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Se nevica forte in Lombardia prevarrà il "fai da te"

Se nevica forte, in Lombardia per spalare la neve prevarrà il fai da te. Il sindaco di Como Stefano Bruni - riferisce un servizio del Corriere della Sera - ha già fatto una triplice raccomandazione ai residenti. «Se nevicherà non andate al lavoro, non mandate i figli a scuola, lasciate l' auto in garage». In cassa non ci sono i soldi per sgombrare dalla coltre bianca tutte le strade della città, ma solo il 50%.

I tagli del governo ai Comuni, ha costretto gli amministratori locali a sforbiciare i fondi stanziati ogni anno per fronteggiare l' emergenza neve e ghiaccio sulle strade. In linea generale, ci sono i finanziamenti per sopportare uno, due giorni al massimo di precipitazioni. Ma, se i fiocchi dovessero continuare a scendere per più di 48 ore, per la viabilità in Lombardia sarebbe il caos e la paralisi. Solo Sondrio, accerchiata dalle montagne, non ha risparmiato risorse per spalaneve e spargisale. Commenta il sindaco Alcide Molteni: «Come avremmo potuto farlo? La neve calamita qui migliaia di turisti, ma le strade devono assolutamente essere sgombre». A Bergamo, hanno deciso di dotare tutti i mezzi spazzaneve di sistema satellitare gps: «Così sapremo in tempo reale dove stanno lavorando e, di conseguenza, potremo rispondere a tutte le richieste», dice Massimo Bandera, assessore ai lavori pubblici. A Lodi spenderanno il triplo (600 mila euro), ma nell' appalto rientrano anche i rattoppi delle buche. Manutenzione compresa pure negli stanziamenti previsti a Brescia (450 mila euro) e Varese (950 mila euro). Soltanto due giorni di sgombero della neve invece assicurati a Lecco. Non sono però soltanto i comuni a essere in difficoltà con il piano antineve. I tagli di Roma infatti impoveriscono anche le casse delle province. E c' è anche l' impennata del prezzo del sale (da 5 a 9 euro al quintale), ormai diventato una sorta di «oro bianco». A Cremona si incrociano le dita. La speranza è che non nevichi troppo abbondantemente. Ma pare che la pale (esterne. impresa Beltrami) siano pronte. Intanto le previsioni del tempo concedono fiducia, megre precipitazioni fino a martedì e persino bel tempo fino al 6 di febbraio.

IL TESTO COMPLETO DEL DECRETO SULLE LIBERALIZZAZIONI: è in pdf, si scarica cliccando qui

TUTTA LA RELAZIONE DELLA BANCA D'italia sullo stato delle famiglie italiane. Cliccare qui.

Pm10 sforamenti gennaio: 21 giornate oltre i limiti, 42 sformamenti come somma dei dati acquisiti nelle capannine di via Fatebenefratelli, Gerre Borghi e piazza Cadorna (70- 61 - 72), 13 consecutivi nel fine mese. Poi rientro e oggi di nuovo guai


Cremona,
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"Si informa che domenica 29 gennaio, si effettuerà la chiusura della città al traffico, dalle 9. alle 18. Il blocco riguarda tutti i veicoli a motore con esclusione di quelli elettrici, quelli alimentati a metano e GPL, gli "Euro 4" e superiori, benzina e diesel. Le limitazioni alla circolazione verranno revocate in caso di maltempo persistente (pioggia fitta o precipitazioni nevose). L’azione viene presa allo scopo di sensibilizzare la popolazione sull’inquinamento dell’aria": così informa un comunicato del Comune.
Siamo sempre assolutamente lontani da un progetto di lotta alle polveri sottili che deve passare attraverso provvedimenti di ben maggiore consistenza e coraggio. Questo mese di gennaio si avvia alla conclusione con il completo disastro dell'accordo in Prefettura e dell'intesa Perri - Bordi. I due si rifugiano nei pretesti e nella facile giustificazione che non c'è niente da fare. Mettano mano almeno al piano del traffico... Il fatto è che se si agisce, qualcuno bisogna scontentare. Quanti cremonesi uccideranno le PM 10 di questo gennaio? Ecco la domanda tragica ed incontestabile. La foto panoramica è di Antonio Leoni ©

Nuova e più forte scossa di terremoto alle 15.53, magnitudo 5,4

Alle 15.53 Cremona torna a tremare: in tutto il Nord Italia si e' percepita una scossa di terremoto di magnitudo 5,4, superiore ai 4,9 registrati il 25 gennaio.L'epicentro e' stato il distretto di Frignano nella zona di Corniglio e Berceto nella zona confine fra la provincia di Parma e Appennino tosco emiliano e la profondita' pari a 60,8 km, quasi il doppio della scossa precedente. Lo riferisce il sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Al momento non si conoscono eventuali danni a persone o cose.

La scossa è stata avvertita anche in tutto il Friuli Venezia Giulia, da Pordenone e Udine a Trieste. Sono seguiti due assestamenti alle 16.23 e alle 16.34 di magnitudo minore.

La scossa è sembrata subito simile a quella profondita' di 33 chilometri ed epicentro tra le Provincie di Reggio Emilia e Parma che si e' verificata due giorni fa, senza provocare gravissimi danni. Tuttavia in relazione a questa nuova scossa si dovrà accertare la situazione delle crepe nel Duomo di Santo Stefano a Casalmaggiore che già doveva rimaere chiuso almeno fino a lunedì. Una misura precauzionale decisa dal parroco don Alberto Franzini, dopo che la scossa di terremoto avvertita nella mattinata di mercoledì e quella successiva hanno causato la caduta di intonaco da alcune crepe interne alla chiesa.

Un altro grande lutto per la cultura del nostro territorio: si è spento a quasi 88 anni Carlo Fayer, anima di artista vero con la maestria del fare


(a.l.) - Si è spento alle 2 della scorsa notte nella sua casa di Ripalta Cremasca un altro grande, forse l'ultimo davvero grande del panorama artistico della nostra provincia. Parliamo di di un poeta e di un amico fraterno, Carlo Fayer.
Ha cessato di lottare dopo un annata tormentata, con più bassi che alti e che gli aveva persino impedito di presenziare alla inaugurazione di una sua antologica quella che si è tenuta a San Vitale ed alla Fondazione San Domenico di Crema dal 10 al 26 dicembre del 2010 e che significativamente richiamava "i luoghi dello sguardo e della mente di Carlo Fayer".
Avrebbe compiuto 88 anni il prossimo ottobre.
Carlo Fayer interpreta in pieno la figura dell'artista nel quale si riconosce la maestria del fare. Il suo orizzonte d'attesa ha come proporzione la pratica e la tecnica intese nella loro interezza significante. Pittura, scultura, ceramica, affresco, grafica, ialurgia sono linguaggi da lui conosciuti per un unico racconto poetico riformulato in un continum emozionale. (segue)

Un dossier WWF evidenzia il saccheggio del territorio: 50 pozzi in Lombardia

Dai big dell'energia solo gocce ai comuni

Nella pianura padana come nel resto d'Italia si trivella a tutto spiano - Perché conviene cercare petrolio e gas - Entro limiti consistenti non si pagano le royalties

Pass 3: ecco il vero traguardo ideologico e morale dei bramini della politica cremonese

Tra le tante battaglie che i consiglieri comunali e provinciali dovrebbero combattere e vincere ed invece perdono al primo bum bum, una l'hanno vinta. Li riguarda in modo diretto, ovviamente. E' la battaglia per i permessi di sosta gratuita.
Restano perché, afferma il consigliere provinciale dell'UdC Trespidi, esponente della casta dei consiglieri anchilosati dlla poltrona e dunque incapaci di muovere le gambe in una città dove le distanze non superano i 250 metri da un ufficio all'altro: "La Provincia deve garantirci l'esercizio del nostro mandato nel modo più ampio possibile ". Belle e nobili parole, la strenua difesa della libertà e del progresso cittadino in nome di una bandiera, il pass 3, il modello più ambito, con il quale si può parcheggia dove si vuole senza pagare.
Il pass 3 è il vero prodotto della Italia Unita, la soddisfazione di ogni goduria, l'emblema del potere conquistato a nome dei cittadini. Il pass 3 promuove l'esercizio democratico - attenzione, non lo diciamo noi, è una frase ufficiale - la distensione tra le categorie, la fluidità della economia, schiacciate non tanto dagli scandali finanziaria e politici ma dalle strisce blu.
Ma se questo è il suo valore taumaturgico, la chiave del riscatto economico sociale e democratico perché non la distribuiamo a piene mani?
Perché i permessi di sosta non li diamo a tutte le massaie posto che si deve garantire l'esercizio del loro mandato che è quello di fornire un pasto ai mariti specialmente succulento se si tratta di consiglieri provinciali?
Non è che un esempio. Potremmo allargarlo ben oltre i confini dei quattordicimila permessi a passa, posto che tutti hanno un mandato da svolgere, quanti affari si discutono davanti a una tazzina di caffè.
Eh no! Se si fa così, penso obietterebbero i consiglieri provinciali, dove va a finire il privilegio, la sottile goduria di esibire ai comuni mortali il fatidico pass 3 ben protetto dal parabrezza? La difesa della democrazia passa per il carisma del bramino.
Virgilio del PD osserva giustamente che il nuovo piano non ha molto senso, " così non si va nella direzione di lanciare un messaggio ai cittadini".
Virgilio ha ragione.
Occorre avere una faccia per lanciare un messaggio ai cittadini.

É di questi giorni la protesta per il tesoretto nucleare che, senza badare troppo ai rapporti di buon vicinato con la provincia del Torrazzo, Piacenza e Caorso si sono spartiti. La ultima cifra è di un milione e mezzo euro: non proprio una bazzecola. Qui una volta di più ci si deve chiedere dove siano i cremonesi e come si siano spesi per ottenere un rimborso dallo Stato per tutto l'impegno che hanno messo per parere i guai di un'eventuale fuga nucleare.
Nucleare, energia. Allora andiamo avanti.. Tutti conoscono l'enorme quantità di metano che si stocca sotto i piedi dei cittadini a cavallo delle province di Cremona e Brescia (Bordolano eccetera, la valle del'Oglio). Anche qui la protesta dei soliti ambientalisti, ma lo gnorri di tutti gli altri.
In un quadro così sconsolante ecco l'intervento di Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio relazioni istituzionali del WWF Italia.
Nella pianura padana come nel resto d'Italia si trivella a tutto andare nonostante in Italia ci sia poco petrolio e quasi sempre di scarsa qualità.
Afferma Stefano Lenzi: "Assistiamo a un progressivo saccheggio di oro nero e gas. Un'aggressione al territorio che avviene nell'indifferenza della politica (come abbiamo già contstatato sulla nostra pelle - ndr) che depotenzia le nostre armi migliori, il turismo e il patrimonio artistico".
Allo stato attuale 50 trivelle già in azione o presto in funzione soltanto in Lombardia.
Perchè tutto questo impeto delle big del petrolio?
Chiarisce Maria Rita d'Orsogna , docente di fisica all'Università di Northridge: " La legislazione in Italia è scandalosa perché favorisce al massimo le ditte estrattrici mortificando le aree invase da pozzi e piattaforme".
Non solo una invasione strumentale. Afferma il dossier del WWF che si trivella con serie rischi per la salute perché molti degli idrocarburi contenenti petrolio hanno una elevata tossicità per la specie umana.
Il punto chiave sono le esenzioni tributarie per chi in Italia estrae gas e petrolio. Per ogni concessione dalla terraferma "entro 20 mila tonnellate di olio greggio e 25 milioni di metri cubi di gas " niente è dovuto sotto forma di royalty. Capita così che sulle 59 società attive in italia pagano le royalties solo Eni, Shell, Gas plus Italiana, Eni Mediterranea ed Idrocarburi.
C'è poi da considerare -aggiunge il report WWF - che per ogni permesso di coltivazione sulla terraferma le Regioni ricevono da chi estrae il 55 per cento dell'aliquota, mentre un misero 15 per cento finisce nelle casse dei comuni coinvolti. I quali hanno l'obbligo di destinare queste risorse "allo sviluppo dell'occupazione, delle attività economiche, dell'incremento industriale e di interventi ambientali".
"Ottime intenzioni -commenta il dirigente di una società petrolifera- ma onestamente irrealizzabile con le briciole concesse ai territori".

Formigoni , Comunione e Liberazione ed il palazzo di via Villani di proprietà dei Ligresti

Arrivano dalla svizzera i documenti che farebbero tremare il governatore della Lombardia e tutto l'apparato di potere ciellino

Formigoni fa finta di prendere alla leggera le minacce di Bossi rivolte a Berlusconi ma che passano per la sua testa. Cacciari da Venezia e da sinistra sentenzia che Fomigoni ormai è bollito (leggi). Ma se la politica gioca le sue carte, la giustizia lmette in campo i documenti. L'Espresso informa che: " Pochi giorni fa i giudici elvetici hanno trasmesso ai pm milanesi nuovi documenti bancari, che sembrano quasi la fotografia di un peccato originale. Un sistema di conti esteri che per almeno un decennio, quello dell'ascesa e consacrazione del governatore lombardo, ha nascosto e custodito un fiume sotterraneo di finanziamenti che irrorava una specie di cupola di Cl. Soldi versati segretamente da aziende del gruppo Finmeccanica, compresa l'ormai famosa Selex (già Alenia), e dai petrolieri italiani coinvolti nello scandalo Oil for food . Ora le carte documentano che il conto più importante era gestito da due tesorieri ciellini. Almeno uno di loro, negli stessi anni, viveva vicino a Formigoni. Molto vicino. Praticamente sotto lo stesso tetto.
Via Dino Villani è una strada a gomito tra il centro e la periferia nord di Milano, a cinque minuti di macchina dalla Regione. L'immobile con le finiture più ricche è un palazzo a forma di "L", protetto da un alto muro di cinta che lascia intravedere solo il parco e i comignoli dei camini. "C'era anche una piscina", racconta un vicino. Ma chi è il proprietario? E chi ci vive? A rispondere è un ex custode: "Era di Ligresti. Poi è diventato la villa del presidente Formigoni, che ha abitato qui per molti anni. Ora l'immobile è stato ristrutturato e diviso in appartamenti messi in vendita".
Le visure catastali documentano che il palazzo era ed è tuttora di proprietà dell'Immobiliare Costruzioni (Im.co), la scatola edilizia della famiglia Ligresti. La ristrutturazione, stando ai ricordi dei vicini, sarebbe partita poco dopo i primi articoli di stampa sul ruolo di tre amici di Formigoni nello scandalo Oilforfood"
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Comunicato: ecco i servizi ex Inam che da lunedì sarano ubicati in ospedale

Era polvere innocua quella contenuta nella busta recapitata a quattro dipendenti della Agenzia delle Entrate.
Secondo le procedure i quattro sono stati ricoverati in ospedale. Ma niente antrace o altre sostanze pericolose e quindi dismissione dei quattro.

Il de profundis di ogni speranza di revisione dei piani. Un comunicato ufficiale: "Rispetto alla riallocazione dei Servizi del Poliambulatorio di Viale Trento e Trieste, l’Azienda Ospedaliera di Cremona comunica che da lunedì 30 gennaio 2012:

  • gli ambulatori di Dermatologia (Dr.ssa Pezzarossa), Neurologia (Dr. Nobili) e Otorinolaringoiatria (Dr.ssa Baldini- Dr. Landolfi), saranno ubicati nel Presidio Ospedaliero di Cremona.
  • I dottori Lusignani, Pellistri, Pellegrino (Oculisti) e il dottor Bresciani (Cardiologo) svolgeranno l’attività ambulatoriale presso l’Ospedale di Cremona

A tale proposito, l’Azienda desidera rassicurare i cittadini ricordando che tutti i servizi saranno garantiti e, nell’ottica della continuità assistenziale, sia le tipologie di prestazioni sia il personale medico di riferimento non subiranno alcuna variazione o limitazione.
Per qualsiasi necessità, chiarimenti e informazioni che riguardano l’Azienda Ospedaliera di Cremona gli utenti possono rivolgersi all’URP dove gli operatori sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16, Telefono 0372 405550; e-mai: urp@cremona.ospedale.it.

Un evento di cultura: ecco l'Arcigoticissimo Bembo
Dedica allo studio del cremonese Marco Tanzi una coloratissima mezza pagina anche "la Repubblica"
Lo straordinario lavoro di Marco Tanzi dedicato a Bonifacio in S. Agostino e nel Duomo di Cremona -Noi abbiamo subito colto l'importanza dell'evento ed abbiamo intervistato l'autore- Da qui tutte le novità di questo studio (cliccare qui) che apre parecchi scenari sul protagonista del Quattrocento lombardo - La preziosissima ricerca non sfugge alla stampa nazionale ed ecco qui sopra la mezza pagina che gli ha dedicato "La Repubblica".

Stagione concertistica: è protagonista il Beethoven 'visto' da Liszt

Appuntamento al Teatro Ponchielli, questo sabato sera alle 20 e 30, con il pianista Maurizio Baglini e il Coro Costanzo Porta.
In programma una pagina di rarissima esecuzione: La Nona Sinfonia di Beethoven nella trascrizione di Liszt, per soli coro e pianoforte. Il musicista pisano, vincitore del prestigioso Concorso Busoni e docente all’Istituto Superiore di Studi Musicali della nostra città, è affiancato dall'ensemble vocale condotto da Antonio Greco.
Il Porta è l'orgoglio di Cremona: memorabili e assai apprezzate le interpretazioni tenute durante numerose edizioni del Festival di musica barocca; esecuzioni che hanno consacrato in massimo grado le qualità di cantanti e direttore.
I solisti del celeberrimo Inno alla gioia beethoveniano sono Eva Oltivanyi (soprano), Hannah Esther Minutillo (mezzosoprano),
Benjamin Bruns (tenore) e Abramo Rosalen (basso)

Il caso: Arrivano "i tri di della Merla"

Arrivano i giorni della Merla, i giorni cioè che secondo la tradizione sono i più freddi dell'anno. Antonia Bertocchi ha compiuto uno studio assai approfondito in ADL (Atlante demologico Lombardo) e ricorda che della festa tradizionale, "I tri di della Merla", sono rimasti alcuni quadri rappresentativi.

In origine si celebrava nelle cascine della Bassa Cremonese, nei paesi gravitanti attorno al bacino dell'Adda.

La distribuzione delle località dove si svolge ancora il rito segue una punteggiatura che appare sovrapponibile ad alcuni dei tracciati dell'antico Lago Gerundo.

I paesi della provincia di Cremona nei quali è conservata la connessione tra la celebrazione della festa e la narrazione del mito si trovanoin particolare nel soresinese. Con Formigara ricordiamo Cornaleto, Crotta d'Adda, Gera d'Adda, Pizzighettone, Ferie, San Bassano, Gombito, Castelleone, Le Valli, Soresina, Olzano, Castiglioned'Adda, Trigolo, Cumignano sul Naviglio, Salvirola, Azzanello, Castelvisconti, Casalmorano, Casalbuttano.
Poi il rito è ancora vivo - ricorda sempre Antonia Bertocchi- a Pianengo nel Cremoasco e per il Cremonese ad Acquanegra, Castelverde, Casanova del Morbasco, Sesto ed Uniti, Luignano, Regona.
Le suggestioni sono moltissime, con i cantori di Meleti e Maccastorna ed il falò sull'argine dell'Adda, o la vecia da bruciare a Crotta d'Adda.

Particolarmente impegnata anche quest'anno l’Amministrazione Comunale di Trigolo. I cantori, alcuni provenienti da Cumignano sul Naviglio, guidati da Giovanna Stanga, l’infaticabile direttore della Schola Cantorum Parrocchiale di Trigolo, si stanno preparando con prove che si tengono presso la sede del locale Corpo Bandistico. Tutti si ritroveranno domenica 29 gennaio alle ore 18,00 in Piazza Europa, con ingresso libero, per riproporre una tradizione di lunga data le cui origini si perdono nella notte dei tempi, rispolverando i vecchi tabarri e gli antichi scialli. Sono ormai ben trent’uno anni che a Trigolo viene fatto rivivere questo rito saliente dell'antico calendario contadino nel quale, mediante il canto e l'accensione di fuochi, il mondo rurale cercava di propiziarsi il buon andamento del nuovo anno agricolo e, specialmente, della stagione d'allevamento dei bachi da seta, dalla quale i contadini traevano la più cospicua integrazione del magro bilancio familiare. I riti propiziatori sono ancora oggi scanditi dagli stessi momenti che un tempo caratterizzavano questa antica usanza contadina: stornelli, falò, distribuzione di “ciuchin”, “galete e cibi caldi della tradizione paesana, accompagnati dalla mescita di “vin-brulé” contro il freddo. In caso di maltempo, avvertono a Trigolo, la manifestazione si terrà nei locali della Biblioteca Comunale di Via Roma.

Nelle foto: il fantoccio da bruciare a Crotta d'Adda (31 gennaio 2007, foto Giancorrado Barozzi), i cantori di Meleti e Maccastorna attorno al falò sull'argine dell'Adda (30 gennaio 2007, foto di Fulvio Montano), i cantori di Crotta d' Adda (2004, foto di Rita Barborini)

Nei due video entrambi da godere comme un regalo di fine inverno, la interpretazione popolare e quella famosa dei Baraban de "La brugna l'è fiurida", il canto più noto dei giorni della Merla.

Il derby, una storia e le foto di una passione.

Altre due istanze di fallimento contro il Piacenza

Il Piacenza allo Zini con tutti i suoi problemi, ma i tifosi anche quelli senza tessera non demordono

La città blindata

La partita è accompagnata dai soliti provvedimento e dai soliti titoli "Cremona blindata" eccetera eccetera. I tifosi senza biglietto non possono acquistarlo in extremis e saranno respinti, la tessera del tifoso non è più una carta di credito ma intanto c'è chi la usa e così via. Tutto appartiene a un mondo di provvedimenti inutili che si raccordano a tre principi.

1- Mantenere vivo il calcio perchè lo sfogo domenicale fa comodo alla politica ed allontana la preoccupazione del governo che la gente si incazzi troppo per le malefatte della finanza.

2 - Allontanare la gente dagli stadi poichè il grande Barnum deve andare tutto in TV ed allora sì che con la gente chiusa in casa, camomilla e pantofole il sogno orwelliano, quello del Grande Fratello, sarà abbondantemente scavalcato.

3 - Fornire un alibi ai Ministeri e alle relative Questure. Se accadrà qualcosa di spiacevole nella disperazione di chi non vuole sottostare a provvedimenti vessatori, loro avranno la coscienza a posto. "Noi avevamo blindato la città", come si è già detto..

Qual è il vuoto di questo quadro desolante? L'assenza da sempre di interventi strutturali.Dal Governo e dal CONI in giù, nonostante le tragedie e gli scandali, tutti hanno preso il calcio per riempirsi il gozzo di medaglie, di pretesti, di fughe, di prebende e di voti. E non c'è maggior goduria che scaricare le proprie responsabilità sugli altri, i più deboli, ovviamente.. Nella foto: Mondonico, la storica stella del derby

Cremo ed altro, TUTTO sulla fase 2 del calcio scommesse

In vista provvedimenti disciplinari alla Vanoli

Amichevole improvvisata mercoledì sera al PalaRadi tra Vanoli Braga ed Assigeco vinta dagli uomini di Caja per 94-62 con 31 punti di Roderick, ma il giocatore statunitense potrebbe essere tagliato dopo la partita di domenica prossima contro Casale Monferrato.

L'incidente stradale di cui è stato protagonista nella tarda notte di domenica insieme a Mazic ha già portato ad una multa da parte della società (Mazic, invece, sospeso a tempo indeterminato) e potrebbe essere la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La Vanoli Braga ha ancora un tesseramento da spendere da qui alla fine del campionato, ma prima di prendere una decisione definitiva, deve anche guardare alle condizioni fisiche di Tusek il cui problema al piede destro potrebbe non essere risolvibile in tempi brevi.

Romondini dal Pergo al Barletta

La S.S. Barletta Calcio comunica tramite una nota ufficiale di aver prelevato a titolo definitivo dll'U.S.Pergocrema il centrocampista Fabrizio Romondini. Trentacinque anni, romano, Romondini nel corso di questa stagione ha disputato tutto il campionato con il Pergocrema collezionando appunto 20 presenze mentre nella passata stagione era in forza all'Atletico Roma.

Si ripete Bassano- Pergocrema

Il giudice ha ordinato la ripetizione di Bassano-Pergocrema.Il Pergocrema perciò scende a 26 punti e ha una partita da recuperare.
Ecco la sentenza in dettaglio.

Un sito ci copia (o quasi) senza citare la fonte: cari ragazzi... siete cari e belli ma è scorretto!

La vita è fatta di coincidenze, lo sappiamo. Qualche volta però le coincidenze sono tante da diventare sorprendenti. E infatti negli ultimi tempi ci siamo sorpresi nel leggere un sito dedicato alla Cremonese da un gruppo di baldi ed entusiasti giovanotti. Un sito che guarda caso finisce col riproporre quasi sistematicamente quanto proposto dal Vascello. Per fare un esempio il Vascello pubblica lo scout delle partite e subito dopo lo stesso articolo compare sul sito in questione. Il Vascello pubblica statistiche e come per magia appaiono sul sito. E via dicendo. Coincidenze, capitano, si può pensare. E' però curioso pensare che in trasferta gli unici accreditati presenti sono sempre quelli del giornale La Provincia, della televisione Studio 1 e del Vascello. Eppure anche la cronaca in diretta come per magia viene pubblicata dal sito e toh combinazione somiglia sempre a quella del Vascello.
Identità assoluta di vedute? Può darsi. La sensazione è però che in qualche modo ci si ispiri a quello che pubblichiamo. Ci fa piacere, basta però che si citi la fonte. Altrimenti, cari ragazzi, è scorretto.

In 1^ Divisione, si giocherà sabato 25 febbraio, ma per la Cremonese in posticipo non cambia nulla

La Lega, in relazione alla gara della Rappresentativa Nazionale in programma martedì 28 febbraio in Inghilterra, per il Torneo ”International Challenge Trophy”, ha disposto che le gare della settima giornata di ritorno del Campionato di 1^ Divisione vengano anticipate, a tutti gli effetti regolamentari, a sabato 25 febbraio alle ore 14.30. Si precisa, tuttavia, che rimane regolarmente programmata la gara Cremonese-Trapani posticipata a lunedì 27 febbraio, per esigenze televisive.


Il nostro sondaggio: qual è adesso il vostro pronostico sul risultato finale della Cremonese in questa stagione? Chi sono i vostri giocatori da votare e da salvare?


Concorsino per i nostri lettori


TESTATE DA TENER D'OCCHIO

CORRIERE DELLA SERA ULTIMA ORA
BBC NEWS
GAZZETTA.IT
CORRIERE.IT
NOTIZIA DI CRONACA - ANSA.IT

Video

Conoscete i segreti della città del Torrazzo? Vi proponiamo una serie di immagini di angoli sconosciuti , sapete riconoscerli? Se sì, inviateci la vostra soluzione. Vai ad esplorare Cremona segreta con noi.
Sesta serie di immagini
Non c'è miglior modo per conoscere un territorio che andare a piedi o inforcare la bibicletta. Ecco una pagina dedicata al cicloturismo, con itinerari selezionati da Giulia Manuelli. Ultime proposte:La Strada dei Ciliegi e l'Istria in famiglia

Considerazioni contro la strada sud


Le terribili immagini del massacro del 4 giugno 1989 a Tian An Men.Le ha portate in Italia una protagonista della rivolta, Cliccare qui


Che emozione rivedere Protti ! Noi ve lo proponiamo in audio e video con Gabriella Tucci in un "Rigoletto" del 1961 e in altre opere. Vai

STORIA: Clicca qui se intendi rivedere i quindici video d'epoca per ricordare venti anni dopo la caduta del Muro di Berlino

La Palestina felice

La vecchia menzogna secondo cui la Palestina era un deserto arido in attesa di essere popolato è proprio solo questa - una menzogna. Questo video è stato fatto perchè tutti possano vedere la bellezza del popolo palestinese, prima che venisse etnicamente ripulito.
Cliccare sul titolo. Per una completa documentazione, al termine del brano, cliccare anche sui richiami sottostanti. Nel complesso circa 800 immagini e suoni dalla Palestina prima della progressiva occupazione israeliana



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“ODISSEA NELLO SPAZIO WEB”: DA CREMONA UN NUOVO PROGETTO CHE “FA SCUOLA”

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di Sab, 28 gen 2012


Filo dollaro o filo euro? La tragedia dell'impotenza

di Eugenio Blondet

Berlino pretende che l’Italia riduca il suo debito pubblico dal 120% al 60% del PIL in pochi anni, al ritmo di austerità estreme: così dettano, del resto, le normative europee. Ma Berlino sapeva qual’era il nostro debito, doveva vietarci di entrare nell’euro, agitando le «normative». Ci ha lasciati entrare perché conveniva ai tedeschi avere il grosso concorrente legato alla moneta forte, e impossibilitato a svalutare; per potergli rubare quote di mercato. Ed ora, tutti gli sforzi sono diretti a scongiurare il fallimento dei Paesi debitori, mantenendoli nello stesso tempo sotto l’euro che li strangola. A prezzi socialmente insostenibili.
Ormai una mezza dozzina di Paesi europei si devono porre la domanda più censurata: dove sono finiti i presunti «vantaggi» dell’euro, per i quali abbiamo ceduto la nostra sovranità? Essenzialmente, i vantaggi si riducevano alla possibilità di indebitarsi a tassi «tedeschi», ossia bassi: in Italia ne hanno profittato i politici d’ogni livello, comunali, regionali, statali, per indebitarci ancora di più; alla Spagna il basso costo dell’indebitamento ha regalato una bolla immobiliare che affonda le sue banche, strapiene di immobili pignorati e invenduti. Magari abbiamo guadagnato un pò anche come famiglie, accedendo mutui: per comprare appartamenti che oggi non possiamo vendere a metà del loro valore d’acquisto, perchè le banche non concedono più mutui, e così hanno bloccato il cosiddetto «mercato immobiliare».
In ogni caso, questo vantaggio è scomparso, e per sempre: i «mercati» prezzano il debito italiano a distanze siderali da quello tedesco, il costo del denaro diverge sempre più, e questo spread, questa forbice tra debitori che hanno la stessa moneta, non rientra: e non rientrerà, sarà permanente. Provocando il deterioramento strutturale della nostra economia reale; strutturale, ossia permanente.
La cosa dovrebbe essere chiara dopo il degrado di massa che Standard & Poors ha mitragliato contro sei Stati europei, Francia compresa . È come un’esecuzione di massa dei tempi di guerra. Con il downgrade passato da A a B, il prezzo del finanziamento pubblico si alza al di là di ogni possibilità di rilancio economico. Non solo l’Italia, ma tutta l’eurozona tranne Germania e satelliti, è stretta nella doppia morsa delle austerità e iper-tassazioni dettate dall’UE, e dei «mercati» che ci chiedono di più per prestarci denaro.
In altre parole: siamo in una spirale fatta di downgrading, recessione-depressione, aumento del debito, ulteriore downgrading. Degrado della nostra economia, perdita di mercati e competenze umane e industriali, deterioramento ulteriore della produttività, fuga di capitali, disoccupazione; dunque, riduzione degli introiti fiscali nonostante l’iper-tassazione (per scomparsa dei contribuenti, privati o imprese, diventati disoccupati e falliti) quindi peggioramento del debito e della nostra solvibilità nazionale.
Abbiamo visto solo l’inizio degli enormi (e iniqui) sacrifici che ci impone Monti (col consenso dei partiti). Tanti sacrifici ci attendono, povertà, disoccupazione diffuse, il degrado dell’economia a livelli sudamericani, e poi, perchè? La degradazione di massa di Standard & Poors rende ineluttabile, alla fine, il nostro default. Monti, l’ex-commissario europeo, secondo la volontà oligarchica di Bruxelles, Francoforte e Berlino, ci mette nella morsa strizza-tasche per farci servire il debito. È quello che si fa in tutta l’Europa del Sud.
«L’arroganza che ci sta distruggendo», ha scritto Paolo Rebuffo, «consiste nel credere di poter evitare il fallimento dei debitori, anzichè attrezzarsi a governare la bancarotta del sistema».
Un altro degli effetti perversi dell’Unione Europea così si rivela in piena luce: ogni Stato per sè, ridotto ai suoi soli mezzi; probabilmente vedremo default a catena, ma ognuno per conto suo, in situazioni di catastrofe, e divisi davanti ai creditori – che invece sono unitissimi. L’Europa non protegge più nessuno – salvo i banchieri, o i gay.
Siamo stati privati di tutti i mezzi per far fronte alla crisi più grave dal 1929: non possiamo svalutare, nè stampare moneta, nè ripudiare sovranamente il debito, e nemmeno alzare barriere doganali. Non sono ostacoli naturali, sono divieti che l’Europa ci dà, perchè i nostri governi – da venti o trent’anni – li hanno voluti. Li chiamavano «vincoli esterni», e li hanno usati come scusa del loro scarico di responsabilità: «Dobbiamo fare questo, perché l’Europa ce lo chiede»; «Non possiamo fare questo, perchè lo vietano le normative»
Così ci sottomettevano ad una oligarchia da nessuno votata la quale, a sua volta, ci ha sottomesso al «Washington Consensus», ossia alla globalizzazione voluta dagli USA, e che gli USA credevano di poter governare da egemoni perpetui: cancellata la «preferenza europea» negli scambi commerciali che pure era all’origine del mercato comune europeo (oggi è diventata un delitto) gli eurocrati hanno disciolto l’Europa nello spazio liberoscambista mondializzato, senza una sola esitazione a mettere i nostri salari in competizione coi salari cinesi, dieci o 20 volte inferiori.
Deregulation, privatizzazioni demenziali, libertà assoluta di arbitrio al capitalismo finanziario, sono stati usati come «vincoli esterni» per lanciarli a testa d’ariete – ora lo vediamo – a frantumare i «vincoli interni» delle società civili europee, ossia essenzialmente gli Stati sociali, le solidarietà nazionali da smantellare, perchè frenano la perfetta mondializzazione, e di cui ci si deve oggi sbarazzare per ottemperare ai desideri dei «mercati».
Ora in Europa agiscono forze contrastanti: filo dollaro e filo euro.
I popoli ed i politici in buona fede europei, che non hanno ancora un potere zero, dovrebbero capire di più, rimanere compatti e spingere dalla parte giusta.
L’alternativa di uscire dall’euro dovremmo deciderci a scartarla perché segnerebbe un trionfo provvisorio del dollaro con conseguenze pericolose per la pace, ed inoltre esporrebbe alla speculazione ogni singolo Stato che avrebbe difficoltà a difendersi pur disponendo di una moneta sovrana ma svalutata.
Però se i popoli europei non sono solidali, allora la speculazione viene lasciata libera di colpire i singoli Stati ad uno ad uno, senza che questi si possano difendere con una moneta sovrana, nella indifferenza degli altri popoli, fino ad arrivare ad attaccare ed abbattere la Germania, e questo potrebbe essere lo scenario peggiore.