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Deve “applicarsi a Cremona” per sei mesi il giudice Guido Salvini: ha dato in questi mesi “un contributo fondamentale” alla ripresa della lotta all’ndrangheta |
Si pone una questione di rigore e di serietà. Cremona non può incappare in scherzi di questo tipo. La liuteria è la sua fiamma, il suo unico e reale distintivo nel mondo. Qualsiasi cedimento anche per ridere è un passo indietro, un’arma offerta ai suoi avversari , uno sgarro del carisma che deve essere inviolabile. Togliamo i tre colori ed insieme i violini inguardabili dalle vetrine che occhieggiano in altre parti della città. Togliamo ogni alibi.
Persino i turisti si fermano sconcertati a chiedersi se questa esposizione sia una presa per i fondelli o se la liuteria cremonese abbia scoperto un nuovo segreto della famosissima e misteriosa (per chi non ha letto Sacconi) vernice di Antonio Stradivari.
E immagino i titoli su certi giornali o siti specialistici ostili: "In centro nella città di Stradivari violini a colori... made in China!". Rendiamoci conto che pubblicità.
Come non rendersi conto che Cremona non può permettersi di presentare, tanto meno all’ombra del Duomo e nella libreria di un noto ex liutaio, le contraffazioni del violino, consolidando il sospetto (opportunamente alimentato dalla concorrenza) e sul quale si gioca sporco all’estero, ovvero la diceria che in alcuni laboratori liutai nostrani circolino la scatole di montaggio cinesi, dal quale derivano violini opportunamente qualificati da una etichetta che con una opportuna verniciatura testimonia come prodotti nella terra di Stradivari?
Chissà come godono i giapponesi i quali sostengono da tempo che Cremona come capitale mondiale della liuteria è finita e che questa città, a parte pochi maestri, è diventata la Pompei del violino, incapace di creatività, invenzione e genio, travolta dall’omologazione che è diventata il diktat non solo della produzione liutaria.
Bisognerà evitare che il futuro museo del violino rafforzi questa accusa, diventi l’unica dote cremonese, pesando duramente sugli interessi dei liutai cremonesi. Credo che se il caro Elia Santoro fosse ancora qui, accanto a noi, brandirebbe la penna come una lancia. Come ha sempre fatto con grande onestà, lui che di nascita non era neppure cremonese. Per opporsi alle sue richieste di rigore costruttivo, gli antesignani della trovata di largo Boccaccino, i sostenitori della cassa di limoni per strumenti ad arco gli opposero un violino blu in una famosa edizione della Triennale degli Strumenti ad arco.
A tutto contribuiscono scelte che mettono davvero in dubbio la capacità della città di far fronte ad un discorso di alta qualità. Alcuni esempi.
I politici si rallegrano perché come esito finale di convenienze corporative prevalga il liceo musicale sulla scuola internazionale di liuteria per la quale invece si è ancora in attesa dei disciplinari di scuola speciale e dove intanto si tagliano ulteriormente le ore di laboratorio (una vergogna assoluta ed un vero suicidio del quale, a quanto pare, tutti se ne sbattono).
Ma altre tradizioni sono in pericolo, ne accenniamo soltanto, per analogia dei problemi. Si fa la festa del Torrone ma non c’è una pasticceria locale che produca artigianalmente il torrone. Si etichetta e si incarta come cremonese un prodotto che giunge dal Piemonte piuttosto che dalla Puglia o dalla Sardegna.
Il desiderio di omologazione e di apparire a basso prezzo sugli scaffali dei supermercati pesa anche su un altro prodotto tutto nostro come il salame. La tradizione cremonese vuole il maiale macellato ad almeno 240 chili, solo così (o oltre) è maturo ed equilibrato per il salame davvero cremonese da realizzare poi con tutte le parti autenticamente nobili della bestia. Non mezzi maiali ed uno spreco di salnitro e di antibatterici.
Ci fermiamo qui. Basta il concetto. Dal quale è lontanissima la politica, così mediocre che si guarda bene di imbarcarsi in grane come questa e teme come il diabbolo l’eccezione, ovvero l’autentica qualità.
Finito: ma… tiràa zö la clèer, per favore. Grazie Fausto.


Dopo un notevole periodo di sosta seguito alla alluvione del mese scorso ed alla segnalazione delle acque scure emergenti dai residui di acciaieria impiegati per la realizzazione delle strade e del sottofondo di alcune costruzioni, i lavori per la Cittadella dello Sport sono partiti con grande velocità e si sta già procedendo a costruzioni verticali sull'asse centrale dell'area prospicente il campo scuola.
Nella foto lo scarico dei prefabbricati che daranno la sensazione di una parete in mattoni. Si notino i pilastri del frabbicato che emergono ai lati del sottofondo in scorie di acciaieria.
All'ingresso del camntiere del centro sportivo". Arvedi" il cartello obbligagtorio che elenca le necessarie autorizzazioni per il cantiere parla ancora di lavori per la realizzazione della recinzione e del fondo stradale. Ma qui siamo in fase decisamente più avanzata.
Sulla quale è intervenuto in queste ore il gruppo LUCI. In particolare, sulla questione dell'utilizzo come sottofondo dei residui di lavorazione dell'acciaieria Arvedi, LUCI chiede agli organi competenti (uffici tecnici del Comune, Arpa e ASL) di chiarire, approfondire e rendere pubblici i controlli sui materiali utilizzati. Aggiunge: "Con una certa fretta se possibile visto che, dopo la costruzione del complesso, sarebbe difficile rimuovere gli "inerti"...". La preoccupazione di LUCI è dettata dal fatto, si afferma sempre in un suo comunicato, che Paolo Ferrero segretario nazionale della Federazione della Sinistra intervistato sulla questione del progetto "Terzo Ponte"e Carlo Malvezzi vice-sindaco di Cremona intervistato da Telecolor sul progetto "Cittadella dello Sport" rilasciano dichiarazioni assolutamente divergenti sull'opportunità sanitaria, a proposito dell'utilizzo come sottofondo dei residui di lavorazione dell'acciaieria Arvedi. Altro sulla Cittadella dello Sport. LUCI è intervenuto anche sull'abolizione del Forum Ambiente Giovani: un'attentato alla indispendenza di giudizio?
Tamoil comunica ufficialmente: "In riferimento agli insoliti odori registrati ieri, mercoledì 28 luglio 2010, presso l’area della Canottieri Flora, e a seguito delle notizie riguardanti la Raffineria apparse oggi sugli organi di informazione cremonesi (ma non dal Vascello, la precisazione viene pubblicata per dovere di informazione - ndr), si precisa quanto segue: Tamoil Raffinazione S.p.A., dopo aver immediatamente avviato le necessarie procedure interne di controllo per accertare le eventuali cause dell’accaduto assicura che tale episodio non ha alcun tipo di legame, né diretto né indiretto, con l’attività della Raffineria".
Italico Maffini (Lega) nel CdA di Ansaldo Energia |
Il gruppetto di qualche centinaio di allevatori beneficiato dall’emendamento congela multe per le quote latte non incasserà l’anticipo dei fondi europei messo a disposizione dalla Regione Lombardia. Il Pirellone ha infatti deciso di escludere dai pagamenti tutte le situazioni che risultano irregolari o dubbie. Per gli altri, oltre 31 mila aziende agricole, stanno già arrivando quasi 290 dei 500 milioni di euro previsti da Bruxelles. Una seconda rata arriverà entro la metà di agosto per coprire quel che resta delle posizioni ancora aperte. Queste risorse spiega la Coldiretti Lombardia - rappresentano una boccata di ossigeno importante in un momento di grande incertezza per il settore, come confermano gli ultimi dati relativi al secondo trimestre di quest’anno.
L’analisi congiunturale di Unioncamere indica per il lattiero caseario un aumento della domanda sia nazionale che estera, ma sottolinea al tempo stesso che le aziende agricole sono frenate dai costi in aumento e dall’incertezza sul prezzo alla stalla. In affanno anche gli allevamenti dei suini la cui redditività è crollata del 12,7 % rispetto al primo trimestre 2010, con un calo del 7,53% dei prezzi dei suini pesanti sulla piazza di Milano.
CHIESTO LO STATO DI CALAMITA' PER LE PIOGGE DI GIUGNO NEL CREMONESE - Approvazione della Giunta regionale della richiesta al Ministero per le Politiche Agricole di stato di calamità per le piogge persistenti e le piene alluvionali che hanno interessato la provincia di Cremona nei giorni 15 e 16 giugno.
Secondo le rilevazioni del Pirellone i comuni cremonesi coinvolti dalle piogge di maggio e giugno sono stati: Bonemerse, Ca' D'Andrea, Castelverde, Corte de' Frati, Cremona, Gadesco Pieve Delmona, Malagnino, Olmeneta, Paderno Ponchielli, Persico Dosimo, Pieve d'Olmi, Pozzaglio, Robecco d'Oglio, San Daniele Po, Sesto Cremonese, Sospiro, Spinadesco, Stagno Lombardo, Vescovato, Annicco, Ca’ d’Andrea, Calvatone, Casalbuttano, Casalmaggiore, Casteldidone, Cella Dati, Cingia De Botti, Corte De Cortesi con Cignone, Derovere, Drizzona, Grontardo, Gussola, Isola Dovarese, Malagnino, Martignana di Po, Olmeneta, Paderno Ponchielli, Persico Dosimo, Pessina Cremonese, Pieve San Giacomo, Pizzighettone, Pozzaglio, Rivarolo del Re, San Martino del Lago, Sesto, Solarolo Rainerio, Tornata, Torre De Picenardi e Voltido.L’intervento del Presidente della CNA di Cremona Giuseppe Ghisani
Denuncia Giuseppe Gisani, presidente di CNA Cremona: "Da mesi si assiste ad un sistematico ritardo della Pubblica Amministrazione nei pagamenti. Ciò sottrae liquidità vitale alle imprese. Il patto di stabilità interno allunga i tempi di pagamento e riduce la parte più virtuosa e discrezionale della spesa pubblica: gli investimenti in conto capitale.
C’è bisogno di una modifica strutturale delle regole del patto di stabilità, che metta gli enti locali virtuosi nella condizione di realizzare gli investimenti necessari allo sviluppo e alla competitività del Paese e dei nostri territori. Inoltre è assolutamente necessario onorare i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese.
LA CNA chiede reciprocità nei diritti e nei doveri. Se si bloccano i pagamenti da parte della pubblica amministrazione in presenza di pendenze fiscali, anche le imprese che hanno crediti certi, liquidi ed esigibili, dovrebbero poter non pagare le imposte e i contributi dovuti. Di questo la CNA di Cremona si è fatta promotore all’interno della Giunta Camerale della Camera di Commercio di Cremona la quale ha portato il problema all’attenzione di Unioncamere Lombardia che, l’ha fatta propria e ora sottoporrà la questione a livello nazionale.
Un altro cratere: in via Villetta, sullo sfondoUn altro crollo, oltre a quello del Lungo Po, che attende di essere riparato. è quello di Via Villetta, la strada che porta verso la Chiesa di San Sigismondo. Per ora, c'è solo un transennamento che impedisce il passaggio.Il cratere, come quello sul lungo Po, risale al mese scorso, nella famosa giornata della grande pioggia. La sua nascita si deve connettere al fatto che i campi sopra la strada scaricavano in una fognatura a perdere nel terreno, non
mantenuta da anni. Passano i giorni ma la strada è ancora bloccata e nessuno interviene (la spesa sarebbe intorno ai 5000 euro, su per giù).
Caro direttore,
si fa un gran parlare del ruolo internazionale di Cremona. Poi si chiude per ferie la biglietteria sotto i portici del Comune che dà al museo maggiormente frequentato dai turisti stranieri e l'annuncio che i biglietti per l'ingresso si debbono acquistare altrove viene esposto soltanto in italiano. Troppo faticoso tradurre almeno in inglese?
(lettera firmata)
Alessandro Lanfranchi si è dimesso dalla carica di cosigliere provinciale del PD, incarico che aveva assunto per surroga del Consigliere Agostino Alloni. Nella lettera afferma tra l'altro: "
Mi spiace non poter onorare l'incarico elettivo. ma precedenti incarichi pubblici e impegni personali di lavoro non mi consentono di assicurare il doveroso impegno...Inoltre sono convinto dell'opportunità che ogni persona che decida dl operare al servizio della collettività con mansioni derivanti da procedure elettive o meno, debba operare per una sola carica per volta. Ci sono ragioni che riguardano la sfera dei conflitti di interesse ma anche più semplicemente il buon senso. Purtroppo. nella pur breve esperienza di Consigliere Provinciale, non posso che confermare le negative impressioni, espresse dal Consigliere Alloni nella sua lettera di dimissioni, sullo svolgimento dei lavori del Consiglio Provinciale. Per ben tre volte mi ero preparato per un intervento sulla mozione del Consigliere Dusi in merito alla gestione del servizio idrico-integrato che, pur essendo datata 18 Novembre 2009 e posta all'ordine del giorno, ad oggi non e ancora stata discussa e votata. Si tratta dl un argomento di grande importanza che interessa tutti i Comuni della Provincia e soprattutto interessa il Presidente della Provincia per il duplice incarico rivestito anche di Presidente dell'A.ATO. Probabilmente non interessa il parere del massimo organo di indirizzo programmatico e di controllo che è appunto il Consiglio Provinciale".
Fondazione Cariplo e le Fondazioni di comunità lanciano un’iniziativa congiunta: ogni territorio provinciale avrà a disposizione 500mila euro (Cremona 580.000,00 €) per quei progetti che vengono definiti “emblematici minori”, iniziative promosse da enti non profit di particolare rilevanza per il territorio.Potranno essere ammessi a contributo, nell’ambito degli “Interventi Emblematici Provinciali”, progetti e interventi coerenti con gli indirizzi delle aree filantropiche strategiche della Fondazione Cariplo principalmente nei macro settori: Ambiente, Arte e Cultura, Servizi alla Persona e Ricerca Scientifica.
La scadenza per la presentazione delle domande è inderogabilmente prevista per le ore 12 del giorno di Giovedì 30 Settembre 2010. Le domande che, ancorchè spedite per posta nei termini, pervenissero dopo la scadenza non saranno prese in considerazione.
Per informazioni: consultare il sito www.fondazioneprovcremona.it/ telefono 0372 24820
Sorpresa nel referendum sulla riapertura delle case di tolleranza: le donne favorevoli in percentuale son più degli uomini
Scoppia il caso Manuel Gerolin. Ha messo piede nella Cremonese e, a quanto pare, non ha trovato il feeling con l’assetto della Cremonese. Le dimissioni di Arvedi, la posizione sempre più dominante di Turotti, queste le evidenze che al di là di tutto "non fanno della Cremonese una società “normale” per un personaggio con il suo credito e soprattutto gli impediscono di attuare un suo preciso programma di rilancio", secondo voci raccolte in ambienti che sono molto vicini a Manuel Gerolin.
A Cremona ci si è chiesto ben presto chiesti dove Gerolin fosse finito in tutto il tourbillon della campagna acquisti grigiorossa. E non ci risulta che si sia mai fatto vedere al ritiro della prima squadra.
Eppure lui aveva dichiarato al momento dell’annuncio della sua assunzione in grigiorosso, come direttore sportivo: "E' motivo di grande orgoglio per me. Nell’estate sono anche stato cercato dall'Udinese, a dimostrazione del fatto che sono sempre un bel ricordo per società e tifosi. Ora inizio la mia avventura a Cremona con la volontà di riportarla nel calcio che conta".
Con una discorso di questo tipo ci si aspettava di vederlo scatenato in tutte le fasi della preparazione del campionato. Invece in questo periodo è in… ferie. Abbiamo tentato di raggiungerlo da due giorni al telefono. Silenzio.
Pare evidente che quanto meno è sull’Aventino. Forse si è già dimesso. Toccata la Cremonese per mano, Manuel Gerolin non ha di sicuro trovato lo spazio organizzativo e forse anche economico, le risorse e il credito ai quali ambiva , e quindi la possibilità di operare secondo i suoi programmi. Certo, le sue dimissioni, in caso di conferma, saranno una vera bomba nel mondo calcistico italiano e non solo per il "fatto Gerolin" in se stesso, ma per la società grigiorossa.
Le giustificazioni che vengano dai soliti "tutto va ben madama la marchesa", affermano che non si sarebbe trovato a suo agio nel mondo della lega Pro. Ma il problema non pare essere assolutamente questo.
Traumatiche per il suo programma le dimissioni di Arvedi, mancato dialogo, invece, con un Turotti che d’altronde appena assunto a Cremona ha spedito a casa (direttamente o indirettamente, con tanti ringraziamenti dello stesso Arvedi) il buon Randazzo, a conferma di una posizione sempre più evidente e, peraltro, onestamente rivendicata ancor prima di finire a Cremona: quella di ministro plenipotenziario del governo grigiorosso. Arvedi ha ribadito e ingrandito questo ruolo di Turotti.
Che spazio c’è, effettivamente, in questa situazione, al di là di serie A o serie B, per Manuel Gerolin? Attendiamo presto comunicazioni e spiegazioni definitive.
Il Primo mandatario venezuelano, Hugo Chavez Frias ha annunciato ufficialmente la rottura delle relazioni diplomatiche con la Colombia.
E’ stata questa la legittima reazione di Caracas dopo i continui attacchi diplomatici che il governo filo statunitense di Bogotà aveva lanciato in questi giorni contro il Venezuela, reo a suo dire di ospitare nel suo territorio truppe delle Farc e alcuni suoi comandanti. Tra le misure che la Colombia intenderebbe prendere a livello internazionale è una possibile denuncia alla Corte penale internazionale contro il governo di Caracas.
La rottura non giunge inaspettata a un attento esame dell’attuale situazione Sud Americana, che vede come sempre gli Stati Uniti gli occulti, ma non troppo, registri di quanto accaduto.
Con la creazione dell’Alba voluta fortemente da Chávez sono state poste le premesse di un ritorno "nazionale" e "bolivarista" del continente, Washington ha mostrato fin dall’inizio di non gradirne l’iniziativa perché quest’ultima metterebbe a rischio il controllo di quello che è considerato a tutt’oggi dalla talassocrazia Nord Americana,il proprio“cortile di casa”, dove saccheggiarne e depredarne le ricchezze naturali, e quindi ha prontamente approntato diverse basi militari sul territorio colombiano.
Dopo l’uscita di scena di Alvaro Uribe, anche il nuovo presidente colombiano Juan Manuel Santos , sta applicando alla lettera le istruzioni impartite dal Dipartimento di Stato : contenere e poi stroncare in ogni modo la guerriglia che da anni si oppone all’oligarchia che controlla il Paese ,la quale consente alle grandi Corporation statunitensi di sfruttare le immense ricchezze del sottosuolo colombiano, tanto che le Forze Armate sono state protagoniste nel passato di un grave sconfinamento in territorio ecuadoregno per bombardare forze delle Farc , causando 25 morti.
In seconda battuta l’esecutivo di Santos vuole rendere la vita difficile al governo bolivarista venezuelano con continue provocazioni , non disdegnando di colpire come visto anche l’Ecuador di Rafael Correa. Chavez subito dopo quest’episodio aveva prontamente disposto il dispiegamento delle proprie truppe lungo il confine a difesa dell’integrità territoriale venezuelana. Ma evidentemente tal esplicito avvertimento non è bastato, Bogotà vuole ad ogni costo creare una situazione di rischio soffiando sul fuoco con l’obiettivo di indurre l’avversario a qualche passo falso, il che inevitabilmente darebbe agli Usa la scusa di intervenire per soccorrere la sua “colonia colombiana”, dando poi l’avvio a un’escalation militare dalle conseguenze imprevedibili, che il continuo rafforzamento delle Forze Armate colombiane e la presenza d’istruttori militari israeliani, non farebbero che confermare.
Per quanto riguarda il possibile ricorso alla cosiddetta” Corte penale internazionale” con sede all’Aja , è del tutto risibile , primo perché ben sappiano da chi e come sono pilotati i giudici di questa sedicente corte (la cui giurisdizione non è riconosciuta dagli Stati Uniti e dal suo fedele alleato sionista), che agisce a senso unico secondo il “volere di Washington”, secondo perché proprio la Colombia sarebbe la prima a esser incriminata, giacché al suo interno tutti gli oppositori sono sistematicamente arrestati, torturati, uccisi o fatti semplicemente sparire, terzo le Farc sono un movimento guerrigliero di liberazione nazionale,” Fuerzas Armadas Revoluciomarias de Colombia” e non dei terroristi, formate da contadini, studenti, intellettuali,lavoratori.
Agli inzi degli anni “80 le Farc fecero il salto di qualità diventando in breve un esercito con una sua struttura gerarchica, codice militare, stato maggiore e scuole d’addestramento.
Vale infine la pena di ricordare come in Colombia oltre il 60% degli abitanti vive sotto la soglia di povertà , ben 30 milioni sono i poveri su quasi 43 milioni di abitanti, mentre la morte tra i bambini raggiunge la cifra di oltre 2600 morti l’anno e questo in un contesto territoriale grande come il Texas e la California messi assieme ricchissimo di materie prime come petrolio, carbone insieme a oro, platino e argento.
A questo quadro desolante si contrappone quello venezuelano, dove sia pur tra mille difficoltà dovute a decenni di sfruttamento per opera delle solite oligarchie antinazionali e l’ostilità delle “Plutocrazie Occidentali”,la politica bolivarista del Presidente Hugo Chavez sta dando i suoi frutti. La sanità è diventata universale, notevoli gli interventi a favore dell’educazione , mentre è in atto anche una profonda riforma fondiaria per ridistribuire la terra e toglierla ai latifondisti. E mentre Washington detta le regole al governo di Bogotà, Caracas sceglie i suoi amici tra quelle nazioni che non vogliono cedere la propria sovranità nazionale, sia attraverso l’ALBA (Alianza Bolivariana par los Pueblos de Nuestra America), sia con accordi commerciali paritetici con Iran, Russia e Cina.
Se condanna internazionale ci deve essere questa non può che essere verso la Colombia, ma sappiamo benissimo che coloro che dirigono la ben oliata macchina propagandista dei media filo Occidentali, faranno in modo di criminalizzare il Venezuela indicandolo, con strategia ben nota, ma oramai logora, male assoluto del continente Latino Americano.
Federico Dal Cortivo
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Editoriali, inchieste e notizie di interesse globale
Si deve o si può lavorare? L'ideologia del lavoro
di Alain de Benoist



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SPORT | Il difensore già Reggiana Mirko Stefani è grigiorosso, lo comunica la società emilianaDalla Cremonese anche l'annuncio dell'arrivo dell'esterno offensivo Miramontes (ex Ancona)
A Mirko tutta la Società Granata formula un grande in bocca al lupo per la sua carriera di calciatore e per la grande professionalità e per l’impegno calcistico profuso E' la conferma di quanto dato da Informazione Sport di Reggio Emilia e ripreso dal nostro giornale sin dalla mattinata con molti dettagli di una trattativa che - secondo la fonte reggiana - gode della mediazione di Arvedi. A destra la foto che accompagna a Reggio Emilia la partenza del giocatore. Stefani, classe 1984,pezzo pregiato della formazione granata, non ha ritenuto congruo il contratto propostogli dal Vicenza e ha preferito trattare con la Cremonese. Lo scorso anno , al quinto campionato con la Reggiana, è stato eletto capitano della squadra. Stefani può giocare come centrale o esterno destro sia nella difesa a tre che a quattro : pericolose le sue incursioni in area avversaria dove fa valere la sua pericolosità nel gioco aereo. L'US Cremonese, dal canto suo, comunica di avere tesserato l’esterno offensivo Matias Martin Miramontes, classe 1981. Il secondo test della Cremonese |
Trasporto urbano dal 1916 al 2002Testi e foto di Achille Bonazzi. Vai

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Ed ecco che il ministero della Difesa chiede di vendere anche la caserma Manfredini (dopo il distretto e la chiesa di San Benedetto). Malvezzi prende tempo, ma per che cosa se il Parco dei Monasteri è ormai smembrato e al di là di qualche affermazione di principio non viene fuori una ideuzza dalla nuova Giunta che ammette, tra l'altro, il passaggio del capisaldo del Parco, il monastedro di S. Monica alla Provincia per la sua sede?? Solo per chiedere qualche vantaggio economico per le casse comunali in cambio della destinanzione d'uso di questo che fu il monastero dell'Annunciata? L'immagine che di passo in passo è che sei ettari di Cremona siano destinati soltanto alla politica o alla speculazione. Vai
Grazie alla collaborazione dei nostri lettori dedichiamo questo spazio ai video più provocatori pubblicati da YouTube. Inviateci le vostre segnalazioni.
Domenica sera a Castelvetro piacentino, sotto la chioma di Nonna Quercia, 1.300 persone hanno vissuto una serata speciale, in compagnia del gruppo cileno degli Inti Illimani e di alcuni componenti dei Modena City Ramblers, a favore della bellezza della natura e del no al progetto del Terzo ponte.
Il messaggio che è passato ieri sera è profondamente in sintonia con il pensiero e le azioni che gli amici di Nonna quercia stanno portando avanti da ormai SEI MESI (la prima lettera di Nonna Quercia è del 23 gennaio 2010), ovvero i valori di bellezza, tolleranza e integrazione.
Il clima che si respirava nel cerchio affollato intorno alla quercia era di grande attenzione, di maturità, di volontà di impegno civile per il nostro territorio e per il futuro dei nostri figli.
“Il mondo non cambia perché, una volta tonata a casa, la gran parte della gente si lamenta” ha dichiarato il leader degli Inti Illimani, Jorge. “Io nel mio futuro voglio stare sotto la Grande Quercia e non sotto un’autostrada”.
La serata è stata preceduta dalla lettura di una storia vera: quella del proprietario di Nonna Quercia, FRANCESCO, che ha scelto di eliminare una vigna per far crescere rigogliosa la Quercia Durante la serata sono state firmate 587 petizioni, che si vanno ad aggiungere alle altre migliaia già raccolte, a favore di Nonna Quercia e della tutela di tutto il paesaggio della campagna e del fiume Po.
La serata si è svolta in modo molto civile e partecipato, grazie anche all’impegno di molti volontari e alle forze dell’ordine.