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Pasqua in un Riad a Marrakech, la “città rossa”
Atmosfere esotiche e cucina gourmand al Riad Sable Chaud, dimora di charme nel cuore dell’antica Medina: può essere anche affittato in esclusiva da un gruppo di amici o da una famiglia diventare per qualche giorno la “loro casa”
Trascorrere Pasqua in compagnia di amici o familiari, assaporando l’atmosfera unica di Marrakech, la “città rossa” cinta da 20 km di mura e circondata dal palmeto più esteso del Nord Africa, i colori dei suoi souk traboccanti di merci e profumati di spezie, il relax dei suoi Hammam (dove il benessere e la cura del corpo sono tradizione e cultura antica), i sapori della sua cucina esotica: lo propone il Riad Sable Chaud, raffinata ed accogliente dimora nel cuore della Medina, ovvero la parte antica della città, caratteristica e brulicante di vita. Il riad può essere anche affittato in esclusiva da un gruppo di amici o da una famiglia, diventare per qualche giorno la “loro casa” nella più rinomata località turistica del Marocco, amata da sempre da viaggiatori, artisti, vip.
Oasi di pace ed eleganza riservata ad un numero ristrettissimo di ospiti, che vengono coccolati con mille, discrete, attenzioni, il Riad è una tradizionale dimora marocchina radicalmente ristrutturata e arredata con mobili antichi, oggetti d’arte, decorazioni in un sapiente mix fra spunti etnici africani e raffinatezza europea. Cinque stanze improntate allo "spirito del Marocco" (Africaine, Oasis, Bédouine, Touareg, Berbere), una cuoca eccellente (un vero rito la prima colazione con frutta esotica, dolci e yogurt fatti in casa, il suo nome. Fatima, è davvero evocativo), personale attento a completa disposizione degli ospiti, è il luogo ideale per trascorrere vacanze natalizie al tepore del sole africano: fra i suoi servizi esclusivi, la possibilità di farsi decorare mani e piedi con l’hénnée (secondo la tradizione delle donne marocchine) o andare alla scoperta dell’Atlante e di luoghi inconsueti nei dintorni di Marrakech in auto privata con autista. Si prende il sole sul terrazzo panoramico, ci si fa massaggiare con l’olio d’Argan (pianta dalle mille proprietà estetiche e terapeutiche), si legge, ascolta musica e ci si rilassa comodamente adagiati sui cuscini della grande nicchia nel patio, dove c’è una piccola piscina riscaldata.
Il Sable Chaud si trova vicino a tutto ciò che a Marrakech bisogna assolutamente vedere: piazza Djema El Fnâa (la più grande dell’Africa, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’umanità), i Giardini Majorelle dove riposano le ceneri di Yves St Laurent, i souk regno dello shopping etnico, musei e moschee.
Stanze a partire da 100 € (pernottamento e prima colazione per 2 persone). Affitto Riad in esclusiva a partire da 510 € al giorno Info: www.riadsablechaud.com, e mail:info@riadsablechaud.com

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Al Museo della Scienza e della Tecnica fino a giugnoBuon appetito... in tutti i sensi testo e foto di Sandro Rizzi
MILANO - "Buon appetito. L'alimentazione in tutti i sensi". Titolo accattivante e impegnativo quello della mostra che da domenica 16 ottobre al 24 giugno 2012 è aperta al Museo della Scienza e della Tecnologia di Via San Vittore. Accattivante perché "buon appetito" è frase sempre gradita in tutte le lingue. Impegnativo perché spiegare l'alimentazione "in tutti i sensi" è impresa ardua. Per realizzare la rassegna-lezione, quattro tra i maggiori musei e centri scientifici europei - Cité des Sciences et de l'Industrie di Parigi, Museo della Scienza Leonardo da Vinci di Milano, Heureka di Helsinki e Technopolis di Bruxelles - hanno unito capacità creative, fantasia, esperienza didattica, apportando ciascuno un tocco di originalità. In più l'apporto di sponsor istituzionali e privati - come Nestlé, Electrolux e Coop - completa il quadro: educatori, produttori, consumatori. Forte dei 300mila visitatori già accolti tra Parigi e Helsinki, la mostra, dopo la tappa milanese, proseguirà per il Belgio e la Norvegia (alcune sezioni andranno poi in Corea, Stati Uniti e Messico). A Milano l'apertura coincide con la Giornata mondiale dell'alimentazione voluta dalla Fao. Ma soprattutto questo è il primo passo verso l'attesa Expo 2015 (che avrà per tema proprio "Nutrire il Pianeta, Energia per la vita") sulla quale la metropoli lombarda dovrà saper giocare tutte le sua carte per il rilancio.
"Buon appetito" vuole coinvolgere i ragazzi e le famiglie. Il laboratorio interattivo sull'alimentazione, uno dei più recenti del Museo, sta avendo grande successo tra i giovani e si affiancherà alla mostra per sviluppare la cultura dell'alimentazione. Tutto è utile per centrare il bersaglio: quiz multimediali, pannelli luminosi, giochi, focus di approfondimento, dossier informativi in ambienti che evocano la cucina, il supermercato, lo studio medico. La macchina del corpo umano trasformata in laboratorio chimico, dalla bocca all'intestino, con la regìa del cervello, illustra con chiarezza i passaggi del cibo: si impara di più che da un trattato. Così come una lezione utile ma non retorica viene dalle fotografie (scattate da Peter Menzel) che mostrano famiglie-tipo dei vari continenti ciascuna con tutto il cibo di cui dispone: squilibri e diseguaglianze balzano agli occhi. Mangiare è un'azione pluriquotidiana che ha implicazioni economiche, sociali, etiche, sanitarie, culturali e scientifiche. Mille le domande. Alle risposte si arriva per tentativi, quasi giocando. Ad esempio: qual è il menu più adatto alla Gioconda? Scegli un vassoio con vari piatti assortiti e glielo offri: lei dirà se gradisce o se rifiuta. Vuoi sapere che consumatore sei al supermercato? Scegli i prodotti dal carrello e sullo schermo apparirà il verdetto. Quante volte al giorno puoi mangiare salumi? Fai girare un cerchio e indica un numero: se è esatto il cerchio resterà in equilibrio. C'è poi una macchina sulla quale potrai trovare l'equilibrio tra piacere, salute, convivialità e la convivialità si può alimentare anche con una partita a calciobalilla. Un altro gioco è il Fast food, la corsa delle calorie, con cinque concorrenti: girare con forza le manovelle e il vostro piatto giungerà per primo al traguardo. Alla fine del percorso, un quiz riassuntivo dimostra se sei stato un visitatore attento: sullo schermo appaiono i voti, ma non ci sono premi. Un'informazione per i golosi è arrivata durante la presentazione: la dose perfetta di cioccolato è di 30 grammi al giorno (garantisce la rappresentante della Nestlé). Comunque, si può concludere con un "buon appetito", in tutti i sensi. NELLE FOTO: Sopra, dalla bocca all'intestino- al disotto, cosa mangiava la Gioconda? Nella galleria fotografica de "Il Vascello" cosa mangia una famiglia nel mondo, un raffronto con splendide immagini esposte al Museo della Scienza
Cartoline dalla capitale francese
Nello stemma di Parigi c'è il vascellodi Sandro Rizzi
PARIGI - C'è un vascello nello stemma di Parigi, c'era un vascello nel sigillo dei mercanti d'acqua, la potente corporazione che controllava traffico e commerci sulla Senna. Segno di un legame forte tra la città con il suo fiume. Da sempre tutto arrivava via acqua. La riva destra, vicino all'Ile de la Cité, il nucleo originario, pullulava di chioschi, osterie, mercanti. Li rievoca una mostra (fino al 17 settembre) nelle sale dell'Hotel de Ville, il municipio: "Paris sur Seine", la storia dei lungosenna dall'antichità ad oggi, dai barconi, ai bouquinistes, alle spiagge. Sì, perché ormai da dieci anni, in estate, per un mese le auto lasciano spazio a sabbia, ombrelloni e sedie a sdraio perché parigini e turisti possano vivere il loro fiume (foto in basso)
Come sempre, anche questa mostra dell'Hotel de Ville è una lezione, uno spaccato di vita parigina (come lo scorso anno la raccolta di immagini di matrimoni). Guardando al passato, si comprendono le evoluzioni. Ogni antica stampa, ogni fotografia è uno spunto. Era in un grande spiazzo, sulla grève (il greto del fiume) il centro dell'animazione, là dove approdavano le imbarcazioni cariche d'ogni genere di merci.A destra, nella stampa, lo scarico del fieno. Divenne Place de Grève (ora piazza dell'Hotel de Ville) e al mattino vi si radunavano i braccianti in cerca d'un lavoro a giornata: si "mettevano in grève" ad aspettare una chiamata. Ma i tempi cambiarono e nello stesso luogo le riunioni si trasformarono in rivendicazioni e proteste: così il significato di grève è diventato sciopero. Abituati a considerare i "bateaux mouche" (il nome viene da un cantiere di Lione che per primo li fabbricò a fine '800) come imbarcazioni turistiche, grazie a una mappa colorata, ricordiamo che i primi battelli furono impiegati per il trasporto pubblico lungo e tra le due rive della Senna. Un paio di linee omnibus, con tante stazioni funzionarono dal 1867 al 1934 quando la rete della metropolitana e degli autobus prese il sopravvento. Da qualche anno i battelli pubblici sono ritornati, con la linea Voguéo che dalla Gare d'Austerlitz raggiunge l'estrema periferia est, per facilitare gli spostamenti di molti pendolari. Da decenni, ormai, le due rive della Senna, sulle quali si affacciano i pezzi più pregiati del patrimonio architettonico e monumentale parigino, sono state in parte sacrificate al traffico automobilistico. Adesso Bertrand Delanoë, il sindaco socialista, ha lanciato un ambizioso progetto per riconquistare le berges, le rive più vicine all'acqua, puntando sulla bellezza e il piacere di vivere.
Sulla riva sinistra, pedoni e ciclisti avranno due chilometri tutti per loro, sottratti alle automobili: una rilassante passeggiata tra il Port Solferino e l'Alma, con spazi verdi, attrezzature sportive, giochi per i bambini, pista per lo skate, larghe gradinate davanti al Museo d'Orsay, spazi per la lettura e il lavoro con connessione a internet. Sulla riva destra, l'attuale assordante autostrada urbana (chi non ricorda il tunnel nel quale morì la principessa Diana?) diventerà un moderno, armonioso boulevard con semafori per consentire la coabitazione tra pedoni e traffico: nuova illuminazione, fontane, servizi, giardini. In più un arcipelago di isolette artificiali, fioriere e chiatte galleggianti per bar, ristoranti, sale da concerto. Al progetto è dedicata l'ultima sala della mostra: ci sono disegni, documenti, grafici, dettagli di bilancio, tabelle sulla velocità e i tempi di percorso: ognuno può dare il proprio parere rispondendo a un questionario. Costo preventivato 40 milioni di euro, costo di gestione 2 milioni di euro all'anno. Finora i favorevoli sono il 71 per cento. Fine dei lavori entro il 2012 (che in Francia sarà anche l'anno delle elezioni presidenziali). Il traffico si sposterà su altri assi, mentre intorno alla metropoli si sta completando una cintura servita da silenziosi tram. Nel panorama spuntano sempre più fitti arditi palazzoni e bisogna abitare sempre più in alto per godere ancora degli imprevedibili, cangianti tramonti che fanno impazzire i fotografi. ...Prima di tornare alla "capitale del Po" (tanto cara a Fiorino Soldi), che come Parigi aveva un porto dove arrivavano il sale, le spezie e anche quelle mandorle che consentirono di inventare il torrone. Cremona non ha forse la forma di un vascello? Ed al vascello cremonese non si richiama anche il nostro giornale?
"Bonjour Monsieur Stradivari"

La bacheca dedicata ad Antonio Stradivari e, sotto, l'ingresso alla Città della Musica
di Sandro Rizzi
PARIGI - Trovandomi alla Cité de la Musique, ricordo che Cremona sta realizzando il suo "palazzo della musica". Perché non dare un'occhiata a un moderno Museo della Musica (aperto nel 1994) che in più di 2000 metri quadri presenta 1000 strumenti e oggetti d'arte rari e insoliti come la chitarra ricavata da un guscio di tartaruga o un flauto di cristallo? E' così che incontro "Stradivarius". Al centro della sala "Europa Romantica", una bacheca blindata è un omaggio al sommo liutaio concittadino la cui opera è di "una eleganza e una perfezione raramente raggiunte", afferma la scritta accanto a una stampa di Cremona antica). Ci sono una chitarra del 1711, attribuita al maestro, il violino "Davidoff" (1708), il violino "La Tua" (1708), un violino "pochette" del 1717, forme di viola e violoncello, mentre il violino "Il Provigny" è esposto in un'altra vetrina. Ci sono anche altri strumenti di maestri cremonesi come Amati e Guarneri del Gesù. Una scuola dunque ben rappresentata. In più la preziosa audioguida, gratuita, trasmette un' "intervista": Stradivari rivela che il suo segreto è "tanto lavoro, tanta pazienza per scegliere i legni nella stagione giusta... Da che cosa si distinguono i miei strumenti?... Sopratutto dal suono". Il visitatore segue un percorso cronologico, dal XVII secolo ai giorni nostri, per le musiche dei Paesi occidentali e un percorso geografico per le musiche del mondo. Ogni giorno concerti gratuiti. Un'architettura essenziale, volte sinuose, spazi di ampio respiro. E pensare che in questa zona fino ai primi anni Sessanta del secolo scorso c'erano gli "abattoirs", i macelli pubblici parigini. Un itinerario nei misteri della Repubblica Ceca
Ci sono molti luoghi avvolti nei misteri e leggende. Se siete attirati da tutto ciò che sa di esoterismo, venite a scoprirne qualcuna. La scelta è immensa.Si ritiene che nella soffitta della Sinagoga vecchia-nuovasia nascosto il Golem, un mostro che secondo la leggenda avesse creato Rabbi Löw dall’argilla, affinché proteggesse il quartiere ebraico.Il Golem appartiene in modo imprescindibile all’atmosfera magica di Praga antica (http://www.synagogue.cz/). Un altro luogo avvolto nel mistero delle leggende è Vysehrad.Tra le più note possiamo menzionare quella della contessa Libuse che dalla sua dimora a Vysehrad profetò la futura gloria della città di Praga. Un’altra leggenda narra del mitico cavallo chiamato Semik e del suo salto dalla rupe di Vysehrad. Gli amanti dei misteri durante la visita di Vysehrad non dovrebbero mancare la Colonna del diavolo. È questo il nome con cui è conosciuto un gruppo di tre colonne disposte in modo tale da ricordare una piramide. La troverete nella zona di „Karlachovy sady“. Non si sa di preciso a che cosa potesse servire ma secondo una leggenda è stata piazzata lì dal diavolo (www.praha-vysehrad.cz). Avvenivano cose strane una volta a casa di Fausto, in piazza Carlo (Karlovo namesti), numero 40. Con l‘edificio è connessa la leggenda di Fausto. Questo ciarlatano e maestro di magia nera vendette l’anima al diavolo che lo portò via, all‘inferno, proprio da questa casa. Per molto tempo nessuno riusciva a chiudere Il buco nel soffitto che ci rimase da allora. Attualmente vi è collocata una farmacia (http://www.faustuvdum.cz)Il nostro suggerimento:Museo dei fantasmi e passeggiate da brividiCi sono tanti monumenti storici a Praga legati alle leggende. Quelle più interessanti assieme ai fantasmi della vecchia Praga vi aspettano nel museo „Mysteriae Pragensis“(http://www.ghostmuseum.cz). Escursioni tematiche dedicate ai misteri e fantasmioffre ad esempio Il servizio d’informazioni turistiche di Praga (www.prague-info.cz), per altre informazioni simili vi consigliamo di consultare il sito http://sightseeingexpert.com/cz/ghost.Cesky Krumlov: cosa nasconde il laghetto?Anche la città di Unesco, Cesky Krumlov, è avvolta nelle leggende. La loro maggior parte è legata alle case, alle chiese e al castello. Nell’ultimo visse nel ‘400 la Signora Perchta di Rozmberk, detta la Dama bianca. Il suo spirito gira attorno ai castelli e ville appartenenti al casato di Rozmberk ed appare nel momentoin cui sta per accadere un evento di grande importanza (www.castle.ckrumlov.cz).Un’altra leggenda narra che l’isola del laghetto nel parco del castello nasconde un tesoro custodito da fate e folletti e un’altra ancora vuole che nella casa in piazza “Námesti Svornosti”, che attualmente ospita il centro d’informazioni, ogni tanto appare il fantasma del locandiere.Il nostro suggerimento:Per acquisire più informazioni sulle leggende di Cesky Krumlov vi invitiamo a partecipare alle visite guidate dedicate proprio ad esse(ad esempio: l’escursione Misteri di Krumlov http://www.krumlovexperience.comoppure Miti e leggende http://www.magickrumlov.cz). Per maggiori informazioni sulla città vai suhttp://www.ckrumlov.info.Litomysl: I cinque “G” misteriosiLa visita alla città di Litomysl è impensabile senza andare a vedere il castello. Un enigma rimane un quadro situato al secondo cortile in alto, a livello del secondo piano. Raffigura un ritratto maschile. Sopra la testa dell’uomo dipinto appaiono cinque G. La leggenda narra che colui che indovinerà il loro significato, riuscirà a decifrare dove è nascosto un tesoro. Per il momento nessuno dei visitatori ha risolto il difficile enigma. http://www.zamek-litomysl.cz/Il nostro suggerimento:Il quadro con i cinque “G” ve lo fa vedere la guida durante la visita al castello. Ma fatto sta che i misteri non sono l’unico motivo per visitare la città di Litomysl. L’intera area del castello è inclusa nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.Castello di Houska: Il luogo più misterioso della CechiaSecondo l’inchiesta condotta dall’Ente Nazionale per il Turismo, CzechTourism, il luogo più misterioso, mistico, avvolto nelle leggende e superstizioni della Repubblica Ceca è il castello di Houska. La leggenda narra che il castello fu costruito sulla roccia cui crepa creatasi nel tempo portava dritta all’inferno.Un’altra leggenda dice che nel castello appare un fantasma in abito nero da monaco a seguire i fegatacci che si azzarderebbero a visitare il castello di notte. Un altro mistero è legato al scattare le foto. Le immagini provenienti da Houska non vengono mai bene. Con quest’enigma non abbiamo affatto esaurito l’elenco dei misteri del castello di Houska situato nella zona di Kokorin. (http://www.hradhouska.cza http://www.hrad-houska.cz)Palava: Avvolta nelle leggendeLa Riserva naturale di Palava appartiene dal punto di vista paesaggistico ai luoghi più attraenti della Moravia meridionale. Vi aspettano meravigliose formazioni rocciose di calcare, prati vellutati e boschi profondi, castelli diroccati … e tantissime leggende. Per farne almeno un accenno scegliamo la “Roccia del gatto“ (Kocici skala) situata tra le città di Mikulov e Klentnice. Si dice che nasconde tesori custoditi da fate e folletti.Gli amanti dei misteri dovrebbero recarsi lì la domenica di Pasqua, perché secondo la leggenda in questo giorno la roccia si apre.Il nostro suggerimento:La città di Mikulov è uno dei punti di partenza per le escursioni a Palava. I sotterranei del castello di Mikulov ospitano una mostra chiamata “Il sotterraneo misterioso”. Ci sono da vedere le figurine di dimensioni naturali che rappresentano personaggi delle leggende provenienti dalle zone di Mikulov e Palava. Saprete di più sui misteri dei ruderi di “Devicky” (Castello fanciullesco) e “Sirotci hradek” (Castelletto d’Orfano), sulle streghe e spiriti d’acqua… La mostra sarà inaugurata nei mesi di maggio o di giugno (da precisare) e durerà fino a settembre. http://www.mikulov.cz/cz/Znojmo: Immergersi nel labirinto di corridoi sotterraneiViaggiando sul territorio della Cechia misteriosa non mancate la sosta nella città di Znojmo, in Moravia meridionale, i cui sotterranei rappresentano un labirinto di corridori reciprocamente comunicanti che si intrecciano per la distanza totale di 27 chilometri. La visita guidata ha un’ atmosfera fiabesca, qualche volta quasi da orrore. Incontrate i personaggi fiabeschi, vedrete un laboratorio alchimistico, rocce viventi o celle dei prigionieri. www.znojmocity.czVelky Blanik:Sulle orme dei cavalieriIl monte Velky Blanik (nei paraggi della città di Vlasim) è avvolto nelle leggende. La più nota è quella dei mitici cavalieri di Blanik che risposano nell’interno del monte. Nel momento in cui il popolo ceco sarà minacciato da un pericolo gravissimo, si sveglieranno ed usciranno dalle profondità della montagna per salvarlo.Il nostro suggerimento:Il paesaggio pittoresco attorno al Monte Blanik è una delle mete preferite per le escursioni. Potete percorrerlo anche in bicicletta sulla pista ciclabile chiamata in modo significativo “Sulle orme dei cavalieri di Blanik”. http://www.blanicti-rytiri.czJesenik e la zona di Rakovnik: Le pietre misterioseVisitando la zona di Rakovnik, nel bosco vedrete delle linee parallele, lunghe anche centinaia di metri, create con pietre di varie dimensioni. Finora nessuno è riuscito a chiarire a che cosa queste File di pietra di Kounovfossero servite. Un sentiero istruttivo vi farà da guida (www.rakovnicko.info, vai su “Turisticke oblasti” e poi su “Dzban”). Le pietre di Pietro (Petrovy kameny) situate nella catenamontuosa di Hruby Jesenik e in passato spesso indicate quanto il luogo dei raduni delle streghe, sono i muti testimoni dei processi con le streghe organizzati nel XVII° secolo.

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