Quando il viaggio non è turismo superficiale, ma conoscenza, umanità, folklore

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Un pieno di adrenalina in Canton Ticino

Una vasta scelta di sport avventurosi come il bungee jumping, canyoning, rampichino, parapendio, paracadutismo e mountain bike

Dalla terra e dall'acqua fino al cielo, gli sportivi dispongono nel Canton Ticino di una vasta offerta di scenari. Per gli amanti del lago, oltre al nuoto, vi è la possibilità di godersi escursioni in barca a vela sul Verbano e sul Ceresio, senza dimenticare la pesca sportiva. Gite a cavallo e in carrozza, impegnative scorribande in rampichino lungo salite e ripide discese o escursioni in bicicletta lungo itinerari e piste ciclabili, per chi ama stare con i piedi per terra.
Chi ama volare invece potrà dedicarsi al parapendio e al paracadutismo o provare l'ebbrezza di un bungee jump dal ponte-diga della Verzasca (220 m) come l’agente 007 James Bond in GoldenEye. I più avventurosi apprezzeranno una discesa in canoa lungo il fiume Ticino o potranno cimentarsi nella nuova disciplina sportiva del canyoning. Chi ama il golf scoprirà tre splendidi campi a 18 buche ad Ascona, Losone e Lugano-Magliaso. Dagli sport più avventurosi a quelli più rilassanti, dagli sport al coperto a quelli all'aperto, dagli sport tradizionali alle novità mondiali, il Ticino è la risposta alla vostra voglia di sport.
Il canyoning, o torrentismo, è una nuova disciplina sportiva che prevede la discesa a piedi di impervi tratti di corsi d'acqua montani, gli ostacoli del percorso sono scivoli naturali, pozze, cascate che vengono superati con l'ausilio di corde o effettuando tuffi, scivolate o passaggi di arrampicata in discesa. Il canyoning non è uno sport individuale ma di gruppo e per praticarlo è necessaria una buona attrezzatura e un buon grado di preparazione; infatti i pericoli ci sono e per questo vi consigliamo di rivolgervi a club sportivi organizzati. In Ticino è possibile praticare il torrentismo in vari siti sparsi in tutta la regione, se quello che cercate è l'avventura e l'adrenalina lasciatevi trasportare dalle correnti dei nostri fiumi ....ma mi raccomando sempre al massimo della sicurezza.
Muoversi in Ticino è facile: autopostali, funivie, funicolari, ferrovie locali, battelli, tutti i migliori collegamenti per muoversi agilmente sul territorio. I treni sono comodi e veloci e, grazie alla rete di gallerie scavate all'interno delle montagne, in pochissimo tempo portano a destinazione. Gli autopostali offrono la possibilità di ammirare il panorama circostante e di raggiungere anche il più isolato paese. Nei due laghi principali del Ticino è possibile spostarsi con i battelli o noleggiare barche, per raggiungere invece le vette più alte si possono usare gli impianti a fune o le ferrovie regionali. In Ticino si raggiunge facilmente ogni luogo grazie alla organizzata rete di trasporti che oltre a un comodo viaggio regala la splendida opportunità di godersi il fantastico panorama.
La Valle Verzasca, a nord di Locarno, in un ambiente incontaminato, nel quale il ritmo di vita dei villaggi si mantiene inalterato dagli anni Quaranta, quando i residenti conducevano ancora vita agreste, è il luogo ideale per la pratica di attività sportive. Dai vigneti di Gordola si ammira il lago di Vogorno, ottenuto grazie a una diga di altezza impressionante, tra castagni, faggi, ontani, frassini e noccioli. Chi, però, insegue sfide più adrenaliniche, si può cimentare nel bungee jumping gettandosi nel vuoto tenuto solo da una fune di gomma dai 220 m della diga del Verzasca. Il salto dura 7,5 secondi e vale la pena anche solo assistere. Più a nord, la via Alta della Verzasca prospetta un magnifico trekking di qualche giornata per escursionisti esperti. Sulla cresta che separa la Verzasca dalla Leventina e dalla Riviera, l’itinerario attraversa un paesaggio selvaggio che collega cinque capanne.
All’estremo sud del Ticino si trova invece il Monte Generoso, facilmente raggiungibile con il trenino a cremagliera che parte dalle rive del Ceresio a Capolago. Arrivati in vetta, a 1’700 metri, si può scegliere tra l’ozio ristoratore, la contemplazione di un altro magnifico panorama che spazia dalla pianura padana alle Alpi, o ancora una serie di attività sportive: escursionismo, mountain bike o parapendio. Particolari le proposte tematiche, che vanno dai sentieri naturalistici alla scoperta della flora tipica, agli itinerari etnografici che ricostruiscono edifici e attività del passato (tra cui le “nevere”, i progenitori dei frigoriferi dei nonni) e le carbonaie.
È qui, in questa Svizzera primaverile e soleggiata che il cielo si confonde con l’acqua dei laghi e che la storia si incontra con la natura più incontaminata.

Nelle foto: Lago Maggiore in escursione, Passo del Sole. fonte: www.ticino.ch.

Le tre Repubbliche baltiche: un'Europa d'angolo


Riga: dom-Czarnoglowych


Estonia, Lettonia e Lituania sono i nomi di tre piccole nazioni nell’estremo nord-est dell’Europa, schiacciate tra giganti come Russia, Bielorussia e Polonia e il mar Baltico sul quale si affacciano, meglio note con il nome comune di Repubbliche Baltiche.

Tre paesi ciascuno con una propria identità e con individualità peculiari, ma anche con forti caratteristiche comuni, soprattutto nella storia, nella geografia e nel clima. Tutte sono formate da ampie pianure alluvionali postglaciali disseminate di foreste miste a latifoglie e conifere, laghi, fiumi, torbiere e paludi, con modeste ondulazioni alle spalle, che offrono la medesima flora e fauna, e tutte si sono affacciate tardi alla storia subendo lunghe e frequenti dominazioni da parte dei potenti regni confinanti, in particolare da parte di quello russo e sovietico; hanno conosciuto l’indipendenza soltanto per 20 anni tra le due ultime guerre, ma sono state anche le prime nel 1990 a ribellarsi e a staccarsi dall’Unione Sovietica, aderendo nel 2004 all’Unione Europea. Tutte annoverano consistenti minoranze russe, con qualche problema, e registrano forti emigrazioni.


L’Estonia, grande poco più della Svizzera e con appena 1.330 mila abitanti, è la più piccola e la più settentrionale, compresa tra la Russia, con la quale condivide il lago Cindi (4° per dimensioni in Europa) e il Baltico: 80 km di mare, ghiacciato d’inverno, la separano dalla Finlandia e da Helsinki. Al largo delle sue coste conta ben 1.500 isole, tra grandi e piccole, un decimo del territorio nazionale, ricoperto quasi per la metà da fitti boschi, di cui il 20 % aree protette. Per la sua posizione è stata un crocevia culturale e commerciale tra l’entroterra continentale slavo e i paesi scandinavi. Le dominazioni straniere sono avvenute da parte di vichinghi, svedesi, tedeschi, polacchi e russi, ma nonostante ciò gli estoni – di origini ugro-finniche come la loro lingua, sono riusciti a mantenere abbastanza intatti i propri caratteri culturali.

La capitale Tallin (400 mila abitanti) sorge su una collina e fu un importante porto commerciale della Lega Anseatica, cosa che contribuì ad arricchire la città. Il centro storico medievale, con begli edifici del XIII-XIV sec., è uno dei meglio conservati del nord Europa, tanto da essere protetto dall’Unesco; racchiuso entro mura e torrette, offre guglie appuntite e tortuose stradine in acciottolato. Gli edifici più significativi sono la piazza del Municipio, l’ottocentesca cattedrale ortodossa, la cattedrale luterana del 1233, il castello di Toompea sede del Parlamento e il barocco Palazzo Kadriorg residenza dello zar Pietro il Grande. Nel quartiere moderno si trova lo stadio del canto, una grande conchiglia acustica per 35 mila coristi.

 

In mezzo si trova la Lettonia, grande come Piemonte, Lombardia e Trentino messi insieme e con 2.286 mila abitanti, confinante con Russia e Bielorussia, con coste piatte e sabbiose disseminate di lagune retrodunali e priva di isole; in compenso possiede ben 3 mila laghi e un decimo del territorio giace sotto il livello del mare. Le aree protette ammontano al 15 %. La capitale Riga, fondata nel 1201, si affaccia su un’ampia baia omonima ed è attraversata dal fiume Dvina. Questa vivace città in passato fu un porto importante della Lega Anseatica ed è oggi la maggiore delle capitali baltiche con 735 mila abitanti; famose per la loro bellezza le donne, tra le miglior top model del mondo, in numero decisamente superiore agli uomini. Il centro storico, anch’esso protetto dall’Unesco, vanta parecchi edifici tedeschi plurisecolari.

Di particolare rilievo il duomo duecentesco, il castello del 1330, la chiesa medievale di san Peter, l’arsenale e i fondaci, la Torre della Polveriera, in un susseguirsi architettonico di stili romanico, gotico, rinascimentale, barocco e classico, con molti edifici ottocenteschi in legno Art Nouveau. 


La Lituania infine, grande quanto l’Irlanda e con 3,5 milioni di abitanti, è la più meridionale, la più estesa e la più popolata delle repubbliche, oltre alla più continentale con appena 100 km di coste sul Baltico e quella che per prima si è ribellata al giogo sovietico, pagando per questo anche un tributo di sangue. Le sue coste presentano belle dune con lagune, ma vanta meno superficie boscata e più paludi. La sua popolazione, che in passato ha subito maggiormente le influenze culturali dell’Europa centrale, è considerata dalle altre repubbliche più calorosa, estroversa e passionale, da gente del sud insomma. In compenso è stata l’ultima ad aderire al cristianesimo.

Le sue influenze straniere sono state soprattutto tedesche e polacche, prima che russe: nel 1251 il Granducato lituano conquistò territori russi fino al mar Nero, poi nel 1368 si unì in confederazione con il regno polacco seguendone le sorti per quasi quattro secoli.

La capitale Vilnius (574 mila abitanti), sorta nel 1300 come forte di legno, si trova nell’entroterra a 250 km dal Baltico alla confluenza di due fiumi e presenta begli edifici barocchi e rinascimentali, protetti dall’Unesco, con case polacche e annessi cortili: uno dei più pregiati nuclei urbani del nord Europa: nel 1544 ospitò la corte polacca, nel XVII sec. partecipò all’età d’oro polacca e nel 1800 ospitò una nutrita comunità ebrea. Nel 2009 è capitale europea della cultura. Da non perdere i negozi di monili d’ambra, la resina fossile del Baltico, di tessuti in lino e degli intarsiatori di legno.

• Un viaggio di particolare interesse nelle Repubbliche Baltiche dal 9 al 16 agosto viene proposto da Adenium soluzioni di viaggio - via Martignoni 25 20124 Milano - tel 02 6997 351 - fax 02 6997 356 - www.adeniumtravel.it - info@adeniumtravel.it



A Sutrio il 25 luglio si ritorna al passato con
“Fasjn la mede”

Tutti sul monte Zoncolan per inscenare l’antico rito della fienagione!
Torna anche quest’anno a Sutrio, in Carnia, la tradizionale manifestazione “Fasjn la mede”, ovvero “Facciamo i covoni di fieno”. In programma domenica 25 luglio, la festa è nato per ricordare e soprattutto far conoscere alle ultime generazioni ed ai turisti uno dei più diffusi fra gli antichi lavori della montagna carnica, ovvero la fienagione in montagna, dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno. Un compito che era appannaggio principalmente del mondo femminile e che verrà riproposto da gruppi di donne di Sutrio vestite con gli abiti tradizionali, affiancate da uomini e bambini, pure in costume.

Dalla mattina alle 9.30 fino al pomeriggio nei prati dello Zoncolan si susseguiranno le varie fasi della fienagione: gli uomini che finiscono di falciare l’erba; le donne che sparpagliano il fieno e poi, a mezzogiorno, si siedono all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la cjacule (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto); e poi ancora le donne che raccolgono il fieno in altissimi covoni.

A fare da contorno a “Fasjn la mede” una passeggiata naturalistica con la guida di un’erbologa nei prati d’alta quota alla scoperta delle erbe di montagna e una pedalata amatoriale non competitiva su quello che è ormai entrato nel mito del Giro d’Italia, il monte Zoncolan. Alle 11.00 i prati si animeranno di musiche e balli tradizionali attorno ai covoni, con giochi e l’esibizione di gruppi folkloristici. All’ora di pranzo, negli stavoli (le tradizionali baite carniche in pietra e legno) si potranno degustare piatti tradizionali della Carnia preparati seguendo le ricette dell’indimenticato chef Gianni Cosetti ed ottimi dolci, in un originale percorso gastronomico-naturalistico, con cibi abbinati ai pregiati vini Doc di Corno di Rosazzo. Così, passando da stavolo a stavolo, si assaggeranno vari tipi di cjalzons, sia dolci che salati, gnocs cu la scuete, frico con polenta, selvaggina, polente e luagne, i classici orzo e fagioli, toc in braide, gnocchi con le susine, fregoloz cun las ierbes, Cjapus cu las frices senza contare vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco e un particolare the alle erbe carniche.

Nel corso della giornata si potranno fare passeggiate a dorso d'asino, ci si potrà coccolare con massaggi di fieno, si potrà visitare il mercatino agro alimentare ed artigianale allestito nel piazzale dello Zoncolan. Per i bambini saranno organizzati giochi dalla Ludoteca e per i più arditi sarà data la possibilità di sorvolare lo Zoncolan in parapendio a cura del Club Nido delle Fate di Cercivento.

Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso





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di Ven, 16 lug 2010