Santa Monica e San Salvatore del Mondo, il millenario Duomo delle Monache è entrato di soppiatto, quasi in segreto, nella fase di restauro oltre un anno fa. Doveva ospitare le facoltà di lettere e di musicologia dell'Università di Pavia.Adeso con il brillante contributo del Prtesidente Salini si vuol farne la sede della amministrazione provinciale. Altra castrazione della Città della Musica che minaccia di avvenire in tempi brevi e sconvolgerà ogni piano di riassetto urbanistico e di collegamento alla città di un enorme patrimonio che va sotto il nome di Parco dei Monasteri. Ma ai barbari poco importa. Il Monastero di Santa Monica e San Salvatore del Mondo è uno straordinario monumento architettonico praticamente sconosciuto dai cremonesi, come d'altronde gran parte di quel vastissimo e storico complesso della Cittanova che il Piano Regolatore intendeva appunto trasformare nel Parco dei Monasteri.
Un 'operazione che è andata avanti tra mille difficoltà burocratiche ma che in tempi comprensibili finalmente poteva dotare la città di un complesso meraviglioso, per circa 2000 studenti.
Il 1°stralcio del progetto dei lavori di recupero dell'ex Monastero di Santa Monica (ex Caserma Goito) fu infatti approvato dal Provveditorato alle opere pubbliche, per trasformarlo in un campus di musicologia.
Il progetto definitivo commissionato dal prof. Corada, allora Presidente della Giunta Provinciale, fu affidato a un numeroso gruppo di professionisti coordinati per la progettazione architettonica dagli architetti Lamberto Rossi e Massimo Terzi.
I lavori prefiguravano, per la precisione, l'insediamento di due corsi di Musicologia e Scienze Letteraria, ampliando così la presenza dell'ateneo pavese a Cremona nel settore degli studi letterari.
L'area d'intervento comprendeva l'intero lato settentrionale del chiostro del monastero sui due livelli e l'ala settentrionale, parallela a via Bissolati,anche questa di due livelli, abitualmente e convenzionalmente detta "Casa del Maresciallo".
Questo primo stralcio di lavori è stato finanziato con circa tre milioni di euro.
Nel complesso di SantaMonica acquista particolare evidenza anche lo spaziosissimo magazzino dei carri, di costruzione militare, parallelo a via Massarotti, ben 120 metri di lunghezza per oltre 20 di larghezza, uno spazio ideale per performances e manifestazioni di ogni tipo, di grande impegno popolare.
Una grande sfida che viene cancellata: restituire il complesso alle antiche funzioni, quando era fruito anche dalla gente e non soltanto dalle monache. Bisogna tenerlo vivo infatti, e tutto questo può avvenire se saranno sfruttati gli spazi - come suggerì anche “Il Vascello” - non solo per finalità sostenute dal capitale pubblico ma pure per attività private, una enoteca, persino un albergo, sale per la prova di complessi strumentali o teatrali, grandi manifestazioni di musica leggera.
Lo spazio non manca per evitare di intralciare le varie attività. Il complesso dei monasteri, ignorato dagli stessi cremonesi potrebbe essere una formidabile attrazione turistica.
Mostriamo delle immagini eccezionali e sicuramente uniche di San Salvatore, scattate quando i militari effettuavano ancora la manutenzione del complesso. I dettagli del complesso sono dovuti ad Antonio Leoni che con una serie di paginoni di “Mondo Padano” una ventina di anni fa con queste foto recuperò - dopo tanti anni di oblio - all’attenzione dell’opinione pubblica l’immenso patrimonio.