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INCHIESTA: IL TERRITORIO CREMONESE È CAMBIATO.... TUTTI I DATI DEL DISAGIO


La crisi? Sarà in regresso, ma i deboli la pagano tutta. Povertà e sfratti in crescita a Cremona

Ecco le evidenza misconosciute della crisi a Cremona, in Italia e nel mondo con il trionfo del globalismo, delle multinazionali che comunque debbono fare cassa, del PIL divenuto lo spirito santo dell'economia ultraliberistica. Se la crisi è in regresso, pagano gli umili, di qui e altrove, i popoli poveri, i paesi sottosviluppati e supersfruttati dal colonianismo del Terzo Millennnio. Godono invece i potenti trimalcionici. I lavoratori soffrono, eccome. La Camera di Commercio sfiora il problema, ma nel cremonese la cassa integrazione straordinaria ha visto un aumento del 9 mila, dicesi novemila, per cento. E all'ombra del Torrazzo aumentano -in aggiunta ai dati già noti - dell'8% le mense scolastiche, del 5% (circa) la Tarsu, di 0.5 centesimi le tariffe dei bus, del 4% le spese per i libri scolastici (escludendo zaini, diario e cancelleria). Sono le ultime cifre locali. Si svolge una colossale operazione a livello nazionale ( ecco le ridondanze locali) a vantaggio dei più ricchi e a danno dei più poveri. Tutti fingono, anche in campo locale, che non esista altro modo di governare. Si valuti il paradosso di 1245 appartamenti sfitti in città e di una politica tutta volta a favorire nuovi appartamenti per ricchi ( si discuterà ancora in settimana di Palazzo Fodri, sempre con un ottica privatistica e speculativa, peraltro, senza alcun rispetto per la comunità e le evidenze da salvaguardare, altro aspetto di un colossale giro che parte da Roma e arriva a Cremona). La logica è sempre la stessa, quella che scarica la crisi sui più deboli. I quali sono anche di più perché nel contempo aumentano le nuove povertà, più discrete, ma delle quali anche da noi, per ora sottovoce,cifre impressionanti. La cifra delle famiglie in diagio a Creoma, circa sei cento, è infatti realmente ben peggiore, quasi doppia.


POVERTÁ OGGI settembre 2010
SFRATTI 2006/2009
Casi seguiti dalla Caritas: 400 famiglie fortemente disagiate

Richieste di aiuto alla Caritas: 7-8 ogni giorno

Aumento casi sul 2009: 10% circa

Casi seguiti dal Comune: 200 famiglie fortemente disagiate

Richieste di aiuto al Comune: fino a 40 al giorno
sfratti in totale: 320/504

Per morosità: 300/458

Per finita locazione: 18/45

Per necessità del locatore: 2/1

Richieste annuje al Comune di Cremona per l'affitto di alloggi:
circa 1200 in media

abitazioni sfitte in città: 1245

Tutto questo va detto con fermezza perchè i dati che leggete a destra non sono cifre che volano, ma numeri nostri, che ci riguardano da vicino. A ricordarli ci ha pensato un personaggio importante, don Antonio Pezzetti, responsabile della Caritas Cremonese che ha ricordato al Comune, tutto impegnato in giri di vite che stringono i più deboli, diretta ad aumentare le tasse ed a ridurre i sussidi, attorno ai quali è in atto una campagna per evitare sprechi di risorse.

"Attenzione a non pensare che siano tutti furbetti, contate i numeri di coloro che nella disperazione si rivolgono all'assistenza religiosa e pubblica": ha scritto don Antonio Pezzetti. Nelle tabelle accanto contate i numeri di due termometri evidenti della povertà cremonese, le richieste di aiuto, gli sfratti.

E non finisce qui, il disagio si misura anche sulle restrizioni del governo verso un welfare civilissimo che toccano ancora una volta chi è ai margini, anche statisticamente, perchè nella società dell'avere non c'è spazio e attenzione per chi soffre senza il clamore delle percentuali. Ecco la lettera disperata che è giunta a Il Vascello e che trasmettiamo a tutti i nostri lettori:

Caro Direttore, siamo un gruppo di pazienti delle province di Brescia e Cremona e rappresentiamo molte persone affette come noi da malattie assai diffuse (circa il 7% della popolazione) ma purtroppo altrettanto sconosciute: la sensibilità chimica multipla (MCS), la fibromialgia (FM) e l'encefalomielite mialgica (CFS).


Approfittando della importante occasione che vedrà il dottor Lorenzo Bettoni, un medico assai disponibile a noi vicino (lavora all'ospedale di Manerbio -BS-), tra gli esperti mondiali che parleranno ad un congresso internazionale che si terrà alla Camera dei Deputati a fine settembre, chiediamo umilmente e cortesemente di sensibilizzare il folto pubblico che vi segue perché si diffona la consapevolezza di queste malattie.
In cambio possiamo offrirvi la nostra infinita gratitudine, unita a quella dei nostri familiari, dei nostri bambini, nella speranza di riuscire un giorno a vivere oltre la malattia atroce che ci affligge. Sappiamo che ciò che possiamo offrire magari per Lei è poco ma confidiamo lo stesso nella Sua sensibilità: siamo logorate dalla malattia! Non ci abbandoni per piacere! Unisca la Sua voce alla nostra! Sostenga la nostra speranza!
M. Pavoni, M. Assunti, C. Morandi, M. Bricchi, V.Assalini, P. Favagrossa, M. Baggio, M. Lorenzi, S. Metelli, G. Monti, E. Dusi, M. Fossati, R. Rosati, S. Maggi....

Gli interventi del Comune contro la povertà

La necessità, da parte dell’intera Amministrazione comunale e dunque anche dell’Assessorato alle Politiche Sociali, di contenere la spesa entro i budget assegnati è stata affrontata definendo percorsi progettuali differenziati per le diverse tipologie di utenza, ma anche tali da consentire di modulare gli interventi economici in risposta ai diversi bisogni delle stesse persone.

Tra i percorsi progettuali definiti e consolidati vi è stata la definizione di un protocollo con AEM Cremona S.p.A. per far fronte all'elevata morosità accumulata da utenti in carico

Questo progetto per quest’anno  coinvolge circa 60 utenti per un importo complessivo pari a 20.000,00 euro ed una media di intervento di circa 330,00 euro pro capite. Per quanto i cosiddetti buoni AEM la spesa è stata pari 73.204,98 euro per 327 interventi a favore di 320 utenti. In termini programmatori, la previsione di spesa al 31 dicembre 2010 prevede un utilizzo di risorse di circa 85.500,00 euro per buoni AEM. Nell’ambito del progetto “Grandi Assistiti”  sono stati erogati 30.707,00 euro per buoni AEM a favore di 43 utenti.

E' stata inviato l’elenco dei 129 utenti per i quali AEM si impegna a non sospendere o ridurre la fornitura autonomamente ma solo in accordo con i Servizi, e nei confronti dei quali il Comune si impegna a monitorare la situazione debitoria partendo dalle fatture 2010, garantendone la copertura in partecipazione con l'utente, ed impegnandosi inoltre ad una riduzione della morosità precedente al 2010.

Sono previsti incontri mensili tra i referenti dei due enti con lo scopo di aggiornare la lista, verificare il rispetto degli impegni assunti dagli utenti e monitorare la situazione relativa alle morosità in generale.

Per quanto riguarda l’iniziativa “risorsa lavoro”, in questi giorni è stato definito l'elenco degli utenti che beneficeranno di questo intervento, sono stati individuati assistenti sociali tra i casi in carico o pervenuti al Pois; le proposte presentate sono state 79 per un intervento pari a circa 80.000,00 euro. Dopo una attenta valutazione di ogni singola situazione, sono state individuate 57 persone che inizieranno a lavorare per AEM o per il Ponte per un importo complessivo pari a € 20.000,00  da un massimo di 800,00 euro ad un minimo di 100,00 euro ed un intervento medio pari a 350,00 euro. In 30 situazioni questo intervento è sufficiente a sanare il debito nelle altre si tratta solo di una piccola parte, nei contratti sociali che sono stati stipulati con ogni singolo utente sono stati previsti anche impegni a rateizzazioni “sopportabili” da parte degli utenti, se le risorse a disposizione  lo consentiranno si potrebbe prevedere a settembre di destinare altri € 20.000,00 a questo progetto consentendo così a coloro che avranno rispettati gli impegni assunti di avere un altro aiuto nel pagamento delle bollette.

I precedenti statistici

Il rapporto sulla povertà di Cremona dà ragione alle statistiche sul PIL: la politica economica del territorio non va

Dicono che la crisi è ...in crisi. Sarà. Le banche ingrassano, molte industrie si sono... "liberate" degli appesantimenti di personale. Ma il prezzo chi lo paga? Ecco un'altra statistica. Lo pagano i poveri, sempre più poveri,secondo l'Ores, l'Osservatorio sulla esclusione sociale, nel 2008 rispetto al 2007 25 mila altri poveri lombardi hanno chiesto aiuto al privato sociale. E i dati sdono cresciuti di drammaticità nel 2009 come si afferma qui sopra.
Cremona non sta troppo bene nella classifica neutrale, ed ancor peggio se poi si considera la carta della povertà estrema che con qualche difficoltà siamo riusciti a ricavare dai dossier dell'Ores. I poveri estremi nel cremonese vanno infatti verso l'allarme sopravvivenza.
Ecco la graduatoria asettica della povertà: Milano 202.817; Brescia 24.543; Bergamo 19.328, Varese 17.791, Cremona 12.324; Como 9.529; Pavia 9.486, Mantova 5.056, Lecco 4.891, Lodi 4.190, Sondrio 4.006.
Se si fa il rapporto con la popolazione, la misura della povertà cremonese porta alla medesima conclusione del rapporto sul PIl dove Cremona ha la maglia nera lombarda. La Camera di Commercio e gli altri ce la contano soave: il PIL a Cremona è a +8,9 passando da 24.873 euro a 27.087 euro di Pil pro capite nel periodo 2003 -2008 ed ha maturato un distacco dall'altro territorio in stallo, Milano aggregato a Monza e Brianza, del 3,4!. Oggi misura un abisso di 14,7 punti dalla provincia migliore, Brescia. Il PIL medio lombardo pro capite è del 17,5, quello di Cremona poco più della metà! Lo sviluppo deviato del territorio cremonese non dà frutti.E andrà così finché ci preoccupiamo di più della ZTL che dei poveri o se vogliamo, dei meno abbienti. I SUV si moltiplicano, la povertà cresce. C'è anche qualcosa che non va.
Il primo censimento degli enti di assistenza rivolti alle persone in condizione di povertà materiale nasce dalla fusione delle banche dati del privato sociale coinvolto in ORES (Associazione Banco Farmaceutico, Caritas Ambrosiana, Caritas Lombardia, Fondazione Banco Alimentare, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Opere degli ordini francescani, Società San Vincenzo de Paoli - Conferenze San Vincenzo) e di istituzioni pubbliche (Registro regionale delle organizzazioni di volontanato, Registro regionale delle cooperative sociali).
Complessivamente le organizzazioni censite alla fine del 2007 sono state 1513

Se il monitoraggio degli enti riesce a fornire utili elementi generali sulle tipologie di servizio e sulla numerosità degli utenti, al fine di ampliare la base di conoscenza su entrambi i versanti, viene annualmente svolto un approfondimento su un campione di 215 enti del privato sociale di diversa tipologia e identità. La raccolta di queste informazioni è stata effettuata nel mese di ottobre 2008.
Il trend generaleindica un aumento delle persone che si sono rivolte a questi centri in cerca di aiuto, confermando le attese legate alla crisi economica. Il numero di utenti di questi enti è di circa 315.000 alla fine 2007, e cresce fino a 340000 utenti a fine 2008.
Solo l'1,9% degli enti dichiara che il numero di persone assistite quotidianamente è diminuito rispetto al precedente anno; nel resto dei casi, l'andamento è per lo più cresciuto (55,4%) o rimasto stabile (42,7%).
C'è ancora da dire, peraltro: 2 assistiti su 3 sono di nazionalità non italiana; un terzo degli assistiti sono minori, soprattutto stranieri e di sesso maschile; tra gli adulti 18-64 anni prevalgono le donne, soprattutto straniere (in particolare fra i 18 e 130 anni); gli anziani sono soprattutto italiani e donne. Bisogna dunque aggiungere, e qui ha ragione la Lega, che la immigrazione non motivata produce situazioni estreme. Stranieri sì, però 4000 poveri estremi, non dimentichiamolo, solno italiani. Come arrivano alla 'indigenza?
Rispetto alle cause dello stato di bisogno e di difficoltà prevalgono lo scarso reddito e la perdita o la mancanza del lavoro; la seconda causa di povertà è legata a motivi di salute.
Rispetto alla fine del 2007 aumentano soprattutto le persone che hanno perso il lavoro, le madri sole con minori e gli uomini separati o divorziati.
La conferma del disagio viene da un altro indicatore. La misurazione del PIL. Guardate nella tabella qui sopra, la posizione di Cremona in Lombardia. Un distacco in negativo di 5,2 punti percentuali dal penultimo peggior dato regionale, quello di Mantova, di ben 8,6 punti (quasi pari al PIL cremonese) nella media regionale.


Una raffica di dati e di raffronti nazionali sui quali si preferisce tacere

Sfratti, in Lombardia è un disastro: a Cremona inesorabili, sono saliti a 504, qui sotto la situazione nello scorso anno

Dall'Istituto Cgia di Mestre nel 2009 era giunta la premessa al dato qui sopra ed alle tabelle aggiornate che introducono in questa pagina i servizi sulla povertà. La classifica, sempre in negativo, ahinoi, mette Cremona e provincia nella parte alta della graduatoria nazionale che misura l'indebitamento delle famiglie. La cifra media è di 16.898 euro. Dal 2002 l'indebitamento nel territorio ha avuto un incremento del 93%. Così Cremona e provincia raggiungono un poco allettante 26° posto nella classifica generale, il Paese soffre, Cremona di più rispetto ad altre realtà, constatiamo dunque il fallimento dellas pianificazione economica nel cremonese da almeno vent'anni a questa parte.

"Siate ottimisti": predica il nostro premier. Non pensare alla crisi. Ma dirlo a chi vive di reddito fisso pare una presa in giro. E va ancora peggio per chi è rimasto a casa, in cassa integrazione o senza lavoro. Sistenta a credere quel che dicono i dati inesorabili sullo stato del territorio cremonese e dei nuovi disagi. Sfrecciano i SUV. Magari di chi denuncia redditi insignificati o addirittura non denuncia nulla. Così gli occhi se si gira per le città e per i Paesi restano sorridenti e tranquilli. Ma dietro c'è l'inesorabile marcia dei dati (cifre autentiche) in negativo. L 'emergenza picchia in un altro indicatore estremamente significativo. L'emergenza sfratti. L'Unione Inquilini ha fatto una graduatoria, nella quale si mettono in rapporto i morosi con il numero delle famiglie residenti nella provincia. La provincia con la peggiore incidenza risulta Modena dove si registrano nel 2009, secondo i dati fornito dal ministero degli interni, 1.062 sfratti . Ebbene, in questa graduatoria, nel 2008Cremona è nella parte alta, al diciassettesimo posto nella graduatoria nazionale proporzionale (375 sfratti su 389 sfratti per famiglie, in Lombardia peggiore soltanto Pavia).Nel 2009, come si legge nella premessa si servizi statistici sono saliti addirittura a 503. Si conferma la situazione grave della Lombardia dove, secondo l'Espresso, addirittura si deve considerare fuori controllo l'emergenza sfratti. E molti sfrattati finiscono addirittura in strada. Ecco gli sfratti per numero nelle altre città di Lombardia: Brescia 415, Lodi 419, Mantova 451, Varese 452, Lecco 638, Como 920, Milano 1318, Pavia 611.
Pio De Chiara, che fa il lavoro del "cattivo" da 26 anni ed è segretario regionale del sindacato degli ufficiali giudiziari, dice che non lavora così tanto dal 1991. Altro periodo difficile per l'economia. «Stavolta è peggio. Io ho il mandamento su Trezzano dell'Adda, Gorgonzola e altri otto comuni. L'aumento dei morosi è pazzesco, del 40-50 per cento. Io non posso farci nulla, se ci vanno di mezzo bambini e anziani cerco di spostare l'arrivo della polizia di una, due settimane. Ma dopo il secondo accesso dobbiamo cambiare la serratura. Qualcuno dice che noi acceleriamo per guadagnare più soldi, ma è una menzogna. Per uno sfratto becco la miseria di 17,20 euro, un fabbro circa 150. Lo scriva, noi con questo boom non ci guadagniamo niente».
Gli sfratti emessi sono cresciuti in Italia del 17 per cento, ma a Torino si arriva al 50, a Venezia al 260, a Treviso al 74, Como e Mantova sfiorano un aumento del 40.

L'indebitamento medio delle famiglie cremonesi: anche qui siamo nella parte alta della classifica dell'emergenza

Tornando a Cremona, dal dato emerge sempre più una situazione economica assai critica. Dall'Istituto Cgia di Mestre giunge un altra classifica, sempre in negativo, purtroppo. Cremona e provincia figurano nella parte alta della classifica che misura l'indebitamento delle famiglie. La cifra media è di 16.898 euro. Dal 2002 l'indebitamento nel territorio ha avuto un incremento del 93%. E così Cremona e provincia (il dato non è riferito soltanto alla città, l'errore di chi ha individuato solo il capoluogo è clamoroso) raggiungono un poco allettante ventieiesimo posto nella classifica generale. Lodi detiene il record assoluto con 20.960 euro.

La lettera del Vescovo Lafranconi alle Banche

Per l'Epifania, il Vescovo Lafranconi, tenendo fede all'impegno manifestato ripetutamente durante le celebrazioni natalizie, ha inviato questa lettera alla trentina di istituti di credito presenti nella diocesi di Cremona:

Egr. Direttore,
durante la scorsa Quaresima, la diocesi di Cremona ha deciso di destinare la tradizionale raccolta diocesana alla Caritas Cremonese, perché potessero essere potenziati gli aiuti destinati alle numerose famiglie colpite dalla perdita del lavoro e dalla crisi economica. Dei circa 42mila euro raccolti nulla è rimasto già a fine Ottobre: sono stati destinati infatti oltre 5Omila euro a singoli e famiglie attraverso interventi su utenze, spese in ambito sanitario e scolastico, affitti, ecc.
La crisi economica naturalmente non ha terminato di far sentire i propri effetti. Per questa ragione ci rivolgiamo a Voi, perché con un gesto di solidarietà possiate venire incontro al nostro desiderio di essere vicini concretamente a coloro che spesso improvvisamente e per la prima volta rischiano di varcare la soglia della povertà.
Nel ringraziare anticipatamente per quanto potrà fare, porgo distinti saluti e auguro Buon Anno.

+ Dante, vescovo

Artigianfidi e la crisi

In 7 mesi prestiti di 500mila € superiori
a quelli di tutto
il 2008

Morde la crisi. In soli 7 mesi i prestiti assistiti da Artigianfidi di Cremona hanno "bruciato" per importo quelli dell'intero 2008. Lo scorso anno ammontavano a 7.802.420 euro; nei primi sette mesi di quest'anno (il dato è aggiornato al 28 luglio) hanno già "sforato" di circa 500 mila euro raggiungendo la rispettabile cifra di 8.319.650 euro. Una crescita paurosa con questi dati a picco: tra il 9 febbraio ed il 3 marzo 1.036.700 euro tra il 23 marzo ed il 28 aprile 1.545.000 euro, tra il 28 aprile e il 12 maggio 1.184.000 euro. A luglio la richiesta è scesa a 933.000 euro. In attesa degli ultimi dati aggiornati tanto basta per dire quanto sia preoccupante il momento come sottolinea il presidente di Artigianfidi Giorgio Everet il quale richiama le banche. "Hanno fatto tanto, ma siamo convinti che possano fare di più specialmente nei confronti della piccola e media impresa".

Banco Popolare Cremona: le famiglie in difficoltà possono sospendere il pagamento delle rate del mutuo

Il Banco Popolare, grazie all’accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi del decreto legge n. 185/08, si impegna a garantire ai propri clienti, che si trovino in situazione di difficoltà, la possibilità di sospendere, fino a 12 mesi, il pagamento delle rate del mutuo senza alcun costo e con conseguente prolungamento del periodo di rimborso.

Nello specifico, con decorrenza 31 luglio 2009, hanno diritto alla sospensione tutti i sottoscrittori di un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale che abbiano usufruito di interventi di sostegno al reddito per la sospensione dal lavoro (es. Cassa Integrazione) o abbiano perso la propria occupazione da lavoro dipendente o si trovino in possesso dei requisiti per l’assegnazione della somma una tantum di cui all’articolo 19, comma 2, del D.L. 185/2008.

L’accordo per anticipare la Cassa integrazione ai lavoratori

Provincia, Camera di Commercio e Istituti di Credito locale hanno sottoscritto il protocollo per l’anticipazione da parte delle banche dell’indennità che spetta ai lavoratori in caso di ricorso agli ammortizzatori sociali: Cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria, in deroga e la mobilità.

Gli Istituti di Credito che hanno aderito sono: Banca Cremonese di Credito Cooperativo, Banca Cremasca, Cassa Rurale del Cremasco, Cassa Rurale e Artigiana di Rivarolo Mantovano, Cassa Padana-Banca di Credito Cooperativo, Banca di Credito Cooperativo di Dovera e Postino, Banca dell’Adda Credito Cooperativo, Banca Popolare di Cremona, Banca Popolare di Crema.




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di Dom, 4 dic 2011