PRIMA PAGINA BIS • • Difficoltà nel sogno di Salini di promuovere una informazione cremonese vicina a Cielle, intanto Arvedi vuole resuscitare un suo organo: Mondo Padano (che però è in comproprietà con il quotidiano "La Provincia")
Pare stia trovando diverse difficoltà il sogno del presidente della Provincia Massimiliano Salini di promuovere un progetto di informazione assai ambizioso che estenda, di fatto se non tecnicamente, le radici del settimanale della Provincia "L'informazione" ad altri settori.
L'avventura indiretta di Salini sarebbe fondata su qualche garanzia finanziaria proveniente dal maggiore imprenditore del territorio, il soresinese Secondo Triboldi. Ma proprio Triboldi sarebbe rimasto sconcertato, riferiscono fonti vicine, dalla pubblicità che si è data alla operazione quando era soltanto ai primi vagiti e dal fatto che si sia stata collegata così direttamente al suo nome. Dal che una posizione attuale di Secondo Triboldi che qualcuno potrebbe giudicare già defilata, si capirà quanto definitivamente. Non è mancata d'altronde una forte presa di posizione delle forze politiche per il semplice fatto che anche se Salini non sarà l'editore delle nuove fonti di informazione, il fatto che abbia ribadito il suo interesse (dichiarato da lui stesso come una apertura al pluralismo) potrebbe incidere, e non poco, sull'interesse publicitario, considerato che bene o male l'amministrazione provinciale muove appalti e concorsi e che certi marchi guardano con molto favore alla benevolenza dei manovratori. Un fatto è certo: il mercato dopo la chiusura de "La Cronaca" è aperto e molti si agitano. Così che anche Giovanni Arvedi si muove per reimpossessarsi di una sua voce diretta nel mondo della carta stampata, recuperando la testata "Mondo Padano". Si parla di Francesco Tartara, direttore di Studio 1 anche come direttore del settimanale, dell'ex redattore di economia a La Cronaca passato poi a Studio 1 , Alessandro Rossi, come coordinatore, di un anziano collaboratore del quotidiano "La Provincia", Petrovic, come elaboratore grafico (dunque, purtroppo, addio a una evidenza assoluta del Mondo Padano Storico, quella firmato da Sergio Ruffolo che ebbe anche eco nazionale per la originalità delle proposte, testimoniata da un bel libro delo stesso Ruffolo, "Vestire i giornali"). Tre fatti sono certi. Sarebbe stato recuperato o in via di recupero l'archivio storico di "Mondo Padano" (peraltro in larga parte incompleto dopo l'avventura di Floriano Soldi); dal quotidiano "La Provincia" è scomparsa la testata Mondo Padano; la proprietà delle testata non è al 100% di Giovanni Arvedi ma dal 1994, quando il settimanale perse la sua indipendenza e fu avviato l'inglobamento ne "La Provincia", è divisa al 50% (se non andiamo errati) con la associazione agricoltori che controlla il quotidiano di Cremona. Un accordo andrà comunque trovato tra le due parti, il che fa supporre che "Mondo Padano" manterrà comunque una stretta relazione con il quotidiano locale. Petrovic, ad esempio, lavorò per lungo tempo a "La Provincia". Qualche novità è attesa anche non tanto nella proprietà ma nella programmazione di Telecolor. Nella foto: da "Vestire i giornali" di Sergio Ruffolo, editore Gutemberg 2000 , una pagina del famoso progetto grafico per "Mondo Padano (1982).
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Passaggi a livello da eliminare a Cremona: ok per i finanziamenti?L'ufficio stampa della Amministrazione Provinciale informa che: nella riunione che svoltasi mercoledì 15 febbraio a Palazzo Lombardia fra la Regione e le Province lombarde, l’Amministrazione provinciale di Cremona ha spinto perché la parte dei fondi POR-FESR (Programma Operativo Regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale) relativi alla Provincia di Cremona venisse dirottato sul progetto redatto in accordo con il Comune di Cremona per la soppressione dei passaggi a livello. Questo è stato indicato come intervento prioritario per il territorio dalla Provincia di Cremona. L’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha convenuto sull’importanza strategica, assicurando che, fatte le necessarie verifiche di carattere tecnico, il progetto sarà finanziato.
I fondi POR-FESR che si sono liberati a livello regionale ammontano a circa 35 milioni di euro; per il progetto dell’eliminazione dei passaggi a livello a Cremona (che vale 11 milioni di euro) verranno stanziati 5,5 milioni di euro; altri 3 milioni di euro verranno messi a disposizione da RFI, e i restanti 2,5 milioni di euro dal Comune di Cremona.Sono tre i passaggi a livello che verranno eliminati: passaggio a livello di via Persico, che verrà superato con la realizzazione di un sottopasso che permetterà anche il transito di autobus; il passaggio a livello di via Brescia, con sottopasso per il transito di automobili; il passaggio a livello di San Felice, con realizzazione di un sovrappasso. A questi si aggiungono ulteriori quattro passaggi a livello su strade private, che verranno chiusi. Si avrà così un totale di sette passaggi a livello eliminati, il che porta in termini assoluti a 7 minuti circa di riduzione dei tempi di percorrenza dei treni, cui vanno inoltre aggiunte tutte le minori occasioni di ritardo create spesso dal cattivo funzionamento dei passaggi a livello stessi.
“La sinergia tra Provincia di Cremona, Comune di Cremona e Regione Lombardia ha portato a questo grande risultato” :dichiara il presidente della Provincia Massimiliano Salini. “Sappiamo che la strada per risolvere i problemi dei pendolari cremonesi è ancora molto lunga, e che potrà passare solo da una vera e propria rivoluzione dell’attuale sistema dei trasporti. Ma nel frattempo è necessario mettere in campo tutte le energie a nostra disposizione per dare risultati concreti alle richieste dei cittadini, in particolare dei pendolari. Il progetto di eliminazione dei passaggi a livello diventa ora un percorso concreto e realizzabile, grazie alla garanzia di un finanziamento di 5,5 milioni di euro su cui la Provincia, in accordo con il Comune, ha deciso di battersi. Ancora una volta abbiamo la dimostrazione del fatto che la sinergia tra enti locali può portare al raggiungimento di grandi risultati”.
Esattamente un anno fa, il 22 febbraio del 2011, avveniva un colossale e doloso sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro.
A chiusura delle indagini preliminari presso la Procura della Repubblica di Monza, la Provincia di Piacenza ha annunciato per bocca del suo Presidente, Massimo Trespidi di volersi costituire parte civile, oltre a coordinare i Comuni danneggiati al fine di presentare una richiesta unitaria di risarcimento danni, come confermato anche dal sindaco di Castelvetro, Francesco Marcotti.
I Consiglieri Provinciali cremonesi Giuseppe Torchio, Andrea Virgilio, Giuseppe Trespidi, Massimo Araldi, Giampaolo Dusi Clarita Milesi invitano la Provincia a riunire i Sindaci interessati e a costituirsi parte civile nel processo relativo allo sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro, nonché a coordinare i Comuni da Crotta d’Adda fino a Casalmaggiore, nell’azione di richiesta di risarcimento danni.
l'acciaio per l'auto elettrica nel futuro di Arvedi, una sfida contro la prudenza dei colleghi, ma resta in attesa dei finanziamenti pubbliciRIPRODUZIONE VIETATA ©
Concorsino per i nostri lettori
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di LUCI
Come tutti sanno da più di tre anni la crisi economica globale ha portato disoccupazione, mancati investimenti, tagli drastici alle risorse ed ai servizi pubblici.
In uno scenario di questo genere nessuno si sognerebbe mai di recarsi da un imprenditore e spingerlo in un investimento al buio, senza un progetto che ne delinei con un certa sicurezza i costi ed i guadagni ottenibili.
Sarebbe assurdo che a questo imprenditore si dicesse: "intanto costruisci, poi si vedrà...".
Ma questo è quello che si sta verificando oggi, specularmente, sul nostro territorio quando alcuni imprenditori chiedono alle pubbliche amministrazioni di avventurarsi in costose opere infrastrutturali.
Così si verifica per il Terzo Ponte quando la CNA, per bocca del relativo presidente Montani, chiede a gran voce di costruire questa grande opera in tempi celeri perché "l'apertura di un cantiere grande come questo darebbe ossigeno vero alle imprese, creerebbe lavoro".
Ma grazie! Qualsiasi opera pubblica porta lavoro: dall'autostrada alla ferrovia, dal parcheggio alla pista ciclabile, determinando però vantaggi e costi differenti che, direttamente o indirettamente, cadono sulla comunità: costi economici, ma spesso anche saccheggio del territorio, consumo di suolo agricolo, estrazione di materiale per costruzione, inquinamento.
Nel caso del Terzo Ponte esiste, da parte di Autostrade Centro Padane, la necessità di realizzare tale opera, non tanto per la riscossione dei pedaggi della nuova tratta, ma per rinnovare la concessione ANAS in scadenza.
Per quanto riguarda i dati provenienti dagli studi del traffico vi sono conclusioni non univoche: una tratta autostradale per potere essere considerata redditizia dovrebbe essere percorsa da una media di 25.000 autoveicoli giornalieri, una prospettiva francamente impensabile per il tratto Cavatigozzi-Castelvetro Piacentino.
Quando CNA parla di "collasso viabilistico evidente" omette di fare riferimento anche alla situazione ferroviaria del nostro territorio: pensiamo alla tratta Cremona-Milano che dovrebbe essere la nostra linea d'eccellenza ed è invece il martirio quotidiano di centinaia di pendolari bistrattati da ritardi, corse soppresse e costretti a viaggiare su vagoni poco degni di un paese industrializzato.
La linea ferroviaria che collega Cremona a Fidenza viaggia ancora a binario unico, costruita per volontà del governo regio di Giovanni Giolitti; a binario unico è anche la ferrovia per Brescia: un'ora per compiere 50 km! Di per sé il miglioramento del trasporto ferroviario sarebbe già un alleggerimento e quindi un vantaggio per la circolazione su gomma.
Non si può credere che la costruzione del Terzo ponte porterà invece "la competitività, la crescita economica e il progresso di tutto il nostro territorio", pensare che costruendo un tratto autostradale ci si ritroverà nel paese di bengodi è certo un bel segnale di ottimismo, ma è impossibile credere che Cremona viva, come gran parte del mondo, un periodo di crisi perché non ha ancora collegato Spinadesco con Monticelli d'Ongina: ci sono centinaia di aziende che stanno chiudendo in Italia ed in Europa, capannoni ed interi complessi industriali ridotti a cattedrali nel deserto, nonostante sorgano vicino a raccordi autostradali efficientissimi.
La crisi economica dovrebbe essere l'occasione, al contrario, per ripensare al nostro sistema economico, sociale ed ambientale.
Pensare con l'ideologia del PIL si è rilevato, ed è tuttora, deleterio: la coltivazione di farro biologico e la produzione di compost da rifiuti organici da una parte, la costruzione di un'autostrada e l'incenerimento di rifiuti dall'altra, portano comunque a transazioni di denaro, remunerazioni ed incrementi del PIL.
La differenza sta però nelle conseguenze differenti che tali azioni hanno sull'intera comunità ed in futuro avranno sulla qualità della vita dei nostri figli.
Non si tratta di essere "ambientalisti" ma di iniziare, una buona volta, a ragionare anche con la testa e non solo con la calcolatrice.
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