De profundis per il Parco dei Monasteri

Meno male, non siamo soli. Abbiamo fondate notizie di significativi apprezzamenti verso l'azione de "Il Vascello" nell'ambito delle Sovrintendenze, letteralmente sbalordite per quanto sta accadendo in questi mesi a Cremona, con l'abbandono di significativi progetti ( ad esempio tre milioni e mezzo già spesi per il monastero del Corpus Domini ora abbandonato in seguito al progetto di installare l'auditorium a Palazzo dell'Arte). Anche l'enorme e meraviglioso millenario complesso del monastero di San Salvatore del Mondo/ Santa Monicaa va verso un destino squallidamente burocratico. Non più il previsto campus universitario, fervente di studi, e di umanità, di studenti e di cultura delle facoltà di lettere e musicologia. Sotto questi affreschi, meravigliosa invenzione del fiammingo Roberto De Lange, attivo anche in San Sigismondo (altro fiore diventato totalmente visibile soltanto un paio di volte all'anno, in questo caso come esito della compiacente scelta della Giunta Bodini) andranno gli uffici della amministrazione provinciale, con Salini, le sue megascrivanie, le porte imbottite e le auto oscurate. Ma c'è Formigoni da prendere ad esempio. Non avrebbe mai osato un simile passo neppure l'amministrazione Torchio che di visibilità personale certamente non faceva difetto.
Il modo di procedere confuso non crea alcuna prospettiva nuova e sa di evidente ripiego che non trova neppure giustificazione nella mancanza di risorse finanziarie (forse la sistemazione degli uffici della Provincia costa meno che quella delle aule della facoltà di musicologia?). Eppure questo orientamento non ha subito nessuna contestazione perché è totalmente garantito dalla copertura di tutti i poteri forti che hanno fatto quadrato intorno alla Giunta
di Morzi
La vicenda Palazzo dell'Arte/ Piazza Marconi, e tutto quello che ne è seguito, come era largamente prevedibile, ha distrutto e svuotato completamente un progetto per la città come “il parco dei Monasteri” confezionato e costruito lentamente e faticosamente secondo i termini previsti dalle leggi ( accordo di programma, studio di fattibilità economica e distributiva, piano di recupero, progetto preliminare, progetto definitivo, approvazione Soprintendenza, Progetto esecutivo, bando di gara….. e appalto) nell’intervallo di tempo che va dal ‘97 al 2009 e sostenuto sia dalla Regione (cosi diceva l’Assessore Regionale alla partita di allora in forza alla Lega ), sia, con un largo consenso trasversale, da tutti i partiti e da ambienti tradizionalmente distratti nei confronti delle vicende comunali (v. iniziative Rotary, F.A. I, …).

Sarà anche vero che le precedenti Giunte non hanno agito coordinatamente e si sono incantate o non hanno accompagnato e creduto, come si sarebbe dovuto in tale progetto, ma bisogna pur riconoscere che, dopo lunga attività di promozione e divulgazione pubblica, queste hanno permesso che i tre monasteri ritornassero, dopo tanti anni ( tramite accordo di programma), di proprietà della collettività cremonese attraverso la Provincia, Il Comune e la Fondazione Stauffer che li hanno acquistati dall’Intendenza di Finanza. (Come avvenne a suo tempo, grazie ad una operazione analoga promossa da un illuminato Comitato e quattro giovani architetti, per il” Vecchio Ospedale”) .
Ma in sei mesi la nuova Giunta ha completamente ignorato quanto era stato fatto e quanto era stato speso e, facendo propria la motivazione, gli obbiettivi, la promozione ed il progetto di sviluppo confezionato dalla Giunta Bodini, ne ha completamente sovvertito grossolanamente il disegno partendo dalla “coda”.
Poi, accorgendosi in corsa che forse per dare credibilità all’intera filiera era necessario occuparsi del consolidamento della storica tradizione formativa, si è precipitata ad ipotizzare, ricercare e traslocare, senza uno straccio di studio di fattibilità e di riscontro distributivo, qua e là (senza ricercare un campus) delle sedi degne di ospitare una attività che avrebbe dovuto accogliere una utenza particolare.
Questo modo di procedere confuso non crea alcuna prospettiva nuova e sa di evidente ripiego che non trova neppure giustificazione nella mancanza di risorse finanziarie (forse la sistemazione degli uffici della Provincia costa meno delle aule della facoltà di musicologia?). Eppure questo orientamento non ha subito nessuna contestazione perché è totalmente garantito dalla copertura di tutti i poteri forti che hanno fatto quadrato intorno alla Giunta.
A cominciare da Piva e dalla sua forte e capillare organizzazione, la ”Libera AGRICOLTORI” e il giornale “La Provincia” che già nel passato, invece, per le due tornate precedenti aveva assecondato l’operato delle Giunte di centro-sinistra promuovendo” il progetto dei Monasteri”. E dobbiamo aggiungere il "provvidenziale" intervento dell'industriale Giovanni Arvedi che ha garantito alcuni progetti sensazionali e, contemporaneamente, ha finanziato un laboratorio di restauro degli strumenti musicali nella”rivale” Pavia perché le Amministrazioni precedenti sembra che non siano state troppo attente e sollecite ad assecondarlo…
Da tutto questo pasticciaccio la società cremonese e tutti gli attori presenti e lontani di questa vicenda non escono molto bene. Infatti con tutto il rispetto, il tempo e la tolleranza che si deve concedere ad una Giunta che sta cercando di imparare a governare, non si può fare a meno di stupirsi di tanta disinvoltura ed indifferenza per le regole, della totale mancanze di un doveroso impegno a confrontarsi con la PROGRAMMAZIONE ed il PROGETTO di allora.
L’IMPROVVISAZIONE di oggi viene proposta e si realizza senza presentarne, nel dettaglio, i termini alla cittadinanza. Quello che è allarmante e preoccupante, se si dovessero confrontare questi ultimi avvenimenti con quelli che accompagnarono negli anni settanta le vicende del “Vecchio Ospedale” è la rassegnazione ed il SILENZIO del mondo musicale, delle categoria degli artigiani e dei liutai, di tutte le associazioni ambientaliste, degli ordini professionali degli ingegneri e degli architetti e di tutti quelli che applaudirono all’idea in Consiglio Comunale e nei Circoli privati: tutti ormai timorosi di inimicarsi e disturbare il manovratore.
Avete letto per caso (ad esclusione del Vascello), nelle fonti di potere qualcosa in merito a quanto si è scritto in questi giorni sull’accantonamento dei progetti riguardanti il Parco dei Monasteri e la formazione e lo sviluppo della liuteria?
Nella cartina: l'enorme complesso nel quale la burocrazia provinciale scaricherà i suoi uffici.
Vai a Parco dei Monasteri, la meraviglia cancellata. Cosa la città aveva deliberato di realizzare con voto del consiglio comunale e che ora cade con la scelta generale di questa giunta di procedere alle privatizzazioni e di destinare Santa Monica, il capisaldo, a sede della provincia. In vista altri disastri quando avverrà la dismisisone dell'esercito della caserma Manfredini,ovvero monastero dell'Annunciata. Inoltre in questi otto mesi sono state già lasciate al libero mercato e cedute l'ex distretto Caserma Vecchi e il maneggio di via Bonomelli. Nessun intervento programmatorio di urbanistica sul destino dello stabile della Banca d'Italia dominante su piazza Stradivari (già in asta, con la speculazione che attende ulteriori ribassi) , attesa per la vendita ai privati della ex clinica La pace (che poteva essere un'ottima sede della Provincia) già prevista come parte integrante del Parco dei Monasteri.
Argomenti collegati: La abiura di fatto del Parco dei Monasteri con la collocazione in Santa Monica della sede della Provincia e il mantenimento di Musicologia in Palazzo Raimondi, senza passare per le verifiche democratiche, poichè vale ancora il voto del consiglio comunale del 2002.
Le evidenze di S.Monica.
Corpus Domini, il monastero restaurato a metà e la Cavallerizza, destinata a auditorium (anche questo cancellato con la liquidazione del Parco dei Monasteri). Una meraviglia ( vai a vedere) e molti soldi inutilmente spesi
Suggerisce un lettore, a fronte di una situazione drammatica come questa, citando Ernst Junger : «Quando tutte le istituzioni divengono equivoche [...] la responsabilità morale passa nelle mani del singolo, o meglio del singolo che ancora non si è piegato. Il Ribelle è il singolo, l'uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il Ribelle attinge alle fonti della moralità ancora non disperse nei canali delle istituzioni».Ebbene, ci scrive il lewttore, è il momento del Ribelle. Del singolo. Che «Deve scegliere: o seguire il branco o combatterlo»