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Al Forum di Assago, storica partecipazione della Vanoli Cremona alla Supercoppa, di nuovo avversaria l'EA7 che vince
109 a 87

Amarezza in casa grigiorossa per la sconfitta nel derby del Po

La Cremonese lamenta una certa sfortuna, ma sono riemersi difetti a centrocampo e in difesa, il Piacenza non ha rubato
la 21ª vittoria nella storia del sentitissimo confronto: 1-2 live

Scappini riaccendele speranze almeno in un pareggio (foto Ivano Frittoli ©)

In piazza del Comune e Stradivari il grande cuore della città

Omaggio al grande dono del volontariato cremonese

Il volontariato, una splendida gemma della città, si presenta illustrando le proprie caratteristiche e Cremona gli rende omaggio con una affettuosa partecipazione di folla in tutti gli stand collocati in piazza SAtradivari e piazza del Comune. Ecco alcuni momenti della Festa: dal lancio inaugurale dei palloncini con le autorità a un esempio delle realtà presenti. Le foto sono di A. Leoni ©

Una materia che il dibattito su Il Vascello ha riportato in primo piano

Lunedì l’operato dell’architetto Libero Guarneri, in un incontro a più voci all’Archivio di Stato

  L’opera di un architetto va contestualizzata per riuscire ad immaginare quali stimoli e quali competenze abbiano influito sul suo operato. Soprattutto va individuata quale idea di architettura abbia costituito il riferimento della sua progettazione. Purtroppo, ancora troppe volte agli edifici ci si accosta guardando all’immagine architettonica senza tenere conto che la costruzione è un volume da abitare.

  In occasione del centenario della nascita dell’architetto Libero Guarneri si vuole tentare un primo approccio ad una personalità complessa di professionista che ha operato in Città, ma anche in altri contesti e con ruoli differenti. L’attività di Libero Guarneri si è sviluppata come progettista di edifici residenziali, di strutture commerciali, di edifici religiosi, di banche e, non ultimo, di complessi urbanistici.

  Da un primo studio è possibile individuare tematiche che si sono imposte come elementi guida cui il lavoro dell’Architetto si è ispirato, sino ad imporsi come valori in cui riconoscere lo stesso mestiere del “saper fare architettura”.

La sua attività riguarda il periodo post-bellico in cui temi sociali si intrecciano con lo sviluppo dell’uso di nuove tecniche costruttive. Il materiale edile non è indifferente alla progettazione e diviene materia cui dare forma. Pur rispettandone le caratteristiche, la materia va “piegata” in vista delle funzioni d’uso. Sono queste a costituire il fine stesso della progettazione che per Guarneri deve avere come referente l’esistenza dell’uomo. Non si tratta però di un valore astratto, ma questo è contestuale alle esigenze storico-culturali di cui l’uomo è il vero protagonista. L’attenzione al sociale da parte di Guarneri non è rivolta  semplicemente al problema abitativo pressante in quegli anni. L’Architetto ne ha approfondito le specificità, ben conscio che la condizione dell’abitare costituisce elemento necessario per lo sviluppo ed il benessere della personalità.

  La lezione di Guarneri è contestuale alla docenza al Politecnico di Milano ove ha tenuto la cattedra di Elementi costruttivi. Particolare rilievo in questo ambito assume la sua ricerca che è ampiamente documentata in volumi prevalentemente a carattere tecnico-scientifico e nella rivista Architettura e Cantiere.

  L’incontro a più voci, docenti del Politecnico di Milano, giovani architetti che hanno consacrato la loro tesi  all’attività dell’Architetto Guarneri e un famigliare per una nota più personale, si terrà lunedì 26 settembre alle ore 18 presso l’Archivio di Stato di Cremona e vuole sottolineare la poliedricità della personalità di Libero Guarneri a cent’anni dalla nascita. Si è consapevoli che le sue opere costituiscono memoria attiva ed identitaria della nostra Città. 

Per i cremonesi i danni della trasandatezza e dell'incuria sono ferite: corso Garibaldi

di Claudia Monteverdi

Urban Wins, rifiuti e altro

Il 27 settembre alla Camera di Commercio dalle 9.30 conferenza di lancio del progetto Urban_Wins che avrà luogo a Cremona il 27 Settembre. Rappresentanti europei di alto livello e alcuni membri dello Urban_Wins European Advisory Board parteciperanno alla conferenza per conoscere meglio il progetto e contribuirvi con le loro idee.
I relatori della conferenza spiegheranno che cosa è il flusso globale materiale e quale è la sua relazione con la sostenibilità degli attuali schemi di consumo ed efficienza energetica, quali sono gli obiettivi e le diverse fasi di Urban-Wins e come il progetto contribuisce agli obiettivi della Commissione Europea.
Il pubblico avrà l'opportunità di fare domande ai relatori. Urban_Wins è un progetto triennale finanziato dall'Unione Europea che punta a sviluppare e sperimentare metodi per la definizione e l'implementazione di piani strategici eco-innovativi per la prevenzione e la gestione dei rifiuti in 8 città pilota: Cremona, Torino e due città parte della Città Metropolitana di Roma (Italia), Leiria (Portogallo), Bucarest (Romania) e Manresa & Sabadell (Spagna).

Guardate che dignità, sobrietà e civiltà dell’abitare aveva questo tratto di corso Garibaldi, davanti all’ex cartoleria Moschetti, agli inizi del Novecento. Facciate ben mantenute, balconi adornati da fiori, tendoni con tinte omogenee ( perlopiù di color rosso mattone) che riparano gli esercizi commerciali e consentono di passeggiare al riparo dal sole, marciapiedi a filo strada con pendenza della strada verso il centro. Le trottatoie centrali permettono di agevolare il solo traffico dei pochi mezzi in transito di allora. Gli acciottolati garantiscono il facile drenaggio delle acque piovane e reflue di vario tipo consentendo alla strada di respirare.
Confrontate questa immagine con quella sciatta, grossolana, disordinata ed anonima che il Corso offre oggi. ( per non parlare del tratto precedente da San Luca a Sant’Agata ). Povero Corso Garibaldi, cuore malato di una Cremona storica che si sta dissolvendo !!!! Che squallore !!!! Qui la città diventa paese.
I vecchi abitanti, quelli che si ricordano com’era, quando forse era meno “finta glamour ”, ma occasione di una vivacità più vera ed autentica, ci soffrono e fatalisticamente attendono la sua riabilitazione. Sul corso dove si fronteggiano ancora alcuni negozi di storica attività, si sono affastellate sull’asfalto righe e tracciati, divieti di transito, segnalazioni di ciclabilità, transenne pesanti ed inadeguate per limitare la ciclabilità, l’icona di uno Stradivari accucciato, crocchi di tavoli e tavolini, luoghi di ritrovo occasionale senza un ordine ed un senso.
Nel passato i "bagni di folla", delle trionfali manifestazioni rese in omaggio a monarchi e personaggi illustri in visita periodica alla città, transitavano da questo corso che rappresentava l'occasione per misurare il loro consenso. Oggi invece cosa si può misurare? Sicuramente il pressapochismo della gestione che, per risultato, ha dato un Corso Garibaldi che è un percorso ad ostacoli.
Lo spazio è confuso, non è stato modellato secondo destinazioni d’uso funzionali e complementari capaci di costruire e realizzare una spina ed un centro di aggregazione commerciale. Transitarvi è una vera sofferenza perché, all’inesorabile ed indistinta trasformazione commerciale, caratterizzata da un frenetico e drammatico “turnover”, si sommano vetrine sporche e maltenute e tentativi sperimentali ed improvvisati di “arredo e rigenerazione urbana” inadeguati e veramente di dubbio gusto, privi di una logica sequenziale e consequenziale.

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Ecco la scheda per il referendum: pare proprio uno spot per il sì

Il quesito elettorale uno sport per il Sì? Salta, infatti, subito all'occhio la differenza con le schede con cui si votò negli analoghi referendum del 2001 e del 2006, quando il testo, molto asettico e ai più oscuro, chiedeva solo di approvare o non approvare il testo di legge di modifica costituzionale. Renato Brunetta così non perde tempo e parte all'attacco. "Il quesito che abbiamo avuto il piacere di conoscere ieri in tv è un vero e proprio spot per il Si", accusa, il capogruppo di Forza Italia alla Camera. Secondo Brunetta, siamo di fronte a "una domanda confezionata ad arte per invogliare a scrivere Si. Tutto questo è un imbroglio bello e buono".

Il dirigente di Forza Italia cita proprio il voto referendario sul testo di riforma del centrodestra poi bocciato dagli elettori. "Nel 2006 noi, che eravamo un governo serio e per bene, - dice Brunetta. - avevamo chiesto agli italiani se acconsentivano alla modifica della Parte II della Costituzione. Oggi questo governo di imbroglioni, vuole ingannare gli italiani con una scheda che altro non è che uno spot".

La risposta del governo e del Pd alle critiche di Brunetta non si fa attendere "Il quesito referendario si limita a riprodurre il titolo della legge costituzionale", dice Maria Elena Boschi. "Caro presidente Brunetta, non c'è nessun imbroglio e nessun trucco. - aggiunge la ministra delle Riforme. - È tutto vero. Votando Sì al referendum si supera il bicameralismo paritario, si riduce il numero dei parlamentari, si contengono i costi di funzionamento delle istituzioni, si abolisce il Cnel e si rivede il titolo V.Secondo la ministra delle Riforme".

Gli interventi di Giorgio Palu suscitano polemiche anche in Cimitero

Ci mancava anche questa: si aprono anche in cimitero le polemiche che accompagnano la realizzazione del mega violino in piazza della stazione, una piazza che aveva mantenuto la sua armonia ottocentesca anche dopo il composto riassetto, e che deve invece ospitare d'angolo una gigantesca " anima della città" - questo il titolo datole dal suo autore, Giorgio Palu- che alla base evoca la cassa del violino per poi perdersi in acciaio filiforme e multicolorato nel suo propagarsi verso il cielo.

La domanda è sempre la stessa: fino a punto è possibile alterare ad esempio, Piazza del Duomo conservandone l'identità? La risposta è facile e qui non si tratta di allargare il discorso piuttosto banale e di facile presa demagogica che si è letto questa domenica, quando nell'editoriale del giornale locale si dichiara che se la città esprime un giudizio negativo di carattere artistico, paesaggistico, ambientale, allora è una città immobile e refrattaria a tutte le novità. Ma, il nocciolo del problema è la qualità, non la novità. Ci sono belle novità e brutte novità- Ed altrettanto vale per la qualità, buona o cattiva.

Detto questo, eccoci al cimitero. Il nome di Giorgio Palu ha portato alla nostra redazione molte segnalazioni di frequentatori del bel camposanto sulla ristrutturazione della Cappella della Famiglia Bonati. Il Mausoleo si presentava come si vede nella fotografia in bianco e nero a sinistra peraltro in pessime condizioni di manutenzione. come riferisce Anna Filippicci Bonetti nel suo splendido volume "L'arte dei Monti di Cremona vissuta tra Famiglia e Bottega" .

Anna Filippicci Bonetti descrive così la valenza della Cappella: " Il disegno è dell'architetto Davide Bergamaschi e l'ancona reca la descrizione " A. Monti e F.lli fecero". La Cappella si presenta complessa. interessante, monumentale e ricca di lapidi ricordanti i nomi dei defunti. Il fondale architettonico di stile gotico è utilizzato come nei trittici degli altari ed è ricco di opere che confermano la ricchezza del mausoleo destinato ad una famiglia molto nota in città. Il busto di isidoro Bonati, nonostante gli annerimenti dovuti al passar del tempo, si mantiene ancora a un buon livello illustrativo (…) Ben modellato il medaglione al centro del fondale. Il bassorilievo centrale in basso mostra una figura femminile, la Gratitudine, seduta e avvolto in un lungo peplo(...).

La cappella ha cambiato proprietà ed il tutto è stato coperto (si spera) con un mantellone in acciaio o rame dorato, rispettando, meno male, la "Gratitudine" che sbuca tra le pieghe del gigantesco paramento. Anche qui la domanda si ripete: vale la qualità o la novità? Attenzione a come rispondere.

Il super violino di Giorgio Palu nel giardino della Stazione: via libera dalla commissione paesaggio, per la licenza e per Sovrintendenza tutto a posto

Gli architetti e il "pasticiaccio" in piazzale della stazione

(a.m.) “Maledetti Architetti”è il titolo di un famoso libro degli anni ’80 di Tom Wolfe. Quasi tutti gli architetti ne ricevono prima o poi, con ammiccamenti vari, una copia in regalo. Per l’occasione, vale la pena leggerlo e riflettere sulle accuse lanciate alla categoria e troverete che le accuse sono datate, ma non troppo, perché vedo che continuano a riproporsi con toni accesi anche nella solitamente riservata e modesta Cremona, per il collocamento del “super violino”. 
Il risvolto civile vero di tale disputa credo dovrebbe essere nell’ordine:

1°) La città necessita di un altro totem con l’immagine del violino?
2°) il posizionamento è funzionale agli interessi della città ed adeguato a quest’opera?
3°) E’ un simbolo pubblicitario o un corredo urbano o un’opera d’arte? Soprattutto, se ha queste ultime aspirazioni, non sarebbe stato corretto che fosse valutata da una commissione di scultori di comprovata grande autorevolezza?
4°) E’ legittimo che un architetto, aspirante artista, pur di “chiara fama”, goda di percorsi privilegiati ed elabori, procuri, finanzi, pubblicizzi e scelga il luogo dell’esposizione del proprio operato proprio là, ai limiti delle prescrizioni urbanistiche?

Più della qualità ed il motivo ispiratore dell’opera, la disputa offre diverse considerazioni in merito a come viene tenuto normalmente in considerazione l’ordinamento pubblico e normativo ed aggiunge qualche generale valutazione sull’atteggiamento di qualche architetto nei confronti della città e della disciplina urbanistica su cui val la pena di soffermarsi.
L’episodio è sicuramente modesto rispetto alla grande importanza del tema più generale, ma offre l’opportunità di esprimere considerazioni generali e diffuse, che non sono propriamente casuali. 
Gli architetti sanno molto bene di praticare una professione molto, molto difficile e complessa, che, ad ogni passo, rischia di cadere in errore. Un lavoro oltretutto nel quale non se ne sa mai abbastanza o non si sa tutto quello che si dovrebbe sapere; che dovrebbe essere sempre più interdisciplinare, ma che per costi, cultura e sensibilità trova difficili corrispondenze; lavoro a volte totalizzante e troppo impegnativo, dal quale bisogna prendere le distanze in qualche modo, alleggerendone i carichi ed i settori di attività restringendo il campo delle proprie competenze.
Molto spesso la maggior parte degli architetti si salva da questo stressante impegno praticando veri e propri “atteggiamenti egocentrici“ di tipo mentale, culturale, ideologico, comportamentale, che, a pensarci bene, per valutarli benevolmente vanno interpretati come alleggerimenti, evasioni, occasioni di fuga, sberleffi e piropei.
Da qui, di volta in volta, hanno avuto, in totale libertà, possibilità di inserimento di un repertorio disinvolto e spesso fuori luogo, costituito da colori funebri ciuffi, moduli lego, farfalline, pagine aperte, ante a cannoniera, palafitte, ….. non esenti da critiche di retroguardia, ma comunque tesi alla riconoscibilità ed alla auto pubblicizzazione.
Atteggiamenti a volte veniali, a volte di natura nevrotica, a volte psicotica.

Spesso di moda, d’occasione, di convenienza. Sono così diffusi da diventare spesso tipici di un profilo professionale. Tali e tanti sono gli atteggiamenti che si potrebbero elencare, sistematizzare, studiare o analizzare sociologicamente e culturalmente, attraverso un’ apposita rubrica. Dimmi che atteggiamento assumi e ti dirò che architetto sei.
Da un lato non si capisce come mai i “grandi maestri del movimento moderno che hanno fatto l’architettura” non abbiano mai sentito il bisogno di ricorrere a tali mezzi. Dall’altro ha dell’incredibile la libertà di intervento al di fuori delle regole. Ma in periferia, nei club, nei circoli ristretti, nel cerchio magico, tale atteggiamento il più delle volte paga, perché, per appartenere a quel “giro”, devi essere e possedere un “ego smisurato” ed un oggetto griffato in palese contraddizione con quella raffinata sobrietà predicata in quegli ambienti come sinonimo di signorilità. Insensibile ad ogni richiamo prontamente il progettista si propone sempre con l’obiettivo di conferire una nuova riconoscibilità ed una nuova “identità” ai luoghi, che risolve con l’introduzione di “segni”, “gesti”, ”edifici autocelebrativi”.

Il mitico Crozza ha colto, molto argutamente, questi atteggiamenti nell’interpretare la figura dell’ architetto di “buon gusto” ricercato, afflitto da “tormento ed estasi” e con “il ditino mignolo” destro alzato. Tale atteggiamento al di fuori delle regole, e quello della contrapposizione tra architettura ed urbanistica, è diventato costume al punto che viene insegnato anche nelle Università.
Tipica di un atteggiamento è la figura dell’architetto totalizzante “architettocentrico” a cui non passa neanche lontanamente per la testa che forse su questa terra dovremmo ormai, con molta prudenza e religioso silenzio, solo contemplare e mantenere cio’ che ci è rimasto; non passa neanche per la testa che la buona architettura deriva da una urbanistica attenta e da una ordinata disposizione delle cose.
Il soggetto è facilmente riconoscibile da numerosi sintomi e dalle sue affermazioni con cui:

A) Ritiene che il piano urbanistico sia una diabolica invenzione di burocrati e politici ed uno strumento capace solo di limitare le sue” libertà creative”
B) Ritiene che le città siano brutte ed inabitabili per i criteri di regolamentazione ed uniformità di trattamento imposti dall’urbanistica.
C) Ironizza sull’urbanistica e sugli urbanisti continuamente a contatto con “certa” politica.
D) Si vanta di non capire nulla di urbanistica e se ne compiace nei salotti, specie se questi sono stati “molestati” da regolamenti urbani.
E) Più parla male dell’urbanistica più crede di essere realmente un vero architetto.
F) Odia gli standard, cosa da lasciare a ragionieri e contabili dell’urbanistica.
G) Rifiuta l’azzonamento che impedisce ed ostacola la qualità dell’architettura;
H) Dimentica il disagio abitativo e quanto è fondamentale per soddisfare i bisogni di un essere umano, ma non la ricerca estetica autoreferenziale.
I) E’ convinto di essere l’unico depositario e “sacerdote” della qualità architettonica;
L) Ritiene che solo l’architetto possa disegnare e fare bella la città;
M) Crede che il verde ed il paesaggio siano e debbano essere solo dei fondali alle sue opere;

E’ il classico rappresentante della teoria del” caos creativo” e“del si affermi il migliore”. Probabilmente nella società attuale, spiace ammetterlo, è la strada giusta per essere vincente. Magari con il supporto della burocrazia pubblica, spesso assai generosa nei confronti del forte e intransigente verso il cittadino senza dinastia . I risultati però sono quelli a cui assistiamo.
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(a.l.) Aggiungiamo allo straordinario intervento pubblicato in apertura dell'editoriale, che sul “super violino”, considerato elemento di rigenerazione urbana (sic ), si è saputo poco o nulla fino all'inizio dei lavori in piazzale della stazione. La discussione in Commissione Paesaggio si è protratta solo sulle modalità dell’iter  amministrativo, ma non ha assolutamente discusso, né approvato il luogo di collocazione dell’opera, né la sua qualità. E il tutto è avvenuto quando la Sovrintendenza aveva già dato il suo parere favorevole sin da gennaio ( uno sfregio inconcepibile nei confronti della Commissione costretta prendere atto di decisioni già inviolabili).

 Del resto il problema vero non è questo. E’ ben altro. Purtroppo questo episodio non è che la punta dell’iceberg di una condizione scombinata. Diamo anche alla Commissione Paesaggio il riconoscimento dei limiti che le sono imposti. Per quanto è trapelato, la Commissione Paesaggio, in questo anno di rodaggio ha cercato di trovare” una posizione ed un ruolo in campo”, con enormi difficoltà-(talvolta pare abbia dovuto supplire i vigili per non essere aggirata).

Una” nuova” Commissione sperimentale,( per giunta consultiva ), che non vuole essere usata come paravento e vuole che sia affermato un suo ruolo deve avere un suo spazio? Bisogna dire una volta per tutte con estrema chiarezza che in un decennio le condizioni politiche, amministrative, le risorse umane e culturali, la considerazione del bene comune si sono “rilassate”e sono degenerate. 

Senza voler rappresentare, in questo momento, alcuna posizione ideologica di parte (quelli di prima e di adesso pressoché pari sono ), sembra onestamente di poter affermare che questa Giunta, pur essendo composta da bravi e onesti ragazzi,( ma molto inesperti e supponenti), non ha la minima idea di che cosa vuol dire rigenerazione urbana né che cosa sia districarsi all’interno di un patrimonio stratificato di segni.

Conveniamo con l'editoriale: urbanistica ed architettura sono argomenti accantonati e sotto traccia. Attualmente sul tema, ed altro, la Giunta è chiusa a quadrato “in difesa” senza capire che è  alla mercè delle scorrerie di  dirigenti, funzionari ed ex arapaho di palazzo. Rammenta il generale Custer nella battaglia del Little  Bighorn. Quindi il “cinismo dell’apparato comunale” segnerà, alla lunga, un nuovo facilissimo successo.

Sul tema, una lettera di Giorgino Carnevali.

La Lombardia ha inserito l'autostrada nel piano della mobilità

Coldiretti: "Basta consumo suolo, la Cremona Mantova non serve"

“Siamo da sempre contrari alla realizzazione della Cremona-Mantova e sul tema non abbiamo cambiato idea. Il territorio fra Mantova e Cremona è ormai una ragnatela di asfalto che collega tutti i centri maggiori e secondari di questa zona. Un’altra autostrada non serve”: così Coldiretti Cremona ribadisce il no alla nuova arteria che Regione Lombardia ha inserito nel Piano della Mobilità regionale appena approvato.
“Non possiamo avallare l’ennesima cancellazione di suolo agricolo verde, in una zona in cui già troppo terreno fertile è stato sacrificato al cemento. La Lombardia, in vent’anni, ha visto diminuire del 25% il suolo agricolo, sceso sotto il milione di ettari, mentre le aree urbanizzate sono aumentate del 235% – prosegue Coldiretti Cremona –. Se fosse così necessaria questa nuova arteria, non si capisce perché non si sia realizzato finora il vecchio progetto esistente, per il quale sono state bloccate per oltre un decennio le aree sulle quali le aziende agricole non hanno potuto investire”.
Centinaia di ettari di campi –
conclude Coldiretti Cremona – sono da un decennio bloccati dal vincolo di pubblica utilità per il progetto di questa autostrada, il cui tracciato di 60 chilometri andrebbe a colpire 230 aziende agricole fra le due province (170 nel Mantovano e il resto nel Cremonese).

Comparto San Bernardo, come si normalizza la viabilità

Giancarlo Stringhini meritato riconoscimento
Si è svolta la 36ma edizione del Convegno Nazionale AIM – Associazione Italiana di Metallurgia, ente culturale, senza fini di lucro, mirato alla diffusione della scienza e della tecnologia dei materiali metallici ed altri materiali per l'ingegneria. Durante la cerimonia di apertura è stata conferita l’onorificenza della “Medaglia di Acciaio Inossidabile” intitolata alla memoria di Gabriele di Caprio, al cremonese Giancarlo Stringhini, quale membro del Cda Arinox e Ilta inox (Gruppo Arvedi) “per quanto ha saputo realizzare nel campo degli acciai inossidabili durante la sua carriera professionale, che si è contraddistinta per un’opera illuminata e coraggiosa”. Un secondo riconoscimento è stato attribuito al signor Renato Nemfardi di Eure Inox.
Ancora una volta viene riconosciuto da esperti del settore il grado di eccellenza raggiunto dalle aziende del Gruppo Arvedi.  Complimenti anche da “Il Vascello”.

Perfezionato in Giunta il percorso avviato nei mesi scorsi per garantire una mobilità residenziale nel comparto di San Bernardo dando così una risposta concreta alle sollecitazioni dei residenti di via Francesco Soldi. Conclusi i lavori in questa strada, trascorso un anno dall'apertura del sottopasso di via Brescia, ora le necessità sono queste: riaprire via Esilde Soldi, disincentivare il traffico veicolare parassitario su via Francesco Soldi e quello di passaggio tra via Brescia e via Persico. Al tempo stesso vanno assicurati il percorso di ritorno dal centro, da via Persico verso Borgo Loreto, nonché la possibilità di spostarsi facilmente ai residenti della zona di San Bernardo compresa tra le vie Francesco ed Esilde Soldi.

Nel comparto, dove è già presente la zona 30, verrà istituito il divieto di transito dei mezzi pesanti superiori a 3,5 T, a dimostrazione della volontà di moderare il traffico e garantire una maggiore vivibilità del quartiere dove sono presenti un importante plesso scolastico, l'oratorio e il Centro anziani, il Centro Quartieri e Beni Comuni e una linea del piedibus.
A partire dalla prossima settimana è prevista la realizzazione di una pista ciclabile monodirezionale in sicurezza in via Esilde Soldi con la riorganizzazione delle aree di sosta, ponendo attenzione alle esigenze delle attività commerciali. E' questo un collegamento importante tra i quartieri Zaist e San Bernardo che completa quelli esistenti di via Persico e via Brescia. Via Esilde Soldi verrà riaperta, come in precedenza, a senso unico da via Persico a via Brescia, con divieto assoluto, per motivi di sicurezza, di svolta a sinistra in uscita dal sottopasso. A tale proposito è utile ricordare che sarà rafforzata la segnaletica perché, a seguito di alcuni incidenti e su sollecitazione dei residenti, il passaggio pedonale inizialmente previsto venne successivamente tolto per garantire la sicurezza, ponendo il divieto di svolta a sinistra. Sempre per motivi di sicurezza continuerà ad essere vietata la svolta a sinistra da via Persico in via Esilde Soldi.
Successivamente si agirà sul primo tratto di via Francesco Soldi, da via Persico a via Endertà, che sarà a doppio senso di circolazione, l'altro invece, da via Endertà a via Brescia, a senso unico. Sarà istituito il senso unico in via Vitali e questa strada sarà l'ultima deviazione possibile verso via Persico prima del sottopasso. La segnaletica sarà opportunamente rafforzata a monte per favorire i percorsi alternativi dal quartiere di Borgo Loreto, da via Rosario, dalla tangenziale, dalla rotatoria e dal sottopasso di via Perisco. All'incrocio tra le vie Francesco Soldi e Persico verrà realizzata una mini rotatoria totalmente sormontabile per migliorare la sicurezza di quell'incrocio: questo accorgimento porterà ad evitare code e garantirà l'ingresso in via Esilde Soldi per i residenti provenienti dal centro.

Ferrovia Mantova-Milano, sì alle proposte M5S, progetto raddoppio completo dei binari ora scritto nero su bianco nel Programma Mobilità ( ma il finanziamento?)

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, durante la discussione del Programma Mobilità e Trasporti, la proposta del Consigliere regionale Andrea Fiasconaro che prevede una serie di interventi sulla linea ferroviaria Mantova-Milano tra cui anche la previsione del raddoppio completo dei binari.

Fiasconaro dichiara: "Ci ritroviamo in aula a parlare per l'ennesima volta della linea ferroviaria Mantova-Milano e dei suoi problemi. Le proposte che ho avanzato per il suo miglioramento sono già state più volte discusse ed anche, in alcuni casi, approvate. Peccato che poi non siano mai arrivati tutti i finanziamenti necessari a metterle in opera.

Proprio per questo ho voluto ribadire le nostre proposte, tra cui, interventi sulla linea, sugli scambi ferroviari, sulle stazioni, sul rinnovo dei treni, sul raddoppio dei binari e sul potenziamento dell'intermodalità ferro-gomma.

Voglio essere sincero con i pendolari: l'approvazione di questa mia proposta è solo un ulteriore tassello nella battaglia quotidiana per ottenere finalmente miglioramenti e risorse per la Mantova-Milano. Sicuramente sarà necessario insistere e continuare a sollecitare chi governa la regione, spesso sordo ai reali bisogni dei pendolari e dei cittadini. Oggi possiamo dire che anche il raddoppio completo della linea verrà scritto nero su bianco nei progetti futuri della mobilità lombarda. Oltre alle parole oggi c'è quindi un documento scritto.

24 ore for Torriani sul Torrazzo, protagonista Luca Zava

I 502 gradini del Torrazzo da salire e scendere per 82 volte, l’equivalente dei 42 km di una maratona, ma con un dislivello di 8.200 metri, pari a quello del K2. Sono questi i numeri della prossima sfida in cui si cimenterà Luca Zava, uno degli sportivi cremonesi più amati, accompagnato dal compagno di avventure Federico Gradaschi. L’impresa si terrà sabato 24 settembre a partire dalle 7.30 con arrivo previsto intorno alle 21.30. E' questo uno degli appuntamenti certamente più emozionanti inseriti nel ricco programma di Rigenerazione Urbana 2016.

Castelverde: adesso è il consigliere Giuseppe Priori che scrive....
una serie di domande e contrasti inevasi

Nel silenzio la trattativa con Bertana, 82 pilastri nel Parco di Costa S.Abramo che diventano 42...

di Giulio Contini

La politica è fatta di opportunità – dichiara il Consigliere Giuseppe Priori in una nota inviata in esclusiva al Vascello, a conferma di un dissidio sempre più insanabile con il Sindaco Graziella Locci. Prosegue Priori: Noi abbiamo appoggiato la Giunta quando le scelte sono state condivise, o quando venivano discussi argomenti che condividevamo. Nelle nostre decisioni siamo sempre stati liberi: la relazione critica sul regolamento dell'Unione (esposta nell'adunanza del Consiglio comunale del il 31 marzo 2015 – n. d.r.) e la non approvazione dei Bilanci degli anni 2014 e 2015, credo ne siano la prova concreta. Nel 2016 abbiamo partecipato fattivamente alla stesura del Bilancio, e per questo, poi, l'abbiamo approvato. Oggi le scelte della Giunta sembrano andare in direzione opposta al nostro modo di pensare. Questo è il motivo delle nostre interrogazioni e dei nostri contrasti con la Giunta a partire dal mese di giugno 2016.

I contrasti di giugno cui allude Priori vertono soprattutto sull'accorato tentativo del Consigliere di contrastare l'azione del Vicesindaco Scalisi e dell'Ing. Maurizio Ferla, che i Cittadini di Castelverde possono ringraziare per aver tolto a Castelverde l'opera di protezione civile, promozione del volontariato, salvaguardia dei beni culturali e ambientali, sorveglianza alle manifestazioni, ai parchi, alle discariche... e tutte le meritorie attività svolte per oltre un decennio dall'Associazione animata da Fabio Guerreschi e dagli altri volontari del Nibbio.

L'interessamento di Priori si è esplicato nella sua replica all'interpellanza presentata dai Consiglieri Paglioli e Lena durante l'adunanza del Consiglio comunale del 27 luglio 2016. Nel suo intervento, in piena consonanza con gli altri Consiglieri di Minoranza, Giuseppe Priori sottolineava il dato inquietante che: a) la bozza della convenzione col Nibbio era stata preparata dall'Ass. Ferla; b) la bozza non è mai stata discussa in Giunta. Con le parole del Consigliere: Il sig. Guerreschi conferma che la bozza è stata stilata insieme all'Ing. Ferla, ma non è mai stata discussa negli incontri ufficiali con Sindaco, Vicesindaco e Segretario comunale. Perché chi ha stilato la bozza non è mai stato presente negli incontri ufficiali con il Nibbio?

Una domanda a cui Scalisi e Ferla non hanno ancora risposto, così come l'intera Giunta non ha mai chiaramente ribattuto alle interrogazioni depositate dallo stesso Priori in data 18 luglio 2016, aventi ad oggetto “Rifiuti abbandonati davanti alle discariche comunali” e “Regolamento per il funzionamento degli organi collegiali”. L'atteggiamento dei governanti di Castelverde rivela una scarsissima disponibilità di dialogo con la Minoranza, e a una riprovevole assenza di trasparenza nei confronti dei Cittadini.
Ne sono prova il totale silenzio sotto la cui cortina si sta svolgendo l'affaire Bertana; le repliche nulle alle gravi notizie emerse sulla stampa a proposito dei dati sul fotovoltaico; la pretestuosità ormai palese della chiusura del Centro culturale Agorà, dell'area giochi del Parco Giovanni Paolo II e degli spogliatoi di Costa. A queste improvvise e quasi simultanee interruzioni di servizi pubblici si aggiunge la mancanza di provvedimenti per sanara la mancanza di agibilità di tutto l'edificio comunale e in particolare dell'U. R.P. (Ufficio relazioni con il pubblico), dove entrano ogni giorno decine di Cittadini, luogo sprovvisto addirittura delle uscite di sicurezza!!

( nella foto i pilastri abbattuti dalla neve a Costa S. Abramo - segue, cliccare qui)


Don Giuseppe Nevi non arretra di un passo nella critica al parroco del Duomo dopo l'incontro con l'Islam in Cattedrale (che, ovviamente, aveva ottenuto il consenso del vescovo di Cremona): il confronto, così forte , scuote la Diocesi. Vai

Lettera di un fedele a Don Giuseppe Nevi sul segno di Pace all'Iman: nessuna contraddizione col pensiero di papa Francesco

Caro Direttore , il 19.8 indirizzai a don Nevi una nota di biasimo, come in calce riportata: egli mi rispose il successivo 29.8 al quale non ho potuto non replicare per le gravi imprecisioni in esso contenute, soprattutto quanto al maldestro tentativo di far passare come "scomodi" insegnamenti di papa Francesco proposte cosiddette liturgiche che suffragherebbero le tesi di don Nevi e che invece appaiono ben difficilmente riconducibili al reale pensiero del Papa. Beppe Bodini.

Al dott.Don Giusppe Nevi, Parroco di sant’Imerio - Cremona

Io non uso spigolare tra le esternazioni di papa Francesco selezionandone a discrezione; tuttavia, incuriosito dal documento che Lei mi ha inviato, ho verificato la fonte, facilmente scoprendo quanto il Papa vi sia estraneo: trattasi infatti di una lettera circolare della Congregazione per il culto divino pubblicata il 7.6.14 per rispondere, dopo sette anni di indugio, ad un invito contenuto nell’Esortazione apostolica di papa Benedetto XVI “Sacramentum Caritatis” del 22.2.2007, al n.49 nota 150.

Quanta possa essere stata la consonanza di Papa Francesco con il documento stesso e, più in generale, con la “produzione” della Sacra Congregazione, può indursi dal fatto che il 28 agosto 2014, ne veniva giubilato il  Prefetto (spedito a Valencia)ed il successivo 5 novembre, congedati simultaneamente e con effetto immediato i due sottosegretari Ward e Ferrer Grenesche.
A due anni di distanza, del resto, la stessa CEI, destinataria della lettera circolare in questione, non mi risulta vi abbia dedicato una qualche attenzione operativa.

Questo non solo per cronaca, ma specificamente a rettifica di quanto da Lei propinato come “intervento” di Papa Francesco del 7.6.2014 “passato sotto assoluto silenzio”.

Mi esimo dal commentare nel merito lo stralcio della lettera circolare: facie prima mi colpisce l’intonazione “reazionaria”, nel letterale senso di reazione a prassi spontanee, anche con valenze empatiche, sviluppate in diverse comunità ecclesiali e qui contrastate con veemenza degna di miglior causa.
Ma non è questo il punto: il biasimo da me espresso alla polemica da lei innescata origina dalla “discrasia valoriale” tra l’iniziativa, su scala europea, di raccogliersi in comune preghiera di esecrazione per un delitto orribile e le barricate di censura innalzate di fronte a talune modalità celebrative (non liturgiche, la liturgia è altro) che la stampa locale ha confezionato con prurito forse non innocente.

Ne è scaturita una dannosa rottura della comunione nella chiesa locale e nato un inutile “scandalo” per molte coscienze cristiane.

“Eresia dell’informe”? Del tutto l’opposto: l’eresia si annida nell’exceptio cerimonialis (non liturgica, la liturgia è altro), a supporto della quale si incomoda la “comunicatio in sacris” e si invoca il canone 844 e quanto altro. E non si riesce a vedere, e tantomeno a capire, l’enorme significato di un gesto di perdono e di pace, la sua portata pastorale, il suo valore teologico.

La differenza di posizioni non mi impedisce di ringraziarLa per l’attenzione e di rivolgerLe un fraterno saluto. Beppe Bodini


I gendarmi della Misericordia

" I gendarmi della Misericordia". Sono ricordi pro questo Paese incendiato dalle divisioni, senza "Misericordia", appunto. Certo, alcuni articoli potranno essere accantonati da alcuni come "contro". Contro chi? I farisei che continuano a rifarsi la verginità e gli speculatori ideologici.

Puntata numero 6 - Il medico condotto Gaudioso Bonera di Malagnino l'11 maggio 1945 torturato e trucidato come in Egitto il martire Giulio Regeni
Puntata numero 5: il rito sacrificale dei cremonesi con la orrenda fucilazione di Mario Merlini( nella foto) già morente e legato a una barella in piazza Marconi
Puntata numero 4: Renato Rozzi ci aiuta a capire i risvolti della Resistenza a Cremona
Puntata numero 3: Il vigile Urbano Igino Ghidetti esce libero dal carcere, ma alcuni lo attendono e scompare, forse il suo corpo gettato nel fiume Po
La battaglia di San Luca e tre giovani vite stroncate
il 26 aprile 1945,
di Giorgio Carnevali
Puntata numero 2: La tragedia di Annibale Guarneri: umanità in Ortalli e Jaeger
Puntata iniziale: Isola Provaglio, l'assassinio di un povero soldato della Wermacht

Area Vasta e prospettive sfavorevoli a Cremona
"C'è del buono nel territorio cremonese": un intervento di Massimo Terzi. Vai

Rarissime caricature, Arrivo di Crociati del 1871, fino al 29 in Archivio di Stato

Grande interesse e sala strapiena questo sabato in Archivio di Statoin Archivio di Stato per la presentazion e l'esposizione del rarissimo album caricaturale "Arrivo dei Crociati del 1871" che fu già mostrato, in modo molto parziale (solo diciannove delle sessanta tavole) a Milano nel 1955, in Villa Comunale, da Natale Gallini, che così presentò l'opera:
"Le caricature di Zeffirino Falcioni appartengono al periodo della grande lotta ingaggiata dai liberali contro i codini e i conservatori nel 1871 a Roma. Sono per lo più composizioni satiriche che centrano regnanti ed alti personaggi che ebbero parte rilevante nel tentativo di contrastare le vicende di quel decisivo momento per la unificazione del Regno d'Italia. In origine queste caricature facevano parte delle sessanta tavole preparate dal Falcioni per una grande impresa editoriale che poi non ebbe realizzazione".
La mostra resta aperta fino al 29 settembre.Vai a leggere ulteriori dettagli.



I sondaggi

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L'omelìa di Don Alberto Franzini

a cura di Giovanni Borsella

“Non potete servire Dio e la ricchezza”

Un amministratore sul punto di essere licenziatoer la sua mala gestione, si fa amico dei debitori verso il suo padrone, falsificando i bilanci a loro favore, per essere da loro soccorso quando fosse stato in miseria.
In questa parabola, tra le più sconcertanti, Gesù loda l’amministratore disonesto per la sua scaltrezza!
Gesù però non esalta la disonestà – spiega don Alberto nella sua omelia di domenica – ma constata che “i figli di questo mondo sono spesso più intraprendenti e avveduti dei figli della luce”. Don Alberto aggiunge: “Troppo spesso il male è fatto con impegno, intelligenza, tenacia, con passione, mentre troppo spesso il bene è fatto senza costanza, senza convinzione, senza entusiasmo. Perciò Gesù ci dice: imitate i figli del mondo per la loro intraprendenza e abilità. Non sta scritto da nessuna parte che i cristiani debbano essere degli sprovveduti, degl’incapaci”.
“Nella nostra situazione italiana noi cristiani siamo stessi spesso fiacchi, incoerenti, provi di coraggio. Peggio ancora: lo siamo stati in nome della mitezza, della comprensione, finendo così per scegliere il quieto vivere, un posto comodo, evitando confronti impegnativi, testimonianza coraggiose e impopolari”.
Le ricchezze sono ambigue: possono ridurci il cuore a un “cuore di pietra”, insensibili verso i bisognosi, oppure possono indurci ad essere generosi. “La condizione è la strada maestra per non rimanere tristemente prigionieri di una logica di possesso che ci separa dagli altri. “Fate come quell’amministratore” – dice Gesù. Ossia: coprite il male col bene! Questo è l’unico modo, l’unico rimedio per uscire dalla ricchezza iniqua: quello di distribuire ai bisognosi i propri beni, non solo il denaro, ma anche il proprio tempo, le proprie energie e risorse culturali, spirituali. La condivisione è più importante dell’accumulare per s锣.
“L’astuzia del cristiano sta nel procurarsi le ricchezze vere ed eterne con quelle del mondo”.
In tempo di benessere il profeta Amos, settecento anni prima di Cristo denunciava, con parole di fuoco, la violenza criminale contro i poveri e gli umili di Israele. “Non è possibile alcun compromesso col male: “non si possono servire due padroni. Non potete servire Dio e la ricchezza. Il denaro è cattivo quando prende il posto di Dio e diventa così padrone della nostra vita, delle nostre scelte, dei nostri desideri. Ogni volta che scegliamo come nostro signore qualcosa o qualcuno che non è il Dio della vita, ne diventiamo schiavi. Solo Lui ci rende veramente liberi”.

"Fondamenti per lo studio della liuteria"

Una nuova ricerca di Anna Maramotti Politi
grande successo a Gorizia

La studiosa cremonese Anna Lucia Maramotti Politi con Enrico Ravina ha presentato sabato scorso a Gorizia il suo ultimo ed estremamente impegnativo lavoro che l'ha molto impegnata in questi anni.

In "Fondamenti per lo studio della liuteria", propone dall'alto di una altissima competenzacon grande coraggio, considerate le polemiche che accompagnano la materia, "una metodologia di salvaguardia e restauro dei Beni Liutari".
Lo studio è stato incoraggiato e poi pubblicato conn l'egida della Associazione Culturale "Maestro Rodolfo Lipizer" Onlus che da sempre è in prima linea, constatando, come si legge nella introduzione del lavoro, la consapevolezza dell'importanza che lo strumento ha per gli esecutori e per chi fruisce la musica , quel valore aggiunto che ulteriormente qualifica l'Associazione conferendole grande autorità". L'impegno editoriale ha da subito raggiunto grande attenzione e successo in un pubblico internazionale di esperti e appassionati. Da notare anche il contributo del maestro Gio Batta Morassi.

L'opera è pubblicata da Edizioni della Laguna - Mariano del Friuli GO (2016)

Il virtuoso israeliano del violino Shlomo Mintz per la categoria “Esecuzione” e il grande documentarista francese Bruno Monsaingeon per la categoria “Comunicazione” sono i vincitori dei Cremona Music Awards 2016

Il virtuoso israeliano del violino Shlomo Mintz per la categoria “Esecuzione” e il grande documentarista francese Bruno Monsaingeon per la categoria “Comunicazione” sono i vincitori dei Cremona Music Awards 2016, riconoscimenti attribuiti annualmente a personalità di spicco della musica internazionale dal comitato artistico di CremonaFiere nell'ambito di Cremona Musica International Exhibitions, il più importante appuntamento a livello globale per gli operatori professionali della grande musica.

La manifestazione – in scena da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre nei padiglioni di CremonaFiere – ha le proprie radici nella straordinaria tradizione liutaria cremonese, che nel mondo si identifica con i nomi di Stradivari, Amati e Guarneri del Gesù, e si offre ad una platea di addetti ai lavori e di appassionati come momento di aggregazione di respiro sempre più ampio, in grado di coniugare business, cultura e spettacolo.

La cerimonia di consegna dei Cremona Music Awards è fissata per le ore 12 del 2 ottobre nella Sala Guarneri del Gesù di CremonaFiere.
Nel contesto di Cremona Musica International Exhibitions Monsaingeon sarà anche ospite della presentazione (domenica 2 ottobre, alle 10.30) del romanzo a fumetti 'Glenn Gould. Una vita fuori tempo' realizzato dall'artista Sandrine Revel.

Notizie dal mondo qui, prima pagina bis (con offerte lavoro) clicca qui

Val alla pagina EVENTI & CULTURA per altre manifestazioni

Si avvicinano i giorni del 43° Congresso Internazionale della Viola a Cremona dal 4 all' 8 ottobre: ecco il programma generale

Il Messie esposto al Museo del Violino nella sala dei Frieds of Stradivari sta già ottenendo la grande, meritata attenzione dei visitatori. Intelligente il confronto con le copie del prestigioso capolavoro stradivariano: emerge la intelligenza e la creatività dei liutai italiani, mentre i francesi si limitano a una copia pedissequa, dunque per molti aspetti senza trarre dal capolavoro suggerimenti illuminanti.
La foto del Messie è di Antonio Leoni ©

Progetto “Violino va a scuola”, sperimentazione nelle scuole infanzia e primarie

“Violino va a scuola”. Questo il nome del progetto che il Comune di Cremona, l'Istituto Superiore di Studi Musicali “Claudio Monteverdi”, l'Istituto di Istruzione Superiore "A. Stradivari" - Scuola Internazionale di Liuteria e l'Associazione Musicale 3T hanno deciso di sperimentare quale percorso didattico e metodologico che ha come fine principale la diffusione della cultura musicale tra le nuove generazioni, in particolare nelle scuole dell'infanzia e primarie. Lo schema di Protocollo d'intesa, destinato a regolare i rapporti tra i partner coinvolti, individuandone finalità e ruoli, è stato approvato oggi dalla Giunta su proposta della vice sindaco con delega all'Istruzione Maura Ruggeri.
“Il progetto sperimentale 'Violino va a Scuola', predisposto dall'Istituto Musicale “C. Monteverdi”, si propone di favorire l’apprendimento di competenze musicali di base e più specialistiche riferite allo studio e alla conoscenza del violino anche attraverso obiettivi trasversali e interdisciplinari di matematica, fisica, scienze, storia”,

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di Dom, 25 set 2016

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Ultima modifica: 16 Giugno 2015
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