Cronache di Cremona e provincia


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A proposito del'allarme lanciato in Parlamento dal ministro della salute Fazio

L'Istat ci ha dato poco rassicuranti notizie sulla salute dei cremonesi nel 2006: restiamo tra i primi in Italia nelle graduatorie per tumori, ma i maggiori decessi si sono avuti per malattie cardiovascolari

Tutti i 3687 decessi di quell'anno (tumori 1274, cardiovascolari 1347)

Nel 2010 sono previsti oltre due milioni di pazienti dei tumori in Italia. Il problema oncologico è quindi - lo spiegato il ministro della Salute Ferruccio Fazio rispondendo in Aula alla Camera il 13 gennaio all'interrogazione promossa da Lucio Barani del Pdl - una delle priorità del ministero. Per Fazio è evidente la necessità di un'adeguata programmazione dello sviluppo tecnologico e sull'utilizzo delle risorse disponibili. Per questo motivo - ha annunciato il titolare della Sanità - il ministero ha sviluppato un piano triennale oncologico che intende affrontare tutti i problemi connessi all'oncologia: dalla prevenzione alle cure palliative.

A Lodi il maggior tasso, Cremona seconda

Queste notizie toccano da vicino Cremona, secondo dati elaborati dall'Istat che si riferiscono al 2006 e che si confrontano con dati e conferme anche in chiave europea . In Lombardia il più elevato tasso di mortalità per tumori spetta a Lodi con 33,6 decessi ogni diecimila abitanti, ma subito dopo viene Cremona con 31,6. Seguono Bergamo con 31,2, Sondro 30,2, Brescia con 30,1, Pavia con 29, Milano con 28,9, poi Varese, Como e Mantova che di poco superano i 27 casi.
Cremona supera le metropoli per decessi da tumore e non solo Milano, come si è visto, ma anche Roma e Genova appaiate a 27,9 e Torino con 27,2.
Da notare, e giunge come un atto di accusa alla scarsa tutela effettiva dell'ambiente e della qualità dell'aria che si registrano a Cremona, che la media nazionale di mortalità per tumore nella media nazionale è di 26,6 decessi ogni diecimila abitanti. Cremona supera questa quota di ben 5 punti percentuali! In totale a Cremona nel 2006 i decessi per tumore sono stati 1274.
La mortalità per tumori mostra una forte caratterizzazione territoriale, con il Mezzogiorno che presenta tassi standardizzati più bassi rispetto al Centro-nord (24,6 contro 27,6 decessi per diecimila abitanti, rispettivamente), configurando quindi un differenziale territoriale sostanzialmente opposto a quello evidenziato dalla mortalità per malattie cardiovascolari. In questo contesto, un’eccezione è rappresentata dalla provincia di Napoli, dove il tasso standardizzato di mortalità per tumori (circa 29 decessi per diecimila abitanti) è superiore a quello medio italiano (26,6 per diecimila abitanti). La provincia con il tasso di mortalità più basso è Vibo Valentia (19,4).

Più letali le malattie cardiovascolari

Per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, la morte è prevalente in quasi tutte le province, a esclusione di Milano, Brescia, Ravenna e Carbonia-Iglesias dove la prima causa di morte è rappresentata dai tumori. A Cremona invece nel 2006 sono in testa le malattie cardiovascolari dche hanno provocato 1347 decessi.

Tra i livelli più elevati la mortalità infantile

E non andiamo bene neppure con i dati relativi alla mortalità infantile.Tra le province con i tassi più elevati, si collocano Enna (7,4 morti nel primo anno di vita per mille nati vivi), quattro province calabre su cinque (Reggio di Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza) e ancora Benevento, Oristano, Cremona e Asti (tutte con valori superiori a 5,5 per mille).

Ci attrezziamo con un forte progresso nel numero delle imprese sociali

Tutto ciò esige un grande impegno. Ed ecco un dato confortante in un panorama assolutamente fosco: Cremona ha fatto registrare nel 2009 un salto in avanti nel conto delle imprese sociali: +70,6 per cento!
In Lombardia, negli ultimi cinque anni è aumentato del 62% il numero di case di riposo, strutture infermieristiche per anziani, asili nido, strutture per minori disabili, iniziative di assistenza domiciliare, arrivando a sfiorare le 2.000 unità (+7,5% rispetto al 2008). Lo dice la Camera di Commercio di Milano
A livello provinciale, Milano è in testa con 692 imprese sociali (il 35,4% del totale lombardo), seguita da Brescia (218 imprese, 11,2% lombardo), Varese (193 imprese) e Bergamo (182 imprese). E se in cinque anni il settore del sociale in Lombardia cresce di oltre il 62% contro circa il 50% della media italiana, il vero boom si è ma.nifestato nelle province di Milano (+86,8%), Varese (+78,7%) e Cremona (+70,6%), secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano basandosi sul registro delle imprese al terzo trimestre 2009, 2008 e 2004

Le statistiche internazionali

La legge prevede un limite medio giornaliero di 50 microgrammi/metrocubo da non superare per più di 35 giorni in un anno. Nel solo mese di gennaio Cremona ha già superato 18 volte il limite e sabato ha stabilito il nuovo record a 118 PM 10, ben oltre il doppio del livello di guardia. Nel 2009 Cremona ha superato 83 volte il limite e si è classificata al 18° posto nell'elenco delle peggiori città italiane.

Ma sui dati rilevati a Cremona in particolare nel quartiere Po , i rappresentanti di zona non sono molto convinti:

Caro Direttore,
il Comitato Spontaneo Quartiere Po ha ricevuto nei giorni scorsi dall’ARPA, i dati che aveva richiesto sui valori inquinanti dell’aria Pm10, rilevati dal 1 novembre 2009 nella centralina di Piazza Cadorna. I suddetti dati riguardano i valori di 75 giorni dal 28/11/09 all’11/2/2010. La prima osservazione è che mancano i dati del mese di novembre. La seconda osservazione è che per ben 31 giorni, secondo quanto è stato dichiarato dall’ARPA, la centralina di piazza Cadorna, avrebbe avuto ”una serie di avarie intervenute sull’apparecchiatura di campionamento”. La terza osservazione è che nei restanti 44 giorni, per ben 17 giorni il Pm10 di Piazza Cadorna è inferiore a quello rilevato nella centralina di via Fatebenefratelli. Quest’ultimo dato, secondo buon senso, risulta sorprendente, considerato il volume di traffico che quotidianamente transita da Piazza Cadorna rispetto a quello più modesto di via Fatebenefratelli (quartiere Zaist).
Ci auguriamo che per un problema così importante ci siano rilevamenti costanti, ininterrotti e portati alla conoscenza della cittadinanza e che vengano rilevati in futuro anche i ben più pericolosi inquinanti Pm 2,5 e Pm 1 che, secondo Alberto Pesci pneumologo all’Azienda ospedaliera San Gerardo di Monza e professore all’Università Bicocca, “il particolato sotto i 2,5 micron arriva agli alveoli insieme all’ossigeno e può essere direttamente assorbito….e può danneggiare vasi e apparato cardiaco, quindi anche altri organi”.
Il Comitato spontaneo quartiere Po

Via Fatebenefratelli dov'è?

Molti lettori ci hanno chiesto dove si trova via Fatabenefratelli. Basta un qualsiasi rilevatore satellitare per averne idea. E' collocatain una posizione maliziosa, francamente. Si trova infatti dalla parte opposta della città rispetto agli insediamenti della zona industriale. É nel quartiere Zaist, circondata da verde anche a una certa distanza, come si può notare dalla riproduzione a sinistra. É altrettanto pur vero - peraltro - che il nucleo molto alberato nel quale si trova la centralina è inserito tra la circonvallazione Zaist e la via Mantova, notevolmente trafficate.

Tutto ciò può far concludere- ed è accaduto in una controversa rilevazione dell'ARPA, in opposizione con un rilevamento del Politecnico - che le polveri sottili rilevate da questa centralina siano prevalentemente provocate dal traffico delle auto. L'ARPA ha infatti affermato che SECONDO UN MODELLO MATEMATICO di dispersione delle polveri di Tamoil Raffinazione, Acciaieria Arvedi, Arvedi Tubi Acciaio, Consorzio Agrario, Termovalorizzatore Aem, la loro distribuzione di PM10 è pari all'1%.

Il Politecnico, invece, era giunto a tutt'altro esito in una analisi ambientale che peraltro risale del 2003 (ma che conserva ancora valore: semmai si è andati al peggio) : secondo i suoi dati le PM 10 avevano queste principali fonti sorgenti:

- riscaldamento civile 14% (media tra un valore minimo dell'8% e un massimo del 19%)
- sorgenti industriali: 63% [minimo 59' - massimo 88%):
- traffico: 23% [minimo 22% - massimo 24%).

Se si dà ragione alla analisi del Politecnico, il blocco del traffico può avere soltanto un valore educativo (qualcuno afferma demagogico). Nessuno che abbia buon senso può infatti pensare che un alt delle auto per un giorno possa mutare una situazione che richiederebbe coraggiosi e radicali provvedimenti, allargandosi persino alla idea che si ha del progresso. In quest'ottica, il fatto che sia caduta la neve non dovrebbe cambiare la decisione del blocco. E' un ammonimento, e tale resta, non diamo a questa operazione altro valore.

Restando immutate le condizioni attuali di dispersione delle pM 10 in città, un netto miglioramento si può avere soltanto con l'aiuto dei venti. Un buontempone affermò che per migliorare le condizioni dell'aria nella pianura padana, una delle aree più inquinate del mondo (leggere il servizio sulla brown cloud padana), bisognerebbe spianare il Turchino. Ma qualche provvedimento si può prendere. La Rhur, in Germania è stata trasformata, ad esempio, in una zona di villeggiatura. Ed era l'area più inquinata da PM10 del mondo. C'è l'altra faccia della medaglia, poco gradevole per la popolazione padana. L'assenza di venti è favorevole al previsto insediamento di centrali nucleari. Ci mancherebbe anche questa, ma è così.

Indagine in 357 centri europei : per PM 10 Cremona è quinta in Italia

Una condanna: si limiterà il traffico o si studieranno percorsi ancora più lunghi attorno al centro storico?

Cremona ha un'aria malata. Molto malata. E non solo per la tabella che pubblichiamo a destra. Riesce a classificarsi quinta città d'Italia per numero di giorni di «allarme Pm10» (in cui viene superata nell’atmosfera la quota limite di 50 microgrammi di polveri sottili per ogni metro la conferma dellecubod’aria). Ce lo dice l’Unione Europea con il conforto di Eurostat. Ecco le tabelle da tempo pubblicate da Il Vascello ma sulle quali troppi a Cremona, anche nei partiti e negli organi istituzionali hanno sempre cercato di glissare, diminuendo al limite della irresponsabilità il loro peso accusatorio e continuando a minimizzare gli effetti di alcune presenze fortemente inquinanti (e pericolosissime). Nell'insieme è un quadro non certo lusinghiero per l’Italia, seppure con qualche correzione che può emergere da un esame più approfondito. E anche con alcune sorprese. Per esempio, secondo queste statistiche, se è vero che reati violenti e furti sembrano rampanti in alcune nostre città, l’allarme sicurezza di cui spesso parlano i telegiornali non appare però direttamente e necessariamente legato alla presenza di stranieri.


Anzi: vi sono nazioni e città d’Europa che ospitano molti più stranieri, e sono molto più sicure. La percentuale media di extracomunitari sul totale della popolazione è del 4,16 in Italia, ma del 9,17 in Germania, e del 5,43 in Spagna. I centri per immigrati sono molto più affollati in Germania, che in Italia:. Anche in questa statistica Cremona figura molto in alto, al nono posto. E qui il dato è favorevole nel rapporto extracomunitari - sicurezza.

Sulle emissioni inquinanti a Cremona vedi anche Eventiter.htm. A lato le tabelle pubblicate da "Il Corriere. Sempre a proposito di inquinamento e di controllo della città, il Piano antismog per il contenimento dell’inquinamento atmosferico fino al 15 aprile 2009 rispetto al precedente, prevede poche ma sostanziali novità: l’estensione delle limitazioni della circolazione alle strade provinciali, la deroga di tali limitazioni alle auto d’epoca ed ai mezzi pesanti diesel dotati di filtro. La Regione ha inoltre deciso di aggiungere i veicoli diesel Euro 2 alla lista dei mezzi sottoposti al fermo del traffico a partire dal 15 ottobre 2009. Secondo il Rapporto sulla qualità dell’aria di Cremona e Provincia, pubblicato da Arpa, il parco veicolare cremonese aggiornato al 31 dicembre 2005, comprende 218.991 mezzi.

Gli inquinanti in Lombardia e a Cremona nel 2007 secondo l'ARPA

Un'altra tabella sulle emissioni Tamoil, aggiornata al 2006

Caro Direttore,

in merito alla questione Tamoil, tra inquinamenti del passato e attuali, dichiarazioni rassicuranti da parte di chi dovrebbe tutelare la nostra salute e sporadici incontri di un inutile Osservatorio creato ad arte, il tempo passa e la situazione appare, a noi cittadini, sempre oscura: nessuno ci ha ancora spiegato con parole chiare cosa è successo, cosa sta succedendo e quindi quali sono state e quali saranno le conseguenze sull'ambiente e sulla salute nostra e dei nostri figli. Sorprendentemente e inspiegabilmente, va sempre tutto bene, è tutto sotto controllo.

Ho messo insieme allora i dati (pubblici) reperibili sul sito INES-EPER www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/ , compresi quelli nuovi relativi all'anno 2006, delle emissioni in acqua e aria (espresse in kg e Mg per anno). Oltre al nichel in acqua abbiamo una nuova entrata, il selenio nell'aria: sarebbe interessante conoscere gli effetti sulla salute di questa "miscela" che ci viene regalata, ma forse sono io che sbaglio, dovrei dire che siamo fortunati, il selenio infatti è ottimo per la salute (elimina i radicali liberi...). Il 2006 non è passato da molto: siamo proprio sicuri che vada sempre tutto bene?

Carlo Inzaghi



Ecco cosa ci costa in inquinamento l'apertura della ZTL

206 tonnellate/anno di CO2!

Caro direttore,
leggendo alcuni dati riguardanti la ZTL di Cremona - avverto che sono contrario all’apertura (se non per casi eccezionali quali disabili, carico-scarico commerciale, …- ho provato fare qualche calcolo sull’inquinamento.
L’inquinamento medio delle auto moderne è molto inferiore a quello di auto datate e si attesta mediamente intorno a questi valori (emissioni medie di anidride carbonica CO2):

vetture a benzina: 205 g/Km
vetture diesel: 167 g/Km
vetture gpl: 154 g/Km
vetture gas metano: 148 g/Km
(dati studio LeasePlan 2008/2009)

Gli inquinanti emessi dai motori sono di diversa natura, a seconda del tipo di veicolo e del tipo di motore. I principali sono: monossido di carbonio (CO), gli ossidi di azoto (NOx), gli idrocarburi incombusti (HC), il benzene e il particolato (PM).
I veicoli alimentati a benzina producono principalmente monossido di carbonio, idrocarburi aromatici e ossidi di azoto mentre quelli diesel particolato e ossidi di azoto.
I veicoli circolanti nelle nostre città sono di svariata natura: a parte i ciclomotori, tra le autovetture: auto a benzina catalizzate, a benzina non catalizzate, a GPL, a GN (metano) e i diesel.
I veicoli medi per uso commerciale e pesanti (bus, camion) sono per la stragrande maggioranza diesel.
Sotto un profilo statistico: L'inquinante CO è emesso per circa l'80% dalle auto a benzina non catalizzate; un contributo molto inferiore (circa 9%) è dato dai ciclomotori, soprattutto per la minore percorrenza chilometrica. Le auto a benzina catalizzate e le auto a GPL non catalizzate contribuiscono per circa il 4% in ciascun caso soprattutto per l'efficienza dei catalizzatori o per la scarsa numerosità, rispettivamente.
Pari al solo 2% appare invece il contributo totale dei veicoli con motore diesel, nei quali sono compresi, come detto, quasi tutti i veicoli “pesanti”.
Per altro i calcoli effettuati si riferiscono a vetture moderne, mentre l’età media delle auto in Italia è la seguente (anche se con gli incentivi il parco macchine si sta notevolmente svecchiando): 9 anni e 4 mesi per i modelli a benzina ; 4 anni e 4 mesi gasolio; 11 anni e 7 mesi per le altre alimentazioni; 7 anni e 6 mesi in media (analisi statistica Direzione Studi e Ricerche dell’ACI).

Prendendo in considerazione il caso della ZTL di Cremona si può calcolare all’incirca questa tipologia di inquinamento:

Mezzi totali: 2300 (giornale la Provincia)
Media mezzi benzina: 42,32%=973
Media mezzi diesel: 51=1163
Media GPL: 3,43%=79
Media Metano: 3,66% =84

- Lunghezza percorso ZTL (Calcoli via Michelin) Via Manzoni – C.so Vittorio Emanuele: 0,8 Km- Via Battisti – Via Virgilio: 0,5 Km; Corso Campi-Via Boldori: 0,2 Km; Via Gramsci-C.so Vittorio Emanuele: 0,5 Km; Totale Percorso: 2 Km
CALCOLO INQUINAMENTO:

Benzina: 973 mezzi*2Km*205g/Km= 398930 g
Diesel: 1163 mezzi*2Km*167g/Km= 388442 g
Gpl: 79 mezzi*2Km*154g/Km= 24332 g
Metano: 84 mezzi*2Km*148g/Km= 24864 g
Totale: 836568 g = 837 Kg circa

Ogni giorno (i calcoli sono fatti non ad orario ma a lunghezza del percorso) vengono “scaricati” ben 837 Kg di emissione inquinante (CO2). Se calcolate su tutti i giorni dell’anno in cui la ZTL è aperta, arrivate presto a cifre impressionanti: -giorni in un anno: 365 ; giorni festivi in un anno: 15 (mediamente); sabati in un anno: 52; domeniche in un anno: 52; giorni apertura ZTL: 246
Totale Kg in un anno: 836,658Kg/gg*246gg = 205817,868 Kg = 206 tonnellate circa all’anno di CO2 (calcoli con macchine moderne..quindi la cifra è sicuramente maggiore nella realtà)

Fabrizio Lanzi





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di Gio, 4 mar 2010