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Marco Tanzi ci offre la visione di tre opere d'arte rinascimentali come i cremonesi non hanno mai visto


di Marco Tanzi


Qualche mese fa mi è arrivata l’immagine del San Giuliano che uccide i genitori eseguito nel 1488 dal cremonese Antonio della Corna, con la richiesta di qualche informazione bibliografica: andrà in asta a New York nel prossimo gennaio.

È una delle tavole (112 x 137 cm) più famose del Rinascimento cremonese, in cui il pittore si dichiara allievo di Andrea Mantegna a chiare lettere, nel distico elegiaco “Hoc quod Manteneae didicit sub dogmate clari | Antonii Corneae dextera pinxit opus”, importante anche per il fatto che la sua data rappresenta un termine ante quem per il Cristo morto di Mantegna a Brera, visto che della Corna ne riprende il celebre scorcio del Cristo nella figura del padre di san Giuliano.

Più famoso non vuol dire per forza più bello, ma la tavola ha un invidiabile pedigree collezionistico: nel Settecento fu ritrovata da Giambattista Zaist che l’ebbe nella sua raccolta, quindi in quella del Panni, che la fece apprezzare al conte Biffi; poi fu nell’Ottocento, come altri importanti dipinti cremonesi, prima nella collezione Averoldi di Brescia, dove lo vide Otto Mündler, poi in quella di monsignor Bignami a Casalmaggiore, dove lo vide invece Giovanni Battista Cavalcaselle; in seguito in quella del principe Schwartzenberg a Vienna.

La prima (e ultima) volta che apparve in Italia fu in Palazzo Strozzi a Firenze nell’estate 1948 alla mostra su “La casa italiana nei secoli”, quindi fu esposta da Agnew’s a Londra nel 1967. Non credo che sia mai stata riprodotta a colori, quindi mi fa piacere che sia il Vascello il primo ad avere questa opportunità.



Un altro quadro del Quattrocento cremonese mai visto in anni recenti è un trittico di Genesio de Zelati un tempo nella sagrestia di San Luca (prima del 1772), dove lo registra Biffi, e ricordato da Giuseppe Grasselli (1827), una Madonna con il Bambino in trono con due angeli reggicortina fra i santi Pietro e Paolo, firmato e datato nell’agosto 1493. Federico Sacchi (1872) lo vede, probabilmente per ultimo a Cremona, quand’è di proprietà Mina Bolzesi in Santa Maria del Campo e ne fornisce le misure: 118 x 70 il centrale e 118 x 35 i due laterali.

Sappiamo di un passaggio ottocentesco dal grande antiquario Baslini a Milano, poi se ne perdono le tracce, ma ogni tanto nel corso del Novecento c’è qualcuno che tenta di attribuire qualche dipinto di aspetto cremonese al carneade Zelati.

Giovanni Agosti mi ha passato una vecchia immagine (fine Ottocento, primi Novecento) del trittico rinvenuta in un’importante fototeca: vale la pena di farla conoscere, anche per rivelarne finalmente lo stile e la qualità abbastanza corsiva della pittura.


Insieme a quella dello Zelati, Giovanni Agosti, che ringrazio per la fraterna generosità, mi ha passato anche la foto storica di un altro dipinto cremonese, questa volta di notevole qualità, una Madonna con il Bambino in trono firmata da un altrimenti sconosciuto Guglielmo Galeazzo da Cremona e datata 1469, un tempo in una raccolta del sud della Francia.

La tavola risulta molto importante perché si colloca nel momento di più chiara tangenza ferrarese della pittura a Cremona, alla fine di un decennio segnato da altre prove in questa direzione, ovvero dalle opere di Benedetto Bembo e di Paolo Antonio de Scazoli, come la Madonna del Capitolo del duomo e la Madonnina Ponzoni in pinacoteca.

Spero naturalmente che prima o poi il dipinto riemerga da qualche parte; per adesso sono contento che la sua immagine confermi una mia ipotesi cronologica del Quattrocento cremonese che vede proprio negli anni sessanta un legame fortissimo con Ferrara.


Didascalie

Antonio della Corna, San Giuliano uccide i genitori, 1488

Genesio de Zelati, Madonna con il Bambino in trono con due angeli reggicortina fra i santi Pietro e Paolo, 1493

Guglielmo Galeazzo da Cremona, Madonna con il Bambino in trono, 1469

Le immagini sono a notevole risoluzione, per garantirne la fedeltà. Preghiamo di portare un po' di pazienza se ritarda la loro visione.




La pagina è aggiornata alle ore 19:28:36 di Mer, 30 dic 2009