

La stagione della sua notorietà è l'estate. Manca poco al 21 giugno ed ecco chi si rivede con un ruolo degno, delicato ed importante: Umberto Lonardi !
Il Vescovo di Cremona Dante Lafranconi lo ha indicato come presidente de "La Pace onlus" che trasformerà l'Istituto delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento, la ex clinica la Pace di via Massarotti, con tutto il suo bellissimo, grandioso giardino, in una Casa di Riposo di lusso.
L'operazione di evidente rilevanza finanziaria è pilotata dalla Diocesi di Cremona ed ha alle spalle un personaggio infallibilmente presente quando si realizzano operazioni di questo contenuto finanziario e umano, parliamo ovviamente del Cavaliere del Lavoro Giovanni Arvedi.
Dunque sta per partire una nuova sfida di Lonardi in una impresa immobiliare. Come è noto, Umberto Lonardi è stato al centro delle cronache per tutta la estate scorsa (ed oltre) quando un furibondo attacco del giornale La Provincia ha mosso Oreste Perri a una severa pronuncia di condanna nei suoi confronti, in quanto - a dire del sindaco - si era permesso di acquistare il bellissimo complesso del Fodri , preferendolo ad altre soluzioni confermatesi poi assai meno convenienti - si legga qui - e senza nemmeno avvertire la amministrazione di centrodestra che lo aveva confermato Presidente della Fondazione Città di Cremona, dopo aver coperto uguale incarico con la Giunta Corada di centro sinistra.
In realtà, a palazzo tutti sapevano dell'operazione. Il Vascello trovò sensazionali conferme, smontando la offensiva di Vittoriano Zanolli e mostrò che anche il sindaco aveva ricevuto una lettera con cui Lonardi chiedeva di incontrarlo per riferire di una importante operazione.
E senza oneri di urbanizzazione...Caro direttore, ho visto che ti stai occupando della ristrutturazione dell'ex casa di cura La Pace e volevo segnalarti alcune cosette che forse non conosci. Io non faccio parte della Commissione Territorio nella quale passano queste cose, ma sono curiosa e guardo tutte le determine e le delibere su webcomune. In queste scorribande ho visto che per i "modesti" interventi che si andranno a fare in quell'immobile, compreso l'nnalzamento del muro perimetrale di via s. Tecla, i proprietari di quella struttura non tirano fuori neppure un euro di oneri di urbanizzazione. Tutto gratis. La motivazione è testuale "attualmente nella citta' di Cremona le suore dell'istituto prestano la loro opera nell'attività in campo socio-educativo e assistenziale".
--- Il Vascello va ovviamente a controllare. Ed ecco la conferma nella delibera di Giunta Comunale per il riconoscimento dei contenuti di pubblica utilità numero 18 sel 2 febbraio 2011 pubblicata all'albo pretorio l'11 febbraio e la determinazione n.561 dello scorso 1° di aprile. Qualcuno potrebbe chiedersi se non siano vicende come questa che hanno ispirato la cancellazione del Parco dei Monasteri. | |
In poche parole, Perri ed i suoi ci fecero una figuraccia, ma il dato era tratto e alfine tutto si risolse con una lettera nella quale il sindaco riconosceva la assoluta correttezza e bontà della operazione Fodri, insistendo peraltro nella richiesta davvero contradditoria (contorsioni della politica inguardabile) che rassegnassero le dimissioni coloro che avevano opportunamente operato per la salvaguardia della Carità di Cremona. Come d'accordo, ormai il legame si era spezzato e resero il loro mandato Umberto Lonardi ed i consiglieri che avevano resistito fino all'ultimo assicurandogli la maggioranza nonostante la fuga pilotata di un paio di colleghi "partitocratici", .
Stavolta il compito di Umberto Lonardi sarà certamente assai impegnativo ma siamo certi del fatto che sarà assai meno spinoso. La Chiesa sa come condurre certe operazioni.
Cosa succede infatti? Confermando le indiscrezioni fornite da Il Vascello da oltre un anno, Giovanni Arvedi ha comperato il complesso della clinica La Pace dall'Istituto delle Suore Adoratrici.
Ne fa dono alla Curia di Cremona.
Il vescovo promuove la costituzione de "La Pace Onlus" che deve procedere alla realizzazione e alla conduzione della super Casa di riposo (reddito garantito).Il complesso dovrebbe essere intitolato a "Giovanni Arvedi", sul tipo di analoghe realizzazioni caritative e assistenziali presenti sul territorio cremonese.
Il consiglio di amministrazione del nuovo organismo è formato dai rappresentanti di quattro Case di Riposo controllate dalla Diocesi. Si tratterebbe della Casa della Fondazione Elisabetta Germani di Cingia de Botti, della Casa di Riposo Villa S. Cuore coniugi Prejer di Casalmorano, dell'Istituto Vismara di San Bassano e del Ricovero della Fondazione Opera Pia Ss. Redentore di Castelverde. Tutte e quattro queste Case di riposo avrebbero disponibilità di letti in surplus convenzionati con la Regione.
Li mettono a disposizione della Onlus la Pace.
Qui il consiglio è formato da sei persone. Viene aggiunto un sacerdote dedito all'assistenza di sacerdoti anziani (che troveranno ospitalità anche ne "La Pace") ed infine Dante Lafranconi chiama come consigliere ma già designato come presidente Umberto Lonardi, a titolo non oneroso.
La comunicazione ufficiale di questa operazione non è stata ancora data. Ma le notizie sembrano complessivamente certe.
Ci sarà un'ampia ristrutturazione della ex clinica e verrà costruito nella zona indicato in giallo sulla foto aerea, una casa per le Suore Adoratrici.
In proposito, va ricordato che anni fa una proposta analoga venne respinta dalla Sovrintendenza. Si considerava la costruzione un disturbo al prospicente complesso, lo storico millenario monastero di S. Monica e San Salvatore del Mondo. Ma molti sostengono che da allora questi divieti si sono di molto ammorbiditi, specialmente nel territorio cremonese, quindi non si prevedono difficoltà. Staremo a vedere.
( Siamo preoccupati, pensiamo alla devastazione interna dell'opera di Carlo Cocchia ed alla copertura di una delle gemme dell'invenzione dell'architetto razionalista napoletano, la copertura dell'atrium con il suo impluvium che in Palazzo dell'Arte richiamava la presenza romana nella zona, ben testimoniata anche dagli ultimi ritrovamenti archeologici, il tutto con la completa sottomissione della commissione scientifica nominata da Giovanni Arvedi: il Vascello ha documentato anche fotograficamente la collocazione dei lastroni di cristallo e la chiusura superiore dell'impluvium nel quale, ovviamente non cadrà più neppure una goccia di pioggia.I lastroni alterano, per di più, il gioco di luci ed ombre dei mattoni sapientamente disposti allo scopo da Carlo Cocchia e che con i cristalli perdono ogni ragione decorativa e razionalistica).
Come è noto in S. Monica Salini vuole realizzare la nuova sede dell'amministrazione provinciale. Un intervento che sta alla base di un disastro di cui i nostri nipoti rimprovereranno per sempre il centrodestra cremonese: la cancellazione del Parco dei Monasteri.
Al riguardo, c'è un altra zona del complesso "La Pace " che costituirebbe una straordinaria opportunità di sviluppo civile della città in una zona di sei ettari che va da S. Agata al Parco Morbasco Sud. Parliamo del giardino della casa di cura.
Si prevedeva uno straordinario percorso verde aperto a tutti. Crediamo che non si farà mai, il giardino sarà a disposizione dei ricchi ospiti della Casa di Riposo nella quale sono immaginate diverse tipologie di ricovero, alcune davvero da Grand Hotel. Del problema del giardino e della prospettiva che va a spegnersi, riferisce da mesi Il Vascello. Il servizio si raggiunge cliccando qui.
Tutto fatto, tutto ormai confezionato. Tutto previsto. Manca soltanto la conferenza stampa che darà tutti i particolari della gigantesca operazione finanziaria ed edilizia nel nome de "La Pace". Presto il via.
Caro direttore,
Nelle celebrazioni dell'anniversario di Viulla Flaminia, la casa di riposo per religiosi, è trapelata anche in altre testate sul tema in passato piuttosto disattente, una notizia che Il Vascello ha riferito da mesi e cioè che il cavaliere Giovanni Arvedi ha comperato l'ex clinica La Pace con tutto il suo immenso giardino per farne dono alla Curia. La quale la trasformerà in un ospizio di lusso, sia pure destinando qualche camera ai monsignori (presumo, data la natura…) bisognosi di cure.
Una impresa danarosa non c'è che dire… che sarà materialmente amministrata da un laico, Umberto Lonardi, già presidente della Fondazione Città di Cremona. Questo dettaglio i giornali disattenti non lo hanno reso noto, ma prima o poi arriverà una conferenza stampa ufficiale a confermare.
Niente di male. Anche la Chiesa insegue le convenienze di mercato. E si sa che gli ospizi di lusso sono un business davvero sensazionale.
Quel che mi induce a scriverle e ad aggiungere alcune considerazioni è una lettera (sopra, in questa pagina -ndr) che Il Vascello riporta nel servizio dedicato alla impresa. Caterina Ruggeri informa (e un controllo sulle delibere conferma) che "per i "modesti" interventi da farsi in quell'immobile, compreso l'innalzamento del muro perimetrale di via s. Tecla, i proprietari di quella struttura non tirano fuori neppure un euro di oneri di urbanizzazione. Tutto gratis. La motivazione è che "attualmente nella citta' di Cremona le suore dell'istituto prestano la loro opera nell'attività in campo socio-educativo e assistenziale".
Rileva e poi chiede Caterina Ruggeri: Come ho letto, nella ex Pace sono previste sistemazioni al limite di miniappartamenti per anziani, anche coppie danarose. E' questa forse l'attività socio assistenziale attraverso la quale i proprietari dell'immobile hanno avuto la totale esenzione dagli oneri di urbanizzazione? Fatti due conticini, quanto ci ha perso il Comune?"
La preoccupazione si aggrava per quanto emerge a Roma dove il Campidoglio sta conducendo una furiosa battaglia per il pagamento dell'ICI da parte di simili strutture religiose. Leggo sull' "Espresso" che sessantamila euro all'anno sono ad esempio il valore del contenzioso che vede opposti il Comune di Roma e la Provincia religiosa dei S. S. Apostoli Pietro e Paolo dell'opera di don Orione. Nella capitale, l'ente risulta proprietario, nella lussuosa via della Camilluccia, di un gigantesco complesso, accatastato come b/i (la sigla che all'anagrafe del mattone identifica collegi, convitti, educandati, ricoveri, orfanatrofi, ospizi, conventi, seminari e caserme), dove si svolgono attività religiose, ma sono stati anche ricavati una casa per ferie, un centro sportivo e una struttura di riabilitazione a pagamento. II Campidoglio, attraverso la controllata Aequitalia, ha fatto le sue verifiche e pretende il pagamento dell'Ici, l'imposta comunale sugli immobili, dalla quale i religiosi ritengono invece di essere esenti a termini di legge. Così, si è arrivati alle carte da bollo.
E' uno dei dieci esempi raccolti da "l'Espresso" sul tira e molla in corso da anni tra le migliaia di sigle della Chiesa e i Comuni sul pagamento dell'imposta istituita nel 1992.
Un tormentone cominciato nel 2004, quando a decretare un provvisorio stop nella diatriba tra enti ecclesiastici e amministrazioni cittadine è intervenuta una sentenza della Corte di cassazione, che ha dato ragione alle seconde. Nel 2005, però, il governo di Silvio Berlusconi ha ribaltato il verdetto, confermando l'esenzione per gli immobili della Chiesa. Fino al 2006, quando anche l'esecutivo guidato da Romano Prodi ha ritenuto di metterci lo zampino, confezionando una legge che è un vero e proprio capolavoro di ambiguità.
Così, il braccio di ferro continua. In attesa che sulla materia si pronunci Bruxelles, chiamata a stabilire se l'esenzione rappresenta un aiuto di Stato ed è come tale contraria alle regole europee.
La gerarchia ecclesiastica, davanti al montare delle polemiche, nega addirittura l'esistenza di un caso nazionale. «La Chiesa paga l'Ici su tutti gli immobili di sua proprietà che danno reddito», ha puntigliosamente ribadito, sabato 27 agosto, il quotidiano dei vescovi "Avvenire". Ma le cose non stanno così. Lo dimostra l'inchiesta de "l'Espresso" sul Comune di Roma.
Due documenti ufficiali raccontano quanto valga nella capitale, almeno secondo le valutazioni dei tecnici e come ordine di grandezza, l'evasione dell'ici da parte della Chiesa e dei suoi satelliti.
II primo afferma: «Le stime indicano in circa 25,5 milioni la perdita di gettito parziale per l'Ici ordinaria. Va aggiunto il minor introito per arretrati, stimato in circa 8 milioni al momento dell'introduzione della nuova normativa».
Il secondo, sempre firmato da Alemanno, è invece del marzo 2011. E dice: « I competenti uffici dell'amministrazione capitolina hanno effettuato una ricognizione, a decorrere dal periodo di imposta 2005, delle attività svolte dagli enti ecclesiastici. Tale attività di accertamento e controllo ha consentito un recupero dell'imposta pari a curo 9.338.143,82 (comprensivi di interessi e sanzioni). Per quanto riguarda il corrente anno, sono in fase di predisposizione atti di recupero per un importo complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro».
Mi unisco a una proposta lanciata dal noto commentatore economico Massimo Teodori.
Sarebbe almeno utile sostengo anche io , riferendomi alla situazione in loco - che la Chiesa cremonese pubblicasse l'elenco completo delle attività con esenzione fiscale e di esplicitare la destinazione dei miliardi dell'8X1000 previsti al posto della vecchia congrua.
E chiedo che anche per l'ospizio "Giovanni Arvedi" il dovere di pagare il giusto fiscale sia osservato, facendo direttamente conoscere quel che attiene alla fede e quel che invece ingrossa il portafoglio, pur se "a fin di bene" come misericordiosamente richiama il Comune di Cremona nel concedere la esenzione dagli oneri di urbanizzazione.
M.T. (lettera firmata)