Il presidente del tribunale di Cremona, Carlo Maria Grillo ha ottenuto dal 4 agosto e per sei mesi l’applicazione extradistrettuale (ovvero al di fuori del distretto della Corte di Appello di Brescia al quale appartiene il tribunale cremonese) del giudice istruttore e gip del tribunale di Milano Guido Salvini, 56 anni, notissimo per avere indagato sulla strage di piazza Fontana, sulle nuove Brigate Rosse e pure su casi di criminalità economico finanziaria come Parmalat ed Enipower.
Ha affrontato anche il caso dell’imam Abu Omar, rapito dalla Cia, ha convalidato il carcere di Mourad Trabelsi, l’ex imam di Cremona nel 2003.
Insomma un giudice estremamente impegnato e nel contempo in prima linea, dunque in una posizione strategica nella lotta non solo contro il terrorismo ma contro la mafia nel nostro Paese, specialmente nel preoccupantissimo quadro Lombardo. Anche nella fase attuale.
Carlo Maria Grillo parla di assegnargli i processi quando il il presidente della sezione penale Grazia Lapalorcia si trasferirà in Cassazione.
Certo Guido Salvini dovrebbe avere disponibilità di tempo e facoltà quasi divine per far fronte alle mille sollecitazioni che provengono anche oggi, da fatti attuali, dove risulta in primissima linea, con interventi risolutivi, specialmente nel campo minato delle tanto discusse intercettazioni.
L’applicazione del gip a Cremona avviene dopo alcuni fatti .
Guido Salvini è stato trasferito dall'ufficio del giudice delle indagini preliminari al tribunale del Riesame dal presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, sulla base delle nuove norme che impongono ai magistrati di non ricoprire per più di 10 anni lo stesso incarico. Contro un precedente e simile provvedimento del Tribunale, a novembre Salvini aveva presentato ricorso al Tar ottenendo la sospensione del trasferimento .
Oggi Salvini entra di forza sulle operazioni anti ’ndrangheta a Milano alle quale le intercettazioni da lui disposte “hanno dato- a detta degli inquirenti- un contributo fondamentale”.
Riguardano la cosca dei Valle, la quale nell'ambito di un progetto di riqualificazione di un'area "in virtù del prossimo Expo" ha ottenuto licenze per aprire "un 'mini casinò", una discoteca e anche attività di ristorazione" nel comune di Pero (Milano). “Il tutto - ha poi scritto il gip Giuseppe Gennari - grazie "all'interessamento" di Davide Valia, assessore comunale a Pero, indagato. In un'intercettazione telefonica Adolfo Mandelli, architetto arrestato, dice: "Minchia, meglio di Davide che è a Pero... Cosa dobbiamo avere".
Anche in un'informativa della squadra mobile di Milano, del 25 febbraio scorso, si legge dei rapporti fra amministratori pubblici e appartenenti alla cosca, guidata dal boss Francesco Valle, salito in Lombardia negli anni Settanta dopo una faida a Reggio Calabria. Gli investigatori scrivono che i Valle, grazie alle conoscenze di Fortunato Valle (arrestato e figlio di Francesco) con amministratori pubblici locali e all'ausilio di Mandelli Adolfo e Cusenza Riccardo (anche lui arrestato) sono riusciti ad allargare la loro "sfera di influenza interessandosi a operazioni legate alle costruzioni immobiliari" e ad altre attività imprenditoriali "nella zona di Rho-Pero" in previsione "del prossimo Expo".
Guido Salvini. come presidente del Tribunale del Riesame, ha inoltre detto una parola importante nell'ambito dell'inchiesta che riempie la pagine dei giornali in questi giorni, su presunte irregolarita' nelle bonifiche dell'area Santa Giulia.
Salvini ha detto 'no' all'imprenditore Giuseppe Grossi, indagato anche per avvelenamento delle acque, discarica abusiva e smaltimento illecito dei rifiuti dopo il sequestro dell'area Santa Giulia. Nell’ambito di questa inchiesta Giuseppe Grossi rivoleva indietro i 50mila euro che gli erano stati sequestrati, in contanti, il giorno del suo arresto, il 20 ottobre di un anno fa, quando fini' in manette per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, truffa e riciclaggio”.
Si ricava dalle imputazioni - spiegano i giudici - che l'imputato e i suoi complici avrebbero occultato e trasferito all'estero una parte importante del patrimonio e sono quindi in grado di porre in essere qualsiasi artifizio finalizzato a sottrarre spese dovute allo Stato e a terzi”.
Il procedimento ha comportato sinora, a seguito delle intercettazioni e delle consulenze, spese documentate per circa 60mila euro e quindi la prospettiva di dover attribuire a Grossi spese di giustizia piu' o meno corrispondenti e' un'esigenza reale, tenuto conto che anche un'eventuale istanza di patteggiamento potrebbe comportare una condanna superiore ai due anni, come e' gia' avvenuto per altri coimputati".
Grossi ha raggiunto con la Procura l'accordo (che verra' discusso in un'udienza fissata il 22 settembre) per patteggiare 3 anni e mezzo di carcere e un risarcimento di circa 17 milioni di euro.
Ed ecco il parere di Guido Salvini, non certo tenero vero l’autorità dello Stato, sugli scoperchiamenti dell’ndrangheta in Lombardia.
«Questa operazione sembra bloccare appena in tempo il fenomeno della massa critica, il tentativo di accaparrarsi segmenti plateali di grandi opere pubbliche come l’Expo a Milano quando ancora poco tempo fa il Prefetto, sottovalutando il fenomeno, aveva detto che in Lombardia le organizzazioni mafiose non esistono».
Guido Salvini, ha poi così risposto alla domanda: Qui le mafie prosperano?
«Compiacenza con le organizzazioni locali, debolezza e sottovalutazione hanno permesso la riproduzione delle cosche e la silenziosa rioccupazione di zone di influenza che erano andate quasi del tutto perdute dopo le grandi operazioni di contrasto di vent’anni fa».
Dichiarazioni senza peli sulla lingua.
Dal 4 agosto, Guido Salvini è “applicato per sei mesi a Cremona”. Il tribunale sta vivendo una situazione di emergenza, dovuta a una serie di trasferimenti.