INCHIESTA: IL TERRITORIO CREMONESE È CAMBIATO.... TUTTI I DATI DEL DISAGIO La crisi? Sarà in regresso, ma i deboli la pagano tutta. Povertà e sfratti in crescita a CremonaEcco le evidenza misconosciute della crisi a Cremona, in Italia e nel mondo con il trionfo del globalismo, delle multinazionali che comunque debbono fare cassa, del PIL divenuto lo spirito santo dell'economia ultraliberistica. Se la crisi è in regresso, pagano gli umili, di qui e altrove, i popoli poveri, i paesi sottosviluppati e supersfruttati dal colonianismo del Terzo Millennnio. Godono invece i potenti trimalcionici. I lavoratori soffrono, eccome. La Camera di Commercio sfiora il problema, ma nel cremonese la cassa integrazione straordinaria ha visto un aumento del 9 mila, dicesi novemila, per cento. E all'ombra del Torrazzo aumentano -in aggiunta ai dati già noti - dell'8% le mense scolastiche, del 5% (circa) la Tarsu, di 0.5 centesimi le tariffe dei bus, del 4% le spese per i libri scolastici (escludendo zaini, diario e cancelleria). Sono le ultime cifre locali. Si svolge una colossale operazione a livello nazionale ( ecco le ridondanze locali) a vantaggio dei più ricchi e a danno dei più poveri. Tutti fingono, anche in campo locale, che non esista altro modo di governare. Si valuti il paradosso di 1245 appartamenti sfitti in città e di una politica tutta volta a favorire nuovi appartamenti per ricchi ( si discuterà ancora in settimana di Palazzo Fodri, sempre con un ottica privatistica e speculativa, peraltro, senza alcun rispetto per la comunità e le evidenze da salvaguardare, altro aspetto di un colossale giro che parte da Roma e arriva a Cremona). La logica è sempre la stessa, quella che scarica la crisi sui più deboli. I quali sono anche di più perché nel contempo aumentano le nuove povertà, più discrete, ma delle quali anche da noi, per ora sottovoce,cifre impressionanti. La cifra delle famiglie in diagio a Creoma, circa sei cento, è infatti realmente ben peggiore, quasi doppia.
Tutto questo va detto con fermezza perchè i dati che leggete a destra non sono cifre che volano, ma numeri nostri, che ci riguardano da vicino. A ricordarli ci ha pensato un personaggio importante, don Antonio Pezzetti, responsabile della Caritas Cremonese che ha ricordato al Comune, tutto impegnato in giri di vite che stringono i più deboli, diretta ad aumentare le tasse ed a ridurre i sussidi, attorno ai quali è in atto una campagna per evitare sprechi di risorse. "Attenzione a non pensare che siano tutti furbetti, contate i numeri di coloro che nella disperazione si rivolgono all'assistenza religiosa e pubblica": ha scritto don Antonio Pezzetti. Nelle tabelle accanto contate i numeri di due termometri evidenti della povertà cremonese, le richieste di aiuto, gli sfratti. E non finisce qui, il disagio si misura anche sulle restrizioni del governo verso un welfare civilissimo che toccano ancora una volta chi è ai margini, anche statisticamente, perchè nella società dell'avere non c'è spazio e attenzione per chi soffre senza il clamore delle percentuali. Ecco la lettera disperata che è giunta a Il Vascello e che trasmettiamo a tutti i nostri lettori: Caro Direttore, siamo un gruppo di pazienti delle province di Brescia e Cremona e rappresentiamo molte persone affette come noi da malattie assai diffuse (circa il 7% della popolazione) ma purtroppo altrettanto sconosciute: la sensibilità chimica multipla (MCS), la fibromialgia (FM) e l'encefalomielite mialgica (CFS). Approfittando della importante occasione che vedrà il dottor Lorenzo Bettoni, un medico assai disponibile a noi vicino (lavora all'ospedale di Manerbio -BS-), tra gli esperti mondiali che parleranno ad un congresso internazionale che si terrà alla Camera dei Deputati a fine settembre, chiediamo umilmente e cortesemente di sensibilizzare il folto pubblico che vi segue perché si diffona la consapevolezza di queste malattie. Gli interventi del Comune contro la povertàLa necessità, da parte dell’intera Amministrazione comunale e dunque anche dell’Assessorato alle Politiche Sociali, di contenere la spesa entro i budget assegnati è stata affrontata definendo percorsi progettuali differenziati per le diverse tipologie di utenza, ma anche tali da consentire di modulare gli interventi economici in risposta ai diversi bisogni delle stesse persone. Tra i percorsi progettuali definiti e consolidati vi è stata la definizione di un protocollo con AEM Cremona S.p.A. per far fronte all'elevata morosità accumulata da utenti in carico Questo progetto per quest’anno coinvolge circa 60 utenti per un importo complessivo pari a 20.000,00 euro ed una media di intervento di circa 330,00 euro pro capite. Per quanto i cosiddetti buoni AEM la spesa è stata pari 73.204,98 euro per 327 interventi a favore di 320 utenti. In termini programmatori, la previsione di spesa al 31 dicembre 2010 prevede un utilizzo di risorse di circa 85.500,00 euro per buoni AEM. Nell’ambito del progetto “Grandi Assistiti” sono stati erogati 30.707,00 euro per buoni AEM a favore di 43 utenti. E' stata inviato l’elenco dei 129 utenti per i quali AEM si impegna a non sospendere o ridurre la fornitura autonomamente ma solo in accordo con i Servizi, e nei confronti dei quali il Comune si impegna a monitorare la situazione debitoria partendo dalle fatture 2010, garantendone la copertura in partecipazione con l'utente, ed impegnandosi inoltre ad una riduzione della morosità precedente al 2010. Sono previsti incontri mensili tra i referenti dei due enti con lo scopo di aggiornare la lista, verificare il rispetto degli impegni assunti dagli utenti e monitorare la situazione relativa alle morosità in generale. Per quanto riguarda l’iniziativa “risorsa lavoro”, in questi giorni è stato definito l'elenco degli utenti che beneficeranno di questo intervento, sono stati individuati assistenti sociali tra i casi in carico o pervenuti al Pois; le proposte presentate sono state 79 per un intervento pari a circa 80.000,00 euro. Dopo una attenta valutazione di ogni singola situazione, sono state individuate 57 persone che inizieranno a lavorare per AEM o per il Ponte per un importo complessivo pari a € 20.000,00 da un massimo di 800,00 euro ad un minimo di 100,00 euro ed un intervento medio pari a 350,00 euro. In 30 situazioni questo intervento è sufficiente a sanare il debito nelle altre si tratta solo di una piccola parte, nei contratti sociali che sono stati stipulati con ogni singolo utente sono stati previsti anche impegni a rateizzazioni “sopportabili” da parte degli utenti, se le risorse a disposizione lo consentiranno si potrebbe prevedere a settembre di destinare altri € 20.000,00 a questo progetto consentendo così a coloro che avranno rispettati gli impegni assunti di avere un altro aiuto nel pagamento delle bollette. I precedenti statisticiIl rapporto sulla povertà di Cremona dà ragione alle statistiche sul PIL: la politica economica del territorio non va
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Una raffica di dati e di raffronti nazionali sui quali si preferisce tacereSfratti, in Lombardia è un disastro: a Cremona inesorabili, sono saliti a 504, qui sotto la situazione nello scorso annoDall'Istituto Cgia di Mestre nel 2009 era giunta la premessa al dato qui sopra ed alle tabelle aggiornate che introducono in questa pagina i servizi sulla povertà. La classifica, sempre in negativo, ahinoi, mette Cremona e provincia nella parte alta della graduatoria nazionale che misura l'indebitamento delle famiglie. La cifra media è di 16.898 euro. Dal 2002 l'indebitamento nel territorio ha avuto un incremento del 93%. Così Cremona e provincia raggiungono un poco allettante 26° posto nella classifica generale, il Paese soffre, Cremona di più rispetto ad altre realtà, constatiamo dunque il fallimento dellas pianificazione economica nel cremonese da almeno vent'anni a questa parte.
L'indebitamento medio delle famiglie cremonesi: anche qui siamo nella parte alta della classifica dell'emergenzaTornando a Cremona, dal dato emerge sempre più una situazione economica assai critica. Dall'Istituto Cgia di Mestre giunge un altra classifica, sempre in negativo, purtroppo. Cremona e provincia figurano nella parte alta della classifica che misura l'indebitamento delle famiglie. La cifra media è di 16.898 euro. Dal 2002 l'indebitamento nel territorio ha avuto un incremento del 93%. E così Cremona e provincia (il dato non è riferito soltanto alla città, l'errore di chi ha individuato solo il capoluogo è clamoroso) raggiungono un poco allettante ventieiesimo posto nella classifica generale. Lodi detiene il record assoluto con 20.960 euro. |
Per l'Epifania, il Vescovo Lafranconi, tenendo fede all'impegno manifestato ripetutamente durante le celebrazioni natalizie, ha inviato questa lettera alla trentina di istituti di credito presenti nella diocesi di Cremona:
Egr. Direttore,
durante la scorsa Quaresima, la diocesi di Cremona ha deciso di destinare la tradizionale raccolta diocesana alla Caritas Cremonese, perché potessero essere potenziati gli aiuti destinati alle numerose famiglie colpite dalla perdita del lavoro e dalla crisi economica. Dei circa 42mila euro raccolti nulla è rimasto già a fine Ottobre: sono stati destinati infatti oltre 5Omila euro a singoli e famiglie attraverso interventi su utenze, spese in ambito sanitario e scolastico, affitti, ecc.
La crisi economica naturalmente non ha terminato di far sentire i propri effetti. Per questa ragione ci rivolgiamo a Voi, perché con un gesto di solidarietà possiate venire incontro al nostro desiderio di essere vicini concretamente a coloro che spesso improvvisamente e per la prima volta rischiano di varcare la soglia della povertà.
Nel ringraziare anticipatamente per quanto potrà fare, porgo distinti saluti e auguro Buon Anno.
+ Dante, vescovo
Morde la crisi. In soli 7 mesi i prestiti assistiti da Artigianfidi di Cremona hanno "bruciato" per importo quelli dell'intero 2008. Lo scorso anno ammontavano a 7.802.420 euro; nei primi sette mesi di quest'anno (il dato è aggiornato al 28 luglio) hanno già "sforato" di circa 500 mila euro raggiungendo la rispettabile cifra di 8.319.650 euro. Una crescita paurosa con questi dati a picco: tra il 9 febbraio ed il 3 marzo 1.036.700 euro tra il 23 marzo ed il 28 aprile 1.545.000 euro, tra il 28 aprile e il 12 maggio 1.184.000 euro. A luglio la richiesta è scesa a 933.000 euro. In attesa degli ultimi dati aggiornati tanto basta per dire quanto sia preoccupante il momento come sottolinea il presidente di Artigianfidi Giorgio Everet il quale richiama le banche. "Hanno fatto tanto, ma siamo convinti che possano fare di più specialmente nei confronti della piccola e media impresa".
Il Banco Popolare, grazie all’accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi del decreto legge n. 185/08, si impegna a garantire ai propri clienti, che si trovino in situazione di difficoltà, la possibilità di sospendere, fino a 12 mesi, il pagamento delle rate del mutuo senza alcun costo e con conseguente prolungamento del periodo di rimborso.
Nello specifico, con decorrenza 31 luglio 2009, hanno diritto alla sospensione tutti i sottoscrittori di un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale che abbiano usufruito di interventi di sostegno al reddito per la sospensione dal lavoro (es. Cassa Integrazione) o abbiano perso la propria occupazione da lavoro dipendente o si trovino in possesso dei requisiti per l’assegnazione della somma una tantum di cui all’articolo 19, comma 2, del D.L. 185/2008.
Provincia, Camera di Commercio e Istituti di Credito locale hanno sottoscritto il protocollo per l’anticipazione da parte delle banche dell’indennità che spetta ai lavoratori in caso di ricorso agli ammortizzatori sociali: Cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria, in deroga e la mobilità.
Gli Istituti di Credito che hanno aderito sono: Banca Cremonese di Credito Cooperativo, Banca Cremasca, Cassa Rurale del Cremasco, Cassa Rurale e Artigiana di Rivarolo Mantovano, Cassa Padana-Banca di Credito Cooperativo, Banca di Credito Cooperativo di Dovera e Postino, Banca dell’Adda Credito Cooperativo, Banca Popolare di Cremona, Banca Popolare di Crema.