Cronache di Cremona e provincia


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Il primo registro tumori di Cremona e Provincia (ma arriva per ora solo al 2006)

La mammella e il polmone sono le sedi più a rischio
Ma presentiamo anche le tabelle più attuali di mortalità

I tumori al colon retto sono la terza causa di morte dopo polmone e prostata - A livello nazionale il registro mostra un'incidenza della patologia oncologica leggermente più bassa della media nazionale e di circa il 10% inferiore inferiore a quella dei registri tumori dell'Italia settentrionale - Però il tumore allo stomaco spicca con incidenze maggiori rispetto alle altre realtà.


Il primo registro tumori di Cremona e provincia è approdato alla conclusione Ecco le principali evidenze.
Approda con i suoi atti al 2006 e dunque siamo abbastanza lontani dalla attualità, valutato che nel periodo i trasferimenti delle persone possono aver significativamente modificato il quadro. Ed ecco il estrema sintesi il quadro riferito appunto al 2006. Tra gli uomini le sedi tumorali con più casi sono state il polmone (372 casi), la prostata (369), il colon e il retto (328). Tra le donne emerge come sede tumorale la mammella (594 casi, più di un quarto dei tumori femminili registrati nel biennio 2005- 2006), il colon e il retto (249), il polmone (212).
Si sostiene, riferito al periodo del registro tumori, che l'analisi " dei dati standardizzati ha mostrato un'incidenza della patologia oncologica leggermente più bassa della media nazionale e di circa il 10% inferiore inferiore a quella dei registri tumori dell'Italia settentrionale. Sono stati osservati tassi lievemente superiori alla media nazionale per esofago, pancreas, fegato, colecisti e vie biliari, ma soprattutto c'è un organo che spicca con incidenze maggiori rispetto alle altre realtà: è lo stomaco, sopratutto tra gli uomini, con la conferma dell'elevata mortalità per carcinoma gastrico.
Passiamo ai dati riferiti alla attività di prevenzione per l'anno 2010. Ed ecco i dati aggiornati dai quali si può evidenziare che nell'attualità:

- se il tumore della mammella rimane la prima causa di morte per le donne nella nostra provincia, l'introduzione dello screening esteso a tutte le donne tra i 50 ed i 69 anni sta producendo una riduzione della mortalità ed una evidente riduzione dei ricoveri nelle donne in fasce d'età più elevate,

- i controlli e le azioni di formazione attuati nei settori lavorativi hanno indotto una riduzione degli incidenti sul lavoro che pare confermarsi negli anni, a fronte di una particolare criticità nell'ambito del lavoro agricolo che caratterizza il nostro contesto

- nel settore degli alimenti la sorveglianza condotta ha grandemente ridotto le malattie legate al consumo non domestico, mentre anche la formazione e l'informazione hanno aumentato la consapevolezza degli addetti alle industrie alimentari ed introdotto un nuovo linguaggio nell'educazione alla salute

- i tumori del colon-retto rappresentano ancora la terza causa di morte per tumore; poiché lo screening rappresenta un intervento di prevenzione primaria, ovvero individua anche i precursori dei tumori, la sua diffusione ha permesso di ottenere una netta riduzione del numero dei ricoveri, con tendenziale riduzione della mortalità.

- la diffusione ormai quasi universale delle vaccinazioni ha permesso di ridurre talune malattie a casi sporadici.

Uccidono più dei tumori le malattie dell'apparato cardiocircolatorio

Le statistiche internazionali per le polveri sottili

La legge prevede un limite medio giornaliero di 50 microgrammi/metrocubo da non superare per più di 35 giorni in un anno. Nel solo mese di gennaio Cremona ha già superato 18 volte il limite e sabato ha stabilito il nuovo record a 118 PM 10, ben oltre il doppio del livello di guardia. Nel 2009 Cremona ha superato 83 volte il limite e si è classificata al 18° posto nell'elenco delle peggiori città italiane.

Ma sui dati rilevati a Cremona in particolare nel quartiere Po , i rappresentanti di zona non sono molto convinti:

Caro Direttore,
il Comitato Spontaneo Quartiere Po ha ricevuto nei giorni scorsi dall’ARPA, i dati che aveva richiesto sui valori inquinanti dell’aria Pm10, rilevati dal 1 novembre 2009 nella centralina di Piazza Cadorna. I suddetti dati riguardano i valori di 75 giorni dal 28/11/09 all’11/2/2010. La prima osservazione è che mancano i dati del mese di novembre. La seconda osservazione è che per ben 31 giorni, secondo quanto è stato dichiarato dall’ARPA, la centralina di piazza Cadorna, avrebbe avuto ”una serie di avarie intervenute sull’apparecchiatura di campionamento”. La terza osservazione è che nei restanti 44 giorni, per ben 17 giorni il Pm10 di Piazza Cadorna è inferiore a quello rilevato nella centralina di via Fatebenefratelli. Quest’ultimo dato, secondo buon senso, risulta sorprendente, considerato il volume di traffico che quotidianamente transita da Piazza Cadorna rispetto a quello più modesto di via Fatebenefratelli (quartiere Zaist).
Ci auguriamo che per un problema così importante ci siano rilevamenti costanti, ininterrotti e portati alla conoscenza della cittadinanza e che vengano rilevati in futuro anche i ben più pericolosi inquinanti Pm 2,5 e Pm 1 che, secondo Alberto Pesci pneumologo all’Azienda ospedaliera San Gerardo di Monza e professore all’Università Bicocca, “il particolato sotto i 2,5 micron arriva agli alveoli insieme all’ossigeno e può essere direttamente assorbito….e può danneggiare vasi e apparato cardiaco, quindi anche altri organi”.
Il Comitato spontaneo quartiere Po

Via Fatebenefratelli dov'è?

Molti lettori ci hanno chiesto dove si trova via Fatabenefratelli. Basta un qualsiasi rilevatore satellitare per averne idea. E' collocatain una posizione maliziosa, francamente. Si trova infatti dalla parte opposta della città rispetto agli insediamenti della zona industriale. É nel quartiere Zaist, circondata da verde anche a una certa distanza, come si può notare dalla riproduzione a sinistra. É altrettanto pur vero - peraltro - che il nucleo molto alberato nel quale si trova la centralina è inserito tra la circonvallazione Zaist e la via Mantova, notevolmente trafficate.

Tutto ciò può far concludere- ed è accaduto in una controversa rilevazione dell'ARPA, in opposizione con un rilevamento del Politecnico - che le polveri sottili rilevate da questa centralina siano prevalentemente provocate dal traffico delle auto. L'ARPA ha infatti affermato che SECONDO UN MODELLO MATEMATICO di dispersione delle polveri di Tamoil Raffinazione, Acciaieria Arvedi, Arvedi Tubi Acciaio, Consorzio Agrario, Termovalorizzatore Aem, la loro distribuzione di PM10 è pari all'1%.

Il Politecnico, invece, era giunto a tutt'altro esito in una analisi ambientale che peraltro risale del 2003 (ma che conserva ancora valore: semmai si è andati al peggio) : secondo i suoi dati le PM 10 avevano queste principali fonti sorgenti:

- riscaldamento civile 14% (media tra un valore minimo dell'8% e un massimo del 19%)
- sorgenti industriali: 63% [minimo 59' - massimo 88%):
- traffico: 23% [minimo 22% - massimo 24%).

Se si dà ragione alla analisi del Politecnico, il blocco del traffico può avere soltanto un valore educativo (qualcuno afferma demagogico). Nessuno che abbia buon senso può infatti pensare che un alt delle auto per un giorno possa mutare una situazione che richiederebbe coraggiosi e radicali provvedimenti, allargandosi persino alla idea che si ha del progresso. In quest'ottica, il fatto che sia caduta la neve non dovrebbe cambiare la decisione del blocco. E' un ammonimento, e tale resta, non diamo a questa operazione altro valore.

Restando immutate le condizioni attuali di dispersione delle pM 10 in città, un netto miglioramento si può avere soltanto con l'aiuto dei venti. Un buontempone affermò che per migliorare le condizioni dell'aria nella pianura padana, una delle aree più inquinate del mondo (leggere il servizio sulla brown cloud padana), bisognerebbe spianare il Turchino. Ma qualche provvedimento si può prendere. La Rhur, in Germania è stata trasformata, ad esempio, in una zona di villeggiatura. Ed era l'area più inquinata da PM10 del mondo. C'è l'altra faccia della medaglia, poco gradevole per la popolazione padana. L'assenza di venti è favorevole al previsto insediamento di centrali nucleari. Ci mancherebbe anche questa, ma è così.

Indagine in 357 centri europei : per PM 10 Cremona è quinta in Italia nel 2010 e sesta a novembre 2011 secondo i dati di Legambiente

Una condanna: si limiterà il traffico o si studieranno percorsi ancora più lunghi attorno al centro storico?

Cremona ha un'aria malata. Molto malata. E non solo per la tabella che pubblichiamo a sinistra aggiornata al 24 dicembre. Riesce a classificarsi quinta nel dato definitivo del 2010 per numero di giorni di «allarme Pm10» (in cui viene superata nell’atmosfera la quota limite di 50 microgrammi di polveri sottili per ogni metro cubod’aria). Ce lo dice l’Unione Europea con il conforto di Eurostat, mettendoci a confronto anche con le capitale europee.

Ecco le tabelle da tempo pubblicate da Il Vascello ma sulle quali troppi a Cremona, anche nei partiti e negli organi istituzionali hanno sempre cercato di glissare, diminuendo al limite della irresponsabilità il loro peso accusatorio e continuando a minimizzare gli effetti di alcune presenze fortemente inquinanti (e pericolosissime).

Nell'insieme è un quadro non certo lusinghiero per l’Italia, seppure con qualche correzione che può emergere da un esame più approfondito. Sulle emissioni inquinanti a Cremona vedi anche Eventiter.htm.

A destra le tabelle pubblicate da "Il Corriere riferite a tutto il 2010. Sempre a proposito di inquinamento e di controllo della città, il Piano antismog per il contenimento dell’inquinamento atmosferico fino al 15 aprile 2009 rispetto al precedente, prevede poche ma sostanziali novità: l’estensione delle limitazioni della circolazione alle strade provinciali, la deroga di tali limitazioni alle auto d’epoca ed ai mezzi pesanti diesel dotati di filtro. La Regione ha inoltre deciso di aggiungere i veicoli diesel Euro 2 alla lista dei mezzi sottoposti al fermo del traffico a partire dal 15 ottobre 2009. Secondo il Rapporto sulla qualità dell’aria di Cremona e Provincia, pubblicato da Arpa, il parco veicolare cremonese aggiornato al 31 dicembre 2005, comprende 218.991 mezzi.

Gli inquinanti in Lombardia e a Cremona nel 2007 secondo l'ARPA

Un'altra tabella sulle emissioni Tamoil, aggiornata al 2006

Caro Direttore,

in merito alla questione Tamoil, tra inquinamenti del passato e attuali, dichiarazioni rassicuranti da parte di chi dovrebbe tutelare la nostra salute e sporadici incontri di un inutile Osservatorio creato ad arte, il tempo passa e la situazione appare, a noi cittadini, sempre oscura: nessuno ci ha ancora spiegato con parole chiare cosa è successo, cosa sta succedendo e quindi quali sono state e quali saranno le conseguenze sull'ambiente e sulla salute nostra e dei nostri figli. Sorprendentemente e inspiegabilmente, va sempre tutto bene, è tutto sotto controllo.

Ho messo insieme allora i dati (pubblici) reperibili sul sito INES-EPER www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/ , compresi quelli nuovi relativi all'anno 2006, delle emissioni in acqua e aria (espresse in kg e Mg per anno). Oltre al nichel in acqua abbiamo una nuova entrata, il selenio nell'aria: sarebbe interessante conoscere gli effetti sulla salute di questa "miscela" che ci viene regalata, ma forse sono io che sbaglio, dovrei dire che siamo fortunati, il selenio infatti è ottimo per la salute (elimina i radicali liberi...). Il 2006 non è passato da molto: siamo proprio sicuri che vada sempre tutto bene?

Carlo Inzaghi



Ecco cosa ci costa in inquinamento l'apertura della ZTL

206 tonnellate/anno di CO2!

Caro direttore,
leggendo alcuni dati riguardanti la ZTL di Cremona - avverto che sono contrario all’apertura (se non per casi eccezionali quali disabili, carico-scarico commerciale, …- ho provato fare qualche calcolo sull’inquinamento.
L’inquinamento medio delle auto moderne è molto inferiore a quello di auto datate e si attesta mediamente intorno a questi valori (emissioni medie di anidride carbonica CO2):

vetture a benzina: 205 g/Km
vetture diesel: 167 g/Km
vetture gpl: 154 g/Km
vetture gas metano: 148 g/Km
(dati studio LeasePlan 2008/2009)

Gli inquinanti emessi dai motori sono di diversa natura, a seconda del tipo di veicolo e del tipo di motore. I principali sono: monossido di carbonio (CO), gli ossidi di azoto (NOx), gli idrocarburi incombusti (HC), il benzene e il particolato (PM).
I veicoli alimentati a benzina producono principalmente monossido di carbonio, idrocarburi aromatici e ossidi di azoto mentre quelli diesel particolato e ossidi di azoto.
I veicoli circolanti nelle nostre città sono di svariata natura: a parte i ciclomotori, tra le autovetture: auto a benzina catalizzate, a benzina non catalizzate, a GPL, a GN (metano) e i diesel.
I veicoli medi per uso commerciale e pesanti (bus, camion) sono per la stragrande maggioranza diesel.
Sotto un profilo statistico: L'inquinante CO è emesso per circa l'80% dalle auto a benzina non catalizzate; un contributo molto inferiore (circa 9%) è dato dai ciclomotori, soprattutto per la minore percorrenza chilometrica. Le auto a benzina catalizzate e le auto a GPL non catalizzate contribuiscono per circa il 4% in ciascun caso soprattutto per l'efficienza dei catalizzatori o per la scarsa numerosità, rispettivamente.
Pari al solo 2% appare invece il contributo totale dei veicoli con motore diesel, nei quali sono compresi, come detto, quasi tutti i veicoli “pesanti”.
Per altro i calcoli effettuati si riferiscono a vetture moderne, mentre l’età media delle auto in Italia è la seguente (anche se con gli incentivi il parco macchine si sta notevolmente svecchiando): 9 anni e 4 mesi per i modelli a benzina ; 4 anni e 4 mesi gasolio; 11 anni e 7 mesi per le altre alimentazioni; 7 anni e 6 mesi in media (analisi statistica Direzione Studi e Ricerche dell’ACI).

Prendendo in considerazione il caso della ZTL di Cremona si può calcolare all’incirca questa tipologia di inquinamento:

Mezzi totali: 2300 (giornale la Provincia)
Media mezzi benzina: 42,32%=973
Media mezzi diesel: 51=1163
Media GPL: 3,43%=79
Media Metano: 3,66% =84

- Lunghezza percorso ZTL (Calcoli via Michelin) Via Manzoni – C.so Vittorio Emanuele: 0,8 Km- Via Battisti – Via Virgilio: 0,5 Km; Corso Campi-Via Boldori: 0,2 Km; Via Gramsci-C.so Vittorio Emanuele: 0,5 Km; Totale Percorso: 2 Km
CALCOLO INQUINAMENTO:

Benzina: 973 mezzi*2Km*205g/Km= 398930 g
Diesel: 1163 mezzi*2Km*167g/Km= 388442 g
Gpl: 79 mezzi*2Km*154g/Km= 24332 g
Metano: 84 mezzi*2Km*148g/Km= 24864 g
Totale: 836568 g = 837 Kg circa

Ogni giorno (i calcoli sono fatti non ad orario ma a lunghezza del percorso) vengono “scaricati” ben 837 Kg di emissione inquinante (CO2). Se calcolate su tutti i giorni dell’anno in cui la ZTL è aperta, arrivate presto a cifre impressionanti: -giorni in un anno: 365 ; giorni festivi in un anno: 15 (mediamente); sabati in un anno: 52; domeniche in un anno: 52; giorni apertura ZTL: 246
Totale Kg in un anno: 836,658Kg/gg*246gg = 205817,868 Kg = 206 tonnellate circa all’anno di CO2 (calcoli con macchine moderne..quindi la cifra è sicuramente maggiore nella realtà)

Fabrizio Lanzi





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di Dom, 4 dic 2011