Un evento: la Biblioteca Statale di Cremona riapre al lunedì pomeriggioErano 30 anni che non accadeva - ...E cresce di ore, con orario pomeridiano ampliato fino alle ore 18.30 Siamo vicini ai centomila lettori all'anno, uno sforzo che mette in risalto la dedizione del personale La Biblioteca Statale di Cremona ha deciso di ampliare gli orari di apertura al pubblico, arrivando da 51 a 58,30 ore di apertura settimanale complessiva. Dopo moltissimi anni (30) la biblioteca tornerà ad aprire al lunedì pomeriggio, anche se con servizi ridotti, e l’orario pomeridiano viene prolungato fino alle 18.30, secondo questo schema: Lunedì- Venerdì: ore 8.00-18.30. (vecchio orario: lunedì, 8.10-14.00, martedì-venerdì, 8.10-18.00) Sabato: ore 8.00-14.00 (vecchio orario: 8.10-14.00) Il nuovo orario verrà adottato già da lunedì 24 maggio prossimo. Al lunedì pomeriggio e nel prolungamento dell’orario sarà possibile la sola consultazione del catalogo e dei materiali del Salone di lettura, così come sarà possibile continuare a utilizzare i libri già richiesti e la connessione wi-fi. Questo risultato è stato reso possibile dalla grande disponibilità mostrata dai lavoratori e dai loro rappresentanti.
I dipendenti della Biblioteca Statale di Cremona da molti anni manifestano una dedizione al lavoro e alla funzione pubblica ricoperta che travalica spesso il tipo di professionalità e l’area funzionale di appartenenza, in un rapporto di mutua assistenza che privilegia sempre e comunque il servizio al pubblico. Questa disponibilità ha consentito alla biblioteca di arrivare agli attuali circa 100.000 lettori all’anno. Va sottolineato però che questo è lo sforzo massimo compatibile con l’attuale organico (30 in tutto, con due pensionamenti da scontare nel 2010). --- Le fotografie in bianco e nero sono di Ernesto Fazioli (1938). A lato il salone di di lettura, sotto il montaggio delle imponenti scaffalature e la sala degli schedari (1938 circa).
La Biblioteca Statale di Cremona è una struttura periferica del Ministero per le Attività Culturali. Per una convenzione risalente al 1885 e rinnovata nel 2006, conserva e gestisce la Libreria Civica
La sede Dal 1938 la Biblioteca occupa il cinquecentesco Palazzo Affaitati grazie all’allora direttrice Virginia Carini Dainotti, importante figura della biblioteconomia italiana. La riorganizzazione funzionale del Palazzo, nel quale ha sede anche il museo Civico, richiese molteplici interventi: fu ricostruita, pur nel rispetto di alcune preesistenze architettoniche, tutta la fiancata nord-est, un lungo parallelepipedo che ospita i magazzini librari e al primo piano l’ampia Sala di lettura. Nel 1970, quest’ala del palazzo fu ulteriormente prolungata con la costruzione al piano terra di un secondo magazzino librario e al primo piano di una moderna Sala per ragazzi. La storia La Biblioteca Statale di Cremona affonda le sue origini a 400 anni fa, quando il vescovo cremonese Cesare Speciano (1539-1607) legò la sua biblioteca, una delle più vaste per i tempi, al Collegio Gesuitico. Soppresso l’ordine nel 1773, la Biblioteca fu aperta al pubblico da Maria Teresa d’Austria all’incirca nel 1780, anno da considerarsi dunque data di nascita ufficiale dell’Istituto. Il patrimonio s’è arricchito coi duplicati della Braidense di Milano (su ordine della stessa Maria Teresa), con parte dei fondi d’altre librerie monastiche (1798) e l’acquisizione di biblioteche private e di enti pubblici, soprattutto il deposito dei fondi del Civico Museo (1885) che ha portato in unica sede collezioni statali e municipali in quella nota ancora pochi anni fa come Biblioteca Governativa e Libreria Civica. La missione La Biblioteca svolge funzioni sia di conservazione, sia di consultazione, principalmente rivolta ai cultori della ricerca storico-letteraria, sia di pubblica lettura verso un più ampio universo di fruitori: infatti sono attive sale pensate per l’uso generale come la Sala Multimediale e la Sala Ragazzi, sezione istituita nel 1938 e destinata ai più piccoli, prima nata in Italia. - La Biblioteca promuove la lettura in tutte le sue forme, la cultura come patrimonio sopranazionale, sovralinguistico, sovraetnico, l'aiuto alle categorie deboli nell'accesso all'informazione. - Conserva, tutela e valorizza il proprio patrimonio bibliografico, documentario e iconografico manoscritto e a stampa. - Acquisisce tramite aquisti, donazioni e cambi la più qualificata produzione editoriale, nazionale e straniera, in base alla peculiarità delle proprie raccolte storiche nonché alle esigenze e alle richieste dell'utenza. - Riceve, ai sensi della legge sul Deposito legale, tutta la produzione editoriale e tipografica della provincia di Cremona. - Dispone per l'utenza di una Sala multimediale e di un Hotspot wi-fi per la navigazione in internet a scopo di ricerca, studio e documentazione. - Organizza mostre, soprattutto bibliografiche, seminari, conferenze e presentazioni di libri. - Svolge attività editoriale con la pubblicazione del periodico ‘Annali della Biblioteca Statale di Cremona’ e delle collane di studi ‘Mostre’ e ‘Fonti e sussidi’ | Quando e che cosa8.00-18.30 dal lunedì al venerdì - [Vecchio orario: martedì-venerdì 8.10-18.00] 8.00-14.00 il sabato [Vecchio orario: Lunedì e sabato 8.10-14.00] per un totale di 58,30 ore di apertura [Vecchio orario: 51 ore] L’accesso alla Biblioteca è consentito a chi abbia compiuto il sedicesimo anno di età. Fino ai sedici anni si accede alla Sala dei Ragazzi. CHIUSURA ORDINARIA lunedì e sabato pomeriggio, domenica e festività civili (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno), religiose (1 e 6 gennaio, Lunedì di Pasqua, 15 agosto, 1 novembre, 13 novembre Sant’Omobono Patrono di Cremona, 8, 25-26 dicembre) CHIUSURA STRAORDINARIA chiusura estiva: 15 gg. nel mese di agosto (le date esatte vengono comunicate a mezzo stampa locale e sul sito web) con orario esclusivamente antimeridiano per sala multimediale, prestito locale e distribuzione dalle ore 10.30 alle ore 13.30. Sala di lettura (1° piano): 99 posti, con 66 prese per pc portatili, 2 postazioni per non vedenti e ipovedenti Orario: 8.00-18.30 dal lunedì al venerdì; 8.00-14.00 il sabato Sala di consultazione (1° piano): 16 posti, con 16 prese per pc portatili e 1 lettore di microfiches Orario: 9.00-18.00 dal martedì al venerdì 9.00-14.00 il lunedì e il sabato Sala dei ragazzi (1° piano): 70 posti, 2 postazioni internet Orario: 9.00-18.00 dal martedì al venerdì 9.00-14.00 il lunedì e il sabato Sala di codicologia (2° piano): 12 posti, con 2 prese per pc portatili Orario: 9.00-14.00 dal lunedì al venerdì Sala Multimediale: 20 postazioni internet; 3 lettori-stampatori di microfilms Orario: 9.00-17.30 dal martedì al venerdì 9.00-13.30 il lunedì e il sabato Tutte le sale sono coperte da segnale wi-fi. La Sala Cataloghi è aperta per la ricerca dalle ore 8.00 alle 18.30 dal lunedì al venerdì e dalle 8.00 alle 14.00 il sabato. Il Servizio di Distribuzione è aperto dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.30 e il lunedì e il sabato dalle 9.00 alle 13.30. |   
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L'ultimo evento E' statala mostra delle legature dei libri di un grande specialista dell'800, Luigi Lodigiani, un colosso di quest'arte apparantemente minore ma che ha dato prestigio ad alcune delle maggiori biblioteche dell'epoca, compresa quella del marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone. Sono il pcompletamente ed il prolungamento di un patrimonio che è già stato esaltato con la fortuita scoperta delle legature medioevali negli anni '70. La mostra è l'esito di un lavoro del bibliofilo Federico Macchi. D'altronde - scrive il direttore della Biblioteca Stefano Campagnolo - "sapevo, conoscendo la ricchezza ancora parzialmente inesplorata del patrimonio della Statale di Cremona, che avrebbe portato risultati preziosi: in conclusione, sono più di cinquecento le legature artistiche meritevoli di essere accuratamente descritte". Stefano Campagnolo prosegue: "Non si immaginava però che fra i fondi civici, e più fra i libri appartenuti a Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone, si celassero 87 legature che rappresentano un gruppo compatto, interamente riconducibile all'opera di un solo legatore: Luigi Lodigiani (1778-1843), uno degli ultimi grandi artigiani, memore della tradizione italiana ma pienamente compreso nei modelli coevi francesi, che apprese il mestiere a Parigi e operò a Milano fra Impero, Restaurazione e moti risorgimentali, in un periodo fecondissimo di trasformazioni sociali, di rivolgimenti storici, ma più di tutto negli anni in cui Milano acquisì il primato di centro principale per l'editoria italiana lungamente detenuto nei secoli precedenti dall'altra capitale del Regno Lombardo-Veneto, Venezia: primato raggiunto nel XIX secolo e mantenuto fino a oggi.
Erano anche gli anni in cui l'arte della stampa, rimasta per quasi quattro secoli un'attività sostanzialmente artigianale, refrattaria a trasformazioni repentine, sull'impellente spinta delle esigenze di lettura delle masse borghesi e popolari e delle necessità correlate alla stampa delle pubblicazioni periodiche, si convertiva alla produzione meccanizzata. Il 1830 rappresenta infatti il termine convenzionale in cui la biblioteconomia ha posto la data di nascita del libro moderno. Nell'ambito di queste trasformazioni (e nella definizione stessa del concetto, piuttosto astratto in verità, di libro moderno), la legatura giocò un ruolo importante. Con la nuova produzione di massa serializzata, non era più possibile proseguire nel commercio dei libri secondo i vecchi sistemi, ovvero lasciando al libraio o direttamente all'acquirente il compito di provvedere a una legatura per i libri da smerciare o acquistati: mentre per le collane più economiche era sufficiente una copertina in carta con la trascrizione dei dati del frontespizio, per alcuni prodotti si ricorreva a soluzioni più accattivanti e costose. È il caso delle strenne natalizie e artistiche che puntarono anche sulla bellezza delle coperte, realizzate con nuovi materiali e nuove tecniche, per rispondere ai mutati gusti del pubblico, e in un certo senso contribuendo a formarli. I contemporanei avevano còlto con chiarezza questo elemento, che così prestava ottimi argomenti ai detrattori, numerosi, di tal specie effimera di pubblicazioni. Alcune colorite coperte di queste strenne -ricorda Campagnolo - sono esposte in mostra e descritte e nel mirarle non si fa fatica a cogliere, tra i vivaci colori e le incisioni che alludono ad Hayez, le ragioni, non solo storico-cronologiche, che hanno portato a coniare la tipologia delle 'romantiche' per queste legature. Libro adatto alle dame, dono discreto e onorevole, in genere povero, o vuoto assolutamente di sostanza, di modica utilità, per il quale si era disposti a sborsare fino a venti volte il costo di un lunario degli anni '20, le strenne dominarono la porzione del mercato librario, soprattutto fra terzo e quinto decennio del secolo, di quel tipo di pubblicazioni che fece diventare il libro oggetto da consumare, condividendo con la stampa periodica la caducità dei contenuti. (...) Proprio nell'arco cronologico dell'attività di Lodigiani, convivono legature realizzate artigianalmente e 'industriali', in un rapporto di reciproca influenza.(...) Accanto all'uso e consumo librario di massa, c'era chi continuava a rivolgersi, per tutt'altro genere di libri, ai legatori che proseguivano nelle lavorazioni tradizionali, pur introducendo alcune modernità, come l'impiego del dorso mobile. E il caso dell'Aia Ponzone: perfetto esempio di quei nobili illuminati' che spesso, tra fine '700 e Restaurazione, coniugarono l'interesse per la storia naturale con quello più tradizionale per l'antiquaria, la bibliofilia e l'amore per l'arte con gli interessi scientifici, in nome di un enciclopedismo per lo più sterile. Come evidenzia Raffaella Barbierato nel suo articolo, Giuseppe Sigismondo intrattenne costanti rapporti con la capitale, rapporti testimoniati anche da queste legature che lo mettono così in compagnia di Gaetano Melzi e altri noti bibliofili. La relazione con Milano era una relazione naturale, anzitutto per ragioni squisitamente familiari, vista la radicata presenza di membri della sua famiglia. Ma il rapporto fra Cremona e Milano, al di là di Ala Ponzone, era stretto anche per quanto riguarda l'ambito tipografico e il mondo del libro: oltre a sottolineare la presenza nella nostra collezione di altre legature del Lodigiani non riconducibili all'Ala Ponzone, segno di una consuetudine diffusa, tra le altre occorrenze, è utile ricordare il ruolo avuto da Giuseppe Feraboli nei confronti di Giovanni Silvestri, che svolse a Cremona il proprio apprendistato e sposò una cremonese. Giuseppe Sigismondo deve essersi giovato anche di un tramite d'eccezione, quello di Giambattista Biffi, che stava da presso agli intellettuali che animarono gli inizi della stampa periodica riuniti attorno al Caffè e poi al Conciliatore. L'orizzonte dell'Ala Ponzone era però assai più modesto, soprattutto dopo la morte del Biffi (1807) (...) La cura che dedica alla sua biblioteca e alle edizioni che patrocina, per cui sceglie appositamente i tipi bodoniani, così come sceglie Lodigiani per le legature, evidenzia i suoi principali interessi: la numismatica, la storia locale. Seguendo un processo che ha ragioni storiche profonde, il ramo cremonese degli Ala Ponzone, come molte altre famiglie nobili, si estingue con lui (1842) e le collezioni amorosamente accumulate (come le cospicue ricchezze, spesso accresciute dall'assottigliarsi dei rami familiari) costituiscono oggi la base delle principali collezioni civiche cremonesi.(...) Informa infine Stefano Campagnolo. " Se l'audacia è una delle (molte) qualità da riconoscersi ai bibliotecari, non stupisce poi che la fortuna abbia contribuito nell'arricchire questo catalogo, essendo emerso, a seguito di ricerche mirate nel fondo Ala Ponzone conservato presso l'Archivio di Stato di Cremona, un nutrito numero di documenti di grande interesse, con lettere autografe di Lodigiani, elenchi di libri e relative operazioni di legatura e prezzi conseguenti. Una documentazione che non ha molti altri riscontri comparativi. ---- La mostra è l'esito di una collaborazione ampia che ha visto in campo con Federico Macchi, anche Raffaella Barbierato e Maria Luisa Corsi. Il tutto è compendiato in un catalogo davvero esaustivo con eccellenti riproduzioni.
 La pagina è aggiornata alle ore 21:18:17 di Ven, 21 mag 2010
 Legatura del primo quarto di secolo XIX di Luigi Lodigiani: "Discours de la religion des anciens romain" copertina e rombo centrale del retro. Provenienza Sigismondo Ala Ponzone Nella seconda riproduzione in basso il centro della copertina di un' altra legatura di Luigi Lodigiani ,"La società ed il suo fine libri iv di Antonio Rosmini", provenienza Cremona Albertoni Legatura del secondo quarto di secolo XIX di Luigi Lodigiani, Costumi alla Festa da Ballo data dal Nobilissimo Signor Conte Bathyany la sera del 30 gennaio 1828.
Nella seconda riproduzione Legatura del secondo quarto del secolo XIX. Cremona Fidelissima città et nobilissima colonia de Romani... da Antonio Campo, provenienza: Cremona, Sigismondo Ala Ponzone Legatura del secondo quarto del secolo XIX, verosimilmente eseguita a Milano, Strenna romantica italiana, Milano, presso Ripamonti Carpano. Custodia in cartone bianco del genere moiré vermiforme. Nella seconda immagine, quarta di copertina. Tre legature di diversa esecuzione: legatura del secondo quarto del secolo XIX, eseguita a Milano, Influenza degli imperatori di Casa d'Austria nelle vicende d'Italia; legatura del primo quarto di secolo XIX, verosimilmente eseguita a Cremona (alle armi della Casata Albertoni); legatura dell'ultimo quarto del sec.XIX, probabilmente eseguita a Torino, Inaugurandosi il monumento al trofeoro del Frejus, alla presenza di Umberto I |