1981, (e perciò nel 1996 quel Mondo Padano ha cessato di vivere), ma ostinatamente lo abbiamo ripreso con il Vascello, ben consapevoli peraltro che prima o poi ci faranno fuori. Continueranno a negare, a non prendere atto, a farsi affari loro e pastette dentro i covi, ad inseguire le diverse massonerie del potere, a non cambiare davvero? E fino a quando?
- La Banca Popolare di Cremona ed anche quella di Crema si unificano pèer finire in mano al Banco Popolare con sigla Lodi. Perso l'ultimo grande strumento di controllo finanziario del territorio. Una colpa tutta dell'ingordigia del sistema finanziario cremonese.
- Il Tribunale non trova i giudici che vogliano venire a Cremona, il presidente Grillo annuncia che potrebbe dichiararlo "sede disagiata".
- Cremona diventa la Pompei della liuteria, il simbolo della città finisce sotto accusa a livello mondiale: non innova più, non forma ad alto livello, ha ceduto a Pavia un grande elemento propulsivo come il Centro di Restauro, non è più la capitale assoluta della liuteria "viva".
- Il mondo del commercio è spaccato al suo interno e al suo esterno. La crisi del centro storico dilaga, i centri commerciali sostenuti dal grande capitale non hanno cessato di affluire (Cittadella dello Sport: e qui, oltre tutto, violando la salvaguardia della qualità dell'aria si cancella la barriera ambientale rappresentata dal bosco filtro già pagato dalla Regione allo scopo e tuttora in fase vegetativa: solo la mancanza di acquirenti per l'area commerciale tiene vivo il bosco). Dunque il buco nero della città ciambella si allarga. Anche in via Bergamo e forse altrove.
- La amministrazione Provinciale si fa la sede in Santa Monica, i monasteri sono in vendita, si stronca l'unico progetto economico, turistico e culturale messo assieme dalla città nei 30 anni e più di crisi.
- E dell'eterna promessa di tutti i governi cittadini, il rilancio turistico di Cremona, cosa diciamo? Nei fatti nessuna politica turistica, nessun stanziamento appropriato, il buco dell'APIC, i numeri parlano: crollo delle presenze alla Pinacoteca e nel contempo, fatto allarmantissimo, anche di quelle alla Sala dei violini, top degli interessi del turismo straniero in città:si vedrà col Museo del violino, che peraltro promette ancora minori presenze nella pinacoteca e la cancellazioe della sede naturale del Museo scientifco, con ulteriore mortificazione delle sale espositive. Un vero scempio.
- Ci si avvia alla inaugurazione di Piazza marconi e soprattutto del museo del Violino, dopo interventi interni a Palazzo dell'Arte che hanno snaturato l'opera razionalistica di Cocchia (con la connivenza della commissione scientifica ed il disinteresse della Sovrintendenza, promettendo concorrenza anche al teatro Ponchielli) senza avere la minima idea dei costi di gestione e di chi li sopporterà nel tempo a venire.
- L'eterna lite di Arvedi in Telecolor si risolve con la vendita delle quote dell'industriale cremonese al piemontese Arturo Benasciutti che è quello col quale lo stesso Arvedi ha trattato l'acquisto di Studio 1, l'emittente televisiva in procinto di mettersi in moto. Non si può immaginare che Benasciutti favorirà la vita di Telecolor. Arvedi con la vendita sfugge al pericolo di un'accusa per concorrenza illecita. Telecolor deve limitarsi alla informazione soft.
- Tamoil crca la scappatoie per non pagare la bonfica in conflitto con i cittadini, le canottieri, gli enti, i sindacati cremonesi che in trent'anni non hanno trovato il modo di conciliare ambiente e promozione industriale.
- Si cancella la Mediateca già finanziata dal ministero e si esclude un allargamento della biblioteca al supecinema. Per installarvi, forse, un parcheggio, soffocato dalla scarsa viabilità della zona. Ed a proposito di parcheggi, si fa il possibile per mandare in sofferenza quello di via Massarotti , adesso la centro di una manovra AEM no di oltre tre milioni di euro.
- La crisi tronca lo sviluppo della Paullese, restano indifferenti le istituzioni locali ai problemi del Po e del Porto. Ma applaudivano al nucleare.
- L'amministrazione provinciale mette in vendita l'aeroporto: al miglior offerente. Non importa se non... vola (tecnicamente e psicologicamente).
- Cade l'ostello in via del Sale (spesa 600 mila euro) per ipotizzarne un altro in via Brescia.
- La sussidiarietà in nome del PIL nell'area annonaria. Intanto l'area cementificata a Cremona è salita di oltre l'1 per cento in due anni, mentre la popolazione non cresce.
- Si lamenta la carenza di risorsd finanziarie intanto in congiunzione di interessi si appprova il progetto per una inutile strada sud, cementificatrice e causo di futuro, crescente, ulteriore smog in un'area verde, con un costo prevedibile incredibile, quasi 16 milioni di euro
- Una serie di capisaldi edilizi, presenze importantissime di una antica aspirazione della città a livelli alti nel Paese e che qualsiasi amministrazione decente includerebbe in un piano accettabile di gestione urbanistica della città sono in vendita al miglior offerente, qualsiasi esso sia.
- Tanto altro ancora. Ma al cronista sono cadute le braccia.