
di Sergio Capelli* Con quattro spettacoli in sette giorni, beneficiando di un settembre con temperature di piena estate e con la piacevole sorpresa di chiudere, come si suoi dire, in bellezza, con il successo dei Legnanesi, si è concluso il Festival di Mezza Estate 2011. I disastri combinati dagli organizzatori del precedente Festival (anno 2010) - da 'Prima Show', una quasi sconosciuta agenzia teatrale con sede a Noci, un paesino altrettanto poco conosciuto in provincia di Bari - avevano fortemente messo in dubbio lo svolgersi della manifestazione. Cosa era successo in estrema sintesi. L'amministratore di Prima Show a inizio estate 2010 si è presentato in Comune e ha dichiarato la sua disponibilità ad organizzare il Festival presentando nel contempo un programma da sballo. Vi apparivano nomi di famosi: artisti come Andrea Bocelli, Dalla e De Gregori, Josè Carreras, I Legnanesi e altri un po' meno famosi per un totale di 18 serate. La Provincia di venerdì 19 marzo 2010 lo pubblica sotto forma di programma bilancio dove erano previste le entrate e le uscite e una curiosa colonnina che indicava «spettatori stimati». Come sia finita è arcinoto. Portato a termine il Festival, sono spariti con la cassa, non prima di aver sciolto la società, oscurato il sito Internet e seminato debiti a 34 aziende cremonesi. La responsabilità degli amministratori ancora in carica sono gravi e tantissime e sono ben evidenziate sul Punto 'Il maxi buco del Festival e i dilettanti del Comune' apparso su La Provincia domenica 31 gennaio 2011 a firma del direttore. Ma devo tornare a quel cartellone che aveva destato in me i primi sospetti. Ho così contattato Roberto Nolli, tuttora assessore al Bilancio il quale mi ha combinato quasi subito un incontro con il sindaco Perri che purtroppo, quella mattina, aveva una riunione ma che mi avrebbe raggiunto appena conclusa. L'assessore mi ha accompagnato nel suo studio e su mia richiesta, ha chiamato ii Signor Conzadori, titolare dell'ufficio per le attività istituzionali e promozionali della presidenza del Consiglio. di Cremona che aveva partecpato attivamente alla trattativa con il responsabile di Prima Show, per uno scambio di idee. E' cominciato un colloquio durato un paio d'ore con il signor Conzadori sempre più in imbarazzo. Ho così scoperto che con Prima Show non c'era un contratto vero e proprio ma solo una specie di scrittura privata. | Qui Prima Show si impegnava ad assumersi tutti gli oneri relativi alla manifestazione e che in più avrebbe versato al Comune qualche decina di euro per l'utilizzo dell'Arena.Ho chiesto al signor Conzadori di mostrarmi lo scritto insieme ai borderò relativi al Festival 2009. Nelle foto: Il cinema Tognazzi fotografato nel giorno di chiusura, e quando come cinema ENIC e prima cinema Littorio) è stato fulcro non solo della cinematografia di qualità di Cremona, ma anche della vita civile e politica della città. La foto a colori è di Antonio Leoni © Con l'arrivo del sindaco, che aveva finito la riunione, il signor Conzadori è tornato nel suo ufficio visibilmente contrariato. Il sindaco mi ha ringraziato per la mia disponibilità a mettere a disposizione del Comune la mia cinquantennale esperienza di operatore dello spettacolo, mi ha salutato accennando anche un piccolo abbraccio, con la promessa che ci saremmo rivisti. Quello che è successo dopo non lo so, sta di fatto che per quattro mesi ho atteso la telefonata della sua segretaria che mi fissasse la data dell'incontro promesso. Solo a Festival targato Prima Show concluso, la telefonata è arrivata. E stato un faccia a faccia franco durato un paio di ore nel corso del quale sono stati toccati vari argomenti in particolare naturalmente quanto era accaduto al Festival appena concluso. Prima di riferire quanto si doveva fare a mio avviso per salvare il Festival, è necessaria una premessa. Il Comune è proprietario sia del teatro Ponchielli diretto dalla dottoressa Cauzzi, quanto dell'Arena Giardino il cui utilizzo per spettacoli è affidato al signor Conzadori. Non sole ragioni ma fra i due è in atto una rivolta originata da contrasti quando Conzadori collaborava con la dottoressa Cauzzi nella gestione del Ponchielli. Tutto ciò arreca grave danno al Comune ed è compito dell'assessore competente intervenire per sanare una situazione che ha dell'incredibile. Fatta questa premessa, torno al Festival e riassumo in breve quanto ho esposto al sindaco.
|
E mi avvio a concludere. Per approfondire e meglio spiegare i vari argomenti qui sopra trattati si potrebbe organizzare una tavola rotonda o, in alternativa, una conferenza stampa. Quest'ultima meglio se indetta dal Comune, il che consentirebbe di esaminare altre situazioni, come per esempio come meglio utilizzare i contenitori esistenti, cambiando destinazione a quelli chiusi e inattivi per gran parte dell'anno incominciando dal Monteverdi dove potrebbe essere trasferito l'Istituto superiore di studi musicali Claudio Monteverdi. E proprio per concludere, preciso che questa è l'ultima volta che chiedo al Comune di consentirmi di fare qualcosa per la mia città, che tanto amo. Sono cremonese doc, orgogliosamente cremonese, come amava definirsi il mio grande amico Ugo Tognazzi e sarei lieto di studiare con gli amministratori locali se esiste la possibilità di evitare la chiusura del cinema a a lui dedicato. Naturalmente questa volta non sono disposto ad aspettare quattro mesi per incontrare, e sarebbe il terzo incontro, il mio sindaco. |

Foto A.Leoni ©
Le prime risposte, del tutto informali, a Sergio Capelli sono tiepide, quasi nulle. Angela Cauzzi, sovrintendente del teatro Ponchielli afferma che il Ponchielli, già impegnato per dieci mesi all'anno, potrebbe fornire una collaborazione tecnica, già di per se stessa difficile data la carenza di personale, e vede altrettanto arduo sostenere un progetto artistico con le competenze estetiche dello staff del teatro (di sfondo l'andamento esclusivamente ludico del Festival di Mezza estate e nello stesso tempo il problema di allestire anche il Ponchielli per il caso di pioggia, il che raddoppierebbe i costi). Resta il fatto più solleticante dell'intervento di Capelli: il suo interesse per la ripertura del cinema Tognazzi. Ma anche a questo proposito il gestore del cinema e socio della Roxy srl Carlo Nolli afferma: " "Contanti fra la proprietà ed il Comune per scongiurare la trasformazione del cinema in gaage o in qualcosa di diverso per la sua funzione cinematografica non hanno finora sortito effetti invisibili".